Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Date Range
1190 – 1210
1600 – 1700
Monuments
Monastery

Seasons

  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2001
    Le indagini archeologiche a Jure Vetere hanno preso le mosse in seguito ad una segnalazione del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, relativa alla presenza di un muro con andamento E/W, visibile per alcuni metri sul punto più alto settentrionale della collina di Jure Vetere Sottano che, secondo alcune testimonianze, era da mettere in relazione con la prima fondazione dell’insediamento monastico voluto da Gioacchino da Fiore negli ultimi anni del XII secolo. Nel mese di ottobre del 2001 a Jure Vetere è stato effettuato un breve intervento, mirato alla ricognizione preliminare e autoptica dell’area, alla pulizia del muro USM 1 già in vista, alla definizione della sua estensione, dei componenti e delle sue caratteristiche strutturali e al rilievo del muro stesso. Inoltre, sulla collina, immediatamente a sud del muro in affioramento, è stata realizzata una campagna di prospezioni georadar. Le prospezioni, avvalendosi di una maglia con i vertici distanziati, a seconda dei punti, ogni 2,5 - 5 m., hanno messo in evidenza che, nell’area immediatamente a sud del muro in vista e a partire da una profondità di 40-50 cm dal livello di campagna, erano presenti strutture murarie e crolli di una certa compattezza e spessore. Le strutture murarie, messe in risalto dai radargrammi, hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un imponente corpo di fabbrica di forma rettangolare, orientato est-ovest con ambienti addossati alle estremità nord-est e sud-est. Ulteriori dati sono stati forniti inoltre dalla lettura delle foto aeree della zona che, una volta analizzate, hanno permesso di osservare una serie di anomalie sul terreno da mettere in relazione con il corpo di fabbrica sepolto e con possibili fasi di frequentazione del pianoro
  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2002
    Nel mese di luglio 2002 ha avuto inizio la prima campagna di indagini archeologiche presso la località denominata Jure Vetere Sottano, ubicata a circa km 5 ad ovest dal centro di S. Giovanni in Fiore (CS), sull’altopiano silano. L’area interessata dalle indagini, si sviluppa su due terrazze digradanti dolcemente verso sud a livelli diversi (da 1090 a 1041 m s.l.m), appartenenti ad una piccola collina di forma allungata, orientata in senso E/W e delimitata verso il lato settentrionale dalla strada asfaltata Garga-Ceraso e da un torrente denominato “Pino bucato”, affluente del fiume Arvo, e verso meridione dal percorso dello stesso Arvo. Nel punto più alto settentrionale della collina, dove sono concentrate le indagini archeologiche, il terreno è composto prevalentemente da strati di consistenza friabile a matrice sabbiosa; sotto lo strato superficiale (spesso dai 20 ai 40-50 cm) la stratificazione archeologica raggiunge, fino al banco di terreno vergine, la profondità di 1,10 – 1,20 m. Le prime notizie documentarie in nostro possesso riguardanti la costituzione di una prima comunità di monaci voluta da Gioacchino da Fiore nel sito di Jure Vetere sono legate ad un privilegio dell’anno 1191, con il quale il re normanno Tancredi, succeduto a Guglielmo il Buono e fattosi incoronare re di Sicilia a Palermo nel gennaio del 1190, concede a Gioacchino il possesso del territorio “nel luogo chiamato Fiore”. L’intervento di scavo archeologico ha avuto inizio realizzando un saggio esplorativo con il lato lungo orientato nord-sud, nel punto in cui - secondo i risultati delle indagini georadar del 2001 - doveva ricadere la parte terminale orientale dell’edificio. Il saggio del 2002 ha consentito di individuare due fasi costruttive successive relative a due diversi edifici a carattere religioso, il più recente con abside semicircolare e il più antico con abside quadrangolare e una fase di frequentazione databile ad età post-medievale.
  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2003
    Nei mesi di giugno e luglio si è svolta la seconda campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. In questa seconda campagna si è ampliata l’area di scavo verso occidente, comprendendo la porzione dell’edificio religioso relativo alla seconda fase costruttiva (CF- Corpo di fabbrica 1) che corrisponde alla navata centrale, fino ai muri perimetrali ovest dove doveva essere ubicato l’ingresso; verso nord per mettere in luce l’ala settentrionale dell’intero complesso delimitata dal muro conservato in affioramento ed infine verso sud per completare la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio monastico nella parte meridionale. L’area di scavo, estesa durante la prima campagna 2002 su una superficie di c.ca 225 mq, è stata ampliata fino a raggiungere c.ca 540 mq. Dei due edifici a carattere religioso già identificati, il più recente (CF 1) risulta articolato in una navata centrale larga m 8.10 e lunga c.ca m 26, desinente in un coro rettilineo largo m 5.10 e profondo m 4.65. La navata è affiancata sui due lati nord e sud da due ambienti speculari terminanti con due piccole absidi semicircolari, larghi circa m 3.80, la cui estensione in lunghezza risulta al momento valutabile solo per l’ambiente a sud, delimitato da un muro ad ovest e pertanto interpretabile come una cappella laterale. L’ambiente a settentrione è definito da strutture murarie conservate per un’altezza variabile tra m 0.30 e m 0.60, realizzate con una tecnica irregolare senza corsi che utilizza blocchi di microgranito locale e conci di granodiorite (granito grigio silano) di reimpiego. Nell’ambiente a sud i muri perimetrali sono presenti solo relativamente alle platee di fondazione, larghe c.ca m 1.10; un’ulteriore estensione del complesso monastico verso sud (ala orientale del chiostro?) è suggerita dalla presenza di due setti murari con andamento nord-sud, che proseguono oltre l’attuale limite di scavo. Alla navata centrale si accedeva tramite un ingresso principale ubicato sul lato corto occidentale ed un ingresso secondario ubicato a metà circa del lato lungo meridionale, il quale metteva probabilmente in comunicazione la chiesa con gli annessi a sud; tali ingressi risultavano definiti da stipiti in pietra, spoliati in antico. Un ulteriore ingresso è stato identificato all’estremità occidentale dell’ala che si sviluppa a nord della navata centrale all’esterno della quale è stato messo in luce il piano di calpestio relativo al cantiere per la realizzazione dell’edificio, reso evidente da abbondanti chiazze di malta a base di calce e da residui di lavorazione del materiale lapideo. In base ai manufatti archeologici rinvenuti, è possibile quindi ipotizzare che le strutture rinvenute, relative ai due edifici religiosi siano da mettere in relazione con la fondazione e la breve fase di frequentazione del protocenobio di Gioacchino da Fiore, avvenuta in questo luogo dell’altipiano silano inter frigidissimas alpes, come ricordato dalle fonti, tra gli ultimi anni del XII secolo e i primi decenni del secolo successivo. Nell’ambito delle indagini 2003 si è provveduto inoltre ad effettuare alcuni interventi di ricognizione topografica sul pianoro stesso e nel bacino di approvvigionamento del materiale edilizio utilizzato per la costruzione degli edifici ed inoltre interventi di precatalogazione dei manufatti mobili e delle tecniche edilizie, nonché un primo intervento sullo scavo di analisi dei reperti macrobotanici.
  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2004
    Nei mesi di giugno e luglio 2004 si è svolta la terza campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. L’indagine ha ampliato ed integrato i risultati ottenuti durante le prime due campagne di scavo del 2002 e del 2003 e ha comportato l’ampliamento dell’area di scavo verso occidente, comprendendo la porzione dell’edificio religioso relativo all’ingresso della navata centrale e al prospetto occidentale dell’intero corpo di fabbrica; verso nord per mettere in luce l’intera ala nord del complesso delimitata dal muro conservato in affioramento ed infine verso sud per completare la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio monastico nella parte meridionale. Entrambi gli edifici a carattere religioso identificati nelle precedenti campagne sono stati interessati da alcuni sondaggi mirati a chiarire in particolare la successione delle fasi costruttive, la fisionomia e l’estensione dell’apparato planimetrico relativo all’edificio desinente nel coro quadrangolare (CF 1) più antico, le caratteristiche dell’intervento architettonico relativo all’inserimento dell’abside semicircolare (CF 2) più recente, l’estensione dei piani pavimentali nonché la definizione degli ingressi. L’edificio CF 1, in base all’integrazione dei dati desunti da quest’ultima campagna si scavo, risulta articolato in una navata centrale (UF-Unità Funzionale 2), larga m. 8.10 e lunga c.ca m. 26, desinente in un coro rettilineo largo m. 5.10 e profondo m. 4.65. La navata è affiancata sui due lati nord e sud da due ambienti speculari terminanti con due piccole absidi semicircolari, larghi c.ca m. 3.80, la cui estensione in lunghezza risulta fortemente difforme tra ambiente a nord e ambiente a sud. La comunicazione tra la navata centrale e l’ala settentrionale era assicurata da una porta larga m 1.20, messa in luce durante questa campagna, definita da stipiti ben lavorati, in conci di granodiorite spianati e squadrati. Dell’edificio più antico CF 1 sono stati messi in luce quest’anno i piani pavimentali, costituiti da livelli di terra battuta identificati sia nella parte absidata dell’ala settentrionale, che all’interno del coro quadrangolare, realizzati su strati di preparazione piuttosto spessi in sabbia di granito locale, nei quali risultavano evidenti numerose buche di palo per i ponteggi della fabbrica. Tali piani pavimentali risultavano coperti da accumuli di terreno combusto frammisti a travi lignee bruciate, da mettere in relazione alle tracce dell’incendio, documentato nelle fonti scritte, che avrebbe distrutto nel primo decennio del XIII secolo buona parte del monastero. Tracce di quest’incendio sono state messe in luce anche all’interno dell’ingresso principale della navata e nella fascia esterna alla facciata principale della chiesa. In relazione alla fase di cantiere dell’edificio sono stati identificati consistenti livelli di accumulo di calce e sabbia di granito funzionali alla lavorazione della malta per le murature e, nella parte meridionale della chiesa, in corrispondenza con la cappella sud, un fossa di fusione per campana. Tale fossa, scavata nel terreno in posto, risultava rivestita in parte di laterizi anneriti dal fuoco e riempita di materiale di risulta del processo di produzione del manufatto, attestato da numerose scorie di lavorazione del bronzo e da frammenti sagomati dello stampo in argilla (anima e mantello), frammisti a terreno combusto. In seguito ai danni causati dall’incendio sulle macerie del precedente edificio (CF 1), viene realizzato il secondo corpo di fabbrica ad aula absidata (CF 2), che si appoggia alle strutture precedenti. La costruzione di questo nuovo edificio comportò un restringimento dell’area presbiteriale, all’interno del coro rettilineo, attraverso la realizzazione dell’abside semicircolare, la cui fossa di fondazione ha tagliato il piano pavimentale dell’edificio CF1. Di tale edificio è stato possibile riconoscere la fase di cantiere, di cui resta testimonianza nella fossa di fondazione per la costruzione del muro absidale e dei due muri di spalla nord e sud e nelle buche realizzate a ridosso delle murature per l’alloggio dei ponteggi. La frequentazione dell’edificio risulta attestata dal riuso del battuto pavimentale dell’edificio precedente. La fase di frequentazione dell’area in età post-medievale (XVII-XVII) riconosciuta già durante la campagna del 2002, è stata confermata anche nella campagna del 2004, grazie al rinvenimento di numeroso materiale ceramico negli strati archeologici che obliteravano i crolli nella porzione orientale dell’area indagata, a ridosso del coro rettilineo dell’edificio religioso. Nell’ambito delle indagini 2004 si è continuato inoltre ad effettuare gli interventi di ricognizione topografica sul pianoro stesso e nel bacino di approvvigionamento del materiale edilizio utilizzato per la realizzazione dell’edificio e gli interventi di precatalogazione dei manufatti mobili e delle tecniche edilizie, nonché un primo intervento sullo scavo di analisi dei reperti macrobotanici.
  • AIAC_270 - Jure Vetere Sottano area Jacoi - 2005
    Nel mese di luglio del 2005 si è svolta la quarta campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. L’indagine ha integrato con nuovi dati i risultati ottenuti durante le precedenti campagne di scavo (2002, 2003 e 2004) concentrandosi all’interno dell’area di scavo dove ricade l’edificio religioso, senza ulteriori allargamenti dei limiti di scavo visto che la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio era stata completata nel 2003. L’ambiente a settentrione dell’edificio di culto (UF-Unità Funzionale 3) è definito da strutture murarie conservate per un’altezza variabile tra m. 0.30 e m. 0.60, realizzate con una tecnica irregolare con alcuni corsi di orizzontamento che utilizza blocchi e spezzoni di piccole e medie dimensioni di microgranito locale e conci di granodiorite (granito grigio silano); esso costituisce un’ala, messa in luce quest’anno per intero in seguito alla rimozione dei crolli murari che la obliteravano, che si sviluppa lungo tutto il perimetrale settentrionale della navata della chiesa. La presenza di alcune buche per palo (escluse quelle prossime alle strutture murarie interpretabili come buche di palo relative ai ponteggi per la messa in opera delle murature in alzato), realizzate a distanze regolari e in posizione simmetrica potrebbe indurre ad ipotizzare la loro funzione per qualche diaframma strutturale che ne scandiva lo spazio interno. Lungo il fianco meridionale dell’ala, in corrispondenza delle fondazioni del muro perimetrale della stessa, è stata messa in luce una fossa per una sepoltura, orientata est-ovest, realizzata sul livello di cantiere. Tale sepoltura risultava priva dei resti dell’inumato ed era accuratamente riempita del terreno di risulta e coperta da uno strato compatto di pietre e terra; l’azione è da riferirsi probabilmente alla preparazione di una sepoltura per una inumazione mai realizzata oppure al seppellimento di un individuo e alla successiva riesumazione dei resti dell’inumato. Nella parte settentrionale dell’area presbiteriale definita dal coro rettilineo, in prossimità del vano di passaggio verso la cappella absidata nord e compresa nell’angolo tra i due muri perimetrali, è stata scavata quest’anno una sepoltura che, per la sua ubicazione e per la sua connotazione strutturale, è da considerarsi una sepoltura privilegiata, peraltro in fase con l’edificio CF 1 La fossa per l’inumazione era sovrastata da un altarolo quadrangolare costituito da conglomerato di pietre e malta e rivestimento di laterizi di grandi dimensioni (analoghi a tutti gli altri laterizi rinvenuti nell’area di scavo) disposti su alcuni filari orizzontali e legati con malta; tale struttura, realizzata per dare enfasi al luogo della sepoltura, è stata rinvenuta, come del resto la fossa sottostante, in gran parte alterata dal crollo dei muri perimetrali del presbiterio. La fossa di inumazione, tagliata nel terreno vergine, si presentava di forma rettangolare e di dimensioni e profondità piuttosto considerevoli; la sua peculiarità è costituita dall’assenza dell’inumato che deve essere stato rimosso in un momento imprecisato, dopo lo smantellamento della cassa lignea, la cui presenza è attestata dal rinvenimento di numerosi chiodi di ferro rimasti ancora sia sul fondo della fossa lungo i lati, sia nel terreno di riempimento successivo all’esumazione. I manufatti ceramici e vitrei rinvenuti nelle stratigrafie relative alle fasi di costruzione-frequentazione-distruzione e riuso del complesso confermano pienamente la datazione ad un arco cronologico compreso a cavallo tra XII e XIII secolo. Le indagini sono state inoltre estese su una porzione della collina in direzione sud e sud-est rispetto all’edificio ecclesiastico. In tale area sono state effettuate delle indagini geofisiche integrative (indagini georadar all’interno e nelle vicinanze della chiesa e, soprattutto, geomagnetiche e geoelettriche sulla collina) appoggiandosi ad una quadrettatura a maglie fitte. Poiché tali ricerche geofisiche, insieme alle informazioni provenienti dalle immagini filtrate satellitari, hanno subito evidenziato la presenza delle anomalie localizzate in più punti della collina si è successivamente proceduto ad effettuare dei saggi mirati per verificare anche stratigraficamente i risultati delle indagini geofisiche ed intercettare possibili fasi di frequentazione del pianoro (strutture abitative, recinti, canalizzazioni). I dati delle indagini permettono di avanzare l’ipotesi che tutta l’area centrale della collina, a sud dell’edificio ecclesiastico e fino al fiume Arvo, era stata perimetrata da una palizzata di legno affiancata da una canalizzazione per il deflusso delle acque. All’interno di tale spazio chiuso sono quindi da localizzare le zone per le coltivazioni, per le attività ortive, per i ricoveri degli animali e le strutture di abitazione del monastero. Un altro saggio esplorativo (Saggio VI), tracciato sempre all’interno di questo spazio perimetrato in un punto in cui le indagini geoelettriche mostravano delle anomalie di forte intensità, ha messo in luce una serie di cavità riempite successivamente con massi di pietre (da collegarsi con le attività agricole).

Media

Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Year
2001
Summary
it Le indagini archeologiche a Jure Vetere hanno preso le mosse in seguito ad una segnalazione del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, relativa alla presenza di un muro con andamento E/W, visibile per alcuni metri sul punto più alto settentrionale della collina di Jure Vetere Sottano che, secondo alcune testimonianze, era da mettere in relazione con la prima fondazione dell’insediamento monastico voluto da Gioacchino da Fiore negli ultimi anni del XII secolo.

Nel mese di ottobre del 2001 a Jure Vetere è stato effettuato un breve intervento, mirato alla ricognizione preliminare e autoptica dell’area, alla pulizia del muro USM 1 già in vista, alla definizione della sua estensione, dei componenti e delle sue caratteristiche strutturali e al rilievo del muro stesso. Inoltre, sulla collina, immediatamente a sud del muro in affioramento, è stata realizzata una campagna di prospezioni georadar. Le prospezioni, avvalendosi di una maglia con i vertici distanziati, a seconda dei punti, ogni 2,5 - 5 m., hanno messo in evidenza che, nell’area immediatamente a sud del muro in vista e a partire da una profondità di 40-50 cm dal livello di campagna, erano presenti strutture murarie e crolli di una certa compattezza e spessore. Le strutture murarie, messe in risalto dai radargrammi, hanno permesso di ipotizzare l’esistenza di un imponente corpo di fabbrica di forma rettangolare, orientato est-ovest con ambienti addossati alle estremità nord-est e sud-est.

Ulteriori dati sono stati forniti inoltre dalla lettura delle foto aeree della zona che, una volta analizzate, hanno permesso di osservare una serie di anomalie sul terreno da mettere in relazione con il corpo di fabbrica sepolto e con possibili fasi di frequentazione del pianoro
en Archaeological investigations began at Jure Vetere following a report made to the ‘Centro Internazionale di Studi Gioachimiti’ regarding the presence of a wall on an east-west alignment, visible for several metres on the highest northern part of the hill of Jure Vetere Sottano. According to some, the wall related to the first foundation of the monastic settlement by Gioacchino da Fiore in the final years of the 12th century.

A brief intervention took place in 2001, aimed at a preliminary inspection of the area, the cleaning of the visible wall USM 1, the definition of its extension, components, and structural characteristics, and the recording of the wall itself. In addition, a georadar survey was undertaken on the hill, south of the wall. The survey, using a grid with squares varying between 2.5-5 m, revealed walls and collapses of a certain substance and width, situated immediately south of the wall starting at a depth of 40-50 cm. The walls suggest the existence of a large rectangular building on an east-west alignment, with rooms abutting it to the north-east and south-east.

Further data was provided by aerial photographs of the area, which once analyzed, revealed a series of anomalies on the ground relating to the buried building and possible occupation phases on the plateau.
Team
Archaeologist - Marco Mucciarelli - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - F.Sdao - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - A.D’Ulizia - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - G.Fiorentino - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - J.De Grossi Mazzorin - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - L.Calcagnile - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - D.Gnesi - Università degli studi di Macerata
Archaeologist - M.Musella - Università degli studi Suor Orsola Benincasa
Archaeologist - A.M. Mercuri - Università degli studi di Modena
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Ruga - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - P.Lopetrone - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Bonofiglio - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - G.Piccolo - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Assistant - C.Zotta, C.Dolce - CNR
Field director - Dimitris Roubis- CNR-IBAM
Technical assistant - S.Fiore, R. Lasaponara, V.Lapenna, L.Gallini, C.Belviso, A. Lanorte, M.Bavusi, M.Chiannese, A.Santulli, R.Coluzzi, F.Cavalcante - IMAA-CNR

Media

Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Year
2002
Summary
it Nel mese di luglio 2002 ha avuto inizio la prima campagna di indagini archeologiche presso la località denominata Jure Vetere Sottano, ubicata a circa km 5 ad ovest dal centro di S. Giovanni in Fiore (CS), sull’altopiano silano.

L’area interessata dalle indagini, si sviluppa su due terrazze digradanti dolcemente verso sud a livelli diversi (da 1090 a 1041 m s.l.m), appartenenti ad una piccola collina di forma allungata, orientata in senso E/W e delimitata verso il lato settentrionale dalla strada asfaltata Garga-Ceraso e da un torrente denominato “Pino bucato”, affluente del fiume Arvo, e verso meridione dal percorso dello stesso Arvo. Nel punto più alto settentrionale della collina, dove sono concentrate le indagini archeologiche, il terreno è composto prevalentemente da strati di consistenza friabile a matrice sabbiosa; sotto lo strato superficiale (spesso dai 20 ai 40-50 cm) la stratificazione archeologica raggiunge, fino al banco di terreno vergine, la profondità di 1,10 – 1,20 m.

Le prime notizie documentarie in nostro possesso riguardanti la costituzione di una prima comunità di monaci voluta da Gioacchino da Fiore nel sito di Jure Vetere sono legate ad un privilegio dell’anno 1191, con il quale il re normanno Tancredi, succeduto a Guglielmo il Buono e fattosi incoronare re di Sicilia a Palermo nel gennaio del 1190, concede a Gioacchino il possesso del territorio “nel luogo chiamato Fiore”.

L’intervento di scavo archeologico ha avuto inizio realizzando un saggio esplorativo con il lato lungo orientato nord-sud, nel punto in cui - secondo i risultati delle indagini georadar del 2001 - doveva ricadere la parte terminale orientale dell’edificio. Il saggio del 2002 ha consentito di individuare due fasi costruttive successive relative a due diversi edifici a carattere religioso, il più recente con abside semicircolare e il più antico con abside quadrangolare e una fase di frequentazione databile ad età post-medievale.
en In 2002, the first excavation campaign took place in the locality of Jure Vetere Sottano, situated about 5 km west of S. Giovanni in Fiore (CS), on the uplands of the Sila.

The area in question covered two terraces sloping gently to the south (from 1090 to 1041 m a.s.l.), forming part of a small elongated hill, orientated east-west and delimited to the north by the Garga-Ceraso road and the “Pino Bucato” torrent, tributary of the river Arvo, and to the south by the Arvo itself. On the hill’s highest north point, where the archaeological investigations were concentrated, the terrain was mainly constituted by friable layers with a sandy matrix; below the surface layer (20 to 40-50 cm deep) the stratigraphy reached sterile at -1.10 to 1.20 m).

The first known document mentioning the constitution of the first monastic community by Gioacchino da Fiore at the site of Jure Vetere is a privilege dated 1191. With this document the Norman king Tancredi, successor to Gugliemo il Buono, who had himself crowned king of Sicily at Palermo in January 1190, granted possession of the territory “in the place called Fiore” to Gioacchino.
The excavations began with a trial trench on the north-south side, at the point in which – according to the georadar results – the eastern end of the building was situated. Two successive construction phases were identified relating to two different religious buildings, the latest with a semicircular apse and the earliest with a quadrangular apse, and an occupation phase datable to the post-medieval period.
Team
Archaeologist - Marco Mucciarelli - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - F.Sdao - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - A.D’Ulizia - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - C.Coscarella - Università degli studi della Calabria
Archaeologist - G.Fiorentino - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - J.De Grossi Mazzorin - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - L.Calcagnile - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - D.Gnesi - Università degli studi di Macerata
Archaeologist - M.Musella - Università degli studi Suor Orsola Benincasa
Archaeologist - A.M. Mercuri - Università degli studi di Modena
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Ruga - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - P.Lopetrone - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Bonofiglio - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - G.Piccolo - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Assistant - C.Zotta, C.Dolce - CNR
Field director - Francesca Sogliani - IBAM-CNR
Field director - Dimitris Roubis- CNR-IBAM
Technical assistant - S.Fiore, R. Lasaponara, V.Lapenna, L.Gallini, C.Belviso, A. Lanorte, M.Bavusi, M.Chiannese, A.Santulli, R.Coluzzi, F.Cavalcante - IMAA-CNR

Media

Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Year
2003
Summary
it Nei mesi di giugno e luglio si è svolta la seconda campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. In questa seconda campagna si è ampliata l’area di scavo verso occidente, comprendendo la porzione dell’edificio religioso relativo alla seconda fase costruttiva (CF- Corpo di fabbrica 1) che corrisponde alla navata centrale, fino ai muri perimetrali ovest dove doveva essere ubicato l’ingresso; verso nord per mettere in luce l’ala settentrionale dell’intero complesso delimitata dal muro conservato in affioramento ed infine verso sud per completare la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio monastico nella parte meridionale. L’area di scavo, estesa durante la prima campagna 2002 su una superficie di c.ca 225 mq, è stata ampliata fino a raggiungere c.ca 540 mq.

Dei due edifici a carattere religioso già identificati, il più recente (CF 1) risulta articolato in una navata centrale larga m 8.10 e lunga c.ca m 26, desinente in un coro rettilineo largo m 5.10 e profondo m 4.65. La navata è affiancata sui due lati nord e sud da due ambienti speculari terminanti con due piccole absidi semicircolari, larghi circa m 3.80, la cui estensione in lunghezza risulta al momento valutabile solo per l’ambiente a sud, delimitato da un muro ad ovest e pertanto interpretabile come una cappella laterale. L’ambiente a settentrione è definito da strutture murarie conservate per un’altezza variabile tra m 0.30 e m 0.60, realizzate con una tecnica irregolare senza corsi che utilizza blocchi di microgranito locale e conci di granodiorite (granito grigio silano) di reimpiego.

Nell’ambiente a sud i muri perimetrali sono presenti solo relativamente alle platee di fondazione, larghe c.ca m 1.10; un’ulteriore estensione del complesso monastico verso sud (ala orientale del chiostro?) è suggerita dalla presenza di due setti murari con andamento nord-sud, che proseguono oltre l’attuale limite di scavo. Alla navata centrale si accedeva tramite un ingresso principale ubicato sul lato corto occidentale ed un ingresso secondario ubicato a metà circa del lato lungo meridionale, il quale metteva probabilmente in comunicazione la chiesa con gli annessi a sud; tali ingressi risultavano definiti da stipiti in pietra, spoliati in antico. Un ulteriore ingresso è stato identificato all’estremità occidentale dell’ala che si sviluppa a nord della navata centrale all’esterno della quale è stato messo in luce il piano di calpestio relativo al cantiere per la realizzazione dell’edificio, reso evidente da abbondanti chiazze di malta a base di calce e da residui di lavorazione del materiale lapideo. In base ai manufatti archeologici rinvenuti, è possibile quindi ipotizzare che le strutture rinvenute, relative ai due edifici religiosi siano da mettere in relazione con la fondazione e la breve fase di frequentazione del protocenobio di Gioacchino da Fiore, avvenuta in questo luogo dell’altipiano silano inter frigidissimas alpes, come ricordato dalle fonti, tra gli ultimi anni del XII secolo e i primi decenni del secolo successivo.

Nell’ambito delle indagini 2003 si è provveduto inoltre ad effettuare alcuni interventi di ricognizione topografica sul pianoro stesso e nel bacino di approvvigionamento del materiale edilizio utilizzato per la costruzione degli edifici ed inoltre interventi di precatalogazione dei manufatti mobili e delle tecniche edilizie, nonché un primo intervento sullo scavo di analisi dei reperti macrobotanici.
en This second excavation extended the area towards the west to include the part of the religious building relating to the second construction phase (CF 1), corresponding with the nave, and as far as the west perimeter walls where the entrance is thought to have been. The area was extended to the north to expose the northern wing of the entire complex delimited by the wall standing above ground level, and lastly to the south to complete the southern part of the monastery’s plan. The excavations thus covered a total area of about 540 m2.

Of the two religious structures identified, the latest (CF 1) had a central nave 8.10 m wide and about 26 m long terminating in a rectilinear chorus 5.10 m wide and 4.65 m deep. The nave was flanked to the north and south by two symmetrical spaces terminating in two small semicircular apses, about 3.80 m wide. At present, the length can only be estimated for the southern space, delimited by a wall to the west and therefore interpretable as a side chapel. The walls of the northern space were preserved to between 0.30 and 0.60 m in height, and built without courses using blocks of local micro-granite and reused ashlar blocks of Silan grey granite. In the south room, the perimeter walls were only preserved at the level of the foundation makeup, c. 1.10 m wide. An extension to the complex towards the south (east wing of the cloister?), was suggested by the presence of two north-south walls, which continued beyond the trench edge. The nave was entered via the main entrance situated on the short west side and a secondary entrance about midway along the long south side, which probably linked the church with the structures to the south. These entrances had stone jambs that were robbed in antiquity. Another entrance was identified at the westernmost end of the north aisle, just outside of which was a floor surface relating to the building site for the church’s construction, revealed by abundant patches of lime mortar and stone working residues. Based on the archaeological material found, it is possible to suggest that the structures, belonging to two religious buildings can be associated with the foundation and short occupation of Gioacchino de Fiore’s proto-monastery. The monastery was founded on the uplands of the Sila _inter_ _frigidissimas_ _alpes_, as written in the sources, between the last years of the 12th century and the first decades of the 13th century. During this season, a surface survey was carried out on the plateau and in the basin that supplied the construction materials for the complex. A preliminary catalogue of the artefacts and building techniques was made together with on-site macro-botanical analyses.
Team
Archaeologist - Marco Mucciarelli - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - F.Sdao - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - A.D’Ulizia - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - C.Coscarella - Università degli studi della Calabria
Archaeologist - G.Fiorentino - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - J.De Grossi Mazzorin - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - L.Calcagnile - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - D.Gnesi - Università degli studi di Macerata
Archaeologist - M.Musella - Università degli studi Suor Orsola Benincasa
Archaeologist - A.M. Mercuri - Università degli studi di Modena
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Ruga - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - P.Lopetrone - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Bonofiglio - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - G.Piccolo - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Assistant - C.Zotta, C.Dolce - CNR
Field director - Francesca Sogliani - IBAM-CNR
Field director - Dimitris Roubis- CNR-IBAM
Technical assistant - S.Fiore, R. Lasaponara, V.Lapenna, L.Gallini, C.Belviso, A. Lanorte, M.Bavusi, M.Chiannese, A.Santulli, R.Coluzzi, F.Cavalcante - IMAA-CNR

Media

Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Year
2004
Summary
it Nei mesi di giugno e luglio 2004 si è svolta la terza campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. L’indagine ha ampliato ed integrato i risultati ottenuti durante le prime due campagne di scavo del 2002 e del 2003 e ha comportato l’ampliamento dell’area di scavo verso occidente, comprendendo la porzione dell’edificio religioso relativo all’ingresso della navata centrale e al prospetto occidentale dell’intero corpo di fabbrica; verso nord per mettere in luce l’intera ala nord del complesso delimitata dal muro conservato in affioramento ed infine verso sud per completare la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio monastico nella parte meridionale.

Entrambi gli edifici a carattere religioso identificati nelle precedenti campagne sono stati interessati da alcuni sondaggi mirati a chiarire in particolare la successione delle fasi costruttive, la fisionomia e l’estensione dell’apparato planimetrico relativo all’edificio desinente nel coro quadrangolare (CF 1) più antico, le caratteristiche dell’intervento architettonico relativo all’inserimento dell’abside semicircolare (CF 2) più recente, l’estensione dei piani pavimentali nonché la definizione degli ingressi. L’edificio CF 1, in base all’integrazione dei dati desunti da quest’ultima campagna si scavo, risulta articolato in una navata centrale (UF-Unità Funzionale 2), larga m. 8.10 e lunga c.ca m. 26, desinente in un coro rettilineo largo m. 5.10 e profondo m. 4.65. La navata è affiancata sui due lati nord e sud da due ambienti speculari terminanti con due piccole absidi semicircolari, larghi c.ca m. 3.80, la cui estensione in lunghezza risulta fortemente difforme tra ambiente a nord e ambiente a sud. La comunicazione tra la navata centrale e l’ala settentrionale era assicurata da una porta larga m 1.20, messa in luce durante questa campagna, definita da stipiti ben lavorati, in conci di granodiorite spianati e squadrati.

Dell’edificio più antico CF 1 sono stati messi in luce quest’anno i piani pavimentali, costituiti da livelli di terra battuta identificati sia nella parte absidata dell’ala settentrionale, che all’interno del coro quadrangolare, realizzati su strati di preparazione piuttosto spessi in sabbia di granito locale, nei quali risultavano evidenti numerose buche di palo per i ponteggi della fabbrica. Tali piani pavimentali risultavano coperti da accumuli di terreno combusto frammisti a travi lignee bruciate, da mettere in relazione alle tracce dell’incendio, documentato nelle fonti scritte, che avrebbe distrutto nel primo decennio del XIII secolo buona parte del monastero. Tracce di quest’incendio sono state messe in luce anche all’interno dell’ingresso principale della navata e nella fascia esterna alla facciata principale della chiesa. In relazione alla fase di cantiere dell’edificio sono stati identificati consistenti livelli di accumulo di calce e sabbia di granito funzionali alla lavorazione della malta per le murature e, nella parte meridionale della chiesa, in corrispondenza con la cappella sud, un fossa di fusione per campana. Tale fossa, scavata nel terreno in posto, risultava rivestita in parte di laterizi anneriti dal fuoco e riempita di materiale di risulta del processo di produzione del manufatto, attestato da numerose scorie di lavorazione del bronzo e da frammenti sagomati dello stampo in argilla (anima e mantello), frammisti a terreno combusto.

In seguito ai danni causati dall’incendio sulle macerie del precedente edificio (CF 1), viene realizzato il secondo corpo di fabbrica ad aula absidata (CF 2), che si appoggia alle strutture precedenti. La costruzione di questo nuovo edificio comportò un restringimento dell’area presbiteriale, all’interno del coro rettilineo, attraverso la realizzazione dell’abside semicircolare, la cui fossa di fondazione ha tagliato il piano pavimentale dell’edificio CF1. Di tale edificio è stato possibile riconoscere la fase di cantiere, di cui resta testimonianza nella fossa di fondazione per la costruzione del muro absidale e dei due muri di spalla nord e sud e nelle buche realizzate a ridosso delle murature per l’alloggio dei ponteggi. La frequentazione dell’edificio risulta attestata dal riuso del battuto pavimentale dell’edificio precedente.

La fase di frequentazione dell’area in età post-medievale (XVII-XVII) riconosciuta già durante la campagna del 2002, è stata confermata anche nella campagna del 2004, grazie al rinvenimento di numeroso materiale ceramico negli strati archeologici che obliteravano i crolli nella porzione orientale dell’area indagata, a ridosso del coro rettilineo dell’edificio religioso.

Nell’ambito delle indagini 2004 si è continuato inoltre ad effettuare gli interventi di ricognizione topografica sul pianoro stesso e nel bacino di approvvigionamento del materiale edilizio utilizzato per la realizzazione dell’edificio e gli interventi di precatalogazione dei manufatti mobili e delle tecniche edilizie, nonché un primo intervento sullo scavo di analisi dei reperti macrobotanici.
en This was the third campaign of excavations at Jure Vetere. The excavation area was extended to the west to include the entrance to the nave and the western façade of the entire building; to the north in order to expose the entire north wing delimited by a wall preserved above present ground level and lastly to the south to complete the definition of the southern part of the monastery’s plan. Several _sondages_ were opened in both religious buildings identified during previous seasons, with the aim of clarifying the construction phases, physiognomy, and extent of the earlier building with quadrangular choir (CF 1), the characteristics of the architectural intervention for the insertion of the later semicircular apse (CF 2), the extension of the floors, and defining the entrances.

The archaeological data from this campaign indicates that building CF 1 had a nave (UF-Unità Funzionale 2) 8.10 m wide and c. 28 m long terminating in a rectilinear chorus 5.10 m wide and 4.65 m deep. The nave was flanked to the north and south by two rooms of very different length, but each terminating in small semicircular apses, c. 3,80 m wide. The nave communicated with the north wing via a door 1.20 m wide, uncovered during this campaign, with worked jambs built of smoothed and squared granodiorite blocks.

This year, floors of the earlier building CF 1 were exposed, constituted by levels of beaten earth in both the apse of the north aisle, and inside the quadrangular chorus. The floors were bedded on rather thick layers of sand of local granite, in which there were numerous postholes for the construction scaffolding. The floor surfaces were covered by accumulations of burnt soil mixed with burnt wooden beams, traces of the fire documented in the written sources, which destroyed part of the monastery in the first decade of the 13th century. Traces of this fire were also uncovered in the main entrance to the nave and the area outside the church’s main facade. Substantial levels of lime and granite sand for making mortar were identified and, in the southern part of the church, in correspondence with the south chapel, there was a bell-making pit.

This pit, dug in the terrain, was partially lined with tiles blackened by fire and filled with dumped material attesting the production process, bronze slag and fragments of the clay mould (core and mantle), mixed with burnt soil.

Following the damage caused by the fire, a second structure with an apsed _aula_ (CF 2) was built on the rubble of building (CF 1) and abutting the earlier structures. The construction of the new building reduced the size of the presbytery area, inside the rectilinear chorus, by the creation of a semicircular apse, whose foundation trench cut the floor of building CF 1. The construction site phases for the building were identified, attested by the foundation trench for the apse wall and two buttressing walls north and south, and scaffolding holes up against the wall. Occupation of the building was attested by the reuse of the beaten floor surface from the preceding structure.

The post-medieval occupation of the site (16th-17th century) identified during the 2002 campaign, was confirmed by the presence of abundant pottery in the archaeological layers obliterating the collapse in the eastern part of the investigated area, abutting the rectilinear chorus.

During this season, the surface survey continued on the plateau and in the basin that supplied the construction materials for the complex. The preliminary catalogue of the artefacts and building techniques and on-site macro-botanical analyses also continued.
Team
Archaeologist - Marco Mucciarelli - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - F.Sdao - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - A.D’Ulizia - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - C.Coscarella - Università degli studi della Calabria
Archaeologist - G.Fiorentino - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - J.De Grossi Mazzorin - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - L.Calcagnile - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - D.Gnesi - Università degli studi di Macerata
Archaeologist - M.Musella - Università degli studi Suor Orsola Benincasa
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Ruga - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - P.Lopetrone - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Bonofiglio - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - G.Piccolo - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Assistant - C.Zotta, C.Dolce - CNR
Field director - Dimitris Roubis- CNR-IBAM
Technical assistant - S.Fiore, R. Lasaponara, V.Lapenna, L.Gallini, C.Belviso, A. Lanorte, M.Bavusi, M.Chiannese, A.Santulli, R.Coluzzi, F.Cavalcante - IMAA-CNR

Media

Name
Jure Vetere Sottano area Jacoi
Year
2005
Summary
it Nel mese di luglio del 2005 si è svolta la quarta campagna di scavo archeologico presso la località denominata Jure Vetere. L’indagine ha integrato con nuovi dati i risultati ottenuti durante le precedenti campagne di scavo (2002, 2003 e 2004) concentrandosi all’interno dell’area di scavo dove ricade l’edificio religioso, senza ulteriori allargamenti dei limiti di scavo visto che la lettura dell’articolazione planimetrica dell’edificio era stata completata nel 2003.

L’ambiente a settentrione dell’edificio di culto (UF-Unità Funzionale 3) è definito da strutture murarie conservate per un’altezza variabile tra m. 0.30 e m. 0.60, realizzate con una tecnica irregolare con alcuni corsi di orizzontamento che utilizza blocchi e spezzoni di piccole e medie dimensioni di microgranito locale e conci di granodiorite (granito grigio silano); esso costituisce un’ala, messa in luce quest’anno per intero in seguito alla rimozione dei crolli murari che la obliteravano, che si sviluppa lungo tutto il perimetrale settentrionale della navata della chiesa. La presenza di alcune buche per palo (escluse quelle prossime alle strutture murarie interpretabili come buche di palo relative ai ponteggi per la messa in opera delle murature in alzato), realizzate a distanze regolari e in posizione simmetrica potrebbe indurre ad ipotizzare la loro funzione per qualche diaframma strutturale che ne scandiva lo spazio interno. Lungo il fianco meridionale dell’ala, in corrispondenza delle fondazioni del muro perimetrale della stessa, è stata messa in luce una fossa per una sepoltura, orientata est-ovest, realizzata sul livello di cantiere. Tale sepoltura risultava priva dei resti dell’inumato ed era accuratamente riempita del terreno di risulta e coperta da uno strato compatto di pietre e terra; l’azione è da riferirsi probabilmente alla preparazione di una sepoltura per una inumazione mai realizzata oppure al seppellimento di un individuo e alla successiva riesumazione dei resti dell’inumato.

Nella parte settentrionale dell’area presbiteriale definita dal coro rettilineo, in prossimità del vano di passaggio verso la cappella absidata nord e compresa nell’angolo tra i due muri perimetrali, è stata scavata quest’anno una sepoltura che, per la sua ubicazione e per la sua connotazione strutturale, è da considerarsi una sepoltura privilegiata, peraltro in fase con l’edificio CF 1 La fossa per l’inumazione era sovrastata da un altarolo quadrangolare costituito da conglomerato di pietre e malta e rivestimento di laterizi di grandi dimensioni (analoghi a tutti gli altri laterizi rinvenuti nell’area di scavo) disposti su alcuni filari orizzontali e legati con malta; tale struttura, realizzata per dare enfasi al luogo della sepoltura, è stata rinvenuta, come del resto la fossa sottostante, in gran parte alterata dal crollo dei muri perimetrali del presbiterio. La fossa di inumazione, tagliata nel terreno vergine, si presentava di forma rettangolare e di dimensioni e profondità piuttosto considerevoli; la sua peculiarità è costituita dall’assenza dell’inumato che deve essere stato rimosso in un momento imprecisato, dopo lo smantellamento della cassa lignea, la cui presenza è attestata dal rinvenimento di numerosi chiodi di ferro rimasti ancora sia sul fondo della fossa lungo i lati, sia nel terreno di riempimento successivo all’esumazione. I manufatti ceramici e vitrei rinvenuti nelle stratigrafie relative alle fasi di costruzione-frequentazione-distruzione e riuso del complesso confermano pienamente la datazione ad un arco cronologico compreso a cavallo tra XII e XIII secolo.

Le indagini sono state inoltre estese su una porzione della collina in direzione sud e sud-est rispetto all’edificio ecclesiastico. In tale area sono state effettuate delle indagini geofisiche integrative (indagini georadar all’interno e nelle vicinanze della chiesa e, soprattutto, geomagnetiche e geoelettriche sulla collina) appoggiandosi ad una quadrettatura a maglie fitte. Poiché tali ricerche geofisiche, insieme alle informazioni provenienti dalle immagini filtrate satellitari, hanno subito evidenziato la presenza delle anomalie localizzate in più punti della collina si è successivamente proceduto ad effettuare dei saggi mirati per verificare anche stratigraficamente i risultati delle indagini geofisiche ed intercettare possibili fasi di frequentazione del pianoro (strutture abitative, recinti, canalizzazioni). I dati delle indagini permettono di avanzare l’ipotesi che tutta l’area centrale della collina, a sud dell’edificio ecclesiastico e fino al fiume Arvo, era stata perimetrata da una palizzata di legno affiancata da una canalizzazione per il deflusso delle acque. All’interno di tale spazio chiuso sono quindi da localizzare le zone per le coltivazioni, per le attività ortive, per i ricoveri degli animali e le strutture di abitazione del monastero.

Un altro saggio esplorativo (Saggio VI), tracciato sempre all’interno di questo spazio perimetrato in un punto in cui le indagini geoelettriche mostravano delle anomalie di forte intensità, ha messo in luce una serie di cavità riempite successivamente con massi di pietre (da collegarsi con le attività agricole).
en This was the fourth campaign at Jure Vetere. The excavation area was not extended as the plan of the building was completed in 2003. The walls of the room north of the church (UF-Unità Funzionale 3) were preserved to between 0.30 and 0.60 m. They presented an irregular build with some horizontal courses using small-medium blocks and fragments of local micro-granite and granodiorite (grey Silan granite) ashlar blocks. The walls formed an _aula_, which was completely excavated this year following the removal of the obliterating collapses. This structure ran along the entire northern perimeter of the nave. The presence of postholes (not those close to the walls and used for the scaffolding), at regular intervals forming a symmetrical arrangement suggests they were part of an internal partition. A grave on an east-west alignment was present in the construction site level, on the south side of the wing in correspondence with its perimeter wall. There were no remains in the grave and it was carefully filled with soil and covered by a compact layer of stones. This was probably a grave dug and never used or the result of the exhumation of the remains.

A burial was excavated in the northern part of the presbytery area defined by the rectilinear choir next to the passage to the northern apsidal chapel, in the corner formed by the two perimeter walls. The burial’s position and its structural connotations indicate that it was a privileged burial, in phase with building CF 1. There was a small quadrangular altar over the grave, made of a stone and mortar conglomerate faced with large tiles (the same as the others found within the excavation area) placed in horizontal rows and bonded with mortar. The structure, created in order to emphasize the place of burial, was badly damaged by the collapse of the presbytery walls, as was the grave below. The grave, dug into natural, was rectangular and of considerable size and depth. No remains were present, and must have been removed after the dismantling of the wooden coffin, attested by the numerous iron nails still present on the bottom of the grave, along its sides and in the fill. The pottery and glass finds from the layers relating to the construction-occupation-destruction and reuse of the complex, fully confirm the dating to a period between the late 12th and early 13th century.

The investigations were also extended to a part of the hill to the south and south-east of the church. A full geophysical survey was undertaken (georadar inside and around the church, and above all, geomagnetic and geoelectric on the hill) using a grid with small squares. Together with the information from filtered satellite images, the geophysical survey showed anomalies in several points on the hill and this led to a series of trenches being opened to check these results and intercept evidence of possible occupation phases (residential structures, enclosures, channels). The investigations suggested that the central area of the hill, south of the religious building and as far as the river Arvo, was enclosed by a timber palisade flanked by a drainage channel. Inside the enclosure, there would have been areas for cultivations, vegetable gardens, structures for housing animals and the monastery’s residential buildings. Another _sondage_ (trench VI) opened inside this space, at a point where the geoelectric survey registered strong anomalies, uncovered a series of cavities successively filled with boulders (probably linked with agricultural activities).
Team
Archaeologist - Marco Mucciarelli - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - F.Sdao - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - A.D’Ulizia - Scuola di Specializzazione in Archeologia-Università degli studi della Basilicata
Archaeologist - C.Coscarella - Università degli studi della Calabria
Archaeologist - J.De Grossi Mazzorin - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - G.Fiorentino - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - L.Calcagnile - Università degli studi di Lecce
Archaeologist - D.Gnesi - Università degli studi di Macerata
Archaeologist - M.Musella - Università degli studi Suor Orsola Benincasa
Archaeologist - A.M. Mercuri - Università degli studi di Modena
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Ruga - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - P.Lopetrone - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - A.Bonofiglio - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Archaeologist representing the Soprintendenza - G.Piccolo - Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Calabria
Assistant - C.Zotta, C.Dolce - CNR
Field director - Dimitris Roubis- CNR-IBAM
Technical assistant - S.Fiore, R. Lasaponara, V.Lapenna, L.Gallini, C.Belviso, A. Lanorte, M.Bavusi, M.Chiannese, A.Santulli, R.Coluzzi, F.Cavalcante - IMAA-CNR

Media

  • Fonseca, Roubis, Sogliani 2007
    Fonseca C.D., Roubis D., Sogliani F., 2007, Jure Vetere: ricerche archeologiche nella prima fondazione monastica di Gioacchino da Fiore (indagini 2001-2005), Soveria Mannelli.
  • Roubis et al. 2008
    Roubis D., Sogliani F., Lazzari M., Mercuri A.M., 2008, “Climate, Geoarchaeological and Bioarchaeological Practices, Landscape Archaeology: a multidisciplinary approach to evaluate the use and the transformation of a Monastic Site (Jure Vetere, Italy)”, in Bulletin of the Geological Society of Greece, 42, 2: 49-60.
  • Massamba N’Siala 2009
    Roubis D., Sogliani F., Mercuri A.M., Accorsi C.A., Bandini Mazzanti M., Bosi G., Florenzano A. Massamba N’Siala I., 2009, “Exploiting a monastic territory: a multi-disciplinary approach using GIS and pollen analysis to study the evolution of medieval landscape of the Jure Vetere monastery (Calabria-Italy)”, in J-P. Morel, A.M. Mercuri (eds), Plants and culture: seeds of the Cultural Heritage of Europe, European University Centre for Cultural Heritage, Bari: 107-120.
  • Roubis, Lazzari, Mercuri 2010
    Roubis D., Lazzari M., Mercuri A.M., 2010, “Fattori climatici, sistema ambientale e scelte insediative: il caso di studio di Jure Vetere (S. Giovanni in Fiore - CS)”, in F. D'Andria, D. Malfitana, N. Masini, G. Scardozzi (eds), Il dialogo dei Saperi. Metodologie integrate per i Beni Culturali, Napoli: 117-132.
  • Roubis et al. 2011
    Roubis D., Sogliani F., Gabellone F., Danese M., Gnesi D., 2011, “Archaeological Landscapes through GIS (Cost Surface Analysis) and Virtual Reality: A case study on the monastic site of Jure Vetere (Calabria – Italy)”, in On the Road to Reconstructing the Past. CAA 2008, Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology, Proceedings of the 36th Conference (Budapest, April 2008), Budapest: 279-287.

Location

Ancient Site Name
Jure Vetere
Location
S. Giovanni in Fiore
Easting
16.6381502061
Northing
39.2675512888