Name
Stefano Navigato
Organisation Name
Aurea Ricerche Archeologiche

Season Team

  • AIAC_1654 - Via G. Cardano, ex convento di S. Maiolo - 2007
    Nell’ambito del progetto di ristrutturazione dell’Archivio di Stato di Pavia, che sorge sui resti dell’ex convento di S. Maiolo, erano già stati effettuati altri saggi di scavo negli anni passati. Nel 2006 il programma dei lavori prevedeva la costruzione della centrale termica interrata nell’aula convegni, situata nell’ala ovest del fabbricato. Lo scavo ha messo in luce un’interessante stratificazione, articolata in sette fasi, che documenta la frequentazione dell’area dall’età romana fino all’Ottocento. Il rinvenimento di consistenti strutture di età romana e medievale non ha consentito la realizzazione del progetto. Il risultato più importante dell’indagine archeologica è l’identificazione di un edificio di epoca romana, benché di difficile datazione e interpretazione. È un dato non trascurabile nella scarsità di testimonianze archeologiche relative a Ticinum. La presenza di livelli contenenti materiali di età romana (benché residuali), tra cui spicca un capitello corinzio riutilizzato, è stata riscontrata in più punti del complesso architettonico nel corso dei saggi. Si può avanzare un’ipotesi di lavoro. Parrebbe da escludere un’edilizia di prestigio: potrebbe trattarsi di un impianto di carattere artigianale o di strutture residenziali di scarso pregio che vengono riutilizzate per funzioni “produttive” in un momento di decadenza. L’ubicazione in un certo senso defilata all’interno della città romana (nella fascia sud-ovest, verso il fiume) potrebbe confortare tale interpretazione. Appare curioso il fatto che anche in epoca moderna nello stesso spazio sia sorto un impianto artigianale.
  • AIAC_1985 - Palazzo di Giustizia, cortile - 2007
    Lo scavo archeologico nel cortile del Palazzo di Giustizia ha permesso di ricostruire la frequentazione dell’area dall’età romana a quella moderna e le vicende edilizie del complesso, già sede del convento della Colombina. Per l’età romana sono state individuate le tracce di un edificio di prestigio, di grandi dimensioni, che ha avuto più fasi costruttive, in pessimo stato di conservazione a causa della spoliazione di materiale e della devastazione provocata da successive buche. Alla fase più tarda sono attribuibili pavimentazioni in sectile. I materiali romani rinvenuti sono databili dagli inizi del I sec. d.C. al IV-V d.C., ma pochi sono i contesti affidabili. L’edificio continuò ad essere utilizzato in età altomedievale, con l’impianto di strutture precarie, mentre nelle aree circostanti vennero costruite tre capanne. Dopo un periodo di abbandono e l’edificazione di un edificio in muratura di funzione non precisabile (di cui restano solo le trincee di asportazione), sorse nell’area il convento della Colombina, noto dalle fonti a partire dal 1140, che con diverse fasi edilizie ed ampliamenti restò in uso fino agli inizi del 1800 per divenire sede del Palazzo di Giustizia. Del complesso state rinvenute l’area cimiteriale, l’abside e tracce del campanile della chiesa cinquecentesca, impianti di servizio, sempre in pessimo stato di conservazione, nonché altre strutture pertinenti probabilmente a edifici privati (cantine di case, impianti artigianali).
  • AIAC_215 - Bozzole - 2005
    Lo sbancamento per la costruzione di alcuni ambienti interrati nel cortile retrostante il santuario ha consentito di recuperare, in tempi diversi, alcune sepolture a cremazione di epoca tardo La Tène. Nel mese di febbraio 2005 sono state individuati i resti di tre piccole chiazze carboniose contenenti scarso materiale di corredo (ollette e ciotole in ceramica grezza), nel successivo mese di settembre è stata messa in luce una tomba piuttosto grande, contenente un significativo corredo. La fossa orientata in senso N-S, con una lunghezza di circa m 2,50 e larghezza di m 1,90, con una profondità finale di circa m 1,60, era riempita da sabbia debolmente limosa di colore nero per resti organici. Nella parte superiore era stata intaccata da una trincea per un condotto Enel. Grande abbondanza di frammenti di ceramica era già nella parte più alta del riempimento. A circa m 1,30 di profondità si sono individuati i primi oggetti del corredo, concentrati prevalentemente al centro della fossa: vi comparivano due vasi a trottola, diverse coppette e patere e, a ridosso della parete sud-ovest, resti di armi (frammenti di una spada ancora nel fodero, di un coltello, dell’umbone dello scudo) e di due fibule in ferro, deformati dal calore del rogo. Un secondo gruppo di oggetti, costituito da ollette e altre ciotole, era sepolto cm 30 più in basso, per lo più a ridosso del limite nord-ovest del taglio. Il corredo, certamente pertinente ad un guerriero per la presenza delle armi, è databile tra la fine del II e gli inizi del I secolo a.C.: va inserito in un più ampio contesto di necropoli celtica che sorgeva nella zona. (Rosanina Invernizzi)
  • AIAC_247 - Cattedrale - 2005
    Il museo del Duomo verrà creato nei sotterranei della Cattedrale, con un percorso che mostrerà i resti della cripta di S. Maria del Popolo (cattedrale romanica) e di cogliere le varie fasi di costruzione del complesso. Nell’area della cripta è emerso un pavimento in cocciopesto connesso a tre ambienti forse di servizio creati dopo l’abbandono della cripta, nella seconda metà del 1500, allorché la sconsacrazione della chiesa favorì l’impianto di abitazioni e botteghe nell’area. Nell’area corrispondente alla navata nord della cattedrale romanica sono stati messi in luce tre lacerti di un mosaico, resti di un pilastro trilobato di età romanica oltre ad una concentrazione di strutture sovrapposte al mosaico stesso e relative alle varie fasi di costruzione e disuso della chiesa. Appartengono alla fase più antica alcune strutture negli spazi Est e Ovest dell’area di scavo, documentabili in minima parte. Ad una seconda fase è da ascrivere una poderosa struttura, forse pertinente alla cattedrale preromanica, costruita in ciottoli di medie e piccole dimensioni e da laterizi frammentari. La fase successiva vede la costruzione della chiesa romanica (fine XI-XII secolo), pavimentata con un mosaico policromo, ora distaccato per il restauro. Si conserva un riquadro con scena allegorica di capro che frusta(?) un quadrupede legato a un bastone. Al di sotto, separato da una cornice è il secondo riquadro in cui appare la testa di un uomo con copricapo. In altri due lacerti compaiono i motivi a scala, a zigzag, treccia; al di sotto vi sono motivi floreali (e forse altre scene figurate) definiti sulla sinistra da una cornice di crustae marmoree di forma triangolare. In epoca successiva il mosaico viene obliterato con uno strato di malta e nella zona centrale tagliato da tre muri in senso Nord-Sud. In seguito vengono costruiti i muri tuttora visibili in alzato, che chiudono lo spazio a nord forse per la creazione di ambienti di servizio dopo la sconsacrazione di S. Maria del Popolo all’epoca del Cardinale Ippolito de’Rossi. Nello spazio orientale viene ricavata una tomba con copertura a botte. Al 1759 risale il pilastro posto all’estremità est dello scavo. L’ultimo intervento è quello legato alla costruzione del pilastro posto a nord-ovest (1852-1855). (R. Invernizzi - M.C. Ceriotti)