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Domenico Lo Vetro - Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e Università degli Studi di Firenze

Season Team

  • AIAC_4504 - Tosina - 2018
    Dall’11 giugno al 20 luglio 2018 si è svolta la VII campagna di scavo e ricerche alla Tosina di Monzambano (MN), insediamento del Neolitico Recente - Finale connotato da elementi della tarda Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata e della Cultura Chassey-Lagozza. L’abitato, ubicato nelle colline moreniche a Sud del Lago di Garda, si sviluppa su una superficie di 5 ha sui versanti di un basso rilievo collinare prospiciente aree un tempo paludose. Nella campagna 2018 si è approfondito l’assetto stratigrafico del Settore C che è stato allargato verso Nord, per studiare in senso diacronico il rapporto tra insediamento preistorico e apprestamenti agricoli di età storica (muri di terrazzamento settecenteschi) e verso Sud per verificare il rapporto tra abitato e le circostanti paludi. La stratificazione archeologica individuata mostra una costante giacitura fortemente inclinata da Nord verso Sud che sembra il prodotto di scarichi colluviali, sia naturali (US 185) sia con forti contributi antropici (UUSS 174,175=181,164=182,165,159,160). Unico elemento strutturato è rappresentato da US 178, una struttura rettilinea in pietrame a secco con andamento NW-SE interpretata come sistemazione e arginatura del versante in età neolitica; essa si confronta, per componenti e quota altimetrica (m 85,23 slm), con altri tratti della medesima cordonatura indagata nel Settore A-scavo 2006-2016 (US 117, m 85,56 slm) e nel sondaggio 6 (US 162). Il Settore C era posto al piede di un insediamento abitativo che occupava la sommità della collina e che fu fortemente manomesso dalla realizzazione di terrazzamenti agricoli di età storica moderna. Il contesto territoriale, ricostruito sulla base dei dati palinologici e paleobotanici, ci suggerisce l’immagine di un’altura circondata da un ambiente umido, testimoniato dalla granulometria del sedimento, dall’abbondantissima quantità di malacofauna, di marker vegetali di natura ripariale e da una importante presenza osteologica di fauna ittica e anfibia. A differenza di quanto si ipotizzava nel corso della campagna 2017, ossia che la superficie archeologica esposta più a Nord (US 174) si potesse ancora estendere orizzontalmente verso settentrione, conservando tracce insediative più strutturate (fondi di capanna e piani di calpestio), si è invece constatato che poco oltre il limite del settore raggiunto nel 2018 la stratigrafia preistorica risulta asportata da uno scasso artificiale di età storica, relativo alle lavorazioni agrarie. I materiali archeologici sono rappresentati da una gran quantità di frr. ceramici attribuibili al tardo Neolitico: frammenti di vasellame della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (RR 463 da US 182, RR 289 da US 165, frammento di pintadera fittile RR 295 da US 160, che ha restituito anche un ciottolo inciso con decorazione concentrica RR 546) e della Cultura della Lagozza. L’abbondantissima industria litica (finora oltre 40.000 pezzi) presenta caratteri tecno-tipologici omogenei ascrivibili alla cultura della Lagozza e in particolare ad un aspetto locale che sembra essere circoscritto al territorio che si estende dalla sponda bresciana del lago di Garda fino ai margini meridionali del Veronese. Tutto ciò è associato ad una grande quantità fauna, prevalentemente resti di animali allevati (bovini, suini, ovo caprini) ma anche animali domestici (canidi e muridi) e selvatici (ungulati, suinidi, mustelidi, canidi, plantigradi). Pochi reperti ceramici, metallici e litici provenienti dai depositi più superficiali indicano una rifrequentazione del sito, in discontinuità, anche nelle età del Rame (cuspidi di freccia) e del Bronzo (frr. di boccali poladiani, industria litica). La presenza di molti studenti delle Università toscane in attività di formazione didattica ha consentito uno scavo di grande dettaglio con flottazione e setacciatura totale del deposito di risulta, seguita dalla vagliatura per l’individuazione selettiva (clipping) di debitage litico minuto e della microfauna. Inoltre nel corso del 2018 si è concluso il progetto di ricerca "Valorizzazione della Preistoria dell'Alto Mantovano: cultura, economia, ambiente e relazioni interregionali a Tosina di Monzambano", co-finanziato da Regione Lombardia sul Bando 2017 relativo ad interventi per attività culturali - Anni finanziari 2017 e 2018 (D.D.G. del 05/06/2017)- Area d'intervento A7 – «Aree archeologiche e siti iscritti o candidati alla lista Unesco». Obiettivo del progetto era lo studio del sito di Tosina nel più ampio quadro dell’Italia settentrionale nel Neolitico tardo mediante ricerche mirate su temi di carattere generale (approvvigionamento e percorsi di diffusione di materie prime litiche, prodotti e tecnologie; caratteristiche paleoambientali e climatiche; relazioni culturali). Allo scavo, infine, sono connessi interventi di divulgazione e valorizzazione promossi dall’ Associazione Culturale Amici di Castellaro: il documentario di M. Piavoli Tosina di Monzambano; attività didattiche rivolte alle scuole del territorio (curate dall’archeologa R. Tremolada); il Seminario di approfondimento per docenti, organizzato a Mantova (9 nov. 2018) in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di CR-LO-MN (dr. Leonardo Lamanna) e la Provincia di Mantova.