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Henry Baills - Musée de Tautavel, Centre Européen de Préhistoire

Season Team

  • AIAC_2452 - Grotta di Santa Maria di Agnano - 2016
    Nel 2016 le ricerche archeologiche nel sito di Santa Maria di Agnano sono proseguite nelle aree già indagate nel 2015 con l’estensione dello scavo del muro di recinzione ellenistico, l’esplorazione dei livelli olocenici e pleistocenici sottostanti la parete rocciosa occidentale del riparo nell’Area H-I-P-Q, la prosecuzione nei settori identificati come « Scavo esterno » riferibile alle stratificazioni paleolitiche, le Aree dei quadrati L-M, pertinenti alla terrazza centrale inferiore dove sono attestate frequentazioni già a partire da epoca ellenistica ; inoltre sono state eseguite delle indagini geofisiche. La prosecuzione dell’indagine stratigrafica nell’area H-P nel 2016 ha evidenziato una sequenza di depositi naturali che hanno restituito strumenti litici non particolarmente consistenti, caratterizzati dalla presenza di alcuni grattatoi circolari e ipermicrolitici, che rimandano ad una cronologia mesolitica. La sequenza del Mesolitico recente si compone di una diacronia stratigrafica definita da momenti di intensa frequentazione a carattere rituale dell’area alternati a momenti di cesura. Emerge con chiarezza da una paleosuperficie identificata come piano di frequentazione una disposizione con andamento circolare di pietre di piccolo e medio modulo (Circolo 3) e la presenza di un ciottolo calcareo, recante un’incisione a sintassi lineare-scaliforme, che sostengono l’ipotesi del carattere rituale dell’area a ridosso della parete rocciosa. Nell’area H-I si è eseguito un approfondimento di scavo al fine di verificare la consistenza stratigrafica del deposito sottostante. La parte superiore del deposito si ricollega alla frequentazione neolitica già evidenziata nell’area. Nelle sottostanti UUSS si rinvengono spatole in osso, probabilmente rapportabili ai resti identificati di un probabile circolo di pietre rituale e, infine, nei livelli successivi ci sono testimonianze rapportabili ad una fase dell’Epigravettiano finale, con una datazione calibrata assoluta che ci riporta al 9141 BC - 8763 BC (95.4 %) (LTL16801) con industrie litiche tra le quali prevalgono le punte microgravettiane. Nell’ambito delle attività per il restauro dell’Area rituale 1 si è identificato un deposito votivo, obliterato da una tegola, ricavato in prossimità del paramento murario che definisce a est l’Area Rituale 1: il _corpus_ ceramico che lo compone, ancorabile tra la gli ultimi decenni del IV e il III secolo a.C., è costituito da una lucerna integra trilychne con scialbatura bianca e una olla kantharoide miniaturistica bilobata e con anse a volute, nonché da frammenti di una coppa con decorazione a rilievo raffigurante una biga, con auriga e cavalli in corsa; l’offerta di una lucerna polilychne fa riferimento ad una dimensione votiva non strettamente connessa con il culto di Demetra ma potrebbe rinviare ad altre divinità ctonie ad essa associate. Per quanto concerne lo scavo dei quadrati L e M, ci si è concentrati nell’allargamento effettuato a settembre 2015, cercando di raggiungere lo strato composto dallo sbriciolamento di una pietra locale, chiamata «tufina», apparso nell’angolo nordovest nel 2015. Si è poi proseguita l’operazione di rimozione dei crolli di tegole sulle vaste aree rinvenendo una serie di reperti asseribili alla prima fase ellenistica del santuario (fine IV-III secolo a.C.). Lo scavo dell’area SMA-Esterno ha riguardato essenzialmente 2 livelli di un’unica US. La maggior parte dei reperti litici rinvenuti è costituita da selce color miele di origine garganica. Tra gli strumenti più presenti si attestano bulini, grattatoi, strumenti a dorso e autentiche microgravette spesso bipunte. Lo strato si attesta come cronologicamente legato ad un Gravettiano classico leggermente più recente o contemporaneo alla sepoltura di Ostuni 1