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AIAC_3026 - Nora, quartiere nord-occidentale - 2019
La campagna 2019 ha previsto l’analisi stratigrafica delle murature delle pendici occidentali del Colle di Tanit e l’approfondimento delle ricerche nell’area C2, già in parte indagata durante le campagne 2017 e 2018.
Le indagini hanno messo in luce, al di sotto dei resti strutturali di una fase caratterizzata da una edilizia povera in terra e legno, le tracce evidenti di una fase di abbandono. La schedatura preliminare dei materiali rinvenuti all’interno di questi contesti segnala che essi dovrebbero potersi inquadrare nell’ambito del periodo compreso tra la fine del IV e il V secolo d.C.
In questo periodo, nell’area si depositano alcuni potenti mucchi di macerie edilizie. Parte di questi materiali si è probabilmente accumulata nel corso di fenomeni di crollo dilazionato nel tempo, che hanno interessato alcune strutture murarie edificate in epoche precedenti. Altri mucchi sono, invece, verosimilmente da mettere in relazione con le attività di spoliazione che interessarono gli elevati; le tracce negative di queste ultime operazioni sono, talvolta, chiaramente riconoscibili sulle rasature dei muri e sulle stratificazioni ad essi circostanti.
Nella parte centrale del saggio, la parziale rimozione dei piani di calpestio e degli strati di crollo ha consentito di intercettare un pozzetto verticale, sigillato in antico, che permetteva l’accesso ad un vano sotterraneo, solo parzialmente riempito, nel quale è probabilmente da riconoscere una cisterna a bagnarola. Le dimensioni attuali dell’apertura del pozzetto non hanno consentito di accedere alla cavità che è stata, al momento, ispezionata solo attraverso l’acquisizione di immagini fotografiche e video. L’accesso al vano ipogeo e lo studio delle stratificazioni conservate al suo interno sono in previsione per la campagna 2020.
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AIAC_4643 - Pompei, regio VII, insula 14 - 2018
Durante la campagna 2018 la ricerca è proseguita nelle aree delle botteghe accessibili ai civici 1 e 2 e 8. All’interno della bottega al civico 1 (vano 1.2) l’indagine ha permesso di mettere in luce lacerti di stratificazioni inquadrabili nell’ambito del periodo compreso tra la fine del I sec. a.C. e il 79 d.C. Si tratta di stratificazioni che testimoniano una radicale trasformazione nell’utilizzo dell’area, che comporta anche un netto rialzamento dei piani di calpestio. Questa operazione viene effettuata tramite l’accumulo, nell’area, di alcuni potenti strati di terra e macerie edilizie. I materiali rinvenuti all’interno di questo contesto sono attualmente in corso di studio. Nell’area della bottega al civico 2 si è approfondito lo scavo del vano 2.1, portando in luce tracce di strutture in materiale leggero, verosimilmente riferibili ad una delle ultime fasi di vita della bottega. Si è contestualmente proceduto allo scavo del vano 2.3 all’interno del quale, nel 79 d.C., era stata allestita una piccola latrina in muratura. Tramite una tubatura in ceramica che si conserva sul muro settentrionale del vano 2.3, il pozzo di raccolta di questa struttura era connesso ad una seconda latrina, che doveva essere posizionata al piano sopraelevato.
L’indagine all’interno della bottega accessibile al civico 8 si è concentrata nel vano di ingresso (vano 8.1) ed ha consentito di mettere in luce i lacerti di alcune strutture murarie. Questi allestimenti costituiscono probabilmente una testimonianza dell’assetto che doveva caratterizzare la bottega nel periodo precedente lo sciame sismico che interessò la città nel corso degli anni Sessanta del I secolo d.C.
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AIAC_4643 - Pompei, regio VII, insula 14 - 2019
Nel corso della campagna 2019 è proseguito lo scavo stratigrafico all’interno delle botteghe accessibili ai vani 1 e 3 e si è proceduto ad una pulizia stratigrafica preliminare delle stratificazioni conservate nelle botteghe accessibili ai civici 10 e 11. All’interno dell’area accessibile al civico 1 si sono riconosciuti i resti di un impianto artigianale, inquadrabile in un periodo precedente l’impostazione delle botteghe. Le strutture, attualmente ancora in buona parte obliterate, saranno oggetto di indagine nell’ambito della campagna 2020. All’interno dei vani accessibili al civico 3 l’indagine si è approfondita nell’area del vano aperto sul fronte di via dell’Abbondanza (parte settentrionale del vano 3.1), consentendo di precisare cronologia e trasformazioni d’uso di una serie di cavità artificiali e di allestimenti in muratura leggera di terra e legno, che sono attualmente in corso di studio. L’indagine nell’area è stata, poi, sospesa per motivi di sicurezza e si è proceduto alla pulizia preliminare delle stratificazioni conservate nell’adiacente vano 3.2. Il vano conserva ancora, a nord, buona parte della pavimentazione originaria, costituita da un piano in cocciopesto allestito su una massicciata di macerie edilizie, ricca di frammenti di intonaco. Nella parte meridionale del vano, la pavimentazione è stata interessata da un largo taglio, praticato probabilmente nel corso degli interventi ottocenteschi e poi, più di recente, approfondito per il posizionamento di una canaletta per il passaggio di cavi elettrici. All’interno di questi tagli, sotto ai riempimenti moderni si è riscontrata la presenza dei resti di alcune strutture in muratura e di alcuni lacerti di stratificazione, che saranno oggetto di analisi nel corso della prosecuzione delle ricerche. Contestualmente, si è proceduto anche alla rimozione delle stratificazioni moderne dall’area del piccolo vano 3.3, che conserva ancora quasi completamente la pavimentazione originaria.