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Year
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2005
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Summary
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it
I lavori sono stati svolti nell’ambito del progetto “Per un programma condiviso di valorizzazione e fruizione dei luoghi in Valle di Scalve: tra l’antica Pieve e la località “Castei”. Un prezioso itinerario storico-archeologico in Comune di Vilminore” (Doc. U. P. Obiettivo 2 Lombardia 2000/2006) ed erano diretti a valutare le potenzialità dei siti individuati, sia dal punto di vista storico-archeologico che da quello di una loro futura fruizione.
Una ricerca, seppur limitata a due sole trincee, è stata effettuata nella zona dell’antica Pieve di S. Pietro dove, già nel 1994 alcune indagini con la tecnica del georadar, seguite da alcuni sondaggi di modeste dimensioni, avevano evidenziato la presenza di strutture sepolte, probabilmente pertinenti agli edifici più antichi.
È venuto così alla luce un muro E-W (lung. m 16,50, larg. cm 70 H. cons. cm 150) di pietre di varie pezzature disposte in corsi orizzontali e legate con malta bianco-grigiastra mediamente fine e tenace. La faccia meridionale, come testimoniato da alcuni lacerti, era rivestita con uno strato di intonaco rifinito con biacca. A nord era costruito contro terra testimoniandone la sua natura di muro di contenimento, apparentemente funzionale ad un terrazzamento che in qualche modo ovviava alla pendenza del terreno creando piani d’uso differenti.
Anteriormente sono venuti alla luce lacerti di pavimentazione in pietra su preparazione in malta grigiastra e, nella zona est, una tomba in muratura coperta con una grossa lastra di pietra. Questa, come le altre due sepolture individuate più a nord, conferma l’esistenza di una zona cimiteriale annessa all’edificio religioso rimasta in uso dall’epoca medievale a quella rinascimentale.
A ovest, il muro si appoggia ortogonalmente ad una massiccia muratura coincidente verosimilmente con il perimetrale orientale dell’antico edificio religioso caratterizzato, nel tratto portato in luce, da una lesena che fiancheggia una porta apparentemente con arco a tutto sesto che in un secondo momento è stata murata.
Verso nord il muro è interrotto e sostituito, ad una quota di poco superiore, da un’altra muratura, anch’essa con una lesena aggettante ma con una tecnica muraria leggermente differente, caratterizzata da una disposizione degli elementi litici meno regolare.
Dall’osservazione delle caratteristiche dei due manufatti si evince che appartengono non solo a due fasi differenti ma anche a due distinti edifici, uno dei quali imposta le proprie murature sulla rasatura di quelle dell’altro.
Nella visita pastorale del 1575 si parla di una chiesa costruita a monte e in parte sopra quella precedente di epoca altomedievale tanto che quest’ultima viene indicata come “inferior ecclesia” o “scurolo” ed è quella dove vengono amministrati i sacramenti in inverno per evitare il freddo. Si tratta probabilmente dello stesso edificio oggetto dell’indagine.
All’epoca della costruzione successiva, la cui edificazione può essere collocata tra l’epoca bassomedievale e quella rinascimentale, sono invece associabili i due livelli di sepolture individuati a nord di tale muro e verosimilmente corrispondenti all’area cimiteriale citata nelle fonti. In questo caso le tombe sono a cassa con elementi litici infissi a coltello e copertura in lastre di pietra.
Per quanto riguarda i reperti mobili provenienti dalle indagini, essi consistono quasi esclusivamente da frammenti di intonaco, solo in rari casi con tracce di colore, e da pochi frammenti ceramici che vanno dall’età tardomedievale a quella rinascimentale. Di maggior interesse una moneta, trovata durante la pulizia del pavimento in pietra davanti al muro E-W, molto ben leggibile e databile alla fine del 1300.
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en
A limited excavation comprising two trenches was undertaken in the area of the Pieve di S. Pietro where, in 1994, investigations had already been carried out using geo-radar techniques, followed by several small trenches. These had revealed the presence of buried structures, probably belonging to several ancient buildings.
The latest excavations brought to light a wall on an E-W alignment (16.50m long, 0.70 m wide, conserved height 1.50 m) built of stones of various sizes placed in horizontal courses and bonded with a medium-fine, strong greyish-white mortar. The south side was faced with plaster finished with white lead, as attested by several patches. The north side was built up against the terrain, indicating that it was a containing wall, apparently part of terracing which resolved the problem of the hill slope by creating different levels for use.
Previously areas of pavement composed of stones on a make up of greyish-white mortar had been found, and in the eastern zone a masonry tomb covered by a large stone slab was also discovered. This, like the other two burials found further north, confirms the existence of a cemetery area connected to the religious building that remained in use from the Middle Ages to the Renaissance.
To the west, the wall abutted, at a right angle, a larger wall which was probably the east wall of the ancient church. In the stretch brought to light there was a pilaster at the side of a door which appeared to have a round arch and had later been blocked in. To the north the wall was interrupted and replaced, at a slightly higher level, by another wall. This also had a projecting pilaster but the construction technique differed slightly being characterised by the use of less regular blocks of stone. From the examination of the characteristics of the two walls it was seen that not only did they belong to two different periods but also to two different buildings, one of which built over the razed structures of the other.
During the pastoral visit of 1575 mention was made of a church that stood above and in part on top of the previous one of early medieval date. In fact, this was indicated as an “inferior ecclesia” or “scurolo” which was where the sacraments were administered in the winter in order to avoid the cold. This was probably the building that is the object of this investigation.
The two levels of burials identified to the north of this wall, which probably correspond to the cemetery area cited by the sources can be associated with the later building, whose construction can be placed between the late medieval and Renaissance periods. In this case the tombs are “a cassa” built with stone elements placed on edge and covered by stone slabs.
The finds from this investigation consist almost entirely of plaster fragments, very few of which show traces of colour, and a few pottery fragments dating from between the late medieval and Renaissance periods. The most interesting find was a legible coin datable to the end of 1300, found during the cleaning of the stone pavement in front of the E-W wall.