Name
Lanfredo Castelletti
Organisation Name
Museo Civico di Como

Season Director

  • AIAC_2652 - Castello Baradello - 2010
    Nel 2009 sono state effettuate ricognizioni lungo i pendii circostanti la torre, che hanno permesso di individuare, sul versante occidentale, alcuni nuovi tratti di mura che si raccordano con quelle ancora in parte visibili, insieme alle quali costituivano la cinta muraria più esterna che circondava l’intero colle ad eccezione del versante N-W, difeso naturalmente da un ripido pendio. Una volta puliti dalla vegetazione, le strutture murarie sono state rilevate e documentate. Nel 2010 sono stati aperti due settori di scavo, uno adiacente alla cisterna al centro della cosiddetta “Piazza d’Armi”, l’altro in prossimità di un tratto del muro rinvenuto durante le ricognizioni del 2009. I dati emersi da quest’ultima indagine confermano l’ipotesi che l’occupazione del colle sia avvenuta fin dall’età tardoantica/altomedievale

Season Team

  • AIAC_2374 - Grotta del Col de la Stria - 2006
    La Grotta del Col de la Stria si trova nel versante orientale dei Colli Berici, a circa 370 m di quota. La sequenza è formata da cinque unità stratigrafiche: le superiori (1 e 2) hanno una matrice limosa (loess) con placchette gelive; le inferiori (3, 4 e 5) sono costituite da argille colluviali con clasti arrotondati. Un osso proveniente dall’unità 3 è stato datato (14C AMS) 30.304±330 BP (LTL-798A). Le unità superiori non hanno dato manufatti. Dalla sottounità 3b provengono alcuni scarti di lavorazione della selce, pertinenti a catene operative finalizzate alla produzione laminare, mentre l’insieme venuto in luce al tetto dell’unità 4 è costituito da scarti riferibili a catene operative finalizzate alla produzione laminare e lamellare. Finora non sono stati trovati manufatti più significativi. Tra la fauna, la specie più rappresentata è l’orso delle caverne, ritrovato in quasi tutta la serie. Una fauna tipicamente di ambiente boschivo con radure ( _Capreolus capreolus, Cervus elaphus, Megaloceros giganteum_ ) è presente nella parte bassa del deposito (unità 3 e 4), mentre specie di ambiente aperti ( _Capra ibex, Bos/Bison_ ) sono presenti nella porzione superiore (unità 1 e 2). Tra i roditori si segnala un dente di lepre nella sottounità 3a. Abbondanti sono in tutta la serie i resti di pesci, così come quelli appartenenti ad uccelli. Le tracce lasciate dai carnivori sulle ossa sono frequenti in quasi tutta la serie e maggiormente concentrate nella sottounità 3b. Le strie di macellazione si trovano unicamente sulle ossa provenienti dall’unità 4, in particolar modo concentrate alla base del livello 4 t.I., dal quale proviene anche un frammento di conchiglia marina ( _Homalopoma sanguineum_).
  • AIAC_292 - Grotta del Buso Doppio del Broion - 2006
    The Riparo (refuge) del Broion opens at 135 m a.s.l. in the eastern flank of the Colli Berici, near the Grotta del Broion (locality of Lumignano). The upper part of the deposit below the refuge (US 1) was divided into seven sub-layers: excavations begun in 1998 recovered flint artefacts and other objects that can be attributed to the archaic phase of the late Paleolithic, probably to the Aurignacian culture (sub-layer 1g÷1f, dated to circa 30,000-32,000 years ago), the Gravettian (sub-layer 1e÷1c, dated to circa 26,000 years ago) and the early Epigravettian (sub-layer 1b÷1a, dated to circa 18,000 years ago). In June and July 2006 the ninth excavation campaign took place. The stratigraphy was partially disturbed, sometimes constituted by reworked earth and often with unclear limits between the layers. The only layer that was clearly identifiable was 1g, which contained amongst other things an ogival tipped scraper and three lamellated nuclei. During its occupation in the early Epigravettian period the site was immersed in a typically periglacial environment, as attested by the dominance of the marmot in association with the chamois and ibex. The assemblages from sub-layers 1f and 1g were less homogeneous, with examples that indicate very different environments: together with marmot, hare, chamois, ibex, bison and probable aurochs, are the remains of mainly boar and some deer and roe deer. The presence in all the assemblages of remains of elk, beaver, pike and aquatic birds (wild duck and teal) attest the constant presence of water on the plain below. The lower sub-layers attest more intense occupation than the upper ones and are characterised by the more abundant remains showing clear signs of butchering and some concentration of flakes around a hearth S3. (Alberto Broglio, Marco De Stefani, Fabio Gurioli)