- Item
- AIAC_1725
- Name
- Monte Grande
- Date Range
- 520 BC – 350 BC
- 1300 BC – 1100 BC
Seasons
-
AIAC_1725 - Monte Grande - 2005A nord-ovest di Calvi Risorta, al confine con i territori dei Comuni di Teano e Rocchetta e Croce, è stata effettuata una prima indagine archeologica, conclusasi nell’ottobre 2005, determinata da un intervento di emergenza e condizionata dalle spoliazioni degli scavatori clandestini. L’ampia quantità di materiali fittili e ceramici rinvenuta attraverso una prima raccolta di superficie, così come la tipologia dei manufatti recuperati dai sequestri ai clandestini, ha fatto ipotizzare la presenza di un’area sacra con depositi votivi. Si è potuto, pertanto, mettere in luce un primo deposito votivo, che ha restituito coroplastica, ceramiche e bronzi. Inoltre, ad est di questo, è stata messa in luce un’altra fossa votiva, di forma conica, riempita di terreno argilloso e con pareti foderate da tegole, che ha rivelato una consistente concentrazione di ceramica miniaturistica, sia sparsa nel terreno che contenuta in grosse olle. Le tipologie dei materiali sinora recuperati documentano una fase di frequentazione databile tra il V sec. a.C. e la prima metà del IV sec. a.C.: sono presenti statuine maschili e femminili di tipo schematico, ceramiche a vernice nera, stamnoi miniaturistici acromi, racchiusi in olle di bucchero rosso, e statuine bronzee. Queste ultime, tutte stanti e di altezza compresa tra i cm 7 e 9, sono rese in modo schematico con le braccia lungo il corpo e sono confrontabili con esemplari laziali di V sec. a.C. Infine, i frammenti di grandi statue panneggiate, di teste maschili e femminili, di piccola plastica fittile (c.d. tanagrine), nonché quelli di ceramiche a figure rosse di probabile produzione campana sono riferibili ad una fase leggermente più tarda (IV-III sec. a.C.). Al momento non è stata individuata alcuna struttura muraria; tuttavia, la presenza di un’abbondante concentrazione di tegole e coppi, oltre a _kalypteres hegemones_, inducono ad ipotizzare l’esistenza di edifici, con ogni probabilità a destinazione cultuale.
-
AIAC_1725 - Monte Grande - 2006Ripartono nel maggio 2006 gli scavi nella località Monte Grande, con l’indagine dei depositi votivi del santuario in precedenza rinvenuto e dell’area a Nord di essi, caratterizzata dalla presenza di strutture murarie con diverso orientamento. Si tratta di una serie di vasche rettangolari, delimitate da muri in blocchi di pietra calcarea, conservati per lo più a livello di fondazione oppure sino all’altezza di un basso zoccolo, foderate all’interno da malta idraulica e utilizzate per convogliare l’acqua verso un punto in cui un volontario spianamento del terreno favoriva il confluire di acque. In tre di esse si sono evidenziati vari strati di malta, il più antico dei quali sembrerebbe in fase sia con una struttura di contenimento in blocchi di calcare individuata ad Ovest, sia con un ambiente dotato di un piano di cottura in pietra. Lo studio, ancora parziale, dei numerosi materiali votivi recuperati ha consentito di ricavare una prima attribuzione del santuario ad un’epoca compresa tra la fine del VI e la seconda metà del IV sec. a.C., sebbene la frequentazione del sito inizi già dal XIII-XII sec. a.C., periodo cui sarebbero seguite almeno altre quattro fasi insediative, l’ultima delle quali databile al secolo scorso. L’indagine nell’area degli scarichi votivi ha messo in evidenza, invece, due pozzi di forma circolare, contenenti frammenti di grosse olle cordonate di impasto, tazze carenate, fusaiole e rocchetti databili tra il IX e il VII sec. a.C.; tali strutture sono verosimilmente da mettere in rapporto con il luogo sacro individuato e, pertanto, da collegare ad un culto delle acque che, attestato già nell’VIII sec. a.C., testimonia la lunga continuità di vita del santuario.
Media
- Name
- Monte Grande
- Year
- 2005
- Summary
-
it
A nord-ovest di Calvi Risorta, al confine con i territori dei Comuni di Teano e Rocchetta e Croce, è stata effettuata una prima indagine archeologica, conclusasi nell’ottobre 2005, determinata da un intervento di emergenza e condizionata dalle spoliazioni degli scavatori clandestini.
L’ampia quantità di materiali fittili e ceramici rinvenuta attraverso una prima raccolta di superficie, così come la tipologia dei manufatti recuperati dai sequestri ai clandestini, ha fatto ipotizzare la presenza di un’area sacra con depositi votivi. Si è potuto, pertanto, mettere in luce un primo deposito votivo, che ha restituito coroplastica, ceramiche e bronzi. Inoltre, ad est di questo, è stata messa in luce un’altra fossa votiva, di forma conica, riempita di terreno argilloso e con pareti foderate da tegole, che ha rivelato una consistente concentrazione di ceramica miniaturistica, sia sparsa nel terreno che contenuta in grosse olle.
Le tipologie dei materiali sinora recuperati documentano una fase di frequentazione databile tra il V sec. a.C. e la prima metà del IV sec. a.C.: sono presenti statuine maschili e femminili di tipo schematico, ceramiche a vernice nera, stamnoi miniaturistici acromi, racchiusi in olle di bucchero rosso, e statuine bronzee. Queste ultime, tutte stanti e di altezza compresa tra i cm 7 e 9, sono rese in modo schematico con le braccia lungo il corpo e sono confrontabili con esemplari laziali di V sec. a.C.
Infine, i frammenti di grandi statue panneggiate, di teste maschili e femminili, di piccola plastica fittile (c.d. tanagrine), nonché quelli di ceramiche a figure rosse di probabile produzione campana sono riferibili ad una fase leggermente più tarda (IV-III sec. a.C.).
Al momento non è stata individuata alcuna struttura muraria; tuttavia, la presenza di un’abbondante concentrazione di tegole e coppi, oltre a _kalypteres hegemones_, inducono ad ipotizzare l’esistenza di edifici, con ogni probabilità a destinazione cultuale. -
en
North-west of Calvi Risorta, on the border with the municipalities of Teano, Rocchetta and Croce, a first archaeological investigation was concluded in October 2005. This was an emergency excavation rendered necessary by the actions of illegal excavators.
The large quantity of terracotta materials and pottery found during a first surface survey, together with the typology of the artefacts recovered from the confiscation of illegally excavated material, suggested the presence of a sacred area with votive deposits. A first votive deposit was uncovered comprising coroplastic terracottas, pottery and bronzes. Furthermore, to the east of this deposit, another conical-shaped votive pit was found filled with clayey soil, its walls lined with tiles. It contained a large quantity of miniature pottery vessels, both in the soil fill and contained within large jars.
The typology of the materials recovered to date attest an occupation phase dating to between the 5th century B.C. and the first half of the 4th century B.C.: male and female schematic statuettes, black glaze pottery, plain buff ware miniature stamnoi placed inside red bucchero jars, and bronze statuettes. The later were all standing figures between 7-9 cm high, schematic representations with the arms by the sides which can be compared to 5th century B.C. examples from Latium.
Lastly, the fragments of large draped statues, male and female heads, small clay figurines (so-called tangerines), as well as Red-figure pottery of probable Campanian production come from a slightly later phase (4th-3rd century B.C.).
To date no walled structures have been found; however, the presence of a large concentration of tiles and imbrices, as well as kalypteres hegemones, suggest the existence of what were probably cult buildings. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Colonna Passaro
- Funding Body
- MiBAC
Media
- Name
- Monte Grande
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Ripartono nel maggio 2006 gli scavi nella località Monte Grande, con l’indagine dei depositi votivi del santuario in precedenza rinvenuto e dell’area a Nord di essi, caratterizzata dalla presenza di strutture murarie con diverso orientamento.
Si tratta di una serie di vasche rettangolari, delimitate da muri in blocchi di pietra calcarea, conservati per lo più a livello di fondazione oppure sino all’altezza di un basso zoccolo, foderate all’interno da malta idraulica e utilizzate per convogliare l’acqua verso un punto in cui un volontario spianamento del terreno favoriva il confluire di acque. In tre di esse si sono evidenziati vari strati di malta, il più antico dei quali sembrerebbe in fase sia con una struttura di contenimento in blocchi di calcare individuata ad Ovest, sia con un ambiente dotato di un piano di cottura in pietra.
Lo studio, ancora parziale, dei numerosi materiali votivi recuperati ha consentito di ricavare una prima attribuzione del santuario ad un’epoca compresa tra la fine del VI e la seconda metà del IV sec. a.C., sebbene la frequentazione del sito inizi già dal XIII-XII sec. a.C., periodo cui sarebbero seguite almeno altre quattro fasi insediative, l’ultima delle quali databile al secolo scorso.
L’indagine nell’area degli scarichi votivi ha messo in evidenza, invece, due pozzi di forma circolare, contenenti frammenti di grosse olle cordonate di impasto, tazze carenate, fusaiole e rocchetti databili tra il IX e il VII sec. a.C.; tali strutture sono verosimilmente da mettere in rapporto con il luogo sacro individuato e, pertanto, da collegare ad un culto delle acque che, attestato già nell’VIII sec. a.C., testimonia la lunga continuità di vita del santuario. -
en
Excavations restarted in May 2006, in the locality of Monte Grande, with the investigation of the sanctuary’s votive deposits previously found in the area to its north, characterised by the presence of walled structures on various alignments.
These were a series of rectangular tanks, delimited by walls built of limestone blocks. The structures were mostly preserved at foundation level or to the height of a low socle and were lined with waterproof mortar. The tanks were used to channel water towards a point at which artificial levelling of the terrain favoured its convergence. In three of the tanks there were several layers of mortar, the earliest seeming to be in phase both with a containing structure of limestone blocks identified to the west and with a room which had a stone cooking surface.
The on-going study of the large amount of votive materials recovered has provided a first chronological attribution for the sanctuary which places it between the end of the 6th and the second half of the 4th century B.C.. However, the site was already in use from the 13th-12th century B.C., a period which was followed by at least four settlement phases, the final one dating to last century.
The investigation in the area of the votive dumps brought to light two circular wells containing fragments of large impasto jars with cordon decoration, carenated cups, spindle whorls and reels dating to between the 9th and 7th century B.C. These structures probably relate to the cult area and can thus be linked to a water cult which, as it was already attested in the 8th century B.C., demonstrates the long continuity of the sanctuary’s use. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Colonna Passaro
- Funding Body
- MiBAC
Media
-
Nava 2006M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
-
Nava 2007M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.