Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Date Range
1278 – 1343
1503 – 1734
1496 – 1496
1734 – 1900

Seasons

  • AIAC_2110 - Piazza Municipio; Castel Nuovo - 2000
    A Piazza Municipio gli scavi archeologici per la realizzazione della stazione sotterranea hanno evidenziato, nel fossato cinquecentesco della fortificazione di Castel Nuovo, il portico e le canalette fiancheggianti una strada angioina che collegava il centro antico della città alla Reggia. Sono stati, inoltre, identificati ulteriori resti di edifici coevi, probabilmente pertinenti a quei palazzi, noti dalle fonti, che Roberto d’Angiò fece costruire per i figli e ai quali dovevano affiancarsi quelli dei notabili del regno.
  • AIAC_2110 - Piazza Municipio; Castel Nuovo - 2003
    L’indagine ha messo in luce la prosecuzione delle strutture, già in parte individuate in precedenza, pertinenti al sistema di fortificazione di Castelnuovo, in particolare dei muri di delimitazione del terzo fossato, esterno alla cinta bastionata. Si sono individuate tre fasi costruttive delle strutture, dal primo impianto cinquecentesco, quando il muro di delimitazione del fossato presentava un’ampia curvatura in corrispondenza della torre circolare della cinta bastionata, alle ristrutturazioni settecentesche e ottocentesche. La parte dell’attuale piazza Municipio oggetto dell’indagine costituiva in età bassomedievale una zona aperta, non occupata da edifici, che invece dovevano interessare la zona adiacente, sia a nord che ad ovest di Castel Nuovo. All’interno dell’ingombro del fossato l’unica struttura di età bassomedievale rinvenuta è costituita da un sistema di pozzo-cisterna, il cui riempimento ha restituito vasi quasi integri in ceramica invetriata e protomaiolica insieme a reperti lignei. Le strutture bassomedievali poggiano su grossi accumuli naturali progressivi di natura eluviale, formatisi tra il VII e il XIII sec. d.C. Al di sotto di tali accumuli, nella parte centrale dello scavo, è venuto alla luce un percorso stradale orientato in direzione est-ovest - forse diramazione in direzione del porto di una via extramuraria - costruito su piani sabbiosi compattati, delimitato ai lati nord e sud da due massicciate derivate da macerie di materiale costruttivo. Si sono individuati dieci livelli di battuti sovrapposti, dalla metà del VI secolo d.C., al pieno VII secolo. A quest’ultima fase risale l’inserimento, al di sotto della strada, di due canalizzazioni parallele, probabilmente collegate all’acquedotto del Serino. La strada era fiancheggiata da sepolture, concentrate soprattutto nella zona meridionale. Si sono individuate 7 tombe “a cappuccina” prive di corredo, ma stratigraficamente databili tra la metà del VI e il VII secolo d.C. Ai lati del percorso stradale, soprattutto nella zona meridionale, si estendono piani coltivati con fosse per piante, palizzate di sostegno e canalizzazioni per il deflusso delle acque.
  • AIAC_2110 - Piazza Municipio; Castel Nuovo - 2004
    Lo scavo ha confermato che l’intera area indagata era occupata dal mare; nel bacino indagato, è venuta in luce una successione di fondali marini pertinenti alla zona più prossima alla ripa dove potevano penetrare ed attraccare barche di piccolo tonnellaggio. Fra m. 3 e 4,00 sotto l’attuale livello del mare, sono stati individuati i più recenti livelli sabbiosi relativi alla frequentazione del sito risalente al IV sec. d.C. Nella parte nord dell’area di scavo sono emersi pontili in legno di cui si conservano pali infissi nella sabbia. Per tale periodo l’esplorazione ha restituito numerosi materiali ceramici e vitrei. Al di sotto di questo livello è attestato nel corso del III secolo d.C. un momento di stasi in cui sono ormai abbandonate e obliterate le strutture del periodo precedente. Al I secolo d.C. risale un molo perpendicolare alla linea di costa, orientato in direzione est-ovest, costituito da una gettata di pietre calcaree messe in opera a secco, contenute da pali di legno infissi verticalmente. A nord della struttura sono emerse tre imbarcazioni: la prima, affondando, con la poppa penetra nella fiancata della seconda, danneggiandola. Le barche sembrano essere state dismesse vicine al molo nel corso del I secolo. d.C., i loro scafi si sono colmati con un livello di sabbia formatosi nel II secolo d.C. che ne determina la obliterazione totale. Su questo livello sono realizzati due pontili, i cui pali penetrano nelle barche ormai insabbiate, rompendone il fasciame. Due barche rientrano nella specie delle navi commerciali marittime (onerariae) utilizzate per un commercio di medio-piccolo cabotaggio. La terza barca è una più rara horeia, un barcone a fondo piatto con prua a specchio verticale, utilizzato per servitù portuale, per il carico e lo scarico delle merci oppure per la pesca. Per la fase di I e II secolo d.C. sono stati scoperti sul fondale numerosi reperti quasi integri. Inoltre si sono conservati in gran numero oggetti e strumenti in materiale organico: attrezzature di barche, strumenti da pesca e da lavoro. Agli inizi del V secolo d.C., i fenomeni di impaludamento e insabbiamento determinano l’abbandono di questa parte del bacino portuale e l’avanzamento della linea di costa.
  • AIAC_2110 - Piazza Municipio; Castel Nuovo - 2005
    Si indagano le strutture della fortificazione esterna di Castel Nuovo e delle sue successive trasformazioni fino alla fine del XIX secolo. Gli elementi più antichi sono stati individuati finora ad ovest di Castel Nuovo e sono costituiti da una torre circolare, legata ad una cortina orientata in direzione est/ovest, che presenta un rivestimento in blocchi modanati di piperno. Le strutture possono essere messe in relazione con la cosiddetta porta della cittadella aragonese. Lo scavo ha inoltre portato alla luce tratti dei muri occidentali e settentrionali della cinta bastionata collegati al Torrione dell’Incoronata. All’interno del Torrione è venuto in luce un ambiente voltato; a sud esso è in comunicazione con un cunicolo, anch’esso voltato, orientato nord/sud, il cui piano di calpestio è costituito da una rampa pavimentata in laterizi intervallati da grossi blocchi rettangolari di pietra lavica posti di taglio e con l’estremità arrotondata. La rampa, carrabile, consentiva i collegamenti all’interno della torre e il passaggio dal secondo fossato. L’area delimitata dal secondo fossato nel settore nord-occidentale della cinta bastionata è occupata da una serie di edifici già dall’età vicereale. Infine, nell’angolo sud-est di piazza Municipio, in corrispondenza dell’incrocio con via C. Colombo è stato condotto un saggio di scavo finalizzato a verificare l’esatta localizzazione e lo stato di conservazione del Torrione/Baluardo del Molo della fortificazione. Al di sotto del manto stradale attuale è subito affiorata la superficie del nucleo in opera cementizia del baluardo, verosimilmente riferibile alla fase cinquecentesca. A sistemazioni successive dell’area, effettuate nel XIX secolo risalgono, invece, due imponenti gallerie di raccolta delle acque pluviali, voltate a botte e tra loro comunicanti, che sfruttano il nucleo cementizio del Torrione intaccandone il paramento settentrionale.
  • AIAC_2110 - Piazza Municipio; Castel Nuovo - 2006
    A piazza Municipio sono proseguiti i lavori di scavo archeologico intorno Castel Nuovo. L’indagine è continuata con l’esplorazione della parte nord-occidentale della cinta bastionata che circondava il secondo fossato e gli edifici sorti al suo interno, già in parte messi in evidenza. E’ stato individuato il muro di delimitazione del primo fossato del castello, in parte ricalcato da quello attuale, costituito da una bassa struttura merlata, risalente al periodo della ristrutturazione di Castel Nuovo voluta da Alfonso d’Aragona. Il suo paramento è conservato sul lato Nord fin quasi alla sommità, mentre sul lato Sud solo dalla quota di ca. m 4,75 s.l.m. per un’altezza di ca. m 3,10, poiché intaccato da rifacimenti moderni. Tale muro fu rispettato anche con la realizzazione del recinto a bastioni di epoca vicereale nel XVI secolo. Lo scavo ha rivelato che, in tale periodo, esso in parte delimitava a Sud un piano inclinato, il quale si estendeva fino al fronte meridionale degli ambienti presenti nel secondo fossato e costituiva uno dei percorsi utilizzati per gli spostamenti all’interno dei fossati e i collegamenti tra questi e Castel Nuovo. Questa rampa, individuata da una serie di battuti sovrapposti, con solchi impressi sulla loro superficie dal passaggio dei carri, databili dal XVI al XIX secolo, era connessa con la porta della cosiddetta cittadella aragonese. Al disotto di questi piani di calpestio lo scavo ha messo in luce una sequenza stratigrafica di macerie, che obliterano strutture più antiche, per le quali un’indicazione cronologica è fornita dal rinvenimento nei livelli di obliterazione di ceramica databile al XV secolo. E’ proseguita anche l’indagine all’interno degli edifici sorti nel secondo fossato. I locali, pertinenti a queste strutture, svolgevano la funzione di depositi per munizioni, come dimostrano le palle di cannone in ferro e in calcare recuperate nel corso dello scavo. Anche se sono databili tra la fine del XVI e il XVII secolo, il proseguimento delle ricerche sta rivelando fasi precedenti con un uso differente e una diversa organizzazione planimetrica della zona.

Media

Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Year
2000
Summary
it A Piazza Municipio gli scavi archeologici per la realizzazione della stazione sotterranea hanno evidenziato, nel fossato cinquecentesco della fortificazione di Castel Nuovo, il portico e le canalette fiancheggianti una strada angioina che collegava il centro antico della città alla Reggia. Sono stati, inoltre, identificati ulteriori resti di edifici coevi, probabilmente pertinenti a quei palazzi, noti dalle fonti, che Roberto d’Angiò fece costruire per i figli e ai quali dovevano affiancarsi quelli dei notabili del regno.
en Archaeological excavations undertaken in Piazza Municipio during the construction of an underground station identified, in the 16th century ditch of the fortifications of Castel Nuovo, the portico and channels alongside an Angevin road linking the ancient town centre to the Reggia. Moreover, further remains of contemporary buildings were identified, probably relating to the palaces, known from the sources, which Robert of Anjou had built for his children and which must have stood alongside those belonging to the notables of the kingdom.
Summary Author
Stefano De Caro
Team
Archaeologist - B. Roncella
Archaeologist - S. Febbraro
Archaeologist - V. Carsana

Media

Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Year
2003
Summary
it L’indagine ha messo in luce la prosecuzione delle strutture, già in parte individuate in precedenza, pertinenti al sistema di fortificazione di Castelnuovo, in particolare dei muri di delimitazione del terzo fossato, esterno alla cinta bastionata. Si sono individuate tre fasi costruttive delle strutture, dal primo impianto cinquecentesco, quando il muro di delimitazione del fossato presentava un’ampia curvatura in corrispondenza della torre circolare della cinta bastionata, alle ristrutturazioni settecentesche e ottocentesche.

La parte dell’attuale piazza Municipio oggetto dell’indagine costituiva in età bassomedievale una zona aperta, non occupata da edifici, che invece dovevano interessare la zona adiacente, sia a nord che ad ovest di Castel Nuovo. All’interno dell’ingombro del fossato l’unica struttura di età bassomedievale rinvenuta è costituita da un sistema di pozzo-cisterna, il cui riempimento ha restituito vasi quasi integri in ceramica invetriata e protomaiolica insieme a reperti lignei.

Le strutture bassomedievali poggiano su grossi accumuli naturali progressivi di natura eluviale, formatisi tra il VII e il XIII sec. d.C.

Al di sotto di tali accumuli, nella parte centrale dello scavo, è venuto alla luce un percorso stradale orientato in direzione est-ovest - forse diramazione in direzione del porto di una via extramuraria - costruito su piani sabbiosi compattati, delimitato ai lati nord e sud da due massicciate derivate da macerie di materiale costruttivo. Si sono individuati dieci livelli di battuti sovrapposti, dalla metà del VI secolo d.C., al pieno VII secolo. A quest’ultima fase risale l’inserimento, al di sotto della strada, di due canalizzazioni parallele, probabilmente collegate all’acquedotto del Serino.
La strada era fiancheggiata da sepolture, concentrate soprattutto nella zona meridionale. Si sono individuate 7 tombe “a cappuccina” prive di corredo, ma stratigraficamente databili tra la metà del VI e il VII secolo d.C.

Ai lati del percorso stradale, soprattutto nella zona meridionale, si estendono piani coltivati con fosse per piante, palizzate di sostegno e canalizzazioni per il deflusso delle acque.
en Investigations revealed the continuation of the structures, partially uncovered previously, belonging to the system of fortifications of Castel Nuovo, in particular the walls delimiting the third ditch outside the bastioned circuit wall. Three construction phases were identified, from the earliest which was the 16th century layout, when the wall delimiting the ditch presented an ample curve in correspondence with the circular tower of the bastioned wall, to the 18th and 19th century restructuring.

In the late medieval period the part of the present piazza Municipio that was investigated was an open area, free of buildings, which must instead have occupied the adjacent zone, both to the north and west of Castel Nuovo. Inside the bulk of the ditch the only early medieval structure found was a well-cistern whose fill produced almost intact glazed and proto-majolica vases together with wooden finds.

The late medieval structures rested on large natural progressive accumulations of an alluvial nature, formed between the 7th and 13th century.

Below these accumulations, in the central part of the excavation, a road on an east-west alignment came to light. This was perhaps a branch of an extra-mural road that headed towards the port. It was constructed on compact sandy layers, delimited to the north and south by two roadbeds of building rubble. Ten levels of overlying beaten surfaces were identified, dating from the mid 6th century A.D. to the full 8th century A.D. The insertion of two parallel channels below the road, probably linked to the Serino aqueduct, dated to this latter phase.
The road was flanked by burials, mainly concentrated in the southern area. Seven “a cappuccina” tombs were identified. In the absence of grave goods, the stratigraphy dated them to between the mid 6th and the 7th century A.D.

Cultivated areas with holes for plants, supporting fences and channels for water drainage extended along the sides of the road, especially in the southern zone.
Summary Author
Fausto Zevi
Team
Archaeologist - B. Roncella
Archaeologist - S. Febbraro
Archaeologist - V. Carsana

Media

Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Year
2004
Summary
it Lo scavo ha confermato che l’intera area indagata era occupata dal mare; nel bacino indagato, è venuta in luce una successione di fondali marini pertinenti alla zona più prossima alla ripa dove potevano penetrare ed attraccare barche di piccolo tonnellaggio. Fra m. 3 e 4,00 sotto l’attuale livello del mare, sono stati individuati i più recenti livelli sabbiosi relativi alla frequentazione del sito risalente al IV sec. d.C. Nella parte nord dell’area di scavo sono emersi pontili in legno di cui si conservano pali infissi nella sabbia. Per tale periodo l’esplorazione ha restituito numerosi materiali ceramici e vitrei.

Al di sotto di questo livello è attestato nel corso del III secolo d.C. un momento di stasi in cui sono ormai abbandonate e obliterate le strutture del periodo precedente.
Al I secolo d.C. risale un molo perpendicolare alla linea di costa, orientato in direzione est-ovest, costituito da una gettata di pietre calcaree messe in opera a secco, contenute da pali di legno infissi verticalmente.

A nord della struttura sono emerse tre imbarcazioni: la prima, affondando, con la poppa penetra nella fiancata della seconda, danneggiandola.
Le barche sembrano essere state dismesse vicine al molo nel corso del I secolo. d.C., i loro scafi si sono colmati con un livello di sabbia formatosi nel II secolo d.C. che ne determina la obliterazione totale. Su questo livello sono realizzati due pontili, i cui pali penetrano nelle barche ormai insabbiate, rompendone il fasciame.

Due barche rientrano nella specie delle navi commerciali marittime (onerariae) utilizzate per un commercio di medio-piccolo cabotaggio. La terza barca è una più rara horeia, un barcone a fondo piatto con prua a specchio verticale, utilizzato per servitù portuale, per il carico e lo scarico delle merci oppure per la pesca.
Per la fase di I e II secolo d.C. sono stati scoperti sul fondale numerosi reperti quasi integri. Inoltre si sono conservati in gran numero oggetti e strumenti in materiale organico: attrezzature di barche, strumenti da pesca e da lavoro.

Agli inizi del V secolo d.C., i fenomeni di impaludamento e insabbiamento determinano l’abbandono di questa parte del bacino portuale e l’avanzamento della linea di costa.
en The excavation confirmed that the entire area had been occupied by the sea. In the basin investigated a succession of sea beds came to light belonging to the area closest to the bank where boats of low tonnage could enter and moor. Between 3 and 4.00 m below the present sea level, the latest sandy levels relating to 6th century A.D. occupation of the site were identified. In the northern part of the excavation the remains of wooden wharfs came to light of which the uprights embedded in the sand were preserved. The exploration produced numerous pottery and glass finds for this period.

Below this level was evidence of a moment of stasis during the 3rd century A.D. when the structures of the preceding period were abandoned and obliterated.
A quay at right angles to the coastline dated to the 1st century A.D. On an east-west alignment it was constituted by a dump of limestone rocks put together using the dry-stone technique and contained by vertical wooden posts.

North of this structure three boats emerged: the first as it sank penetrated the flank of the second with its prow, thus damaging it.
The boats seemed to have been abandoned close to the quay during the 1st century A.D. Their hulls were filled by the layers of sand that had formed in the 2nd century A.D. causing their complete obliteration. It was on this level that the two wharfs were constructed, their uprights penetrating the boats, by then covered with sand, breaking their planking.

Two of the boats were commercial maritime vessels ( _onerariae_ ) used for small-medium sized coastal trading. The third was a rarer horeia, a large vessel with a flat bottom and prow with a vertical shaft. These were used in the port for loading and unloading cargo or for fishing.
For the 1st and 2nd century A.D. phases many almost intact finds were discovered on the seabed. Furthermore, a great number of artefacts and instruments made of organic materials were preserved: boat equipment, fishing and work implements.

At the beginning of the 5th century A.D. silting and swamping occasioned the abandonment of this part of the harbour basin and the advance of the coastline.
Summary Author
Valeria Sampaolo
Team
Archaeologist - B. Roncella
Archaeologist - S. Febbraro
Archaeologist - V. Carsana

Media

Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Year
2005
Summary
it Si indagano le strutture della fortificazione esterna di Castel Nuovo e delle sue successive trasformazioni fino alla fine del XIX secolo.

Gli elementi più antichi sono stati individuati finora ad ovest di Castel Nuovo e sono costituiti da una torre circolare, legata ad una cortina orientata in direzione est/ovest, che presenta un rivestimento in blocchi modanati di piperno. Le strutture possono essere messe in relazione con la cosiddetta porta della cittadella aragonese. Lo scavo ha inoltre portato alla luce tratti dei muri occidentali e settentrionali della cinta bastionata collegati al Torrione dell’Incoronata.

All’interno del Torrione è venuto in luce un ambiente voltato; a sud esso è in comunicazione con un cunicolo, anch’esso voltato, orientato nord/sud, il cui piano di calpestio è costituito da una rampa pavimentata in laterizi intervallati da grossi blocchi rettangolari di pietra lavica posti di taglio e con l’estremità arrotondata. La rampa, carrabile, consentiva i collegamenti all’interno della torre e il passaggio dal secondo fossato.

L’area delimitata dal secondo fossato nel settore nord-occidentale della cinta bastionata è occupata da una serie di edifici già dall’età vicereale.

Infine, nell’angolo sud-est di piazza Municipio, in corrispondenza dell’incrocio con via C. Colombo è stato condotto un saggio di scavo finalizzato a verificare l’esatta localizzazione e lo stato di conservazione del Torrione/Baluardo del Molo della fortificazione.
Al di sotto del manto stradale attuale è subito affiorata la superficie del nucleo in opera cementizia del baluardo, verosimilmente riferibile alla fase cinquecentesca.
A sistemazioni successive dell’area, effettuate nel XIX secolo risalgono, invece, due imponenti gallerie di raccolta delle acque pluviali, voltate a botte e tra loro comunicanti, che sfruttano il nucleo cementizio del Torrione intaccandone il paramento settentrionale.
en An investigation was made of the structures of the external fortifications of Castel Nuovo and successive transformations until the end of the19th century. The earliest elements found to date were situated west of the Castel Nuovo and comprised a circular tower linked to a curtain wall on an east-west alignment, faced with moulded blocks of piperno (lava stone). The structures can be associated with the so-called gate of the Aragonese citadel. The excavation also brought to light stretches of the western and northern walls of the bastioned town wall linked to the Torrione dell’Incoronata.

Inside the tower a vaulted room came to light; to the south it communicated with a cuniculus which was also vaulted. The latter was on a north-south alignment and its floor was constituted by a ramp paved in bricks interspersed with large rectangular blocks of lava stone placed edge up and with rounded ends. The ramp was suitable for carts and permitted communication inside the tower and passage from the second ditch.

The area delimited by the second ditch in the north-western sector of the bastioned town wall was already occupied in the Viceroy’s period by a series of buildings.

Lastly, in the south-eastern corner of piazza Municipio, in correspondence with the crossroads with via C. Colombo a trench was dug with the aim of checking the exact location of and the state of preservation of the Tower/Bastion del Molo of the fortification.
The surface of the _opus caementicium_ core of the bastion appeared immediately below the present road. This probably dated to the 16th century phase.
Two imposing barrel vaulted communicating tunnels for rainwater collection dated to later restructuring of the area, undertaken during the 19th century. The construction of the tunnels made use of the cement nucleus of the bastion by cutting into its northern facing.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Team
Archaeologist - B. Roncella
Archaeologist - S. Febbraro
Archaeologist - V. Carsana

Media

Name
Piazza Municipio; Castel Nuovo
Year
2006
Summary
it A piazza Municipio sono proseguiti i lavori di scavo archeologico intorno Castel Nuovo.
L’indagine è continuata con l’esplorazione della parte nord-occidentale della cinta bastionata che circondava il secondo fossato e gli edifici sorti al suo interno, già in parte messi in evidenza. E’ stato individuato il muro di delimitazione del primo fossato del castello, in parte ricalcato da quello attuale, costituito da una bassa struttura merlata, risalente al periodo della ristrutturazione di Castel Nuovo voluta da Alfonso d’Aragona. Il suo paramento è conservato sul lato Nord fin quasi alla sommità, mentre sul lato Sud solo dalla quota di ca. m 4,75 s.l.m. per un’altezza di ca. m 3,10, poiché intaccato da rifacimenti moderni.

Tale muro fu rispettato anche con la realizzazione del recinto a bastioni di epoca vicereale nel XVI secolo. Lo scavo ha rivelato che, in tale periodo, esso in parte delimitava a Sud un piano inclinato, il quale si estendeva fino al fronte meridionale degli ambienti presenti nel secondo fossato e costituiva uno dei percorsi utilizzati per gli spostamenti all’interno dei fossati e i collegamenti tra questi e Castel Nuovo. Questa rampa, individuata da una serie di battuti sovrapposti, con solchi impressi sulla loro superficie dal passaggio dei carri, databili dal XVI al XIX secolo, era connessa con la porta della cosiddetta cittadella aragonese. Al disotto di questi piani di calpestio lo scavo ha messo in luce una sequenza stratigrafica di macerie, che obliterano strutture più antiche, per le quali un’indicazione cronologica è fornita dal rinvenimento nei livelli di obliterazione di ceramica databile al XV secolo.

E’ proseguita anche l’indagine all’interno degli edifici sorti nel secondo fossato. I locali, pertinenti a queste strutture, svolgevano la funzione di depositi per munizioni, come dimostrano le palle di cannone in ferro e in calcare recuperate nel corso dello scavo. Anche se sono databili tra la fine del XVI e il XVII secolo, il proseguimento delle ricerche sta rivelando fasi precedenti con un uso differente e una diversa organizzazione planimetrica della zona.
en Excavations continued around Castel Nuovo in piazza Municipio.
The investigation continued with the exploration of the north-western part of the bastioned wall surrounding the second ditch and the buildings inside it, already partly uncovered. The wall delimiting the castle’s first ditch, the line of which is partly retraced by the present wall, was identified. This was a low crenellated structure dating to the restructuring of Castel Nuovo ordered by Alfonso d’Aragona. The facing was preserved on the north side almost to the top, whilst on the south side it was preserved from circa 4.75 m a.s.l. to a height of circa 3.10 m as it was cut into by modern reconstruction.

This wall was respected even when the bastioned wall was built in the period of the Viceroy in the 16th century. The excavation revealed that, in this period, to the south it partly delimited a sloped surface which extended as far as the southern frontage of the rooms present in the second ditch and constituted one of the routes used for movement inside the ditches and communication between the latter and Castel Nuovo. This ramp, identified by a series of overlying beaten surfaces, with cart tracks impressed in their surfaces, datable to the 16th-19th century, was linked to the gate of the so-called Aragonese citadel. Below these floor levels the excavation revealed a stratigraphic sequence of rubble, obliterating earlier structures for which a date was indicated by the 15th century pottery found in the obliteration layers.

Investigation also continued inside the building which stood in the second ditch. The rooms, belonging to these structures, functioned as arms stores, as attested by iron and limestone cannonballs found during the excavation. Although dating to between the end of the 16th and the 17th century, the continued research has begun to reveal earlier phases with different functions and a different layout of the area.
Summary Author
Maria Luisa Nava
Team
Archaeologist - B. Roncella
Archaeologist - S. Febbraro
Archaeologist - V. Carsana

Media

  • Zevi 2004
    F. Zevi 2004, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2003, in Atti del XLIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2003), Taranto: 853-923.
  • Nava 2006
    M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
  • Nava 2007
    M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.
  • De Caro 2001
    S. De Caro 2001, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2000, in Atti del XL Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2000), Taranto: 865-905.

Location

Ancient Site Name
Neapolis
Location
Napoli
Easting
14.252991
Northing
40.841619