- Item
- AIAC_135
- Name
- Via B. Franklin
- Date Range
- 100 – 1300
- Monuments
- Granary
Seasons
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AIAC_135 - Via B. Franklin - 2005Nell’area dove sorgerà il “Nuovo Mercato Testaccio”, ad opera del Comune di Roma, le indagini archeologiche preliminari stanno restituendo resti importanti per la conoscenza topografica dell’area. Lo scavo sta evidenziando diverse fasi: l’attuale piano di calpestio corrisponde al vecchio campo sportivo; tra – 1.00 e –2.50 m sono state intercettate le fondazioni dei “villinetti” dello IACP (Istituto Case Popolari) costruite intorno al 1920; tra –2.50 e - 3.00 m vi sono le vigne impiantate fra il XVI e il XIX secolo attraversate dal cd. “Vicolo della Serpe” del quale si è scoperto parte dell’antico tracciato; negli strati più bassi resti medievali (forse orti) innestati fra le rovine degli antichi horrea. Attualmente sono visibili una serie di ambienti, identificabili probabilmente con gli horrea Seiana. L’ipotesi è suffragata dai confronti con la Forma Urbis Romae di R. Lanciani (tavv. 40-44) e dai rinvenimenti effettuati in via G. Branca, via G.B. Bodoni e via B. Franklin. Alla quota di –3.50 m sono state rinvenute stanze rettangolari, di uguali dimensioni (9,35 m per 5,40 m), secondo un modulo standard che veniva utilizzato per questo tipo di edifici, spesso a due piani. Non si conosce, tuttavia, l’intero elevato ed il piano di calpestio originario poiché ancora in corso di scavo. L’impiego dell’opus mixtum e i materiali trovati all’interno degli ambienti, induce a pensare che si tratti dell’impianto di II secolo d.C. (età traianea-adrianea). Tra i rinvenimenti più interessanti si segnala un deposito di 40 monete in bronzo e argento databili tra Vespasiano e il periodo severiano. La ceramica rinvenuta rivela complesse fasi di frequentazione: Forum Ware e ceramica vetrina sparsa medievale fino a materiali residuali come ceramica a vernice nera, sigillata italica che farebbero pensare ad una prima fase di utilizzo dei magazzini risalente alla fine dell’età repubblicana-inizi età imperiale. (Valeria Silvia Mellace, Silvia Festuccia)
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AIAC_135 - Via B. Franklin - 2009Tra il 2005 e il 2009, nel Rione Testaccio, antico distretto portuale e commerciale dell’Urbe, è stato condotto un ampio intervento di scavo archeologico, sotto la sorveglianza della Soprintendenza, connesso alla realizzazione da parte di Roma Capitale del nuovo mercato rionale. Lo scavo del Nuovo Mercato Testaccio, un quadrilatero di circa un ettaro, partito dalla quota stradale di 15,00 metri s.l.m., si è approfondito fino a raggiungere la quota di 9,00 metri ca. s.l.m ha restituito una stratigrafia ininterrotta dall’età primo imperiale alla età contemporanea (fig. 1). Una fase primo imperiale (età augustea-età flavia; I sec. d.C.) ha messo in luce nel settore nordorientale dello scavo e poi in quello occidentale, un sistema di ambienti coperti e cortili scoperti serviti da viabilità di servizio che risultano peculiari per il materiale da costruzione utilizzato. Tutti i “muri” del sistema sono infatti realizzati con anfore svuotate e reimpiegate impilate le une sulle altre. Allo stato attuale questo sistema di ambienti è stato identificato, nel settore nordorientale come un’ampia area di discariche per materiale edilizio di reimpiego, costituito per la maggior parte da materiale anforario e laterizio, mentre nel settore occidentale come ambienti, probabilmente di magazzino, con piani pavimentali in terra battuta ben riconoscibili (fig. 2). La successiva fase di età medio imperiale (età traiano-adrianea; fine I sec. d. C. -metà II sec. d.C.) è caratterizzata nella porzione occidentale dello scavo dai livelli di costruzione di un edificio di forma trapezoidale, identificato come horreum, costituito da file di ambienti rettangolari prospettanti su un ampio piazzale porticato centrale ed in parte coperto dalle moderne via B. Franklin, a ovest, e via A. Manuzio, a nord. Di questo magazzino si conservano esclusivamente i livelli di costruzione. L’horreum venne infatti interamente spoliato in età antica (fine III-inizi IV sec. d.C.) fino alle soglie del piano terreno e un muro in crollo in situ testimonia l'abbandono dell'area (figg. 3-4). Nella parte orientale dello scavo si sono individuati i resti delle fondazioni di quello che è stato identificato come un edificio a pilastri e navate, probabilmente coevo all’horreum e anch’esso completamente spoliato in età antica. Per quanto riguarda l’epoca medievale, le labili tracce conservate hanno fatto ipotizzare una frequentazione sporadica, piuttosto che una vera e propria occupazione dell’area indagata. A partire dall’età rinascimentale, invece, le evidenze archeologiche testimoniano inequivocabilmente la vocazione agricola del territorio e il carattere rurale del paesaggio, che si conservarono fino a quando il Testaccio, alla fine dell’Ottocento, divenne un quartiere, seppure periferico, di Roma capitale. Sullo scavo, alla fase rinascimentale appartengono tracce di attività agricola, costituite da solchi paralleli, il vicolo della Serpe, noto dalla cartografia storica, che corre grosso modo in direzione nord-sud e i resti di un casale rinascimentale. Le analisi archeobotaniche sui campioni di terra indicano la presenza di vigne e frutteti, con orti e, poco, frumento, combinazioni abbastanza tipiche della cd. “Policoltura mediterranea”. Della fase contemporanea lo scavo ha restituito le fondazioni di alcuni edifici di edilizia popolare noti come “villinetti”, costruiti dall’Istituto Autonomo Case Popolari (oggi ATER) negli anni venti del ‘900 e demoliti alla fine degli anni ’60. Dopo l’intervento di riqualificazione urbana l’area accoglie oggi un mercato cittadino, un’area archeologica sotterranea visitabile, uno museo archeologico interattivo per bambini ed è parte del Museo Diffuso del Rione Testaccio, che comprende anche la Porticus Aemilia e l’Emporium.
FOLD&R
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391 - Alessia Contino, Claudio Capelli, David Djaoui, Giorgio Rizzo - 2017Anfore neo-puniche del I secolo d.C. di Arles, Ostia e Roma: classificazione tipo-petrografica, origine e diffusione
Media
- Name
- Via B. Franklin
- Year
- 2005
- Summary
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it
Nell’area dove sorgerà il “Nuovo Mercato Testaccio”, ad opera del Comune di Roma, le indagini archeologiche preliminari stanno restituendo resti importanti per la conoscenza topografica dell’area.
Lo scavo sta evidenziando diverse fasi: l’attuale piano di calpestio corrisponde al vecchio campo sportivo; tra – 1.00 e –2.50 m sono state intercettate le fondazioni dei “villinetti” dello IACP (Istituto Case Popolari) costruite intorno al 1920; tra –2.50 e - 3.00 m vi sono le vigne impiantate fra il XVI e il XIX secolo attraversate dal cd. “Vicolo della Serpe” del quale si è scoperto parte dell’antico tracciato; negli strati più bassi resti medievali (forse orti) innestati fra le rovine degli antichi horrea.
Attualmente sono visibili una serie di ambienti, identificabili probabilmente con gli horrea Seiana. L’ipotesi è suffragata dai confronti con la Forma Urbis Romae di R. Lanciani (tavv. 40-44) e dai rinvenimenti effettuati in via G. Branca, via G.B. Bodoni e via B. Franklin.
Alla quota di –3.50 m sono state rinvenute stanze rettangolari, di uguali dimensioni (9,35 m per 5,40 m), secondo un modulo standard che veniva utilizzato per questo tipo di edifici, spesso a due piani. Non si conosce, tuttavia, l’intero elevato ed il piano di calpestio originario poiché ancora in corso di scavo.
L’impiego dell’opus mixtum e i materiali trovati all’interno degli ambienti, induce a pensare che si tratti dell’impianto di II secolo d.C. (età traianea-adrianea). Tra i rinvenimenti più interessanti si segnala un deposito di 40 monete in bronzo e argento databili tra Vespasiano e il periodo severiano.
La ceramica rinvenuta rivela complesse fasi di frequentazione: Forum Ware e ceramica vetrina sparsa medievale fino a materiali residuali come ceramica a vernice nera, sigillata italica che farebbero pensare ad una prima fase di utilizzo dei magazzini risalente alla fine dell’età repubblicana-inizi età imperiale. (Valeria Silvia Mellace, Silvia Festuccia) -
en
In an area destined for the construction of a covered market, preliminary archaeological research has brought to light important evidence for the Roman and later periods..
The current surface is a sports ground; below which are the foundations of “villinetti” built in the 1920s by the IACP (Istituto Case Popolari). Below these (–2.50 and - 3.00 m) are found traces of the vineyards planted between the sixteenth and nineteenth centuries, intersected by the so-called “Vicolo della Serpe” of which some of the surface has been found. The lowest levels contain medieval remains built into the ruins of the Roman horrea..
At –3.50 m down, a series of rectangular rooms was found that can probably be identified as part of the horrea Seiana. This identification is supported by Lanciani’s Forma Urbis Romae (tables 40-44) and by finds reported for the neighbouring streets, via G. Branca, via G. B. Bodoni and via B. Franklin. The rooms are all the same size (9.35 m by 5.40 m) and are built in a standard pattern used for erecting either one-storey or two-storey buildings. However, the excavation has not revealed the original flooring as work is still in progress.
The opus mixtum and the materials found inside the rooms suggest that the building dates to the II century AD, and is of Trajanic or Hadrianic date. One of the most noteworthy findings is a deposit of 40 bronze and silver coins dating from Vespasian to the Severan period.
The pottery uncovered reveals complex settlement phases: it ranges from early Medieval Forum Ware and Sparse Glazed pottery to residual materials, such as Black Glazed pottery and Sigillata Italica. These residual materials imply that the site was used from the end of the Republican/beginning of the Imperial era. (Valeria Silvia Mellace, Silvia Festuccia) - Director
- Renato Sebastiani
- Research Body
- Soprintendenza Archeologica di Roma
- Funding Body
- GEIM S.p.A.
Media
- Name
- Via B. Franklin
- Year
- 2009
- Summary
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it
Tra il 2005 e il 2009, nel Rione Testaccio, antico distretto portuale e commerciale dell’Urbe, è stato condotto un ampio intervento di scavo archeologico, sotto la sorveglianza della Soprintendenza, connesso alla realizzazione da parte di Roma Capitale del nuovo mercato rionale.
Lo scavo del Nuovo Mercato Testaccio, un quadrilatero di circa un ettaro, partito dalla quota stradale di 15,00 metri s.l.m., si è approfondito fino a raggiungere la quota di 9,00 metri ca. s.l.m ha restituito una stratigrafia ininterrotta dall’età primo imperiale alla età contemporanea (fig. 1).
Una fase primo imperiale (età augustea-età flavia; I sec. d.C.) ha messo in luce nel settore nordorientale dello scavo e poi in quello occidentale, un sistema di ambienti coperti e cortili scoperti serviti da viabilità di servizio che risultano peculiari per il materiale da costruzione utilizzato. Tutti i “muri” del sistema sono infatti realizzati con anfore svuotate e reimpiegate impilate le une sulle altre. Allo stato attuale questo sistema di ambienti è stato identificato, nel settore nordorientale come un’ampia area di discariche per materiale edilizio di reimpiego, costituito per la maggior parte da materiale anforario e laterizio, mentre nel settore occidentale come ambienti, probabilmente di magazzino, con piani pavimentali in terra battuta ben riconoscibili (fig. 2).
La successiva fase di età medio imperiale (età traiano-adrianea; fine I sec. d. C. -metà II sec. d.C.) è caratterizzata nella porzione occidentale dello scavo dai livelli di costruzione di un edificio di forma trapezoidale, identificato come horreum, costituito da file di ambienti rettangolari prospettanti su un ampio piazzale porticato centrale ed in parte coperto dalle moderne via B. Franklin, a ovest, e via A. Manuzio, a nord. Di questo magazzino si conservano esclusivamente i livelli di costruzione. L’horreum venne infatti interamente spoliato in età antica (fine III-inizi IV sec. d.C.) fino alle soglie del piano terreno e un muro in crollo in situ testimonia l'abbandono dell'area (figg. 3-4).
Nella parte orientale dello scavo si sono individuati i resti delle fondazioni di quello che è stato identificato come un edificio a pilastri e navate, probabilmente coevo all’horreum e anch’esso completamente spoliato in età antica. Per quanto riguarda l’epoca medievale, le labili tracce conservate hanno fatto ipotizzare una frequentazione sporadica, piuttosto che una vera e propria occupazione dell’area indagata. A partire dall’età rinascimentale, invece, le evidenze archeologiche testimoniano inequivocabilmente la vocazione agricola del territorio e il carattere rurale del paesaggio, che si conservarono fino a quando il Testaccio, alla fine dell’Ottocento, divenne un quartiere, seppure periferico, di Roma capitale. Sullo scavo, alla fase rinascimentale appartengono tracce di attività agricola, costituite da solchi paralleli, il vicolo della Serpe, noto dalla cartografia storica, che corre grosso modo in direzione nord-sud e i resti di un casale rinascimentale. Le analisi archeobotaniche sui campioni di terra indicano la presenza di vigne e frutteti, con orti e, poco, frumento, combinazioni abbastanza tipiche della cd. “Policoltura mediterranea”.
Della fase contemporanea lo scavo ha restituito le fondazioni di alcuni edifici di edilizia popolare noti come “villinetti”, costruiti dall’Istituto Autonomo Case Popolari (oggi ATER) negli anni venti del ‘900 e demoliti alla fine degli anni ’60. Dopo l’intervento di riqualificazione urbana l’area accoglie oggi un mercato cittadino, un’area archeologica sotterranea visitabile, uno museo archeologico interattivo per bambini ed è parte del Museo Diffuso del Rione Testaccio, che comprende anche la Porticus Aemilia e l’Emporium. -
en
Between 2005 and 2009, in the Rione Testaccio, the ancient harbour and wharehouse district of the Urbs, was realised an archaeological intervention linked to the building of a new indoor market, under the surveillance of the Soprintrendenza.
The excavation of the Testaccio New Market, a four-sided area extended for one hectare, started from the street level (15 m ASL), and reached a depth of about 9 m, providing an uninterrupted stratigraphy from the Early Roman Imperial age until the Contemporary age (fig. 1). The Early Imperial period (Augustan age-Flavian period) in the North-East and then in the West part of the excavation brought to light a system of roofed rooms and open courts served by a network of service roads, which are peculiar for the building material used. All the “walls” of the structure are in fact made up of amphorae emptied and reused piling them on top of each other. At the present time, this system of rooms has been identified, in the North-East section, with a wide area of dumps for reused building material, mostly made up of amphorae and brick material; while in the West sector are rooms, probably warehouses, with well recognizable beaten earth floors (fig. 2).
The following Middle Imperial period (age of Trajan/ Hadrian) in the West sector is characterized by the excavation of the building levels of a trapezoidal edifice, identified as a horreum, made up of rows of rectangular rooms facing a wide central porticoed square, partially covered by the moderns streets via B. Franklin (West) and via A. Manunzio (North). Only the building levels of this warehouse are preserved. The horreum was, in fact, completely plundered in the antiquity (end of the III century AD-beginning of the IV century AD) up to the thresholds of the ground floor and a wall collapsed in situ testified the abandonment.
In the East portion of the excavation, were found the remains of the foundations of what was identified as a building with pillars and aisles, probably coeval with the horreum, and completely plundered as well in the antiquity. On the long eastern side of the huge horreum there is a walled up passage (corridor), whose function is still uncertain- The southern portion of the corridor wall, whose remains are there preserved, provides an example of the original walls of the Middle Imperial period building. It allows to date, together with some amphora burials found on it and in the corridor, the phases of the abandonment of the area between the end of the III and the V century AD. With regard to the Middle Ages, the faint traces preserved suggest a sporadic use of the area examined, rather than a complete occupation of it. From the Renaissance, instead, the archaeological records clearly testify the agricultural use of the area and the rural landscape, which remained unchanged until the end of the XIX century, when Testaccio became a neighbourhood, even if peripheral, of the capital city, Rome .The Renaissance phase of the excavation shows records of agricultural activities, namely parallel furrows, of the vicolo della Serpe, running North-South as shown in historical maps, and of the remains of a Renaissance farmhouse. The archaeobotanical analyses on soil samples show the presence of vines and orchards, with vegetables gardens, and of little wheat, a selection rather common in the so-called “Mediterranean diversified agriculture”.
The contemporary phase of the excavation revealed the foundations of some public housing buildings known as “villinetti”, build from the Istituto Autonomo Case Popolari (today ATER) in the 1920s', and demolished at the end of the 1960s'. After the Urban requalification intervention, in the area are hosting the indoor market, an archaeological site and, a children archaeological museum that are a part of the museo diffuso del Rione Testaccio, including also the Porticus Aemilia and the Emporium. - Summary Author
- Alessia Contino
- Director
- Renato Sebastiani - Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
- Mirella Serlorenzi - Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
- Research Body
- MIBACT-SSABAP-RM; Università del Salento, IBAM; Istituto di Paleontologia Umana; Università di Genova
- Funding Body
- Cogeim per Comune di Roma (project financing)
FOLD&R
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391 - Alessia Contino, Claudio Capelli, David Djaoui, Giorgio Rizzo - 2017Anfore neo-puniche del I secolo d.C. di Arles, Ostia e Roma: classificazione tipo-petrografica, origine e diffusione
Media
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Aguilera Martin 2002A. Aguilera Martin, 2002, El Monte Testaccio y la llanura subaventina, Roma.
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Lanciani 1984-89R. Lanciani, 1984-89, Storia degli scavi di Roma, I-IV, Roma.
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Lanciani 1989R. Lanciani, 1989 Forma Urbis Romae, Roma.
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Le Gall 2005J. Le Gall, 2005, Il Tevere fiume di Roma nell’Antichità, C. Mocchegiani Carpano, G. Pisani Sartorio (a cura di), Roma.
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Palombi 1996D. Palombi, 1996, s.v. Horrea Seiana, LTUR 3: 46, fig. 29.
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Rodriguez-Almeida 1984E. Rodriguez-Almeida, 1984, Il Monte Testaccio. Ambiente, storia, materiali, Roma.
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Ancona et al. 2012A. Ancona, A. Contino, L. D’Alessandro, F. Riccio, R. Sebastiani, 2012, Il Museo Diffuso Rione Testaccio, in A. Ancona, A. Contino, R. Sebastiani (a cura di), Archeologia e Città, Atti del Convegno Internazionale (Roma, Palazzo Massimo alle Terme, 11-12 febbraio 2010), Roma: 119-136.
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Contino, D’Alessandro 2015A. Contino, L. D’Alessandro, 2015, I rifiuti nel mondo romano, in No Waste, Piano Progetto Città, 25/26: 242-255.
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Gallone, Zottis 2011A. Gallone, S. Zottis (a cura di), 2011, L’archeologia con gli occhi di Silvia, Atti della giornata di studio per ricordare Valeria Silvia Mellace (Palazzo Massimo alle Terme, 7 marzo 2009, Roma), Catania
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Mellace, Verde 2006V.S. Mellace, G. Verde, 2006, Rapporto preliminare sulle indagini archeologiche condotte nel Nuovo Mercato Testaccio, in Analecta Romana Instituti Danici 32: 43-50.
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Sebastiani, Serlorenzi 2007R. Sebastiani, M. Serlorenzi (a cura di), 2007, “Indagini archeologiche al Nuovo Mercato di Testaccio a Roma”, in AIACNews 2: 3-7.
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Sebastiani, Serlorenzi 2008R. Sebastiani, M. Serlorenzi (a cura di), 2008, “Il progetto del Nuovo Mercato Testaccio”, in Workshop di Archeologia Classica 5: 137-171.
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Sebastiani, Serlorenzi 2011R. Sebastiani, M. Serlorenzi, 2011, Nuove scoperte dall’area di Testaccio (Roma). Tecniche costruttive, riuso e smaltimento dei contenitori anforici pertinenti ad horrea e strutture utilitarie di età imperiale, in J. Arce et B. Goffaux (a cura di), Horrea d’Hispanie et de la Méditerranée romaine, (Collection de la Casa de Velázquez, 125), Madrid: 67-96.
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Serlorenzi 2010M. Serlorenzi, 2010, La costruzione di un complesso horreario a Testaccio. Primi indizi per delineare l’organizzazione del cantiere edilizio, in S. Camporeale, H. Dessales, A. Pizzo (a cura di), Arqueologia de la construccion II, Madrid-Mérida: 105-126.
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Cafini, D’Alessandro 2010M.L. Cafini, L. D’Alessandro, 2010, Anfore adriatiche a Roma. Rinvenimenti dall’area del Nuovo Mercato Testaccio, in Rei Cretariae Romanae Fautores Acta 41, Bonn: 93–100.
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Casaramona et al. 2010A. Casaramona, S. Colantonio, B. Rossi, C. Tempesta, G. Zanchetta, 2010, Anfore cretesi dallo scavo del Nuovo Mercato di Testaccio, in Rei Cretariae Romanae Fautores Acta 41, Bonn: 113–122.
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Coletti, Lorenzetti 2010F. Coletti, E.G. Lorenzetti, 2010, Anfore orientali a Roma. Nuovi dati dagli scavi della Soprintendenza Archeologica di Roma nell’area del Testaccio, in Rei Cretariae Romanae Fautores Acta 41, Bonn: 155–164.
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Contino, Capelli 2016A. Contino, C. Capelli, 2016, Nuovi dati archeologici e archeometrici sulle anfore africane tardorepubblicane e primo imperiali: rinvenimenti da Roma (Nuovo Mercato Testaccio) e contesti di confronto, in R. Jàrrega, P. Berni (a cura), Amphorae ex Hispania: paisajes de producción y consumo (III Congreso Internacional de la Secah, Ex-Officina Hispana, Tarragona 10-13 dicembre 2014), Tarragona: 538-556.
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Contino et al. 2013Contino, A., D’Alessandro, L., Luccerini, F., Mastrodonato, V., Tanganelli, R., 2013, Anfore Dressel 2-4 “Tarraconensi” a Roma: ricerche epigrafiche dal sito del Nuovo Mercato Testaccio. Dati preliminari, in D. Bernal, L.C. Juan, M. Bustamante, J.J. Díaz, A.M. Sáez (a cura di),Hornos, talleres y focos de producciòn alfareraen Hispania, vol. II, Sociedad de Estudios de la Cerámica Antigua en Hispania I - ex officina hispana, Congres de Càdiz (3-4 de marzo 2011), Cadiz: 333-350.
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D’Alessandro 2013L. D’Alessandro, 2013, Anfore adriatiche a Roma: dati epigrafici dal Nuovo Mercato Testaccio, in D. Bernal, L. C. Juan, M. Bustamante, J. J. Díaz, A. M. Sáez (a cura di),Hornos, talleres y focos de producciòn alfareraen Hispania, vol. II, Sociedad de Estudios de la Cerámica Antigua en Hispania I - ex officina hispana, Congres de Càdiz (3-4 de marzo 2011), Cadiz: 351-364.
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Porcari et al. 2010B. Porcari, A. Contino, F. Luccerini, V. Mastrodonato, S. Sclocchi, 2010, Scarti di produzione di ceramica invetriata dallo scavo del Nuovo Mercato Testaccio a Roma, in Rei Cretariae Romanae Fautores Acta 41, Bonn: 303–312.
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[Untitled]http://romearcheomedia.fub.it/testaccio/italiano/index.html; http://www.sperimentarea.tv/ondemand/metropolis-prima-i-magazzini-del-porto-fluviale-di-roma-antica. http://www.isromantique.it/schede/museo-diffuso-rione-testaccio_3127/; www.facebook.com/sottosopratestaccio/




