-
AIAC_2365 - Ca’ Bufalini - 2012
La campagna di scavo 2012 ha continuato a esplorare la Trincea 20 (T20), aperta negli scorsi anni per raccogliere ulteriori informazioni relative al muro absidato scoperto nel 2010.
L’area nord e sud della trincea sono state allagate per circa cinque metri ed è stata riscontrata una larga trincea a fianco del monumento absidato. Questa trincea sembrerebbe essere un invaso collegato al vicino canale Fossatone; buche di palo tagliate sull’argine della trincea e resti di fondazioni di strutture in materiale deperibile fanno pensare a ciò che rimane di un piccolo approdo. La presenza di un piccolo bagno termale è stata confermata, tuttavia i dati mostrano come probabilmente alla fine del IV o all’inizio del V secolo il sito venne demolito, creando uno spesso rialzamento di tutta l’area, sulla cui superficie vennero tagliate buche di palo, scavate fondazioni e creati piani di calpestio probabilmente relativi ad una capanna.
E’ stata inoltre condotta una ricognizione geofisica di tutto il sito che ha evidenziato la presenza di un grande edificio costruito lungo il lato nord della strada glareata (vedi scavi 2009-11).
Circa trenta monete, databili tra il I e la fine del V secolo d.C., sono state raccole. A queste si aggiungono alcune monete tedesche, datate tra il 1936 e il 1944.
-
AIAC_2365 - Ca’ Bufalini - 2013
The campaign 2013 has been ten day long and research concentrated in the extention of Trench 21, already investigated in 2011. Aim of the sample was to collect more information concerning the building erected along the _glareata_ road identified in 2012 after a geophysical survey.
The sample was 5 m by 7 m and was opened in the north/east side of the road. Below the plough soil and removed context 2017 (a deposit very rich in finds that was formed in the final phase of the settlement) were uncovered floor levels of mortar and clay and a line of postholes belonging to walls or partitions. Floors and postholes belong to a late antique phase - most probably occurred between the fifth and the sixth century AD - following the pulling down of the building generally interpreted as _mansion_ .
The collected pottery and glass assemblages were poor and finds were particularly fragmented. Few coins spanning from the first to the fifth century AD have been collected in late antique contexts connected with the demolition of the _mansio_.
A survey with magnetometer helped in expanding our understanding of the boundaries of the settlement. In particular data from the magnetometer seem to indicate the presence of two further building – smaller than the mansion - along the road.
-
AIAC_2507 - Regio V, insula 3 (Casa della Soffitta, V,3,3-4; pistrinum V,3,8) - 2008
Nel corso della campagna 2008 si sono realizzati due saggi stratigrafici, procedendo in parallelo con lo studio degli edifici V,3,8, V,3,10, V,4,6-8.
Il saggio 1 dello scavo 2008 è stato realizzato nell’area centrale dell’ambiente P/A 59 della Casa della soffitta (V, 3, 3-4). L’indagine è stata indirizzata alla comprensione delle dinamiche di allestimento dell’area a giardino e, più in generale, delle fasi edilizie del grande complesso. Le principali evidenze messe in luce hanno restituito, negli strati più profondi, una prima fase deposizioni naturali. A questi seguirono importanti interventi di allestimento dell’area _postica_ e del giardino, articolati in più momenti tra la fine del II secolo a.C. e il I sec. d.C. (buche per l’impianto di colture arboricole, tracce di e ampi strati di livellamento ed operazioni di scarico).
Il saggio 2 dello scavo 2008 è stato realizzato nel settore occidentale dell’ambiente 2/A 60, il vano ad est dell’ingresso e retrostante il forno della _domus_ riallestita come panificio V,3,8. Gli obiettivi dell’indagine stratigrafica sono stati indirizzati alla comprensione delle dinamiche di allestimento del forno in una abitazione privata e in particolare del vano ad esso retrostante, sinora senza una chiara destinazione funzionale. Gli interventi moderni avevano infatti soltanto parzialmente asportato le pomici del 79: al di sotto degli strati di deposizione primaria e secondaria sono stati portati in luce gli impianti necessari al funzionamento del panificio: una macchina impastatrice (in discrete condizioni di conservazione) e i sostegni per i piani di lavorazione della pasta di pane. Tali strutture sono collegate al momento di allestimento del panificio all’interno di una casa privata di età sannitica, databile alla prima metà del I secolo d.C. Nel 79 erano in corso interventi di restauro di cui si sono rinvenute consistenti tracce nel vano (ampi accumuli di calce, piani pavimentali in corso di stesura, tracce di rinforzo a carico delle strutture murarie), sigillate dal crollo (da cui provengono alcuni contenitori in giacitura sul battuto) e dalle pomici dell’eruzione.
Oltre all’indagine stratigrafica, si è proceduto con l’informatizzazione dei dati raccolti sui depositi stratigrafici, sui complessi architettonici e sui reperti. Il GIS di scavo sinora sviluppato da C. Maratini sull’analisi delle evidenze documentate nelle _insulae_ 7 e 14 della _Regio_ VI e dei risultati delle prime attività nella _Regio_ V descritte, identifica ogni realtà archeologica (Unità Stratigrafica, Elemento Strutturale e complesso architettonico) e classe di materiali (ceramica, intonaci, monete, ossa, metalli, vetri, carboni, campionamenti, dato epigrafico). Si è prodotta una piattaforma in grado di operare selezioni su base tipologica e cronologica, evidenziando tematismi e trends di distribuzione (ad es., rappresentazione della datazione per fasi, visualizzazione della distribuzione in percentuali quantitative dei reperti, posizionamento dei materiali datanti, identificazione delle strutture secondo la tecnica edilizia) e di elaborare mappe tematiche per caratterizzare le aree in oggetto, sia a livello di inquadramento generale (quali la distribuzione degli spazi, la corretta identificazione delle strutture necessarie al funzionamento dei complessi produttivi), che nel dettaglio (analisi e periodizzazione delle evidenze _in situ_, analisi dell’arredo pittorico, identificazione degli aspetti legati alla tecnologia della produzione e del commercio).
-
AIAC_2971 - Settore Porta Ercolano. Via dei sepolcri, bottega NE, n. 29. - 2015
Nel quadro del progetto “Organizzazione, gestione e trasformazione di una zona suburbana: il settore della Porta Ercolano di Pompei, tra spazio funerario e spazio commerciale” i lavori si sono concentrati nella campagna del 2015 nelle botteghe 10 e 13, non ancora interessate da ricerche archeologiche e nelle botteghe 28-30 che avevano già fatto l’oggetto di scavi nel 2014.
_Lo scavo delle botteghe 10 e 13_
Lo scavo delle due botteghe è stato condotto con l’intento di comprendere i modi e i tempi nei quali il settore a nord della Via dei Sepolcri è stato articolato con una serie di botteghe aperte su un portico colonnato che, dall’ingresso della Villa delle colonne a Mosaico, corre parallelo alla strada verso ovest.
La scelta delle botteghe è dipesa anche dalla possibilità di mettere in relazione le botteghe stesse con la struttura della Villa. Si è dunque proceduto innanzitutto ad un rilievo a scala 1:50 in pianta ed in elevato delle strutture, base sia per i lavori di scavo che di studio delle murature.
Lo scavo, che si è concentrato soprattutto nella parte posteriore delle botteghe 10 e 13 non ha prodotto i risultati sperati. Infatti sia la bottega 10 che 13 risultavano, al momento dell’eruzione, in fase di ristrutturazione e, nel caso della bottega 13, la stratigrafia era intaccata da operazioni di scavo condotte negli anni 1960.
_Lo scavo della bottega 10_
Lo scavo ha interessato in particolare la stanza 10.2, posta à tergo della bottega. La stanza è stata scavata su tutta la sua superficie fino al livello del suolo naturale. Lo scavo ha messo in luce una situazione compromessa dai lavori che erano in atto al momento dell’eruzione. Lo strato naturale nel quale si impostano le fondazioni dei muri perimetrali dell’ambiente, era stato interessato da una grande fossa estesa sulla quasi totalità della stanza. Al momento dell’eruzione la stanza non aveva ancora ricevuto una pavimentazione.
Ad est, nella stanza 10.3 lo scavo ha potuto solo mettere in luce il pavimento in uso nel 79 d.C. Nella stanza si conservava infatti ancora per qualche centimetro la stratigrafia eruttiva. Il pavimento è un semplice battuto di terra e l’intonaco delle pareti gli si appoggia. Con tutta probabilità la stanza era in attesa di una nuova pavimentazione.
_Lo scavo nella bottega 13_
Lo scavo si è concentrato anche qui nel retrobottega nella stanza 3 dove un forno, di cui non si è potuto stabilire l’uso, è realizzato nell’angolo sud-ovest della stanza (la bocca del forno si trova nella contigua stanza 2). Lo scavo ha messo in luce una grande fossa moderna probabilmente da riferire a degli scavi eseguiti negli anni 1960 dalla Sovrintendenza. Lo scavo della metà est dell’ambiente, ha potuto mettere in luce la preparazione pavimentale della stanza mentre non c’è più traccia della pavimentazione probabilmente asportata o non ancora realizzata nel 79. La posizione del sondaggio moderno non ha permesso di comprendere se il forno sia stato realizzato in connessione a questo pavimento oppure in un momento posteriore.
Lo scavo nella stanza 2, davanti la bocca del forno e nel settore ovest della stanza ha messo in luce una stratigrafia perturbata da diversi elementi. Davanti il forno diverse piccole fosse contenuti resti combusti e cenere hanno restituito del materiale moderno (maiolica) che attestano di un utilizzo della struttura in epoca moderna.
L’analisi degli alzati permette d’ipotizzare che tutte le strutture murarie, di tutte le botteghe a est e a ovest dell’entrata alla Villa delle colonne a Mosaico, sono stati realizzati forse in una sola fase costruttiva. Per il momento non è stato possibile fissare su base ceramica la cronologia della realizzazione di questo insieme ne è ancora possibile stabilire se le botteghe verso ovest (dal n°15 al 30) appartengano allo stesso progetto. Le ricerche continueranno in tal senso.
_Lo scavo delle botteghe 28 e 30_
Le operazioni sono state eseguite per completare la documentazione già ottenuta e approfondire qualche punto rimasto in sospeso.
Nel corso della campagna è stata eseguita la ripresa fotogrammetria della bottega del vasaio permettendo una documentazione con metodi non invasivi.
_La bottega 28_
In parallelo ad una documentazione fotogrammetrica, diversi saggi sono stati realizzati nella bottega 28 con lo scopo di precisare diversi aspetti messi in luce nel 2014.
Un saggio è stato realizzato nelle vicinanze del pozzo, in uno spazio nel quale l’ultimo livello era molto danneggiato o non più visibile. Una struttura anteriore, invece, era visibile ma i suoi limiti e la sua funzione non erano chiari.
Nell’angolo nord-est, una parte dei vasi crudi sono stati prelevati in modo di capire su che cosa si appoggiavano. E stato possibile capire che i vasi sembrano essere poggiati direttamente su un livello di sedimentazione che ricopriva l’ultimo livello di circolazione della bottega. Non erano appoggiati su nessuno scaffale.
_La bottega 30_
Nella stanza 30-1, le indagine ci hanno permesso di completare le nostre conoscenze nell’organizzazione dell’atelier. Due elementi principali emergono da questo scavo.
È stata messa in luce una canalizzazione, anteriore alla fornace. Mentre non è stato possibile osservare nessun livello in connessione con la costruzione del portico.
Nella stanza 30-2, sono stati intercettati gli ultimi livelli di circolazione legati al funzionamento della fornace. Questi ci hanno permesso di mettere in luce del materiale pertinente alla produzione stessa dell’atelier. Questi livelli ricoprivano un livello di circolazione anteriore, il primo in fase con la fornace che si caratterizza per un gran numero di frammenti ceramici (essenzialmente dei boccalini a pareti sottili a decorazione sabbiosa…della produzione dell’atelier).
_I settori 30-4 e 30-5_
Uno degli obiettivi iniziali era di capire le fasi di costruzione dell’ultima bottega del portico e come fosse accessibile da ovest.
Le operazioni hanno messo in luce le fondazioni del muro ovest, realizzato contro terra e una sepoltura preromana. Nonostante quest’ultima fosse ricoperta di livelli moderni/contemporanei, risultava intatta. Il corredo era composto da dodici vasi e elementi di fibula metallica, databili intorno al IV° sec. a.C. Il corredo si compone di una _lekane_ e il suo coperchio, due _lekytoi_ a figure rosse, un cantaro a decorazione sovvradipinta monocroma, un _oinochoe_, un anfora e un _askos_ a figure rosse, una coppa e una coppetta a vernice nera e un anfora in ceramica comune. Lo studio del corredo ci permetterà di precisarne la cronologia e l’area di produzione.
Più verso ovest sono state messe in luce altre due sepolture. La SP30060 che si è rivelata essere vuota, già scavata nel passato e la SP30099 che dovrà essere studiata nei mesi prossimi.
Gli scavi ci hanno anche permesso di mettere in luce una scala che permetteva di accedere/uscire della bottega 30.
Lo studio del settore ci ha permesso di capire che il muro occidentale ella bottega 30 era costruito contro terra, rispettando la presenza delle sepolture. Queste dovevano essere segnalate da un tumulo, oggi non più visibile (già rimosso nel passato).
-
AIAC_3469 - Tezze di Arzignano - 2013
The is no summary for this season.
-
AIAC_805 - Regio VI.7 - 2006
L’Università di Venezia ha diretto tra il 2003 e il 2006 attività di ricerca e di indagine sul terreno, nelle insulae 14-sud e 7 della Regio VI e nelle insulae 3 e 4 della Regio V. I dati raccolti vengono trattati, analizzati e interpretati tramite un GIS in corso di realizzazione e implementazione al fine di ottenere una piattaforma di partenza per la raccolta integrale delle informazioni inerenti lo scavo e l’analisi dei contesti ceramici. I Data Base elaborati sono correlati alla cartografia utilizzata ed elaborata, alla documentazione fotografica e grafica, alle classi ceramiche dei saggi di scavo. Questo tipo particolare di GIS consente anche la rappresentazione su base quantitativa delle classi dei reperti per contesto stratigrafico e della distribuzione della ceramica all’interno dello scavo in rapporto alla classe, all’aspetto morfologico, al tipo, alla cronologia. In questa fase di elaborazione, ci si è limitati all’analisi di tipo ceramologico e all’inserimento dei reperti ceramici, ma il programma è strutturato per l’inserimento e l’elaborazione di tutti i tipi di reperti archeologici. (Anna Paola Zaccaria Ruggiu, Chiara Maratini)