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Gabriella Sabatini - Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria

Season Team

  • AIAC_3745 - Pietrarossa - 2021
    Le ricerche archeologiche condotte nel corso della sesta campagna di scavo (2021) si sono concentrate unicamente nel settore II, con una indagine puntuale all’interno dell’Ambiente N e in coincidenza degli Ambienti E, O1, O2, O3, O4. Il vano N risulta in connessione con gli Ambienti G, H, F ed I, emersi nelle passate compagne di scavo. Il complesso che pare delinearsi può essere riferito, seppur in via ipotetica, ad un sistema di tipo pubblico, la cui natura deve essere ancora accertata. Il piano pavimentale dell’ambiente risulta realizzato mediante l’impiego di tessere musive di colore rosa e nero che vanno a definire scene di ambientazione marina con figure mitologiche. La presenza di una apertura absidata finemente decorata, caratterizzata da un basamento realizzato con un architrave di travertino modanato e stipiti laterali con semicolonne in laterizio, consente di spingersi verso questa ipotesi interpretativa. Connesso all’Ambiente N è certamente il vano S. La struttura, rivestita interamente di cocciopesto, risulta riconoscibile quale cisterna sopraelevata funzionale alla fontana presente nel vano absidale del ninfeo. Degno di particolare attenzione risulta la situazione denunciata dai vani E, O1, O2, O3, O4. I diversi ambienti, di forma quadrangolare con dimensioni tra loro abbastanza coerenti, possono essere interpretati come una serie di piccoli vani a schiera. Tale sistema venne obliterato in antico mediante l’ampliamento del grande quadriportico, costituito dal corridoio L2, nell’ambito di un intervento di ristrutturazione della domus. A conferma di questa ipotesi è stato possibile individuare il piano pavimentale del vano E, realizzato in _spicatum_ , anche al di sotto delle strutture pertinenti al quadriportico. L’intervento di ristrutturazione praticato in antico ha quasi dimezzato la superficie e l’estensione dei vari ambienti. Difficile allo stato attuale delle ricerche poter avanzare ipotesi ricostruttive più puntuali di quanto appena riportato o riconoscere con certezza l’esatta destinazione d’uso e funzione delle strutture emerse. Le murature intercettate, alla luce della loro tipologia e fattura, possono essere tuttavia interpretate quali elementi strutturali pertinenti ad una domus pubblica di età romana inquadrabile all’interno di un complesso insediativo caratterizzato da una lunga continuità di vita. Lo studio preliminare dei materiali ceramici, vitrei, e numismatici rinvenuti nel corso delle operazioni di scavo ha documentato una frequentazione del sito che comprende al momento la fascia cronologica compresa tra il III secolo a.C. e il VII secolo d.C. Già ad una analisi preliminare dei manufatti è stato possibile definire una seriazione cronologica che consente di associare i reperti alle varie strutture identificate.