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Cinzia Cosi

Season Team

  • AIAC_287 - Castello di Pietrarubbia - 2006
    Gli scavi archeologici condotti nell’area su cui sorgeva il castello di Pietrarubbia (iniziati nel 2001), preceduti (1999-2000) da accurate indagini di archeologia ‘leggera’ (ricognizioni e analisi stratigrafica degli elevati), si inseriscono in un più ampio progetto di ricerca volto all’analisi del popolamento dell’area di Montefeltro tra età feudale ed origine del potere signorile. Le precedenti indagini avevano già messo in luce una struttura residenziale di grandi dimensioni organizzata su due piani, con quello inferiore composto da un unico ambiente dotato al centro di un pilastro, realizzato con pietre spaccate e disposte in maniera irregolare. Le pareti dell’edificio sono formate da pietre in arenaria di piccole, medie e grandi dimensioni, sbozzate o spaccate, disposte su filari molto irregolari e con gran numero di zeppe litiche; l’ampia entrata è occupata da una soglia monolitica. In un momento successivo vengono costruiti i muri che collegano il pilastro centrale con le pareti sud e nord. Forse nello stesso momento venne chiusa la porta che permetteva l’accesso dal lato ovest. Di conseguenza l’ingresso al locale doveva necessariamente avvenire dal piano superiore, attraverso una scala di legno. Con la rimozione degli ultimi strati, avvenuta nell’ultima campagna di scavo, è riemerso un rudimentale sistema di canalizzazione, scavato nella roccia madre – quasi sicuramente precedente all’edificio – che serviva per convogliare le acque in una piccola cisterna. Sono stati recuperati numerosi frammenti di scodelle e ciotole in maiolica rinascimentale, di ceramica acroma grezza e acroma depurata, alcune invetriate, qualche frammento di ingobbiata graffita e di maiolica rinascimentale; alta è la percentuale di oggetti metallici (punte, chiodi, un cardine). (Cristiano Cerioni)
  • AIAC_818 - Rocca Conti Guidi - 2006
    Le indagini archeologiche sulla Rocca di Modigliana si riferiscono al progetto dal titolo “Alle origini della Signoria comitaleguidinga. Strutture insediamenti e territorio” che ha come oggetto principale lo studio delle modalità con cui ebbe origine e si realizzò materialmente la signoria guidinga fra IX e XIII secolo. L’obbiettivo della ricerca è quindi quello di ricostruire le dimensioni strutturali dell'incastellamento guidingo; nello specifico l’analisi archeologica delle strutture murarie delle tecnologie edilizie adottate per una loro contestualizzazione cronotipologica in ambito territoriale. Il progetto così concepito si coniuga bene con il programma di restauro della Rocca. Le indagini sulle murature del _palatium_ e della cinta muraria hanno finora permesso di individuare 3 fasi costruttive comprese fra XII e XV secolo e la redazione del relativo atlante cronotipologico murario. Tale atlante ha permesso di identificare nel territorio alcune strutture riferibili all’incastellamento guidingo di XII secolo, individuando caratteristiche materico-costruttive di tecnologie edilizie attribuibili a maestranze itineranti volute dai conti. In base alle analisi delle murature sulla rocca, coniugate alle esigenze di restauro, a partire dal 2005, sono state indagate 2 aree di scavo per la comprensione dell’interrato all’interno della terza cinta muraria: il Saggio A e il Saggio B, rispettivamente nell’angolo nord/ovest e sud/est. In base a queste indagini è stato possibile individuare 3 fasi di vissuto caratterizzate da strati con una forte componente argillosa. La fase più recente si compone di livelli formatisi dopo il completo abbandono del castello, caratterizzati da materiale di riporto di epoche diverse. Per il saggio A la fase intermedia è individuata da uno strato argilloso in cui è stata scavata una fossa con andamento est/ovest che copriva un muro riferibile alla terza fase. Anche per il Saggio B si segnala la presenza di una fase sottostante agli strati superficiali, caratterizzata da una struttura muraria e strati composti di pietre, laterizi e componenti argillose. (Giovanni Vannini, Chiara Molducci)