Name
Grotta della Monaca
Date Range
18000 BC – 1750 BC
4500 BC – 3500 BC
900 – 1400
Monuments
Cave
Cemetery

Seasons

  • AIAC_948 - Grotta della Monaca - 2006
    La Grotta della Monaca, è una cavità naturale che si apre nei calcari dolomitici del Trias. E’ formata da 3 macrosettori morfologici a se stanti: un’ampia condotta di ingresso (alta 3-4m.) con al suolo depositi clastici; un enorme ambiente centrale (cosìdetta “Sala dei Pipistrelli”, 60x30m., h. 6m.), in pendenza verso il fondo; una serie di stretti e lunghi cunicoli terminali, impraticabili dall’uomo. Le indagini, in corso regolarmente dal 2000, nel corso del 2005 si sono concentrate in 2 settori della pregrotta, all’ingresso della cavità, denominati “S6” e “m0”. Il primo ha messo in evidenza un esteso gradino di estrazione mineraria aderente alla parete sinistra della roccia colpi di piccone metallico, visibili sui lembi residuali del minerale di ferro coltivato (la goethite), testimoniano una fase estrattiva in età post-medievale. Si è raggiunto un livello un livello di frequentazione antropica collocabile, sulla base dei reperti ceramici rinvenuti, nella media età del Bronzo. Le tipologie di contenitori ceramici rinvenuti, le specie di animali (_ovis vel capra_) e le condizioni di giacitura dei sedimenti (presenza dei cosiddetti “depositi a torta”), fa propendere per una occupazione a fini di stabulazione. La presenza di ceramica figulina a bande rosse, conferma la presenza neolitica. Sempre nella pregrotta iniziale è stato esplorata una breve condotta ipogea, detta “m0” che rappresenta una piccola diramazione secondaria impostata sul lato destro del corridoio principale del sistema sotterraneo, in cui sono stati recuperati ceramica eneolitica, macine litiche, punteruole e spatole. Alcune ricognizioni esplorative sono state condotte nel vestibolo dei “Cunicoli terminali”, nella parte più profonda della Cavità. Le ceramiche recuperate rimandano ad un orizzonte cronologico compreso tra l’Eneolitico iniziale e le media età del Bronzo. (MiBAC)
  • AIAC_948 - Grotta della Monaca - 2009
    Nel corso della campagna dell’anno 2009 sono stati condotti interventi di scavo e documentazione grafico-fotografica nel settore più profondo della cavità (Cunicoli Terminali), dove già precedentemente, durante la campagna del 2008, era stata scoperta una nuova area sepolcrale. Tali interventi hanno portato al recupero dei numerosi resti scheletrici umani, fra cui molti pertinenti ad individui in età infantile. Contestualmente al suddetto intervento Ë stata ampliata l’indagine anche in aree ipogee di esclusivo interesse archeo-minerario, dove si è proceduto ad un’attenta campionatura di resti antracologici (residui di torce impiegate per l’illuminazione sotterranea). Sempre sul piano archeo-minerario si segnala il rinvenimento di ulteriori utensili litici da scavo (asce-martello e mazzuoli scanalati). Questi utensili sono stati estratti da riempimenti clastici indagati anche fino a 3 metri di profondità dalla superficie; la loro posizione nelle masse detritiche sottolinea i massicci sbancamenti operati dai minatori preistorici. Una serie di datazioni radiocarboniche ha permesso di precisare tre distinte fasi di presenza antropica antica nel sito sotterraneo: la più antica databile attorno a 20000 anni da oggi (1 misura effettuata su un’ulna umana); la mediamente antica inquadrabile tra i 6500 e i 5500 anni da oggi (6 misure su carboni e resti ossei); la più recente collocabile fra il 1250 e il 1400 d.C. (2 misure su carboni).
  • AIAC_948 - Grotta della Monaca - 2010
    Le tre campagne di ricerca e scavo si sono svolte nei mesi di aprile-maggio, giugno e ottobre, durando ciascuna, in media, tra 10 e 15 giorni. Le indagini hanno interessato i macrosettori ipogei della Sala dei pipistrelli (aprile-maggio), dei Cunicoli terminali (giugno) e della Pregrotta (ottobre), coinvolgendo squadre speleo-archeologiche formate generalmente da 8-10 componenti, tranne che nella Sala dei pipistrelli dove, per le difficili condizioni ambientali, sono stati impiegati solo due operatori. Nell’area dei Cunicoli terminali sono stati eseguiti interventi di scavo in tre differenti distretti ipogei (Cengia, Salto e Imbocco CTdx). Tali interventi, finalizzati ad una migliore comprensione delle antiche dinamiche estrattive nella parte più profonda della grotta, hanno comportato la rimozione di notevoli depositi sedimentari e/o clastici. Gli stessi sono stati investigati con estrema cautela perché inglobanti una miriade di minuscoli carboni residuo dei sistemi d’illuminazione impiegati in antico nel sottosuolo (torce fatte con legnami resinosi). L’accurata raccolta dei campioni antracologici ha permesso, successivamente, una serie di determinazioni archeobotaniche e diverse datazioni radiocarboniche. Queste ultime hanno confermato ancora una volta l’orizzonte cronologico delle attività minerarie attestate nella parte più interna della cavità (Sala dei pipistrelli e Cunicoli terminali), riferibile alla fine del V - metà del IV millennio a.C. in cronologia calibrata. Nella Sala dei pipistrelli è proseguita l’esplorazione della cosiddetta “Buca delle impronte”, una diramazione secondaria caratterizzata da sorprendenti testimonianze minerarie eccezionalmente conservate a dispetto della loro antichità (impronte di scavo, pilastri con funzione di sostegno della volta, etc.). I lavori hanno permesso l’individuazione degli snodi di passaggio più trafficati dagli antichi minatori, riconoscibili per la presenza di suoli fortemente compattati originatisi a seguito del continuo andirivieni durante le attività estrattive. Il contesto si inquadra in un momento avanzato dell’età neolitica, attorno agli inizi del IV millennio a.C. La campagna di scavo in Pregrotta, infine, ha interessato l’ultima porzione di deposito ancora conservata nei pressi dell’ampio imbocco della cavità (Saggio S9). Qui l’esplorazione stratigrafica ha permesso di cogliere, ancora una volta con estrema evidenza, il disturbo arrecato dalle coltivazioni minerarie di età tardo-medievali e post-medievali alle evidenze di occupazioni più antiche del sito, in modo particolare a quelle riferibili ad età pre-protostorica. L’interesse a sfruttare i depositi di idrossidi ferrosi esistenti sotto i livelli di frequentazione pre-protostorica ha portato ad un vero e proprio sbancamento, con conseguente rimaneggiamento, delle sequenze stratigrafiche esistenti nella Pregrotta. Le azioni di disturbo sono comprovate da colpi di piccone metallico presenti a notevole profondità nel deposito sedimentario nonché a “stratigrafie inverse”, con materiali antichi presenti in alto e recenti in basso, dovuti appunto alle azioni di scavo dei minatori di età storica. Si delineano ad oggi tre distinte fasi di presenza antropica antica nel sito sotterraneo: la più antica databile attorno a 20000 anni da oggi (Pregrotta); la mediamente antica inquadrabile tra i 6500 e i 5500 anni da oggi (Sala dei pipistrelli e Cunicoli terminali); la più recente collocabile fra il 900 e il 1400 d.C. (Pregrotta e Cunicoli terminali).

Media

Name
Grotta della Monaca
Year
2006
Summary
it La Grotta della Monaca, è una cavità naturale che si apre nei calcari dolomitici del Trias. E’ formata da 3 macrosettori morfologici a se stanti: un’ampia condotta di ingresso (alta 3-4m.) con al suolo depositi clastici; un enorme ambiente centrale (cosìdetta “Sala dei Pipistrelli”, 60x30m., h. 6m.), in pendenza verso il fondo; una serie di stretti e lunghi cunicoli terminali, impraticabili dall’uomo.

Le indagini, in corso regolarmente dal 2000, nel corso del 2005 si sono concentrate in 2 settori della pregrotta, all’ingresso della cavità, denominati “S6” e “m0”. Il primo ha messo in evidenza un esteso gradino di estrazione mineraria aderente alla parete sinistra della roccia colpi di piccone metallico, visibili sui lembi residuali del minerale di ferro coltivato (la goethite), testimoniano una fase estrattiva in età post-medievale. Si è raggiunto un livello un livello di frequentazione antropica collocabile, sulla base dei reperti ceramici rinvenuti, nella media età del Bronzo.

Le tipologie di contenitori ceramici rinvenuti, le specie di animali (_ovis vel capra_) e le condizioni di giacitura dei sedimenti (presenza dei cosiddetti “depositi a torta”), fa propendere per una occupazione a fini di stabulazione.

La presenza di ceramica figulina a bande rosse, conferma la presenza neolitica. Sempre nella pregrotta iniziale è stato esplorata una breve condotta ipogea, detta “m0” che rappresenta una piccola diramazione secondaria impostata sul lato destro del corridoio principale del sistema sotterraneo, in cui sono stati recuperati ceramica eneolitica, macine litiche, punteruole e spatole.

Alcune ricognizioni esplorative sono state condotte nel vestibolo dei “Cunicoli terminali”, nella parte più profonda della Cavità. Le ceramiche recuperate rimandano ad un orizzonte cronologico compreso tra l’Eneolitico iniziale e le media età del Bronzo. (MiBAC)
en The Grotta della Monaca is a natural cavity which opens in the dolomitic limestone of the Trias. It is formed by three separate morphological macro-sectors: a large entrance corridor (3-4m high) with klastic deposits on the floor; a vast central cavern (the so-called “Hall of the Bats”, 60x30m, 6m high) which slopes down towards the rear of the cafe; a series of long, narrow terminal cunicoli, impassable by man.

In 2005, the investigationsl, underway since 2000, concentrated in two sectors in front of the cave, at the entrance, denominated “S6” and “m0”. The first uncovered an extensive ledge for mineral extraction adhering to the left hand rock face. The marks made by metal picks, visible on the residual mineral deposit of iron (goethite), attest extraction activity in the post-medieval period. An occupation level was reached, which the pottery finds date to the middle Bronze Age.

The typology of vases found, the faunal remains (_ovis vel capra_) and the condition of the sedimentary deposits (presence of so-called “cake deposits”) suggest that this place was used for stabling animals. The presence of handmade pottery decorated with red bands confirmed the Neolithic occupation. In the same area, in front of the entrance, a small underground conduit, “m0”, was explored. This was a small secondary offshoot positioned on the right of the main corridor of the underground system and Eneolithic pottery, grindstones, punches and spatulas were found here.

Several exploratory soundings were made into the hall of the “Terminal cuniculi”, in the deepest part of the cavern. The pottery recovered indicates a dating horizon between the early Eneolithic and the middle Bronze Age. (MiBAC)
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Silvana Luppino
Field director - Andrea Geniola

Media

Name
Grotta della Monaca
Year
2009
Summary
it Nel corso della campagna dell’anno 2009 sono stati condotti interventi di scavo e documentazione grafico-fotografica nel settore più profondo della cavità (Cunicoli Terminali), dove già precedentemente, durante la campagna del 2008, era stata scoperta una nuova area sepolcrale. Tali interventi hanno portato al recupero dei numerosi resti scheletrici umani, fra cui molti pertinenti ad individui in età infantile. Contestualmente al suddetto intervento Ë stata ampliata l’indagine anche in aree ipogee di esclusivo interesse archeo-minerario, dove si è proceduto ad un’attenta campionatura di resti antracologici (residui di torce impiegate per l’illuminazione sotterranea). Sempre sul piano archeo-minerario si segnala il rinvenimento di ulteriori utensili litici da scavo (asce-martello e mazzuoli scanalati). Questi utensili sono stati estratti da riempimenti clastici indagati anche fino a 3 metri di profondità dalla superficie; la loro posizione nelle masse detritiche sottolinea i massicci sbancamenti operati dai minatori preistorici. Una serie di datazioni radiocarboniche ha permesso di precisare tre distinte fasi di presenza antropica antica nel sito sotterraneo: la più antica databile attorno a 20000 anni da oggi (1 misura effettuata su un’ulna umana); la mediamente antica inquadrabile tra i 6500 e i 5500 anni da oggi (6 misure su carboni e resti ossei); la più recente collocabile fra il 1250 e il 1400 d.C. (2 misure su carboni).
en During the 2009 field season, excavations and photographic documentation were carried out of the deepest sector of the cave (Cunicoli Terminali), where during the 2008 season a new burial area had previously been discovered. The excavations brought to light numerous human skeletons, including many young children. At the same time, the excavations of the underground areas where mining took place were extended, and a careful sampling taken of the charcoal remains (parts of torches for the illumination of the subterranean areas).

Remaining in the context of the evidence for mining, we should note the recovery of additional lithic tools for digging operations (hammers and mallets). These tools were retrieved from the clastic fills investigated up to a depth of three metres from the surface; their position in the debris highlights the enormous earth removing operations carried out by the prehistoric miners. A series of radiocarbon dates has allowed the identification of three distinct phases of ancient human activity in the subterranean site: the earliest dates to around 20000 years ago (radiocarbon dating of a sample from a human ulna); the next phase placeable between 6500 and 5500 years ago (six measurements from charcoal and bone remains); and the most recent between 1250 and 1400 AD (two measurements from charcoal).
Team
Anthropologist - Emanuela Gualdi
Archaeobotanist - Girolamo Fiorentino
Fabric analyst (pottery) - Pasquale Acquafredda
Minerologist - Filippo Vurro
Radiocarbon analysis - Lucio Calcagnile

Media

Name
Grotta della Monaca
Year
2010
Summary
it Le tre campagne di ricerca e scavo si sono svolte nei mesi di aprile-maggio, giugno e ottobre, durando ciascuna, in media, tra 10 e 15 giorni. Le indagini hanno interessato i macrosettori ipogei della Sala dei pipistrelli (aprile-maggio), dei Cunicoli terminali (giugno) e della Pregrotta (ottobre), coinvolgendo squadre speleo-archeologiche formate generalmente da 8-10 componenti, tranne che nella Sala dei pipistrelli dove, per le difficili condizioni ambientali, sono stati impiegati solo due operatori.

Nell’area dei Cunicoli terminali sono stati eseguiti interventi di scavo in tre differenti distretti ipogei (Cengia, Salto e Imbocco CTdx). Tali interventi, finalizzati ad una migliore comprensione delle antiche dinamiche estrattive nella parte più profonda della grotta, hanno comportato la rimozione di notevoli depositi sedimentari e/o clastici. Gli stessi sono stati investigati con estrema cautela perché inglobanti una miriade di minuscoli carboni residuo dei sistemi d’illuminazione impiegati in antico nel sottosuolo (torce fatte con legnami resinosi). L’accurata raccolta dei campioni antracologici ha permesso, successivamente, una serie di determinazioni archeobotaniche e diverse datazioni radiocarboniche. Queste ultime hanno confermato ancora una volta l’orizzonte cronologico delle attività minerarie attestate nella parte più interna della cavità (Sala dei pipistrelli e Cunicoli terminali), riferibile alla fine del V - metà del IV millennio a.C. in cronologia calibrata.

Nella Sala dei pipistrelli è proseguita l’esplorazione della cosiddetta “Buca delle impronte”, una diramazione secondaria caratterizzata da sorprendenti testimonianze minerarie eccezionalmente conservate a dispetto della loro antichità (impronte di scavo, pilastri con funzione di sostegno della volta, etc.). I lavori hanno permesso l’individuazione degli snodi di passaggio più trafficati dagli antichi minatori, riconoscibili per la presenza di suoli fortemente compattati originatisi a seguito del continuo andirivieni durante le attività estrattive. Il contesto si inquadra in un momento avanzato dell’età neolitica, attorno agli inizi del IV millennio a.C.

La campagna di scavo in Pregrotta, infine, ha interessato l’ultima porzione di deposito ancora conservata nei pressi dell’ampio imbocco della cavità (Saggio S9). Qui l’esplorazione stratigrafica ha permesso di cogliere, ancora una volta con estrema evidenza, il disturbo arrecato dalle coltivazioni minerarie di età tardo-medievali e post-medievali alle evidenze di occupazioni più antiche del sito, in modo particolare a quelle riferibili ad età pre-protostorica. L’interesse a sfruttare i depositi di idrossidi ferrosi esistenti sotto i livelli di frequentazione pre-protostorica ha portato ad un vero e proprio sbancamento, con conseguente rimaneggiamento, delle sequenze stratigrafiche esistenti nella Pregrotta. Le azioni di disturbo sono comprovate da colpi di piccone metallico presenti a notevole profondità nel deposito sedimentario nonché a “stratigrafie inverse”, con materiali antichi presenti in alto e recenti in basso, dovuti appunto alle azioni di scavo dei minatori di età storica.

Si delineano ad oggi tre distinte fasi di presenza antropica antica nel sito sotterraneo: la più antica databile attorno a 20000 anni da oggi (Pregrotta); la mediamente antica inquadrabile tra i 6500 e i 5500 anni da oggi (Sala dei pipistrelli e Cunicoli terminali); la più recente collocabile fra il 900 e il 1400 d.C. (Pregrotta e Cunicoli terminali).
en The three research and excavation campaigns took place in the months of April-May, June and October, each lasting 10-15 days. The investigations concentrated on the underground macro-sectors in the Sala dei Pipistrelli (April-May), the Cunicoli Terminali (June) and the Pregrotta (October) and involved teams of 8-10 speleologists and archaeologists, apart from in the Sala dei Pipistrelli where, due to the difficult environmental conditions, only two people could work.

In the area of the Cunicoli Terminali excavations took place in three different underground zones
(Cengia, Salto and Imbocco CTdx). These interventions, aimed to gain a better understanding of the ancient quarrying processes in the deepest part of the grotto, led to the removal of substantial sedimentary and/or clastic deposits. These deposits were carefully investigated as they incorporated a myriad of miniscule charcoal fragments, the residue from the ancient lighting systems used below ground (torches made from resinous wood). Subsequently, the carefully collected anthracological samples were used for a series of archaeo-botanical analyses and diverse radiocarbon datings. The latter once again confirmed the chronological horizon for the mining activities attested in the innermost part of the cavern (Sala dei Pipistrelli and Cunicoli terminali), as datable to the end of the 5th-mid 4th millennium B.C. (in calibrated chronology).

In the Sala dei Pipistrelli the exploration of the so-called Buca delle Impronte continued. This is a secondary branch characterised by evidence of mining that is exceptionally well- preserved despite its antiquity (quarrying marks, pillars for sustaining the vault etc.) The investigation identified the busiest crossing points on the paths used by the ancient miners, characterised by the presence of heavily compacted surfaces which originated from the constant coming and going during the mining activity. The context dates to a late phase of the Neolithic period, around about the beginning of the 4th millennium B.C.

Lastly, the excavation in Pregrotta explored the last part of the deposit still preserved next to the ample entrance to the cavity (Trench S9). The stratigraphic excavation once again revealed the damage caused by late medieval and post-medieval mining to the much earlier occupation evidence on the site, in particular that relating to the prehistoric and proto-historic periods. Digging was undertaken in order to exploit the deposits of ferrous hydroxides existing below the prehistoric and proto-historic occupation levels causing damage to the existing stratigraphic sequences in the Pregrotta. The damage was attested by metal pick marks at a substantial depth in the sedimentary deposit as well as “reverse stratigraphy”, with ancient materials present above later evidence, due to the action of the later miners.

To date three distinct phases of ancient anthropological activity have been defined for the underground site: the earliest is datable to around 20,000 years ago (Pregrotta); the middle phase dates to between 6,500 and 5,500 years ago (Sala dei Pipistrelli and Cunicoli terminali); the latest phase can be dated to between 900 and 1400 B.C. (Pregrotta and Cunicoli terminali).
Summary Author
Felice Larocca
Director
Alfredo Geniola
Team
Anthropologist - Emanuela Gualdi
Fabric analyst (pottery) - Pasquale Acquafredda
Finds specialist - Maria Clara Martinelli
Finds specialist - Giuseppe Nicoletti
Minerologist - Filippo Vurro
Paleobotanist - Girolamo Fiorentino
Radiocarbon analysis - Lucio Calcagnile

Media

  • Geniola, Larocca, Vurro 2006
    A. Geniola, F. Larocca, F. Vurro, 2006, Approvvigionamento di risorse minerarie nella Grotta della Monaca (Sant’Agata di Esaro - Cosenza), in AA.VV., Materie prime e scambi nella Preistoria italiana (Atti della XXXIX Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Firenze, 25-27 novembre 2004), 3 voll., IIPP, Firenze: 1349-1359.
  • Larocca 2005
    F. Larocca (a cura di), 2005, La miniera pre-protostorica di Grotta della Monaca (Sant’Agata di Esaro - Cosenza), Centro Regionale di Speleologia “Enzo dei Medici”, Roseto Capo Spulico.
  • Larocca 2008
    F. Larocca, 2008, Grotta della Monaca. Una miniera pre-protostorica di rame e ferro in Calabria, in AA.VV., Atti del XX Congresso Nazionale di Speleologia (Iglesias, 27-30 aprile 2007), Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. XXI, Bologna: 273-280.
  • Larocca cds
    F. Larocca, cds, Grotta della Monaca (Sant’Agata di Esaro - Cosenza). Utensili e tecniche estrattive di età eneolitica per l’acquisizione di minerali di rame, in AA.VV., Atti della XLIII Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Bologna, 26-29 novembre 2008).
  • Larocca 2010
    F. Larocca, 2010, Grotta della Monaca: A Prehistoric Copper and Iron Mine in the Calabria Region (Italy), in P. Anreiter et al. (eds.), Mining in European History and its Impact on Environment and Human Societies, Proceedings for the 1st Mining in European History-Conference of the SFB-HIMAT (Innsbruck, 12-15 November 2009), Innsbruck University Press, Innsbruck: 267-270.
  • Larocca in press
    F. Larocca (in press), Grooved stone tools from Grotta della Monaca and its mining district (Calabria, Southern Italy), First International Meeting on Prehispanic Mining in the Americas (Taltal - San Pedro de Atacama, Chile, 29th November - 4th December 2010).
  • Larocca in press
    F. Larocca, in press, The study of tool marks for the reconstruction of ancient mining activities. The case of Grotta della Monaca in Calabria (Southern Italy), First International Meeting on Prehispanic Mining in the Americas (Taltal - San Pedro de Atacama, Chile, 29th November - 4th December 2010).

Location

Ancient Site Name
.
Location
S. Agata di Esaro
Easting
15.9748434498
Northing
39.6269147187