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Caterina Ottomano

Season Team

  • AIAC_150 - Bosco Nogali, Piancada - 2003
    La località si colloca in un’area adiacente al Fiume Stella, nei pressi dell’attuale linea di costa; le indagini hanno sinora restituito una serie di strutture archeologiche che testimoniano una frequentazione forse prolungata del territorio, si tratta di gruppi di pozzetti, alcune officine litiche, una struttura di combustione, un tratto di canaletta, un ampio canale ed una sepoltura. In particolare meritano di essere segnalati l’ampio canale con sezione a U, sul cui fondo erano presenti numerosi resti di fauna domestica, e la sepoltura di un individuo di sesso femminile di cinque anni di età, deposta insieme allo scarico di centinaia di molluschi marini (gusci di Cerastoderma) e di alcuni grandi frammenti di ceramica riconducibili forse ad un originario corredo. In base ai materiali sinora rinvenuti sembra possibile riferire la maggior parte delle evidenze alle prime fasi del Neolitico, anche se la scarsità di reperti ceramici non consente di definire culturalmente tali presenze. Nell’area più settentrionale del sito – in località Latteria – sono stati inoltre rinvenuti alcuni frammenti di Vaso a Bocca Quadrata. Le dimensioni complessive dell’area interessata dall’occupazione neolitica risultano considerevoli. Ricerche di superficie hanno infatti permesso di accertare che anche ad occidente dell’attuale corso dello Stella, nel comune di Precenicco, affiorano materiali neolitici su una superficie di decine di ettari. (Andrea Pessina)
  • AIAC_151 - Cûeis, Selvis e Roncon - 2005
    Il sito di Sammardenchia è ubicato sulle alture del Medio Friuli, rilievi tettonici sopraelevati di pochi metri rispetto alla circostante pianura, e si estende su un’area di 650 ettari. Le ricerche di superficie, svolte a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo, hanno riconosciuto la presenza di circa 900 strutture archeologiche, concentrate soprattutto nella località Cûeis, che gli scavi hanno sinora accertato essere pozzetti di forma cilindrica, cavità di forma irregolare, strutture polilobate, buche di palo, canalette, una probabile cisterna per acqua e un doppio fossato che marginava uno degli abitati. L’enorme quantità di reperti litici e ceramici documenta contatti con la sfera culturale padana di Fiorano e con quella adriatico-balcanica di Danilo, spesso rinvenuti in associazione nella medesima struttura archeologica. Il materiale culturale recuperato è abbondantissimo: di particolare interesse i vasi con decorazione dipinta in colore rosso e nero, i vasi a quattro gambe e circa una decina di statuette. Da Sammardenchia proviene anche una delle maggiori collezioni di manufatti in pietra verde levigata, si tratta di asce, accette, accettine, scalpelli e anelloni, la cui materia prima è di origine per lo più non locale. Abbiamo inoltre manufatti in ossidiana di Lipari. La documentazione paleobotanica attesta una agricoltura sviluppata, con diversi tipi di cereali, leguminose e attività di raccolta dei frutti spontanei. Da questo sito provengono oltre una ventina di datazioni al carbonio 14, che indicano una lunga frequentazione neolitica che si sviluppa dal 5500 a.C. al 4700 a.C. circa. (Andrea Pessina, Giuseppe Muscio)