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Margherita Perri, Università della Calabria

Season Team

  • AIAC_5645 - Timpone della Motta, Francavilla Marittima - 2023
    Dal 2017, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha intrapreso nuove indagini archeologiche nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). L'obiettivo principale di queste ricerche è l'analisi dettagliata dell'organizzazione dell'insediamento, comprese le dinamiche di interazione tra le popolazioni indigene e i colonizzatori greci, sia prima che dopo la fondazione della colonia achea di Sibari. Queste indagini mirano anche a studiare le tecniche costruttive utilizzate, la cultura materiale e le varie produzioni del sito. La ricerca archeologica si è articolata in diverse fasi di indagine, tra cui prospezioni geofisiche, acquisizioni aero-fotogrammetriche tramite droni, ricognizioni di superficie e scavi stratigrafici. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di ottenere una visione più completa della storia del sito. Gli scavi hanno documentato una lunga frequentazione del Timpone della Motta, che va dall'età del bronzo fino all'età classica, con un particolare aumento dei ritrovamenti databili tra l'età del ferro e l'epoca arcaica. La sesta campagna di scavo presso l'insediamento di Timpone della Motta si è concentrata sui Pianori I e II. Le indagini hanno incluso il recupero e la documentazione di strutture precedentemente esplorate solo parzialmente dalle missioni precedenti, nonché l'apertura di nuovi saggi volti a integrare e ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno portato alla luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in mattoni crudi risalenti al VI secolo a.C., costruite su resti di edifici preistorici in legno. Sebbene i risultati siano preliminari, confermano la continua occupazione del sito dal Bronzo Medio al IV secolo a.C., evidenziandone l'importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella Sibaritide.
  • AIAC_5645 - Timpone della Motta, Francavilla Marittima - 2023
    Dal 2017, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha intrapreso nuove indagini archeologiche nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). L'obiettivo principale di queste ricerche è l'analisi dettagliata dell'organizzazione dell'insediamento, comprese le dinamiche di interazione tra le popolazioni indigene e i colonizzatori greci, sia prima che dopo la fondazione della colonia achea di Sibari. Queste indagini mirano anche a studiare le tecniche costruttive utilizzate, la cultura materiale e le varie produzioni del sito. La ricerca archeologica si è articolata in diverse fasi di indagine, tra cui prospezioni geofisiche, acquisizioni aero-fotogrammetriche tramite droni, ricognizioni di superficie e scavi stratigrafici. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di ottenere una visione più completa della storia del sito. Gli scavi hanno documentato una lunga frequentazione del Timpone della Motta, che va dall'età del bronzo fino all'età classica, con un particolare aumento dei ritrovamenti databili tra l'età del ferro e l'epoca arcaica. La sesta campagna di scavo presso l'insediamento di Timpone della Motta si è concentrata sui Pianori I e II. Le indagini hanno incluso il recupero e la documentazione di strutture precedentemente esplorate solo parzialmente dalle missioni precedenti, nonché l'apertura di nuovi saggi volti a integrare e ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno portato alla luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in mattoni crudi risalenti al VI secolo a.C., costruite su resti di edifici preistorici in legno. Sebbene i risultati siano preliminari, confermano la continua occupazione del sito dal Bronzo Medio al IV secolo a.C., evidenziandone l'importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella Sibaritide.
  • AIAC_5645 - Timpone della Motta, Francavilla Marittima - 2023
    Dal 2017, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha intrapreso nuove indagini archeologiche nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). L'obiettivo principale di queste ricerche è l'analisi dettagliata dell'organizzazione dell'insediamento, comprese le dinamiche di interazione tra le popolazioni indigene e i colonizzatori greci, sia prima che dopo la fondazione della colonia achea di Sibari. Queste indagini mirano anche a studiare le tecniche costruttive utilizzate, la cultura materiale e le varie produzioni del sito. La ricerca archeologica si è articolata in diverse fasi di indagine, tra cui prospezioni geofisiche, acquisizioni aero-fotogrammetriche tramite droni, ricognizioni di superficie e scavi stratigrafici. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di ottenere una visione più completa della storia del sito. Gli scavi hanno documentato una lunga frequentazione del Timpone della Motta, che va dall'età del bronzo fino all'età classica, con un particolare aumento dei ritrovamenti databili tra l'età del ferro e l'epoca arcaica. La sesta campagna di scavo presso l'insediamento di Timpone della Motta si è concentrata sui Pianori I e II. Le indagini hanno incluso il recupero e la documentazione di strutture precedentemente esplorate solo parzialmente dalle missioni precedenti, nonché l'apertura di nuovi saggi volti a integrare e ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno portato alla luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in mattoni crudi risalenti al VI secolo a.C., costruite su resti di edifici preistorici in legno. Sebbene i risultati siano preliminari, confermano la continua occupazione del sito dal Bronzo Medio al IV secolo a.C., evidenziandone l'importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella Sibaritide.
  • AIAC_5645 - Timpone della Motta, Francavilla Marittima - 2023
    Dal 2017, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha intrapreso nuove indagini archeologiche nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). L'obiettivo principale di queste ricerche è l'analisi dettagliata dell'organizzazione dell'insediamento, comprese le dinamiche di interazione tra le popolazioni indigene e i colonizzatori greci, sia prima che dopo la fondazione della colonia achea di Sibari. Queste indagini mirano anche a studiare le tecniche costruttive utilizzate, la cultura materiale e le varie produzioni del sito. La ricerca archeologica si è articolata in diverse fasi di indagine, tra cui prospezioni geofisiche, acquisizioni aero-fotogrammetriche tramite droni, ricognizioni di superficie e scavi stratigrafici. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di ottenere una visione più completa della storia del sito. Gli scavi hanno documentato una lunga frequentazione del Timpone della Motta, che va dall'età del bronzo fino all'età classica, con un particolare aumento dei ritrovamenti databili tra l'età del ferro e l'epoca arcaica. La sesta campagna di scavo presso l'insediamento di Timpone della Motta si è concentrata sui Pianori I e II. Le indagini hanno incluso il recupero e la documentazione di strutture precedentemente esplorate solo parzialmente dalle missioni precedenti, nonché l'apertura di nuovi saggi volti a integrare e ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno portato alla luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in mattoni crudi risalenti al VI secolo a.C., costruite su resti di edifici preistorici in legno. Sebbene i risultati siano preliminari, confermano la continua occupazione del sito dal Bronzo Medio al IV secolo a.C., evidenziandone l'importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella Sibaritide.
  • AIAC_5645 - Timpone della Motta, Francavilla Marittima - 2023
    Dal 2017, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università della Calabria ha intrapreso nuove indagini archeologiche nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). L'obiettivo principale di queste ricerche è l'analisi dettagliata dell'organizzazione dell'insediamento, comprese le dinamiche di interazione tra le popolazioni indigene e i colonizzatori greci, sia prima che dopo la fondazione della colonia achea di Sibari. Queste indagini mirano anche a studiare le tecniche costruttive utilizzate, la cultura materiale e le varie produzioni del sito. La ricerca archeologica si è articolata in diverse fasi di indagine, tra cui prospezioni geofisiche, acquisizioni aero-fotogrammetriche tramite droni, ricognizioni di superficie e scavi stratigrafici. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di ottenere una visione più completa della storia del sito. Gli scavi hanno documentato una lunga frequentazione del Timpone della Motta, che va dall'età del bronzo fino all'età classica, con un particolare aumento dei ritrovamenti databili tra l'età del ferro e l'epoca arcaica. La sesta campagna di scavo presso l'insediamento di Timpone della Motta si è concentrata sui Pianori I e II. Le indagini hanno incluso il recupero e la documentazione di strutture precedentemente esplorate solo parzialmente dalle missioni precedenti, nonché l'apertura di nuovi saggi volti a integrare e ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno portato alla luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in mattoni crudi risalenti al VI secolo a.C., costruite su resti di edifici preistorici in legno. Sebbene i risultati siano preliminari, confermano la continua occupazione del sito dal Bronzo Medio al IV secolo a.C., evidenziandone l'importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella Sibaritide.
  • AIAC_869 - Timpone della Motta - 2019
    Nei mesi di settembre e ottobre del 2019 si è svolta la terza campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS). Le indagini per il primo anno sono state effettuate sul pianoro I e contestualmente, per il terzo anno, sono proseguite anche sul pianoro II. Sul pianoro I, preliminarmente, sono stati realizzati rilievi aereo-fotogrammetrici da drone ed un’area è stata sottoposta ad indagini geofisiche, che hanno rilevato una serie di anomalie pertinenti a strutture sepolte. Successivamente è stata svolta la ricognizione di superficie di tutta l’area, volta a determinare la dispersione dei reperti sul terreno. La raccolta ha previsto il posizionamento e la georeferenziazione dei singoli manufatti, procedimento sperimentale che ha permesso di ricostruire dettagliatamente le concentrazioni delle diverse classi di materiale. Inoltre, è stato aperto un saggio, denominato 2, di dimensioni di 5 x 5 m, con lo scopo di verificare le potenzialità del bacino stratigrafico. Il saggio, posizionato nel settore centro-meridionale del pianoro, è stato condotto fino ad una profondità di circa 1 m. Gli strati di riempimento finora rinvenuti sono relativi ad azioni di deposito naturale. Il dato attesta una diversità di questo bacino stratigrafico rispetto alla situazione verificata sul pianoro II, dove le strutture cominciano ad emergere anche intorno ai 40 cm di profondità. Per la prossima campagna di scavo è previsto l’approfondimento dello scavo. Sul pianoro II sono stati aperti i saggi 10, 11 e 12 ed è proseguito lo scavo del saggio 7. I saggi 10 (dimensioni massime 5,7 x 3,8 m) e 12 (dimensioni massime di 5,1 x 3,1 m), successivamente unificati, sono adiacenti al saggio 2, posti rispettivamente a nord e a est. Nei due saggi è stata rinvenuta una struttura muraria costituita da frammenti di dolii e ciottoli, già parzialmente intercettata nello scavo del 2018. Il muro si estende complessivamente, in lunghezza, per circa 6,2 m, mentre non presenta una larghezza uniforme, che risulta compresa tra 60 e 80 cm. Verso est la struttura termina con un abside, che prosegue verso nord per circa 1,8 m, continuando anche oltre gli attuali limiti di scavo. Verso ovest il muro risulta meno conservato, a causa di fenomeni di erosione, disperdendosi; tuttavia, alcune impronte nel banco roccioso lasciano ipotizzare la continuazione della struttura anche in questa direzione. Il muro, verosimilmente, è stato realizzato posteriormente alla fine dell’VIII-inizi del VII secolo a.C., in quanto è impostato su una serie di strati di riempimento databili in quest’epoca, per il rinvenimento di ceramica matt-painted e protocorinzia. Tali strati di riempimento, a loro volta, coprivano un battuto di calpestio, costituito da terra compatta, parti di conglomerato e pareti di dolii, probabilmente da ascrivere alla frequentazione precedente, che sarà oggetto di indagini future. Il saggio 11 (dimensioni massime 6 x 4,6 m), adiacente al saggio 8, è stato aperto con lo scopo di approfondire l’estensione e l’andamento di una capanna, parzialmente rinvenuta già nel 2018. Lo scavo ha messo in luce una serie di buche di palo, probabilmente pertinenti a due capanne di diversa cronologia. Riferibili alla struttura più antica sono alcune regolarizzazioni del banco roccioso, fosse e sei buche di palo, che attualmente non definiscono una precisa planimetria. Alla seconda e più recente capanna, invece, sono pertinenti nove buche di palo, che circoscrivono un perimetro pressoché ovale. Anche per questo settore è previsto il proseguimento delle indagini nella prossima campagna di scavo. Nel saggio 7 (dimensioni massime 14 x 12 m) è proseguito lo scavo della “Casa della Cucina”. Le indagini hanno permesso di definire l’assetto planimetrico della struttura e di scavare i tre ambienti interni. È stato messo in luce un battuto pavimentale, costituito da terra compatta, conservatosi disomogeneamente. Nell’ambiente III, al di sotto del battuto, è stato individuato un muro costituito da ciottoli di medie e grandi dimensioni, disposti con orientamento est-ovest per una lunghezza di circa 5,5 m. Per ragioni stratigrafiche, il muro va riferito ad una struttura più antica. Il completamento dello scavo dei tre ambienti interni, inoltre, ha messo in luce un grandissimo numero di buche di palo, presenti sulla superficie del banco roccioso.

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