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Season Team
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AIAC_1695 - Via Kennedy e via Pascoli - 2005
Sono proseguite le ricerche dove in passato si erano rilevate strutture e depositi archeologici attribuibili all’età romana (II sec. a.C. - II sec. d. C.). Questo nuovo scavo ha riportato alla luce non solo strutture e strati, ma in parte anche l’antica morfologia del pendio su cui si è impostato l’insediamento. Sono evidenti consistenti interventi, effettuati prevalentemente in età romana, tesi a rendere più agevole la frequentazione del versante con la costruzione di muri di contenimento ed estesi riporti.
Presenze della seconda età del Ferro sono rilevabili dai reperti rinvenuti ovunque sporadicamente nella vasta area oggetto d’indagine. Residui strutturali coevi sono inoltre identificabili nei muri a secco con tracce d’incendio riconosciuti nel settore di scavo di via Pascoli.
Sebbene non vi sia la certezza di una continuità insediativa, è evidente che gli sperimentati modelli costruttivi protostorici perdurarono in età romana con poche innovazioni quali l’impiego di malta di calce e laterizi. Si è quindi passati da un abitato con strutture infossate “leggere” in pietra e legno, collegate da camminamenti che poco modificavano l’andamento del versante, all’insediamento romano con muri di terrazzamento più consistenti e edifici con muri di maggior spessore e supporto degli alzati con elementi lignei esterni.
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AIAC_257 - Ex chiesa parrocchiale di S. Andrea - 2006
Nell’area adiacente il fianco sud della chiesa e di fronte alla facciata sono stati eseguiti accertamenti archeologici preventivi a lavori di consolidamento.
I saggi lungo il lato sud hanno individuato tra la sacrestia e il campanile, un tratto del perimetrale della chiesa romanica in masselli squadrati a tessitura regolare pertinenti alla fase più antica finora nota dell’edificio, della quale sopravvive integra in alzato l’abside semicircolare in conci ben squadrati di pietra grigia, con lesene, archetti pensili e una monofora strombata. (prima metà XII secolo?).
Sono inoltre state rilevate: a) strutture murarie, successive al XVI secolo, destinate a contenere un terrapieno (forse generato dalle ripetute alluvioni del torrente che scorre a monte del paese; b) diversi ossari, addossati ai muri della chiesa e del campanile a partire dalla fine del XVI secolo; c) un vano quadrangolare originariamente coperto da una volta e collegato alla chiesa tramite un’apertura sul muro nord tamponata in epoca recente. L’interno era riempito da abbondanti ossa e resti del crollo della copertura. Si tratta con ogni probabilità di una cappella laterale pertinente all’ultimo ampliamento della chiesa (fine XVI-XVII secolo) poi riutilizzata come ossario.
Un ulteriore saggio in facciata ha messo in luce una serie di sepolture in casse di lastre di pietra orientate est-ovest ed ascrivibili ad un fase non posteriore alla fine del XIII secolo. (Salvatore Lentini, Serena Solano)