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AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2018
La campagna di scavo 2018 ha avuto luogo tra l’8 e il 25 Luglio e ha interessato esclusivamente i quadrati G15 e H15. La scelta di dare la precedenza all’indagine in quest’area è dovuta al fatto che questi quadrati occupano un’area completamente isolata dal resto dello scavo, con il sedimento antropico appoggiato in modo precario su un enorme masso con superficie superiore inclinata. Questa posizione fa sì che l’intero blocco di sedimento possa andare soggetto ad uno scivolamento verso il centro della cavità con la conseguente perdita dei dati stratigrafici.
L’intervento di quest’anno ha permesso di chiarire la situazione emersa alla fine della campagna 2017. In questi quadrati era affiorata un’interessante situazione alla base del tg. 4 dello strato rsa’ (rosso sabbioso), con la messa in luce di quello che sembrava un unico grande focolare in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali, avente base su un livello denominato sabbia arancio (differente dall’ rsa’ in quanto dotato di una certa quantità di argilla e completamente privo di clasti calcarei). Quest’anno, con la prosecuzione dello scavo, è stato possibile accertare che quanto ipotizzato nel 2017 non era corretto, in quanto si trattava non di una, ma di due differenti aree di combustione, l’una (A) leggermente più antica dell’altra (A’).
Si tratta di piccoli focolari (circa 70 cm di diametro) alloggiati ciascuno in una fossetta poco profonda, aventi uno spessore massimo di 6-7 cm e formati da uno straterello di carbone sovrimposto ad un livelletto di cenere biancastra con terreno di base fortemente arrossato a causa del calore. Entrambi i focolari hanno restituito materiali riferibili alla facies proto-aurignaziana.
La fossetta del focolare A scavata nella sabbia arancio era, nella parte basale, a diretto contatto con un’area di cenere pertinente ad un terzo focolare più antico, correlabile ad una superficie con materiali emersa sotto il taglio 5 nella sabbia arancio, risultato praticamente sterile. Quest’ultima area di combustione, denominata C, è molto probabilmente da attribuire alla fase più recente della frequentazione uluzziana. Infatti, dall’osservazione della sezione tipo di Gambassini, si evince che lo strato da noi denominato sabbia arancio corrisponde, sia nella posizione stratigrafica che nello spessore, allo strato denominato da Gambassini rsa”, caratterizzato dalla presenza di clasti calcarei assenti invece nell’area attualmente indagata, e pertinente alla facies uluzziana.
Un ulteriore attività ha riguardato il proseguimento della verifica della documentazione degli scavi Gambassini con la digitalizzazione della sezione tra H e G 12-15.
Si è dovuto inoltre procedere al consolidamento della sezione della trincea Gambassini corrispondente ai Q.ti H e I 12-13 perché il distacco di terreno, a seguito del cedimento di una grossa pietra nella parte bassa della sezione, aveva creato un vuoto nel deposito che metteva a serio pericolo di crollo il livello uluzziano più recente.