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Henry Baills - Musée de Tautavel, Centre Européen de Préhistoire

Season Team

  • AIAC_2452 - Grotta di Santa Maria di Agnano - 2017
    La prosecuzione dell’indagine stratigrafica nell’area HP ha evidenziato una sequenza di frequentazioni antropiche epipaleolitiche-mesolitiche meno definite e strutturate a cui si susseguono episodi periodici, ma non isolati, rappresentati da pratiche cultuali legate alla disposizione di circoli di pietre contestualmente ad ossi animali e diverse pietre con incisioni lineari e sintassi decorative geometriche più complesse. È stato aperto un nuovo saggio di approfondimento denominato Area R, nella zona E del santuario. A seguito di una iniziale stratigrafia caratterizzata da fasi moderne e medievali, si è giunti ad un livello cronologicamente chiuso. All’interno di questo strato è stata rinvenuta una piccola coppa in stile egnatino e un’anfora di tipo panatenaico apula a tempera rosso-arancio con suddipinture in nero, frammentata ma del tutto ricostruibile nel suo profilo. Negli strati immediatamente successivi l’US, sono venuti alla luce 4 circoli in pietra scarichi e un circolo contenente ancora le offerte un oinochoe trilobato scialbato di produzione arpana (IV-fine III a.C.) e una patera a vernice nera quasi integra contenente un astragalo in parte bruciato e un ciottolo di provenienza allogena, di color nero, recante incisioni lineari non organizzate sulle superfici. Oltre ai al materiale ceramico, sono stati rinvenuti numerosi frammenti architettonici tra i quali spicca un elemento in calcare recante un bassorilievo con motivo ad onde. Di particolare interesse è il rinvenimento, in associazione con questi elementi, di frammenti relativi ad un piano pavimentale in terracotta sui quali sono visibili evidenti residui di cocciopesto e che farebbe pensare all’esistenza di una vasca. Si segnala, infine, la contestuale presenza di numerose iscrizioni su materiale ceramico e, per la prima volta, lapideo tra le quali spicca un frammento recante sei lettere in alfabeto greco, e in lingua messapica, distribuite su quattro righe (V-IV secolo a.C.). A Sud dell’area R si è deciso di aprire un nuovo saggio d’indagine, denominato area S. Si è immediatamente posto in evidenza, nella zona S/W dell’area di scavo, un filare di blocchi sbozzati e squadrati posti in opera con malta come legante e con orientamento E-W e databile, in base ai reperti ceramici rinvenuti, ad una fase tra il XII e XIV secolo d.C. Un ulteriore approfondimento è stato effettuato nella zona E dell’area di scavo. Qui, ad una profondità di circa 50 cm. dal piano di campagna, è stato portato alla luce un nuovo filare con orientamento N/E-S/W, più arcaico del precedente, composto da grossi blocchi calcarei semi-sbozzati e sul cui impianto va in parte a poggiarsi il successivo setto murario.