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AIAC_3743 - Santa Rosa di Poviglio - 2018
La campagna di scavo 2018 è stata la quarta dedicata all’esplorazione del passaggio fra Villaggio Piccolo e Villaggio Grande della Terramara Santa Rosa di Povigio, concentrandosi sul margine occidentale precedentemente non raggiunto.
Al margine del Villaggio Piccolo, lo scavo ha preso in esame le unità relative alle più recenti fasi della serie stratigrafica. Di particolare interesse il tratto N-W del ponte e le grandi buche di palo che vi sono venute in luce, alcune collocate in obliquo a rinforzo della massiccia struttura, sono state inoltre esplorate in pieno fossato ed adiacenti al ponte numerosi pozzi per acqua.
Alla luce dei dati raccolti nella campagna del 2018, unitamente a quelli delle precedenti campagne, il ponte appare originarsi da un dosso rinforzato da numerosi ciottoli fluviali ai piedi della scarpata del Villaggio Piccolo con una complessa struttura rettangolare con rinforzi laterali. Il materiale archeologico recuperato in queste unità conferma l’appartenenza della struttura alle fasi più evolute del Bronzo Recente. In attraversamento del fossato, si dipartono poi almeno quattro file di pali disposte su di una larghezza complessiva di circa sei metri. Su entrambi i lati della fascia dei pali del ponte vi sono altre due file di palo, con andamento divergente rispetto agli allineamenti del ponte, incerta la loro interpretazione, potrebbero forse costituire dei pennelli a protezione del ponte.
Uno tra i numerosi pozzi in pieno fossato conteneva, al di sotto di una coltre di grossi ciottoli fluviali, lo scheletro intero di un maiale da latte. Le circostanze del ritrovamento lasciano pochi dubbi sul significato rituale di tale deposizione. Questa infatti sulla base della datazione radiocarbonica ottenuta risale ad una fase molto avanzata del BR2, alle soglie della crisi che determinerà l’abbandono dell’abitato di Santa Rosa e più in generale il crollo della civiltà terramaricola. Appare un prospettiva interpretativa suggestiva mettere in relazione l’offerta votiva alla siccità che localmente si è manifestata con l’abbassamento delle falde idriche ed il conseguente scavo di pozzi nei fossati per cercarne di più profonde.
Infine, in coda alla campagna di scavo sono stati effettuati tre carotaggi continui a nord del sito, al fine di procedere a una dettagliata indagine, soprattutto su base paleobotanica, sul contesto paleoambientale della terramara e sul suo rapporto con il paleoalveo del Po.