Nel settore meridionale del tracciato del Treno Alta Velocità, nell’area del lotto 10 è stato individuato un vasto abitato della facies di Palma Campania, nel quale sono state rimesse in luce diverse capanne tra le quali una rettangolare, orientata nord/ovest Sud/est con lato corto absidato, intorno alla quale erano evidenti tracce di strutture circolari e numerosi focolari. Tra la ceramica abbondano i frammenti pertinenti a grandi contenitori e all’interno dei buchi di palo si trovavano pesi di grandi dimensioni con fori passanti.
Al Bronzo medio appartengono fosse di scarico con materiale appenninico decorato ad intaglio.
Al di sotto dell’eruzione di Agnano 3, continua il rinvenimento dell’abitato eneolitico, che ha continuato a svilupparsi dopo l’ eruzione, evidenti infatti gli interventi di rinforzo alla struttura preesistente. Sono venuti alla luce una capanna circolare allungata di mt 9 x 8.5, con pali equidistanti e intorno tracce di altre strutture che potrebbero riferirsi ad altra capanna e a recinti con focolari intorno ai quali si sono recuperati numerosi frammenti ceramici, macine e fusaiole. L’area risulta frequentata fino al bronzo medio, documentato da numerosi pozzi.
Media
Name
Caivano, TAV, IV sottotratta, lotto 10
Year
2003
Summary
itNel settore meridionale del tracciato del Treno Alta Velocità, nell’area del lotto 10 è stato individuato un vasto abitato della facies di Palma Campania, nel quale sono state rimesse in luce diverse capanne tra le quali una rettangolare, orientata nord/ovest Sud/est con lato corto absidato, intorno alla quale erano evidenti tracce di strutture circolari e numerosi focolari. Tra la ceramica abbondano i frammenti pertinenti a grandi contenitori e all’interno dei buchi di palo si trovavano pesi di grandi dimensioni con fori passanti.
Al Bronzo medio appartengono fosse di scarico con materiale appenninico decorato ad intaglio.
itAl di sotto dell’eruzione di Agnano 3, continua il rinvenimento dell’abitato eneolitico, che ha continuato a svilupparsi dopo l’ eruzione, evidenti infatti gli interventi di rinforzo alla struttura preesistente. Sono venuti alla luce una capanna circolare allungata di mt 9 x 8.5, con pali equidistanti e intorno tracce di altre strutture che potrebbero riferirsi ad altra capanna e a recinti con focolari intorno ai quali si sono recuperati numerosi frammenti ceramici, macine e fusaiole. L’area risulta frequentata fino al bronzo medio, documentato da numerosi pozzi.
F. Zevi 2004, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2003, in Atti del XLIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2003), Taranto: 853-923.
V. Sampaolo 2005, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2004, in Atti del XLIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2004), Taranto: 663-705.