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Stefano Grimaldi- Università degli studi di Trento

Season Director

  • AIAC_4487 - Riparo Mochi - 2018
    Le ricerche al Riparo Mochi sono state effettuate nel periodo dal 01 al 27 ottobre 2018 con un gruppo di studenti volontari dell'università di Trento e di altre università italiane. I livelli intaccati dallo scavo sono riferibili alla transizione tra l'Unità B (Gravettiano finale) e l'Unità C (Gravettiano a Noailles). Lo scavo ha interessato una superficie di circa 8m2 per una profondità media di circa 40 cm. Tutta l'area è stata suddivisa con una griglia di 1 metro quadro riagganciandola a quella utilizzata dal prof. A.Bietti durante gli scavi del 1997-2005 nel settore Est. E' stato possibile correlare il punto zero sia con gli scavi Bietti che con gli scavi Cardini del 1959 permettendo così un perfetto raccordo con i dati provenienti da tutte le campagne di scavo precedenti. Lo scavo ha continuato l'attività dell'anno precedente e ha consentito, per la prima volta nella storia degli scavi al Riparo Mochi di evidenziare un netto e evidente marker stratigrafico rappresentato da un potente episodio di crollo. Tale episodio si incontra in una area di forma vagamente semicircolare restando concava verso la parete dei Balzi Rossi; il crollo divide in due il deposito indagato in una parte interna compresa tra la parete rocciosa dei Balzi Rossi e il crollo e in una parte esterna al crollo stesso. Il deposito direttamente a contatto con la superficie dei massi di crollo ha fornito rari manufatti e frammenti ossei indicando quindi che, durante il periodo immediatamente successivo all'episodio, il sito non è stato frequentato. Il deposito interno, scavato solo parzialmente in quanto la maggior parte di esso costituisce il testimone stratigrafico che sarà lasciato in posto per future attività di musealizzazione, risulta essere cronologicamente successivo all'evento di crollo; si tratta di un sedimento fortemente argilloso, a tratti di colorazione marrone scura che viene citato anche da L.Cardini nel suo diario di scavo del 1959 in cui riporta allo stesso livello la presenza di un sedimento color "cioccolata" e ricco di manufatti tipologicamente ascrivibili al Gravettiano finale. L'assenza di bulini di Noailles e di altre tipologie riferibili al Gravettiano di facies a Noailles lascia ipotizzare che l'episodio di crollo possa essere stato l'evento determinante per il cambiamento culturale nella sequenza stratigrafica del Riparo Mochi. Campioni di sedimento sono stati prelevati laddove ritenuto utile per analisi geomorfologiche e per flottazione. Il sedimento scavato è stato setacciato prima a secco con maglie di 2 cm2 e poi ad acqua con maglie di diverse misure fino al millimetro quadro. In questo modo, è possibile recuperare anche i resti di alcune specie di microfauna particolarmente indicative del paleoambiente. Nel complesso, è stata rinvenuta numerosa industria litica riferibile al Gravettiano; la assenza di bulini di Noailles e la presenza di lame di e schegge di dimensioni significative permettono di confermare l'attribuzione culturale dei reperti al Gravettiano finale. La macrofauna è presente prevalentemente con frammenti di ossa lunghe e denti di Cervidi mentre abbondante è la microfauna e la malacofauna; tra quest'ultima sono state rinvenuti alcuni esemplari ben conservati di fauna marina (Patelle). Tra i reperti di particolare rilievo, si segnalano diversi frammenti di ossa lunghe di ungulati con evidenti tracce di macellazione. Non sono emerse evidenze riferibili a strutture quali fossette, buche di palo o focolari. Tutti i sedimenti e materiali prelevati sono conservati nei magazzini dell'Università di Trento dove saranno oggetto di studio nei prossimi mesi.