Name
Rossella Cannella
Organisation Name
Università Suor Orsola Benincasa di Napoli

Season Team

  • AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2007
    Nel febbraio del 1988 furono individuati i resti di un edificio di epoca romana nel comune di Pollena Trocchia (sul versante settentrionale del Somma-Vesuvio, probabilmente in antico parte del territorio di _Neapolis_ ) in località Masseria De Carolis. L’area era allora utilizzata come cava di materiale vulcanico, adoperato per la costruzione di palazzine popolari nelle vicinanze. Nonostante i mezzi d’opera avessero creato vasti danni alle strutture murarie antiche, fu possibile individuare due ambienti voltati, allora interpretati come granai pertinenti ad una villa rustica del II secolo d.C. Dopo la scoperta il sito fu abbandonato, parzialmente recintato e poi sepolto da materiale di scarico moderno illegalmente sversato. Dal 2005 il gruppo di ricerca “Apolline Project” interviene con varie attività di ricerca e riqualificazione dei siti archeologici nel comune di Pollena Trocchia. Durante le campagne del 2005 e 2006, il sito in località Masseria De Carolis è stato individuato e ripulito dalla vegetazione e dai rifiuti all’interno dell’area recintata. Nel 2007 si è avviata la prima campagna d’indagine archeologica. A nord ed ovest delle strutture voltate sono state eseguite indagini georadar, che hanno individuato il margine della cava creata nel 1988. Sono stati inoltre eseguiti cinque saggi stratigrafici, grazie ai quali è stata ricostruita la sequenza d’interro vulcanoclastico. Il sito è stato infatti sepolto per due terzi da materiale vulcanoclastico pertinente all’eruzione vesuviana del 472 d.C., detta “di Pollena”. Successivi a questo interro sono alcuni apprestamenti di fattura modesta (fra cui un forno), creati con materiale spoliato dalle strutture murarie non coperte dall’eruzione. Tali apprestamenti sono poi coperti dalle ceneri di un’ulteriore eruzione vesuviana, datata al 505/512 d.C. Sopra tale interro, è stato rilevato nel settore est del sito il crollo di un muro del secondo livello costruttivo, sepolto poi da un deposito vulcanico non chiaramente databile, ma probabilmente di età medievale. Un saggio è stato posto all’interno di uno dei due ambienti voltati scoperti nel 1988. Sotto lo strato vulcanoclastico del 472 d.C. è stata rinvenuta una sepoltura alla semi-cappuccina di un individuo maschio di circa sei anni. A corredo era solo una siliqua dell’imperatore d’Oriente Marciano (450-7 d.C.). La sepoltura poggia su strati di V secolo d.C., i quali hanno restituito ceramica per metà costituita da comune, prevalentemente acroma e da fuoco, ed in misura minore da anfore, colour coated, e sigillata africana. Fra i reperti rinvenuti sono degni di nota frammenti di vetro e di _tegulae mammatae_, i quali suggeriscono un uso non agricolo degli ambienti voltati. Non sono disponibili elementi per datare le strutture murarie, che tuttavia presentano caratteri tipici del II/III secolo d.C.
  • AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2008
    Con la campagna d’indagine del 2008 la nostra conoscenza del sito si è arricchita enormemente. Infatti sono stati eseguiti cinque saggi stratigrafici in diversi punti del sito, ciò ha permesso di individuare, anche se in alcuni casi solo parzialmente, dieci ambienti. I due ambienti voltati (“g” e “f”), già parzialmente esposti nel 1988, sono stati scavati interamente e sono stati identificati come _praefurnia_. Il primo ambiente ad ovest “g” è voltato ed è costituito da un _praefurnium_ con lunga fornace (probabilmente per l’uso combinato di bollitori in metallo – aenea – e _testudo alveolorum_ ), scala d’accesso al piano della fornace, e tre aperture, due sul muro est (una di queste dà accesso all’ambiente “f”) ed una sul muro nord. Il _praefurnium_ riscalda il _calidarium_ “e”, provvisto di _suspensurae_ e solo parzialmente scavato. L’ambiente voltato “f” ha un unico accesso sul muro ovest ed è anch’esso un _praefurnium_, provvisto di due piccole fornaci, una sul lato sud, l’altra su quello est. Gli ambienti “d” (parzialmente scavato), “c” e “b” si trovano a sud dei due _praefurnia_ e sono provvisti di _suspensurae_. L’ambiente “c” conserva inoltre il pavimento ad ipocausto, crollato nella parte centrale prima dell’eruzione, ed il primo filare di tubuli. L’ambiente “b” è probabilmente il tepidarium, in quanto riceve calore in modo indiretto, tramite un’apertura nell’ipocausto con l’ambiente “d”. Esso è collegato inoltre tramite un passaggio con l’ambiente “a”, che probabilmente in origine era il _frigidarium_. Nel settore nord-est del sito sono tre ambienti ancora non indagati e di incerta funzione. Le fasi di interro vulcanoclastiche individuate nella campagna 2007 sono state confermate e sono state individuate le direttrici dei flussi, la principale da est (Somma-Vesuvio) verso ovest, la seconda da nord verso sud, con conseguente assottigliamento degli interri e raffinamento del materiale. Gli strati antropici sono tutti datati al V secolo d.C., sebbene in alcuni si noti la presenza di materiale di II e III secolo al loro interno. Ciò probabilmente corrisponde all’asportazione dei piani pavimentali di molti degli ambienti, che ha portato ad uno sconvolgimento dei cavi di fondazione. Gli approfondimenti sotto il livello di fondazione hanno però permesso di osservare uno spesso interro cineritico identificato con quello dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. L’interpretazione fornita dai vulcanologi è stata confermata dalla presenza di ceramica ed affreschi del I secolo d.C. sopra e sotto l’interro cineritico. Il _terminus post quem_ fornito dalle ceneri del 79 d.C. rinforza – insieme con il materiale residuale nei contesti di V – la datazione del complesso al II/III secolo d.C. Non è ancora chiaro se l’edificio sia un complesso termale autonomo o relativo ad una villa residenziale.
  • AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2009
    Per la campagna 2009 sono stati aperti numerosi saggi in diversi punti del sito. Nel settore sud-ovest sono stati aperti due saggi per delimitare con più precisione i calidaria “e” e “d”. Purtroppo quest’area ha sofferto della distruzione causata dai mezzi d’opera nel 1988 in modo maggiore rispetto al resto del sito. Infatti, tracce di benna meccanica sono state individuate sui piani pavimentali degli ipocausti e gli alzati sono stati quasi interamente erasi. Le aree nord ed est consentono invece di recuperare l’intera sequenza stratigrafica. A nord del prefurnio “g”, l’ambiente “h” (probabilmente il deposito del legname/carbone), è stato scavato interamente ed ha consentito di recuperare informazioni utili sia sulla natura dell’interro vulcanoclastico del 472 d.C., sia sul legname utilizzato per riscaldare gli ambienti termali. Al di sopra dell’ambiente “h” è la cisterna “i”, anch’essa scavata interamente. Dopo l’eruzione del 472, la cisterna è stata svuotata ed utilizzata, insieme con altre porzioni dell’area nord del sito, per poi essere sepolta dalle ceneri dell’eruzione del 505/512 d.C. All’interno di questo strato sono state ritrovate numerose foglie carbonizzate che, insieme con i campioni antracologici prelevati negli anni precedenti, consentono la ricostruzione delle coltivazioni tardoantiche in area vesuviana. Durante questa stagione è stato inoltre eseguito il campionamento delle malte e la scansione tridimensionale del sito.
  • AIAC_2477 - Masseria De Carolis - 2010
    Per la campagna 2010 l’indagine si è concentrata principalmente sul versante meridionale del sito, dove si trovano gli ambienti riscaldati delle terme ed il cortile ad essi antistante. Lo scavo all’interno del _calidarium_ “e” ha consentito di delinearne quasi interamente il perimetro. La stratigrafia al suo interno appariva ampiamente sconvolta dai lavori edili avvenuti al tempo della scoperta del sito, nel 1988. Ciononostante, al di sotto è stato rinvenuto il pavimento dell’ipocausto, in parte spoliato già in antico. Alcuni dei _sesquipedales_ sono provvisti del bollo laterizio “DVO DOM”, prodotto nelle fornaci dei fratelli _Domitius Lucanus_ e _Domitius Tullus_, attive fra il 60 ed il 93/4 d.C. Considerando che l’intero edificio è costruito sopra le ceneri del 79 d.C., è possibile datare l’intera struttura fra il 79 ed il 93/4 d.C. Questo dato è di particolare importanza per la comprensione delle attività di reinsediamento nell’area vesuviana dopo l’eruzione di Pompei. L’attività di scavo si è svolta anche nel cortile, pavimentato a cocciopesto, a sud degli ambienti termali. Qui la stratigrafia è stata intaccata meno dalla distruzione del 1988 e conserva ancora uno spesso strato vulcanoclastico pertinente all’eruzione del 472 d.C. Sotto di esso, sono state rinvenute due sepolture di infanti in anfora (LRA1 con titulus pictus, Keay LII), a poca distanza fra loro. Sono in corso analisi del DNA per verificarne l’eventuale parentela.
  • AIAC_815 - Regio VII.14 - 2006
    Oggetto della ricerca è l’ _insula_ 14 della _regio_ VII. Essa occupa una posizione periferica rispetto all’ipotetica “Altstadt” delineata da von Gerkan e dall’Eschebach, precisamente sul suo margine orientale. Il limite Nord-Est dell’ _insula_ per almeno un terzo è costituito, nella parte inferiore, da grossi blocchi squadrati di lava tenera posti a coltello, mentre la parte superiore è in _opus incertum_. Secondo le ipotesi formulate da Eschebach in base all’orientamento dell’ipogeo rinvenuto sotto la _natatio_ delle terme stabiane, lungo il lato nord dell’ _insula_, o immediatamente alle sue spalle, passerebbe l’antico asse viario, prima della sua rettifica in via dell’Abbondanza. La ricerca ha per obiettivo la definizione dell’insula al 79 d.C. e l’individuazione delle fasi pregresse a partire da quella caratterizzata dall’ipotetica “Altstadt”. A partire dal maggio 2002 hanno avuto inizio i lavori di rilevamento topografico, mentre le campagne di scavo sono cominciate nel 2004, e si sono susseguite, nel 2005 e 2006. Durante la prima campagna di scavo, sono stati eseguiti saggi stratigrafici nella casa ubicata al civico 14-16, negli ambienti 13, 14, 8 e 11. La scelta di eseguire saggi di scavo negli ambienti a nord è stata determinata dalla volontà di indagare le fondazioni del muro nord, realizzato in _opus quadratum_. La campagna del 2005 ha interessato, nella medesima casa, gli ambienti 12, e 7 e, un nuovo saggio di scavo è stato aperto nel _viridarium_ (15) della casa adiacente, sita al civico 9. L’ultima campagna di scavo, condotta nel 2006, è stata concentrata in quest’ultima _domus_, in particolare con saggi ubicati nel portico (23), negli ambienti 20, 21, e 22 e nell’ambiente termale (19). I dati sinora acquisiti e tutt’ora in fase di studio, forniscono nuovi elementi utili alla definizione delle fasi precedenti quella del 79 d.C. Il progetto di ricerca ha, inoltre finalità didattiche e formative per gli studenti del corso di Conservazione. (Antonio De Simone)