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Valentina Mantovani – Università di Padova

Season Team

  • AIAC_2203 - Aquileia, Casa delle Bestie ferite - 2019
    La campagna del 2019 presso il sito della Casa delle Bestie ferite, condotta dall’equipe dell’Università degli studi di Padova diretta da Monica Salvadori e finanziata dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Ateneo patavino e dalla Fondazione Aquileia, ha avuto luogo tra l’8 e 20 luglio. L’intervento ha approfondito l’indagine stratigrafica in aree già aperte nel corso delle precedenti campagne, con lo scopo di definire con maggior precisione le fasi d’uso più antiche di alcuni settori e di precisare il contesto urbanistico dei complessi residenziali. Sono stati pertanto indagati diversi settori, per un’estensione tuttavia ridotta, di circa 50 mq complessivi: il primo di essi è collocato al confine del terreno in concessione, in un’area solo liberata dagli interri moderni nel corso del 2018 e teoricamente coincidente con la strada e le prime strutture dell’insula; il secondo e il terzo sono invece situati all’interno del saggio di scavo principale, in punti diversi di una delle domus altoimperiali. Lo scavo nella porzione che si pensava interessata dall’antico decumano, dal marciapiede e dalle prime strutture dell’edificato (Trincea E, Sondaggio F) ha portato alla luce stratigrafie databili tra l’età augustea-inizio I secolo d.C. e l’età tardoantica, pesantemente danneggiate da scassi areali e di difficile lettura, poiché quasi interamente immerse nella falda acquifera. La distribuzione delle evidenze definisce una tripartizione dell’area, coerente con la destinazione funzionale ipotizzata. Essa è mantenuta nel tempo: se più interventi edilizi scandiscono l’intero arco cronologico, si documenta intorno al III secolo d.C., se non oltre, una radicale risistemazione del settore. L’abbandono dell’area è fissato da un _terminus post quem_ alla seconda metà del V secolo d.C., ma non è stato possibile precisarlo ulteriormente. All’interno di una delle _domus_ imperiali, nei settori 1 e 4 già indagati nel corso delle precedenti campagne, le indagini hanno riguardato stratigrafie riferibili alla fase di impianto e alla loro risistemazione medio imperiale. Nel primo settore si è individuata una vasca in elementi litici, indizio di una probabile destinazione ad area scoperta dell’area: la sua realizzazione è inquadrabile a partire dalla metà del I sec. d.C., mentre la defunzionalizzazione è ascrivibile almeno al II sec. d.C. Nel secondo si è portato in luce un vano interpretato come un possibile praefurnium databile intorno al III sec. d.C. e in uso almeno fino alla prima metà del V sec. d.C.