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Giorgio Bejor- Università degli Studi di Milano

Season Director

  • AIAC_3299 - Nora, Area E, Terme Centrali - 2019
    Nel corso della recente campagna, inaugurata il 9 Settembre e conclusa il 19 Ottobre, il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Milano, sotto la direzione scientifica del Prof. Giorgio Bejor e della prof.ssa Federica Chiesa e con il coordinamento tecnico della dott.ssa Ilaria Frontori, ha proseguito le attività di scavo, studio e valorizzazione di un’ampia porzione dell’Area E, il settore urbano incluso tra il teatro e la punta di Su Coloru. Nel dettaglio, le indagini hanno riguardato le Terme Centrali, la Casa del Direttore Tronchetti, la Casa del Pozzo e la porzione meridionale della Casa dell’Atrio Tetrastilo; anche quest’anno la ricerca sul campo è stata affiancata dalla consueta attività di magazzino, coordinata dalla dott.ssa Gloria Bolzoni. Nella Casa del Direttore Tronchetti (CDT), in corso di studio dal 2013, i recenti scavi si sono concentrati nell’ambiente H, un lungo vano che segna il confine meridionale della casa, e nel vano M, la più settentrionale tra le cosiddette “botteghe” disposte a S delle _fauces_ orientali. In entrambi i settori sono emersi muri e pavimenti riferibili ad almeno tre fasi distinte, testimonianza di come l’area fosse occupata da nuclei abitativi di pregio dall’alta età imperiale fino al III d.C. Nella Casa del Pozzo (CdP), le ricerche nell’ambiente D hanno portato alla luce una struttura riconosciuta come una fornace per la calce, costituita da un _praefurnium_ in grosse pietre andesitiche (selezionate per la resistenza di questo litotipo alle alte temperature), sigillato da un tenace blocco di calce. Le pareti della camera erano coperte da uno strato di concotto rubefatto e il fondo era costituito da un piano in concotto coperto da un denso strato di cenere, a testimonianza dei processi di combustione avvenuti all’interno della struttura. Un confronto molto stringente è costituito da un’analoga calcara rinvenuta sul colle di Tanit. Poco più a ovest, si è portato a termine lo scavo sistematico della struttura tradizionalmente nota come “Pozzo Nuragico”, il celebre pozzo situato tra l’ambiente C della _domus_ e le Terme a Mare, in parte indagato nel 2018: in quella occasione, a causa della continua risalita dell’acqua, le ricerche erano state sospese durante lo scavo dei riempimenti più tardi della struttura, che sono stati rimossi durante la recente missione grazie al supporto di un’elettropompa a immersione e con l’aiuto del personale dedicato alla manutenzione del parco archeologico di Nora. L’asportazione del riempimento stratificato ha permesso di esporre la struttura nella sua completezza, portandone in luce la scalinata di accesso e il fondo ricavato direttamente nella roccia, caratterizzato da un incavo centrale per la decantazione. Nelle Terme Centrali lo scavo ha interessato l’ampia area a SW del calidarium (SdT), il grande spazio retrostante i praefurnia settentrionali del tepidarium e del calidarium (Tt e Tr) e il vano Ts, uno spazio di risulta che fungeva da raccordo tra il castellum aquae e il cosiddetto “Ninfeo”, con l’obiettivo di delineare con precisione la scansione cronologica delle fasi d’uso dell’intero complesso.