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Alessandro Conti

Season Team

  • AIAC_953 - Pyrgi - 2018
    Gli interventi di scavo del 2018 sono stati incentrati sul cd. quartiere cerimoniale a nord del Tempio A, all'incrocio tra la via Caere-Pyrgi e la via glareata diretta al porto, eseguendo anche indagini fnalizzate a chiarire il rapporto con l'abitato e l'area santuariale. Nel settore a nord della via glareata, lo scavo ha confermato il carattere del tutto eccezionale del vano A nella fase di età arcaica, contraddistinta dall'impianto di un pozzetto in tufo grigio. In questa direzione sono interpretabili non soltanto il riempimento dello stesso pozzetto (scavo 2017) e il particolare addensamento di punte di freccia in lamina bronzea nell'area immediatamente circostante, ma anche l'offerta di una coppa attica a figure rosse deposta all'angolo del vano e sigillata da una catasta di blocchi di tufo, nella fase di rialzamento del piano di calpestio. Il pozzetto risulta inserito all'interno di un vano, o recinto, più antico che presenta abbondanti tracce di attività connesse all'uso del fuoco - forse in rapporto alla lavorazione dei metalli. Lo sviluppo planimetrico dei fabbricati portati alla luce a nord della via glareata e il loro inserimento nella maglia degli isolati urbani sono suggeriti dalle risultanze di una prospezione georadar eseguita nel mese di ottobre 2017, validate attraverso un saggio di verifica: è stata portata in luce parte di un edificio realizzato con blocchi di tufo disposti per testa, che si contrappone al cd edificio in opera quadrata all'interno di un medesimo complesso edilizio. A sud della via glareata, lo scavo è stato esteso ai diversi ambienti del grande isolato (500 mq) che si attesta contro i due percorsi stradali. In particolare, è stato possibile documentare le sostanziali modifiche planimetriche e altimetriche apportate all'ala meridionale dell'isolato nella fase di V sec. a.C., attraverso l'allargamento dei vani I e L in direzione dell'area cortilizia e la dismissione di vani ricadenti nel sottosuolo del vano M, andati distrutti con ogni probabilità a seguito di un incendio. In quest'ultimo settore è stata completata l'indagine del consistente accumulo di materiale ceramico e archeozoologico, interpretato come riflesso dello svolgimento di una cerimonia di purificazione/espiazione a carattere collettivo, che ha segnato l'obliterazione della fase precedente: il carattere rituale dell'intervento è ulteriormente sottolineata dalla deposizione di una coppa in bucchero recante due sigle e una iscrizione etrusca intorno al piede, e quella di una olletta con iscrizione sull'orlo, sigillata da un blocco di tufo e associata a consistenti tracce di bruciato. Nell'area cortilizia è stato quest'anno portato alla luce un secondo pozzo, originariamente coronato da un lastrone di arenaria con apertura circolare, provvista di incasso per coperchio, recuperato dal riempimento. La novità più significativa della campagna di scavo del 2018 è scaturita delle indagini eseguite nella fascia intermedia tra il quartiere cerimoniale e il Santuario Monumentale: è stata portata interamente in luce una struttura muraria in blocchi di tufo per taglio, orientata come il Tp A e raccordata alla crepidine occidentale del tratto urbano della Caere-Pyrgi, che proponiamo di interpretare come limite di un percorso stradale che costeggiava dall'esterno il Santuario Monumentale. Questa nuova evidenza corrisponde certamente a una significativa cesura topografica, finalmente offrendo una delimitazione allo spazio santuariale sul lato settentrionale.