Name
Anna Passoni
Organisation Name
“Aurea”

Season Team

  • AIAC_1957 - Via Anselmi - 2007
    Il controllo dei lavori di scavo per la costruzione dei box interrati di un nuovo edificio residenziale nel centro di Casteggio ha consentito di mettere in luce un’area cimiteriale di epoca altomedievale impiantata su resti di abitato pluristratificato di età tardoromana. Un primo dato interessante da notare è il diverso utilizzo, nel corso del tempo, dell’area, situata all’interno del nucleo urbano di età romana: da un’occupazione a carattere produttivo (indiziato da numerosi frammenti di statuine in bronzo), forse in compresenza di strutture residenziali non di pregio, di età romana e tardoromana (almeno fino alla seconda metà del IV sec. d.C.), all’utilizzo residenziale sempre di carattere modesto, presumibilmente collocabile nel V secolo, a quello cimiteriale, con allineamenti ordinati di tombe, da attribuire all’altomedioevo. Un altro risultato assai rilevante è la scoperta dell’esistenza di officine che lavoravano il bronzo (fondendolo o rifondendolo), dato importantissimo per lo studio della bronzistica dell’Italia settentrionale, essendo finora poco conosciuti o solo ipotizzati i centri di produzione. Pur in assenza degli indicatori specifici, lo stato di conservazione degli oggetti, rotti o tagliati intenzionalmente, costituisce una prova eloquente. Inoltre, la presenza di tale attività nel III-IV secolo d. C. è una conferma della condizione di benessere economico di _Clastidium_ anche in epoca tarda, già dimostrata dai risultati di altri scavi effettuati in passato e in tempi più recenti. Una situazione di analoga continuità insediativa anche nel tardoantico era stata rilevata, in particolare, nello scavo dell’area Quaglini, ove erano state riscontrate strutture (in quel caso di buon livello) di età tardoromana a cui si sovrapponevano ancora edifici nella seconda metà del V secolo d. C., con il successivo impianto di sporadiche sepolture probabilmente altomedievali.
  • AIAC_214 - Collegio Borromeo - 2005
    Nel cortile del Collegio Borromeo, nel corso di lavori finalizzati all’ampliamento di una porta d’accesso e alla creazione di una rampa per disabili lungo il lato nord-est, è stato effettuato uno scavo, di circa 50 cm di profondità, in un’area di m 6 x 4. Sono state così messe in luce poderose murature in ciottoli e in laterizi, rasate e purtroppo scassate da lavori moderni. Si tratta della zona in cui sorgeva la navata settentrionale della basilica romanica di S. Giovanni in Borgo, demolita nel 1818. In particolare due strutture, legate ad angolo retto, l’una con paramento in mattoni e nucleo interno in ciottoli e malta, l’altra in mattoni, presentavano sui lati interni tracce di intonaco di rivestimento, segno che tali facce dovevano essere in vista. Un saggio all’angolo ha permesso di rilevare che i muri scendono in profondità. Il posizionamento delle strutture rinvenute sulla planimetria della distrutta chiesa (alla quale si sovrappone una parte del Collegio) permette di ipotizzare la loro pertinenza al campanile. (Rosanina Invernizzi)
  • AIAC_230 - Ex chiesa di S. Pietro in Vincoli - 2005
    L’ex chiesa di S. Pietro in Vincoli (o S. Sebastiano), sorta in età romanica ma ampiamente rifatta nel XVI secolo, è da tempo sconsacrata. L’interno è stato rimaneggiato e diviso in più piani, per abitazioni, studi e una discoteca. Solo in facciata sopravvivono tracce dell’architettura della chiesa. Uno scasso praticato nel pavimento della discoteca per la posa di servizi aveva messo in evidenza un pilastro polilobato e altre strutture, nonché un livello nerastro ricco di ossa umane. È stato effettuato un intervento di documentazione, con un approfondimento di ulteriori 50 cm. Il pilastro di epoca romanica è di ottima fattura, polilobato, costituito da mattoni ed elementi fittili semicircolari legati da malta biancastra di buona qualità. È rivestito di intonaco grigio chiaro con strisce colorate. L’altezza visibile è di 35 cm; alla base si nota una sagomatura, un bordo aggettante, costituito da laterizi e utilizzato come motivo decorativo. Si imposta su un livello di riempimento, composto di macerie, che sigilla probabilmente una situazione più antica che non è stato possibile indagare (per la ristrettezza del saggio). Non è stato individuato il piano pavimentale corrispondente al livello originario d’imposta del pilastro. In seguito il pilastro viene rasato e il pavimento della chiesa viene rifatto a una quota superiore come denota un piano di malta: alla stessa quota si riscontra un rifacimento del pilastro con forma diversa, indicato da tracce di malta sul piano di rasatura. Altre strutture sorgono a SW e a SE del pilastro. In epoca presumibilmente recente si ha il deposito di un livello nerastro con minuti frammenti laterizi e grande quantità di ossa umane: è possibile che si tratti del residuo di una fossa comune, poiché le ossa rinvenute appartengono a più individui, probabilmente scassata anche da lavori precedenti. Ulteriori livelli maceriosi fanno da base al pavimento attuale. (Rosanina Invernizzi)
  • AIAC_247 - Cattedrale - 2005
    Il museo del Duomo verrà creato nei sotterranei della Cattedrale, con un percorso che mostrerà i resti della cripta di S. Maria del Popolo (cattedrale romanica) e di cogliere le varie fasi di costruzione del complesso. Nell’area della cripta è emerso un pavimento in cocciopesto connesso a tre ambienti forse di servizio creati dopo l’abbandono della cripta, nella seconda metà del 1500, allorché la sconsacrazione della chiesa favorì l’impianto di abitazioni e botteghe nell’area. Nell’area corrispondente alla navata nord della cattedrale romanica sono stati messi in luce tre lacerti di un mosaico, resti di un pilastro trilobato di età romanica oltre ad una concentrazione di strutture sovrapposte al mosaico stesso e relative alle varie fasi di costruzione e disuso della chiesa. Appartengono alla fase più antica alcune strutture negli spazi Est e Ovest dell’area di scavo, documentabili in minima parte. Ad una seconda fase è da ascrivere una poderosa struttura, forse pertinente alla cattedrale preromanica, costruita in ciottoli di medie e piccole dimensioni e da laterizi frammentari. La fase successiva vede la costruzione della chiesa romanica (fine XI-XII secolo), pavimentata con un mosaico policromo, ora distaccato per il restauro. Si conserva un riquadro con scena allegorica di capro che frusta(?) un quadrupede legato a un bastone. Al di sotto, separato da una cornice è il secondo riquadro in cui appare la testa di un uomo con copricapo. In altri due lacerti compaiono i motivi a scala, a zigzag, treccia; al di sotto vi sono motivi floreali (e forse altre scene figurate) definiti sulla sinistra da una cornice di crustae marmoree di forma triangolare. In epoca successiva il mosaico viene obliterato con uno strato di malta e nella zona centrale tagliato da tre muri in senso Nord-Sud. In seguito vengono costruiti i muri tuttora visibili in alzato, che chiudono lo spazio a nord forse per la creazione di ambienti di servizio dopo la sconsacrazione di S. Maria del Popolo all’epoca del Cardinale Ippolito de’Rossi. Nello spazio orientale viene ricavata una tomba con copertura a botte. Al 1759 risale il pilastro posto all’estremità est dello scavo. L’ultimo intervento è quello legato alla costruzione del pilastro posto a nord-ovest (1852-1855). (R. Invernizzi - M.C. Ceriotti)