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AIAC_168 - Polazzo - 2005
La località fossilifera di Polazzo è un Lagerstätte datato al Santoniano (Cretaceo superiore), circa 85 millioni di anni fa.
Il sito B (un sito A in cui si è scavato in precedenza si trova a NNE), oggetto di scavo annualmente dal 1996 (con una interruzione di un anno per motivi burocratici) è situato alla periferia SSE del paese di Polazzo. Si tratta di un affioramento di calcari stratificati di limitata estensione che appartiene ai "calcari di Aurisina". La direzioni degli strati è 290°, l'immersione media è 24°. Da un punto di vista litologico e sedimentologico è costituito principalmente da calcari sottilmente laminati, di solito di colore chiaro (grigio o verdastro), con una geometria tabulare e intervalli disturbati post-deposizione dalla tettonica. Sono pure presenti livelli di microbreccia. Il tipo di fossili contenuti e il loro stato di conservazione indicano la presenza di un ambiente favorevole alla fossilizzazione dei resti organici che di solito vengono distrutti dai processi tafonomici.
L'area oggetto di scavo si estende su di una superficie di circa 50 metri quadrati e la sezione stratigrafica è spessa all'incirca un metro. La sezione è stata divisa in sei intervalli principali (strati) ed ulteriormente suddivisa in sottointervalli. I reperti provenienti dallo scavo sono in totale 1075 (aggiornato al 2004). Essi sono costituiti principalmente da resti scheletrici di pesci ossei neotterigi, per lo più incompleti ma ben conservati, e da più rari resti di piante (coniferali). Tra i Neotterigi, i Teleostei sono il gruppo dominante. Di particolare interesse sono gli esemplari dell'alepisauriforme Rhynchodercetis (due esemplari conservano ancora i resti della preda all'interno della cassa toracica), i Beryciformes (Perciformi basali, di particolare interesse evolutivo), picnodontiformi (Neotterigi basali) e parecchi piccoli teleostei forse in relazione ai Cypriniformes. E' stato rinvenuto anche il dente di un rettile diapside, forse un piccolo coccodrilliforme. Tutti gli esemplari trovati sono custoditi presso la sede del Museo in Via Valentinis, 134 a Monfalcone (Gorizia).