Name
Giuseppe Muscio
Organisation Name
Museo Friulano di Storia Naturale, Udine

Season Team

  • AIAC_151 - Cûeis, Selvis e Roncon - 2005
    Il sito di Sammardenchia è ubicato sulle alture del Medio Friuli, rilievi tettonici sopraelevati di pochi metri rispetto alla circostante pianura, e si estende su un’area di 650 ettari. Le ricerche di superficie, svolte a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo, hanno riconosciuto la presenza di circa 900 strutture archeologiche, concentrate soprattutto nella località Cûeis, che gli scavi hanno sinora accertato essere pozzetti di forma cilindrica, cavità di forma irregolare, strutture polilobate, buche di palo, canalette, una probabile cisterna per acqua e un doppio fossato che marginava uno degli abitati. L’enorme quantità di reperti litici e ceramici documenta contatti con la sfera culturale padana di Fiorano e con quella adriatico-balcanica di Danilo, spesso rinvenuti in associazione nella medesima struttura archeologica. Il materiale culturale recuperato è abbondantissimo: di particolare interesse i vasi con decorazione dipinta in colore rosso e nero, i vasi a quattro gambe e circa una decina di statuette. Da Sammardenchia proviene anche una delle maggiori collezioni di manufatti in pietra verde levigata, si tratta di asce, accette, accettine, scalpelli e anelloni, la cui materia prima è di origine per lo più non locale. Abbiamo inoltre manufatti in ossidiana di Lipari. La documentazione paleobotanica attesta una agricoltura sviluppata, con diversi tipi di cereali, leguminose e attività di raccolta dei frutti spontanei. Da questo sito provengono oltre una ventina di datazioni al carbonio 14, che indicano una lunga frequentazione neolitica che si sviluppa dal 5500 a.C. al 4700 a.C. circa. (Andrea Pessina, Giuseppe Muscio)
  • AIAC_161 - Dosso Confine - 2004
    Il sito è stato individuato in seguito alle prospezioni di superficie condotte dal Museo Friulano di Storia Naturale e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto denominato “I celti in Friuli”. Queste ricerche accertarono la presenza di numerose tracce di frequentazione, riferibili ad un periodo compreso tra la Preistoria e il Medioevo. La località, oggetto di scavo e denominata “Dosso Confine”, si colloca sulla sponda settentrionale del lago di Pramollo, nei pressi del confine di Stato con l’Austria. Il materiale litico rinvenuto contempla circa 2000 manufatti in pietra scheggiata: in selce di origine verosimilmente locale e in quarzo ialino la cui provenienza è da collocare nel versante settentrionale dello spartiacque di confine. Lo studio della distribuzione dei materiali indica la presenza di aree specializzate per la scheggiatura della selce e del cristallo di rocca. Risultano inoltre presenti alcune strutture di combustione (delle quali sono in corso alcune datazioni per stabilire l’età) e un apprestamento di pietre. Il sito è interpretabile quale stazione stagionale di caccia, analogamente alle numerose presenze mesolitiche dell’arco alpino orientale, e per i caratteri delle industrie litiche pare riferibile alla fase antica del Mesolitico. (Giuseppe Muscio)
  • AIAC_993 - Fraz. Fusea - 2006
    During the course of the 2005 campaign on the paleontological deposit that was characterised by the presence of nothosaurs and placodontia (marine reptiles typical of the Triassic era) the terrain and rocky fragments removed by stream water were studied. A part of the terrain which had formed on the main fossiliferous outcrop was removed; inspection continued on the fan of debris which had formed below the outcrop and was partly stabilised by the vegetation; an examination was made of the area around the outcrop which aimed to establish the probable lateral extension of the fossiliferous section. The site age had previously been identified as lower Carnian on the basis of geological studies of the zone and the stratigraphy of the Dolomites, as well as the presence of the few foraminifers found in the thin sections. Recent data from the area of Dogna showed that in northern Friuli the last substantial unit of carbonaceous shelf before the Dolmia Principale did not reach the Carnian level. Moreover, the stratotype at the base of the Carnian has still not been formally established. The position of the fossiliferous strata of Fusea, situated immediately above the last substantial unit of carbonaceous shelf before the Dolmia Principale and at the base of the sequence of black limestones, usually known as “carnian”, means that they can now be reasonably dated to between the end of the Ladinian time and the beginning of the Carnian time. (MiBAC)