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Giacomo Gonella

Season Team

  • AIAC_171 - San Paolo Vecchia - 2005
    Nelle precedenti indagini si era posta in luce, per quanto riguarda la fase più antica, una piccola chiesa a pianta rettangolare con modesto annesso liturgico quadrangolare interpretabile come fonte battesimale ad aspersione. Questa fase è stata datata da una serie di analisi al C14 fra fine IV-inizi V secolo d.C. Nella campagna estiva lo scavo sul fronte interno del perimetrale sud ha messo in luce il solo filare conservato, all’altezza della propria fondazione, della muratura dell’impianto paleocristiano. Analoga constatazione è stata svolta anche per la successione stratigrafica della muratura del perimetrale nord. Nella campagna autunnale del 2004 era stato evidenziato un piano in acciottolato disposto all’esterno del perimetrale laterale sud dell’edificio; tre buche da palo in fase con lo stesso costituivano il probabile basamento di un porticato ligneo ascrivibile alla fase paleocristiana. La rimozione di tale unità stratigrafica ha permesso di mettere in luce un precedente piano acciottolato. Esso appare interamente anche dal filare paleocristiano e deve quindi essere legato ad una preesistente e limitata fase anteriore alla fine del IV secolo d.C. La rimozione sul fronte interno degli acciottolati ha evidenziato tracce archeologiche di difficile interpretazione tra cui si segnala una buca molto profonda (ca. 50 cm di diametro) e ben sagomata e una canaletta con bordi rilevati costituita da malta e cocciopesto. Non è ancora stata formulata un’interpretazione certa di questa fase, che attende anche la datazione archeometrica del sedime organico interno alla buca, ma appare possibile connettere le evidenze ad un ulteriore impianto battesimale di pieno IV secolo. (Aurora Cagnana, Stefano Roascio)
  • AIAC_173 - San Vito - 2005
    Gli scavi avviati nel 2003 e terminati nel 2005, hanno posto in luce resti di un piccolo luogo di culto a carattere sepolcrale, costituito ad una tomba ad inumazione, posta entro fossa terragna e datata, tramite C14 fra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo. La sepoltura, orientata in senso Est-Ovest era inserita all’interno di una struttura lignea, attestata dai resti di buchi di palo rinvenuti. I resti parziali di un’altra tomba ad inumazione, con diverso orientamento, ma sempre databile all’VIII-IX secolo, indicano che nel luogo sorgeva una piccola area cimiteriale, non identificabile con la Pieve di San Floriano. Si tratta con ogni probabilità di un oratorio funerario privato, analogo a quelli rinvenuti in area svizzera e trentina. Nel XIII venne edificata una prima chiesa in muratura, rettangolare, che inglobò, esattamente al centro, le tombe altomedievali. Le pavimentazioni sono state rifatte più volte nel corso del XIV e XV secolo, mentre una generale ristrutturazione delle murature si registra fra XVIII e XIX secolo. (Aurora Cagnana, Paola Greppi)
  • AIAC_1980 - Feleteit - 2008
    Si sono portati alla luce completamente due muri N-E e S-E, morfologicamente differenti, e appartenenti a fasi distinte, come lo scavo ha confermato. E’ stato avviato lo scavo del deposito stratigrafico all’interno della torre quadrata che, all’interno, doveva essere originariamente intonacata. E’ stato rinvenuto un potente livello di bruciato caratterizzato per la presenza di terra annerita, carbone e pietre di grandi dimensioni fortemente termo trasformate. Un incendio sembra dunque avere decretato il crollo della struttura. Al di sotto di esso è presente un livello di malta (in fase con una grande buca circolare interpretata come fossa di scarico per la presenza, nel riempimento di cenere e resti di pasto.