Name
Federica Stella Mosimann - Università degli Studi di Padova - Dipartimento dei Beni Culturali

Season Team

  • AIAC_3654 - Nora. Quartiere orientale - 2017
    Nel corso della campagna di scavo 2017 l’Università degli Studi di Padova ha ripreso lo scavo del vano VIII dell’edificio ad est del foro di Nora. Sottoposti al livello di crollo della copertura in laterizi dell’ambiente, già asportata nel 2016, su buona parte della superficie del vano si sono individuati tanto frammenti d’intonaco dipinto di piccole e medie dimensioni, immersi con orientamento caotico in una matrice argillosa, quanto veri e propri lacerti di muratura in mattoni crudi, caratterizzati da rivestimenti parietali dipinti su ambo le fronti. Questi ultimi, talora di lunghezza superiore a 1,5 m e con pareti intonacate conservate continuativamente anche per 0,8 mq, si trovavano senz’altro in uno stato di crollo indisturbato. Asportati integralmente i livelli di crollo, è stato possibile documentare una fase di abbandono del vano, caratterizzata dalla quasi completa distruzione della pavimentazione in cementizio, preservata _in situ_ per una modesta superficie nell’angolo nord-occidentale dell’ambiente, e da una profonda fossa di spoliazione in cui giaceva una soglia frammentaria in autobreccia andesitica, forse abbandonata durante l’asporto in età tardo antica a causa della mole notevole. Lo stato del tutto lacunoso della pavimentazione ha consentito l’avvio delle indagini al di sotto dei suoi livelli di preparazione, solamente impostato e rinviato alle prossime campagne di scavo, ma che già da ora ha permesso di identificare una precedente fase edilizia, caratterizzata da una grande struttura muraria che attraversa trasversalmente e pressoché a metà il vano VIII.
  • AIAC_3654 - Nora. Quartiere orientale - 2018
    Nella campagna di scavo svoltasi tra settembre e ottobre 2018, le indagini si sono concentrate nel settore occidentale del saggio. È possibile oggi confermare che l’edificio di età imperiale sia attraversato in senso est-ovest da un lungo corridoio (vano X); lo scavo ha inoltre permesso di acquisire un nuovo dato, ossia che su tale ambulacro, collegato tramite il vano IV al settore meridionale del complesso, si aprono verso nord almeno tre vani di modeste dimensioni con accesso disassato (ambienti I, XI, XII), che vanno dunque a definire il limite settentrionale conservato dell’edificio. Le attività di ricerca si sono poi concentrate nel vano III, che corrisponde al settore sud-occidentale del complesso e che ha restituito un complesso panorama stratigrafico relativo alle fasi di abbandono e distruzione dell’edificio. Rimossi i livelli corrispondenti allo spianamento del crollo del vano, è stato possibile ridefinire i limiti dell’ambiente, in quanto è stato riportato in luce lo zoccolo di base del perimetrale orientale; inoltre, al centro del vano è venuto alla luce un basamento parallelepipedo in arenaria sul quale si conserva la traccia circolare di una colonna che doveva essere funzionale alla copertura dell’edificio. Hanno affiancato l’intervento di scavo le attività di ricomposizione delle plaques di intonaco venute alla luce in questa e nelle passate campagne, in gran parte da livelli di crollo; tale indagine, oltre a restituire pregnanti dati sulla cultura artistica norense del III sec. d.C., ha permesso di meglio comprendere le dinamiche di crollo dell’edificio e di chiarire alcune questioni relative ai sistemi di copertura dello stesso.

Publication Authors