- Item
- AIAC_1751
- Name
- Masseria Monaci
- Date Range
- 520 BC – 300 BC
- Monuments
- Cemetery
Seasons
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AIAC_1751 - Masseria Monaci - 2001Nel sito di Masseria Monaci sono state esplorate settantanove tombe di una necropoli che va dalla fine del VI al IV secolo a.C., forse prosecuzione di quella scoperta da W. Johannowsky a poco più di m 500 in linea d’aria, presso Masseria Robbia. Si tratta di tombe a fossa di diversa tipologia i cui corredi manifestano influenze dagli ambiti culturali della cosiddetta “cultura della valle del Liri”, dal mondo etrusco-capuano, dalla civiltà sannitica. Ricorre costantemente in quasi tutti i corredi la cosiddetta olletta a bombarda di impasto. I corredi più antichi presentano il cosiddetto bucchero rosso (olle e brocche) e rare importazioni (coppe e _kylikes_ ad orlo distinto e tipo Blösch C). Attorno alla metà e nel corso della seconda metà del V secolo a.C., le importazioni di ceramica attica a vernice nera ed a figure rosse si fanno numerose. Tra i corredi spiccano: un grande _skyphos_ con scena di libagione e di colloquio tra _korai_ (450-440 a.C.), assimilabile allo stile dei pittori di Penelope, Chicago e di _Eos_ e _Tithonos_; al 440 a.C. risale un cratere a calice con raffigurazione del rapimento di _Tithonos_ da parte di _Eos_, al 440-430 a.C. un cratere con scena di corsa a cavallo; della stessa cronologia, o di qualche anno successivo, è il cratere con _Triptolemos_ sul carro di _Ades_, di probabile fabbrica lucana; nell’ambito dell’ultimo quarto del V secolo (425-420?) a.C. si colloca il cratere con Herakles attorniato dai Satiri sullo sfondo dell’Olimpo o dei Campi Elisi. Singolare il cratere a campana di produzione locale con il mito di Edipo e la Sfinge, su un lato, e una scena di sacrificio davanti ad un altare circolare adorno di sfingi, sul lato opposto. Il vaso rientra in un gruppo di ceramiche a figure rosse sovradipinte d’influenza capuana abbondantemente rinvenute in questa ed altre necropoli dell’area.
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AIAC_1751 - Masseria Monaci - 2005Continuano le indagini nella necropoli anche nel corso del 2005, con la messa in luce di ventisei tombe a fossa, dodici delle quali di infanti, e le restanti pertinenti ad individui adulti. Tra le più antiche, ancora della prima metà del VI sec. a.C., le tombe 93-96 hanno restituito vasi di bucchero di tipo capuano; altre tombe si datano invece tra il V sec. a.C. e la fase iniziale del IV sec. a.C. con vasi attici figurati e vasi di bronzo. Interessante il rinvenimento, nel contesto della tomba 99, di una serie di placchette policrome di terracotta dei ben noti tipi a protome di Sileno, di Acheloo e di Menade di produzione capuana, probabilmente pertinenti a fercula lignei. Una delle tombe meglio conservate, la 101, databile all’inizio del IV sec. a.C., era a fossa con semicamera costituita da lastre di tufo e si trovava all’interno di un recinto quadrato accessibile mediante una scala. Le pareti della tomba conservano ampie tracce di decorazione dipinta con colore rosso, bianco, giallo e blu, di cui si distingue uno schema a pannelli e ortostati. Tra i ventisei oggetti del corredo, si segnalano un’anfora magno greca, un coltello, una lekythos ariballica a figure rosse attica dello stile fiorito, un cratere a figure rosse di produzione attica o italiota con figura femminile che esegue una pirrica, e alcuni oggetti di bronzo (una _oinochoe_ della forma 9 Beazley, una _situla_, un _simpulum_, un _colum_ etrusco etc). Complessivamente si conferma l’impressione dell’articolazione della necropoli per nuclei, con zone vuote intercalate. Nell’area occidentale si localizza, concentrandosi in maniera significativa, il gruppo delle sepolture di infanti, pratica che sembrerebbe dipendere da un’organizzazione sociale alquanto sciolta dai vincoli familiari. La zona nord-orientale ha rivelato il gruppo delle sepolture più antiche, della prima metà del VI sec. a C.
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AIAC_1751 - Masseria Monaci - 2006Una breve ulteriore campagna di ricerca archeologica nella necropoli dell’antica _Rufrae_ si è svolta dal 3 gennaio al 20 febbraio 2006, con l’intento, oltre che di contrastare scavi clandestini, di appurare i confini dell’area sepolcrale sui lati Nord ed Est; si sono così messe in evidenza ventitré tombe, senza tuttavia raggiungere la fine del sepolcreto. A fronte di un gruppo di tredici tombe orientate Nord-Est/Sud-Ovest, concordemente alle altre scavate negli anni precedenti, ve ne sono altre orientate Nord/Sud ed altre ancora in direzione Est/Ovest. Inoltre, sono stati per la prima volta riscontrati casi di sovrapposizione di deposizioni, dovute o a stretti legami tra i defunti, o a differenziazioni cronologiche; in tre evenienze si hanno deposizioni infantili realizzate nello strato di riempimento dell’inumazione di un adulto. Sotto il profilo cronologico, vi sono alcune tombe databili ancora entro la fine del VII e nel corso del VI sec. a.C. e dunque sono contemporanee a quelle rinvenute da W. Johannowsky nella vicina località Masseria Robbia; oltre a corredi con vasi di tipo tradizionale, quali le ollette a bombarda, le tombe hanno restituito contenitori di bucchero di importazione capuana e ceramica etrusco– corinzia. In tale contesto emerge la tomba n. 108, pertinente ad un individuo di sesso maschile, con un corredo composto da vasi di impasto e armi da offesa, da pendenti a bulla e da una ricca serie di fibule in ferro e bronzo ad arco serpeggiante semplice e con apofisi a ghiande. Vi si distingue, inoltre, un pomo di ferro con calotta emisferica a fusione piena e immanicatura cilindrica, destinato ad essere collocato su un bastone ligneo, interpretabile quale scettro e ascrivibile alla sfera dei segni di rango sociale. Tra le deposizioni femminili, si ricorda la tomba n. 123 (fine VII-inizi del VI a.C.), dove la defunta aveva sul cranio un diadema con anelli di bronzo.
Media
- Name
- Masseria Monaci
- Year
- 2001
- Summary
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it
Nel sito di Masseria Monaci sono state esplorate settantanove tombe di una necropoli che va dalla fine del VI al IV secolo a.C., forse prosecuzione di quella scoperta da W. Johannowsky a poco più di m 500 in linea d’aria, presso Masseria Robbia. Si tratta di tombe a fossa di diversa tipologia i cui corredi manifestano influenze dagli ambiti culturali della cosiddetta “cultura della valle del Liri”, dal mondo etrusco-capuano, dalla civiltà sannitica.
Ricorre costantemente in quasi tutti i corredi la cosiddetta olletta a bombarda di impasto. I corredi più antichi presentano il cosiddetto bucchero rosso (olle e brocche) e rare importazioni (coppe e _kylikes_ ad orlo distinto e tipo Blösch C). Attorno alla metà e nel corso della seconda metà del V secolo a.C., le importazioni di ceramica attica a vernice nera ed a figure rosse si fanno numerose.
Tra i corredi spiccano: un grande _skyphos_ con scena di libagione e di colloquio tra _korai_ (450-440 a.C.), assimilabile allo stile dei pittori di Penelope, Chicago e di _Eos_ e _Tithonos_; al 440 a.C. risale un cratere a calice con raffigurazione del rapimento di _Tithonos_ da parte di _Eos_, al 440-430 a.C. un cratere con scena di corsa a cavallo; della stessa cronologia, o di qualche anno successivo, è il cratere con _Triptolemos_ sul carro di _Ades_, di probabile fabbrica lucana; nell’ambito dell’ultimo quarto del V secolo (425-420?) a.C. si colloca il cratere con Herakles attorniato dai Satiri sullo sfondo dell’Olimpo o dei Campi Elisi. Singolare il cratere a campana di produzione locale con il mito di Edipo e la Sfinge, su un lato, e una scena di sacrificio davanti ad un altare circolare adorno di sfingi, sul lato opposto. Il vaso rientra in un gruppo di ceramiche a figure rosse sovradipinte d’influenza capuana abbondantemente rinvenute in questa ed altre necropoli dell’area. -
en
Seventy-nine tombs were excavated in a necropolis on the site of the Masseria Monaci. The cemetery, in use from the end of the 6th until the 4th century B.C. may be a continuation of that discovered by W. Johannowsky just over 500 m away, “as the crow flies”, near the Masseria Robbia. The burials were inhumations of various types with grave goods showing the influence of the so-called “Liri Valley Culture”, Etruscan-Capuan and Samnite cultures.
In almost all tomb groups small jugs, the so-called “olletta a bombarda” ,were present. The earliest groups presented so-called red bucchero (jars and jugs) and occasional imports (cups and kylikes with tall everted rims and the Blösch C type). From the middle to the end of the 5th century B.C. numerous examples of imported Attic Black and Red figure ware vases were present.
Outstanding pieces in the tomb groups were: a large skyphos depicting a libation scene and conversation between korai (450-440 B.C.), similar in style to the Penelope, Chicago and the Eos and Tithonos painters; a kalyx krater showing the kidnap of Tithinos by Eos, dating to 440 B.C.; a krater depicting a horse race dating to 440-430 B.C.; a krater, probably of Lucanian manufacture, with the same chronology or a few years later, showing Triptolemos riding on Hades’ cart; a krater showing Hercules surrounded by satyrs with Olympus or the Elysian Fields in the background, dating to the last quarter of the 5th century (425-420 B.C. ?). Also of interest was a locally made bell krater depicting the myth of Oedipus and the sphinx on one side, and the scene of a sacrifice before a circular altar decorated with sphinxes on the other. This example fits into a group of painted Red figure vases of Capuan influence which are very common in this and other cemeteries in the area. - Summary Author
- Stefano De Caro
Media
- Name
- Masseria Monaci
- Year
- 2005
- Summary
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it
Continuano le indagini nella necropoli anche nel corso del 2005, con la messa in luce di ventisei tombe a fossa, dodici delle quali di infanti, e le restanti pertinenti ad individui adulti.
Tra le più antiche, ancora della prima metà del VI sec. a.C., le tombe 93-96 hanno restituito vasi di bucchero di tipo capuano; altre tombe si datano invece tra il V sec. a.C. e la fase iniziale del IV sec. a.C. con vasi attici figurati e vasi di bronzo. Interessante il rinvenimento, nel contesto della tomba 99, di una serie di placchette policrome di terracotta dei ben noti tipi a protome di Sileno, di Acheloo e di Menade di produzione capuana, probabilmente pertinenti a fercula lignei. Una delle tombe meglio conservate, la 101, databile all’inizio del IV sec. a.C., era a fossa con semicamera costituita da lastre di tufo e si trovava all’interno di un recinto quadrato accessibile mediante una scala. Le pareti della tomba conservano ampie tracce di decorazione dipinta con colore rosso, bianco, giallo e blu, di cui si distingue uno schema a pannelli e ortostati. Tra i ventisei oggetti del corredo, si segnalano un’anfora magno greca, un coltello, una lekythos ariballica a figure rosse attica dello stile fiorito, un cratere a figure rosse di produzione attica o italiota con figura femminile che esegue una pirrica, e alcuni oggetti di bronzo (una _oinochoe_ della forma 9 Beazley, una _situla_, un _simpulum_, un _colum_ etrusco etc).
Complessivamente si conferma l’impressione dell’articolazione della necropoli per nuclei, con zone vuote intercalate. Nell’area occidentale si localizza, concentrandosi in maniera significativa, il gruppo delle sepolture di infanti, pratica che sembrerebbe dipendere da un’organizzazione sociale alquanto sciolta dai vincoli familiari. La zona nord-orientale ha rivelato il gruppo delle sepolture più antiche, della prima metà del VI sec. a C. -
en
During 2005 investigation of the necropolis continued, revealing a further twenty-six inhumations, twelve of which were infant burials, the rest being adult.
Of the earliest, still within the first half of the 6th century B.C., tombs 93-96 contained vases of Capuan type bucchero; other tombs dating to between the 5th and beginning of the 4th century B.C. housed Attic figured vases and bronze vessels. An interesting find came to light in tomb 99, a series small polychrome terracotta plaques. These were of well known types in the form of a satyr head, a head of Acheloos and a maenad’s head, probably of Capuan production and relating to a wooden fercula. The best preserved tomb was 101, datable to the beginning of the 4th century B.C. it was an earth grave with a semi-chamber made up of tufa slabs. It was situated inside a square enclosure which was accessed via a stairway. The walls of the tomb preserved substantial traces of red, white, yellow and blue painted decoration, of which a motif of panels and orthostats could be identified. Worthy of note among the twenty-six objects forming the tomb group were an amphora from Magna-Graecia, a knife, an Attic Red figure aryballos-shaped lekythos in the flowered style, a Red figure krater of Attic or Italic production showing a female figure performing a Phyrric dance, and several bronze objects (a Beazley form 9 _oinochoe_, a _situla_, a _simplum_, an Etruscan colum etc.)
Overall the impression that the necropolis was laid out in nuclei interspersed with empty spaces was confirmed. The infant burials were concentrated, significantly, in the western sector, a practice which seemed to depend on a social organisation with somewhat loose family ties. The north-eastern zone revealed an earlier group of burials, dating to the first half of the 6th century B.C. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Francesco Sirano
Media
- Name
- Masseria Monaci
- Year
- 2006
- Summary
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it
Una breve ulteriore campagna di ricerca archeologica nella necropoli dell’antica _Rufrae_ si è svolta dal 3 gennaio al 20 febbraio 2006, con l’intento, oltre che di contrastare scavi clandestini, di appurare i confini dell’area sepolcrale sui lati Nord ed Est; si sono così messe in evidenza ventitré tombe, senza tuttavia raggiungere la fine del sepolcreto.
A fronte di un gruppo di tredici tombe orientate Nord-Est/Sud-Ovest, concordemente alle altre scavate negli anni precedenti, ve ne sono altre orientate Nord/Sud ed altre ancora in direzione Est/Ovest. Inoltre, sono stati per la prima volta riscontrati casi di sovrapposizione di deposizioni, dovute o a stretti legami tra i defunti, o a differenziazioni cronologiche; in tre evenienze si hanno deposizioni infantili realizzate nello strato di riempimento dell’inumazione di un adulto.
Sotto il profilo cronologico, vi sono alcune tombe databili ancora entro la fine del VII e nel corso del VI sec. a.C. e dunque sono contemporanee a quelle rinvenute da W. Johannowsky nella vicina località Masseria Robbia; oltre a corredi con vasi di tipo tradizionale, quali le ollette a bombarda, le tombe hanno restituito contenitori di bucchero di importazione capuana e ceramica etrusco– corinzia. In tale contesto emerge la tomba n. 108, pertinente ad un individuo di sesso maschile, con un corredo composto da vasi di impasto e armi da offesa, da pendenti a bulla e da una ricca serie di fibule in ferro e bronzo ad arco serpeggiante semplice e con apofisi a ghiande. Vi si distingue, inoltre, un pomo di ferro con calotta emisferica a fusione piena e immanicatura cilindrica, destinato ad essere collocato su un bastone ligneo, interpretabile quale scettro e ascrivibile alla sfera dei segni di rango sociale. Tra le deposizioni femminili, si ricorda la tomba n. 123 (fine VII-inizi del VI a.C.), dove la defunta aveva sul cranio un diadema con anelli di bronzo.
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en
A further short excavation campaign was undertaken on the necropolis of ancient _Rufrae_ from the 3rd January-20th February 2006. This aimed at defining the cemetery’s extension to the north and east, as well as combatting the actions of illegal excavators. The work uncovered twenty-three tombs without, however, reaching the cemetery’s limit.
Opposite a group of thirteen tombs on a north-east/south-west alignment, the same as that of the tombs excavated in previous campaigns, there were others oriented on a north-south alignment and yet others oriented east to west. Moreover, for the first time cases of overlying tombs were found, due either to the close relationships between the deceased or to different chronology. In three cases infant burials were placed in the fill of adult inhumations.
As regards the chronology, some tombs were still datable to within the end of the 7th century and the course of the 6th century B.C. and were therefore contemporary with those found by W. Johannowsky at the nearby Masseria Robbia. As well as the tomb groups with traditional vases such as the so-called “olletta a bombarda”, the tombs also contained imported Capuan bucchero vessels and Etrusco-Corinthian pottery. In this regard, tomb 108 was worthy of note. This burial of a male adult, had a tomb group comprising impasto vases and weapons, bulla pendants and numerous iron and bronze serpentine fibulae with acorns along the sides of the bows. Also of interest was a solid iron pommel with a hemispherical top and cylindrical haft which would have fitted onto a wooden staff, and may be interpreted as a sceptre, a sign of high social standing. Of interest amongst the female burials was tomb 123 (end of the 7th-beginning of the 6th century B.C.), on the cranium of the deceased was a diadem with bronze rings. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
- Director
- Francesco Sirano
Media
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Nava 2006M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
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Nava 2007M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.
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De Caro 2002S. De Caro 2002, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2001, in Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 635-675.