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AIAC_4511 - Landro - 2017
La campagna di ricerca svolta in località Pian di Landro, nell’Altopiano del Cansiglio (Comune di Tambre - Belluno), è stata finalizzata alla verifica dell’interesse archeologico, ed in particolare preistorico, di un riparo roccioso noto come “Landro”. Si tratta di un grande riparo roccioso formatosi in seguito al parziale crollo di una dolina. Tale crollo ha interessato solo parzialmente la volta della cavità sotterranea, risparmiandone una buona porzione sul lato est.
Lo scavo del sondaggio è stato eseguito manualmente e ha interessato una superficie di 2 x 2 m corrispondente a 16 quadrati di 50 cm di lato denominati 10-14/N-O. Tutti i reperti individuati in corso di scavo sono stati rilevati tramite stazione totale. Il sedimento asportato per quadrati di 50 cm è stato setacciato a secco a campione per verificare la presenza di elementi di taglia minuta. Fa eccezione l’US 5 che è stata interamente flottata e setacciata ad acqua. Il tetto di tutte le UUSS indagate è stato rilevato sia tradizionalmente che con fotogrammetria.
Il saggio ha permesso di portare alla luce una sequenza piuttosto articolata, composta da 6 principali Unità Stratigrafiche. L’Unità superiore (US1), che è costituita da un sedimento limo-sabbioso fine di colore bruno-scuro/nerastro con marcata presenza di sostanza organica, ha restituito frammenti ossei e reperti (sia litici che metallici) legati a frequentazioni di epoca diversa (anche sub-attuali). Al di sotto si articolano vari livelli (UUSS 2, 3, 4) costituiti prevalentemente da clasti calcarei di varia dimensione e inglobanti numerosi manufatti litici e frammenti ossei (che attestano la presenza di varie specie fra cui cervo, marmotta, lupo, alce, camoscio e cinghiale) parzialmente alterati da fenomeni post-deposizionali. Questi accumuli coprono uno strato a matrice argillo-limosa di colore grigio-nerastro con sfumature brune che presenta una forte concentrazione di materiale organico fra cui numerosi frustoli di carbone millimetrici (US5). Quest’ultimo livello presenta un eccellente stato di conservazione e ha restituito vari frammenti ossei, principalmente attribuibili a Marmota marmota, e manufatti litici. La composizione faunistica e i manufatti litici, tra cui un frammento di lamella a dorso, suggeriscono l’attribuzione all’Epigravettiano recente.
La sequenza messa in luce presso il “Landro” assume un ruolo di primo piano per la ricostruzione del popolamento preistorico delle Prealpi venete, testimoniando la ripetuta occupazione del riparo alla fine del Paleolitico superiore (Epigravettiano recente). La prosecuzione delle ricerche tramite lo scavo estensivo del deposito e lo studio multidisciplinare del record archeologico permetterà di ampliare notevolmente le conoscenze attuali sugli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori della regione nonché di contestualizzare meglio i siti già indagati nell’Altopiano del Cansiglio (siti all’aperto come Palughetto, Bus de la Lum e altri), alla luce di un deposito pluristratigrafico e con un record archeologico costituito sia da manufatti litici che organici.