- Item
- AIAC_2120
- Name
- Via S. Paolo, via dell’Anticaglia
- Date Range
- 90 – 120
- 500 – 1500
- 1600 – 2000
Seasons
-
AIAC_2120 - Via S. Paolo, via dell’Anticaglia - 2000Di grandissima importanza appaiono i risultati di un saggio effettuato in un cuneo nella media cavea del teatro di _Neapolis_; per esaminare strati archeologici non inquinati da interventi moderni, è stato asportato un pavimento in cocciopesto, che sigillava l’ultima fase di uso e si è potuto così finalmente determinare che il cuneo e le sue murature a specchiature in opera reticolata sono databili tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C.; la ceramica e la presenza nello strato di riempimento di due monete di bronzo di Domiziano non lasciano, infatti, dubbi su tale cronologia. E’ stata, inoltre, individuata una precedente fase costruttiva del cuneo, anch’essa in opera reticolata, verosimilmente di età augustea, sulla quale la successiva si imposta esattamente, inglobandone i resti murari fondati nel banco di cenerite. Se queste strutture sottostanti sono da identificarsi nel teatro in cui si esibì Nerone, e quelle sovrastanti costituiscono il rifacimento in epoca flavia dopo la distruzione del precedente causata dal terremoto, è chiaro che il teatro greco va ricercato altrove. L'edificio teatrale, come oggi lo conosciamo, scenograficamente collegato al Foro, mediante la _porticus post scaenam_, si conferma dunque come uno dei più qualificanti interventi romani sul tessuto urbanistico di Napoli.
-
AIAC_2120 - Via S. Paolo, via dell’Anticaglia - 2004Continuano le indagini nel Teatro Antico, condotte in un settore tra via S. Paolo e via Anticaglia, con il raggiungimento delle quote pavimentali di epoca romana in un’area comprendente un tratto dell’ambulacro interno, tre cunei ed il tratto oggi accessibile di uno dei _vomitoria_ esterni. Lo scavo ha intercettato i piani di epoca romana a circa 3 metri di profondità; un progressivo innalzamento dei piani si data a partire dal VI secolo d.C., periodo, in cui il teatro fu oggetto di un definitivo abbandono che portò all’obliterazione degli ambienti con immondezzai e potenti scarichi di materiali di risulta. Una radicale trasformazione dell’area si registra nel corso del XV secolo, quando sulle sue rovine si costruisce un edificio, forse a carattere residenziale, che subirà nel corso del XVII secolo le modifiche architettoniche di cui il palazzo attualmente visibile è testimonianza. Lo scavo interessa i due cunei e parte dell’ambulacro esterni. Qui sono state individuate le strutture di sostegno di una scala, priva delle gradinate, forse in fase con la ristrutturazione di epoca flavia del teatro. La struttura si compone di due rampe, disposte su cunei adiacenti, e di un ballatoio intermedio che, tramite una porta di comunicazione, consentiva il passaggio da un cuneo all’altro. Le rampe poggiano su volte a botte rampanti, poste a copertura di due ambienti di servizio realizzati in opera mista e con pavimentazione in cocciopesto. La rimozione del tompagno di una nicchia realizzata in epoca post antica nell’ambulacro ha consentito di recuperare, reimpiegato nella struttura muraria, un pregevole capitello corinzio in marmo bianco, databile probabilmente entro la prima metà del I secolo d.C. E’ ipotizzabile che si tratti di un elemento della decorazione architettonica dell’edificio teatrale, forse quella della fase di età augustea indiziata solo da brevi tratti di fondazione emersi in saggi preliminari.
-
AIAC_2120 - Via S. Paolo, via dell’Anticaglia - 2005L’indagine archeologica condotta nel fabbricato di via S. Paolo 4 è volta al completamento dello scavo del settore occidentale del teatro, con il raggiungimento delle quote pavimentali di epoca romana, comprendente un tratto dell’ambulacro interno, quattro cunei, due interni e due esterni, e il tratto di uno dei _vomitoria_ interni. Nell’ambulacro interno, una volta individuati e asportati i piani di frequentazione di epoca contemporanea e messi in luce gli interventi edilizi tardo ottocenteschi, è stato evidenziato il piano di frequentazione dell’ambulacro in uso nel XV e XVI secolo. Va segnalata, sul lato settentrionale, l’esistenza di una piccola vasca di fontana addossata ad un tompagno in opera laterizia che riutilizza _cubilia_ e un elemento floreale antico in marmo bianco. Sono stati in seguito individuati i livelli di interro, probabilmente di età alto medievale, da mettere in relazione con attività di recupero di materiali edilizi. Le indagini hanno chiarito l’articolazione delle pareti, la sequenza dei cunei e dei vomitoria, e rivelato i livelli d’uso più recenti di questa parte del monumento. Sulla parete est, in opera laterizia, sono localizzati uno dei _vomitoria_ interni, e due dei cunei di sostegno della media cavea; sulla parete ovest si apre il _vomitorium_ esterno e sono ricavate due larghe nicchie che fronteggiano i cunei della parete opposta. In alcune zone è stato messo in luce un massetto di calce, in fase con un sistema di canalizzazione delle acque in pietra lavica, costruito davanti alle nicchie. Connessa alla stessa fase è la decorazione pittorica delle pareti. Essa è realizzata su più registri imitanti il marmo cipollino con una suddivisione in riquadri e fasce di colore rosso. L’interno delle nicchie è provvisto di decorazione a finto marmo di colore verde. Infine è stato riportato alla luce, immediatamente al di sotto del basolato del cortile del palazzo, un pilastro della fronte dell’ambulacro esterno.
-
AIAC_2120 - Via S. Paolo, via dell’Anticaglia - 2006Continuano le indagini finalizzate al restauro e alla valorizzazione del teatro antico di _Neapolis_ con l’esplorazione di due _vomitoria_ esterni, di un ampio tratto dell’ambulacro interno e di un cuneo esterno. Ė stata integralmente esplorata anche una necropoli di epoca alto medievale, costituita da sei celle funerarie contigue con deposizioni multiple, che occupa un _vomitorium_ esterno, ubicato nel settore del teatro. L’insieme dei reperti ceramici e di ornamento personale individuati all’interno delle sepolture si colloca omogeneamente nell’ambito del VII sec. d.C. e trova confronti puntuali con i materiali ceramici rinvenuti in altri scavi napoletani e con oggetti tipici di contesti dell’età bizantina. Smontate le celle funerarie, è stato riconosciuto un più antico livello di sepolture, rappresentato da casse di tegole e fosse terragne. Ė stato inoltre completato lo scavo dell’ambulacro interno, dove sono stati asportati gli strati di scarichi o immondezzai riferibili alla fase di abbandono dell’edificio che sembra circoscrivibile tra la fine del V e la prima metà del VI sec. d.C. E’ stato individuato anche un sistema di raccolta delle acque, realizzato con una canaletta in pietra lavica, che si snoda, a partire dai _vomitoria_ mediani, lungo il lato Ovest dell’ambulacro fino ai punti di raccolta e scorrimento, costituiti da canali di scolo presenti al centro dei piani pavimentali di nicchie, poste la parete del corridoio. Al disotto di questo, e in fase con esso, è stato parzialmente esplorato il condotto per il deflusso delle acque dalla _summa cavea_, realizzato in _opus mixtum_ con piano di scorrimento in _bipedales_ e copertura a volta in _opus coementicium_. Va infine segnalata, nella zona di via Anticaglia, la scoperta di un altro _vomitorium_ e di un ambiente sottostante al suo piano pavimentale: il vano è costruito con grossi conci irregolari rettangolari allettati in abbondante malta e dotato di una volta rampante a botte.
Media
- Name
- Via S. Paolo, via dell’Anticaglia
- Year
- 2000
- Summary
-
it
Di grandissima importanza appaiono i risultati di un saggio effettuato in un cuneo nella media cavea del teatro di _Neapolis_; per esaminare strati archeologici non inquinati da interventi moderni, è stato asportato un pavimento in cocciopesto, che sigillava l’ultima fase di uso e si è potuto così finalmente determinare che il cuneo e le sue murature a specchiature in opera reticolata sono databili tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C.; la ceramica e la presenza nello strato di riempimento di due monete di bronzo di Domiziano non lasciano, infatti, dubbi su tale cronologia.
E’ stata, inoltre, individuata una precedente fase costruttiva del cuneo, anch’essa in opera reticolata, verosimilmente di età augustea, sulla quale la successiva si imposta esattamente, inglobandone i resti murari fondati nel banco di cenerite. Se queste strutture sottostanti sono da identificarsi nel teatro in cui si esibì Nerone, e quelle sovrastanti costituiscono il rifacimento in epoca flavia dopo la distruzione del precedente causata dal terremoto, è chiaro che il teatro greco va ricercato altrove. L'edificio teatrale, come oggi lo conosciamo, scenograficamente collegato al Foro, mediante la _porticus post scaenam_, si conferma dunque come uno dei più qualificanti interventi romani sul tessuto urbanistico di Napoli. -
en
The results from an excavation in the _cuneo_ of the _media cavea_ of the theatre of _Neapolis_ appear to be of great significance. In order to examine archaeological layers that had not been contaminated by modern interventions an _opus signinum_ floor sealing the latest occupation phase was removed. Thus it was determined that the _cuneo_ and its _opus reticulatum_ walls with brick framing were datable to the end of the 1st-beginning of the 2nd century A.D. In fact, the pottery and the presence in the fill of two bronze coins of Domitian left no doubts about this dating.
Furthermore, an earlier construction phase of the _cuneo_ was identified, also in _opus reticulatum_, probably of Augustan date, precisely on top of which the subsequent phase was constructed, incorporating the remains of the earlier walls that stood on the ash bank. If these underlying structures can be identified as the theatre in which Nero performed, and the overlying ones as the Flavian reconstruction following the destruction of the earlier one by an earthquake, then it is clear that the Greek theatre must be sought elsewhere. The theatre building, as known today, was linked scenographically to the forum via the _porticus post scaenam_. It was one of the most skilled of the Roman interventions on the urban fabric of _Neapolis_. - Summary Author
- Stefano De Caro
Media
- Name
- Via S. Paolo, via dell’Anticaglia
- Year
- 2004
- Summary
-
it
Continuano le indagini nel Teatro Antico, condotte in un settore tra via S. Paolo e via Anticaglia, con il raggiungimento delle quote pavimentali di epoca romana in un’area comprendente un tratto dell’ambulacro interno, tre cunei ed il tratto oggi accessibile di uno dei _vomitoria_ esterni.
Lo scavo ha intercettato i piani di epoca romana a circa 3 metri di profondità; un progressivo innalzamento dei piani si data a partire dal VI secolo d.C., periodo, in cui il teatro fu oggetto di un definitivo abbandono che portò all’obliterazione degli ambienti con immondezzai e potenti scarichi di materiali di risulta. Una radicale trasformazione dell’area si registra nel corso del XV secolo, quando sulle sue rovine si costruisce un edificio, forse a carattere residenziale, che subirà nel corso del XVII secolo le modifiche architettoniche di cui il palazzo attualmente visibile è testimonianza.
Lo scavo interessa i due cunei e parte dell’ambulacro esterni. Qui sono state individuate le strutture di sostegno di una scala, priva delle gradinate, forse in fase con la ristrutturazione di epoca flavia del teatro. La struttura si compone di due rampe, disposte su cunei adiacenti, e di un ballatoio intermedio che, tramite una porta di comunicazione, consentiva il passaggio da un cuneo all’altro.
Le rampe poggiano su volte a botte rampanti, poste a copertura di due ambienti di servizio realizzati in opera mista e con pavimentazione in cocciopesto. La rimozione del tompagno di una nicchia realizzata in epoca post antica nell’ambulacro ha consentito di recuperare, reimpiegato nella struttura muraria, un pregevole capitello corinzio in marmo bianco, databile probabilmente entro la prima metà del I secolo d.C. E’ ipotizzabile che si tratti di un elemento della decorazione architettonica dell’edificio teatrale, forse quella della fase di età augustea indiziata solo da brevi tratti di fondazione emersi in saggi preliminari. -
en
Investigation of the ancient theatre continued in the sector between via S. Paolo and via Anticaglia. Roman floor levels were reached in an area that included a stretch of the internal ambulatory, three _cunei_ and the stretch that is today accessible from one of the external _vomitoria_.
The excavation intercepted the Roman floors at a depth of circa 3 m. A progressive rise in floor levels dated from the 6th century A.D. onwards, a period in which the theatre was definitively abandoned and its spaces filled with rubbish and vast dumps of material. The area underwent a radical transformation during the 15th century when a building, perhaps residential, was constructed on its ruins. During the 17th century this underwent architectural modifications resulting in the apartment building visible today.
The excavation examined two _cunei_ and part of the external ambulatory. Here the supporting structures of a staircase without the steps were found. This may have been in phase with the Flavian reconstruction of the theatre. The structure comprised two ramps, built on adjacent _cunei_, and a intermediate landing which, via a door consented movement from one _cuneo_ to another.
The ramps rested on ascending barrel vaults, which functioned as the roof to two service chambers built in _opus mixtum_ and with _opus signinum_ floors. The removal of the facing from the wall of a niche constructed in the post antique period in the ambulatory, led to the recovery of a precious white marble Corinthian capital, probably datable to within the first half of the 1st century A.D., that had been reused in the wall. It may be suggested that this was an element from the architectural decoration of the theatre building, perhaps that of the Augustan phase that is indicated only by the short stretches of foundations that emerged in the trial trenches. - Summary Author
- Valeria Sampaolo
Media
- Name
- Via S. Paolo, via dell’Anticaglia
- Year
- 2005
- Summary
-
it
L’indagine archeologica condotta nel fabbricato di via S. Paolo 4 è volta al completamento dello scavo del settore occidentale del teatro, con il raggiungimento delle quote pavimentali di epoca romana, comprendente un tratto dell’ambulacro interno, quattro cunei, due interni e due esterni, e il tratto di uno dei _vomitoria_ interni.
Nell’ambulacro interno, una volta individuati e asportati i piani di frequentazione di epoca contemporanea e messi in luce gli interventi edilizi tardo ottocenteschi, è stato evidenziato il piano di frequentazione dell’ambulacro in uso nel XV e XVI secolo. Va segnalata, sul lato settentrionale, l’esistenza di una piccola vasca di fontana addossata ad un tompagno in opera laterizia che riutilizza _cubilia_ e un elemento floreale antico in marmo bianco.
Sono stati in seguito individuati i livelli di interro, probabilmente di età alto medievale, da mettere in relazione con attività di recupero di materiali edilizi.
Le indagini hanno chiarito l’articolazione delle pareti, la sequenza dei cunei e dei vomitoria, e rivelato i livelli d’uso più recenti di questa parte del monumento. Sulla parete est, in opera laterizia, sono localizzati uno dei _vomitoria_ interni, e due dei cunei di sostegno della media cavea; sulla parete ovest si apre il _vomitorium_ esterno e sono ricavate due larghe nicchie che fronteggiano i cunei della parete opposta. In alcune zone è stato messo in luce un massetto di calce, in fase con un sistema di canalizzazione delle acque in pietra lavica, costruito davanti alle nicchie. Connessa alla stessa fase è la decorazione pittorica delle pareti. Essa è realizzata su più registri imitanti il marmo cipollino con una suddivisione in riquadri e fasce di colore rosso. L’interno delle nicchie è provvisto di decorazione a finto marmo di colore verde.
Infine è stato riportato alla luce, immediatamente al di sotto del basolato del cortile del palazzo, un pilastro della fronte dell’ambulacro esterno. -
en
The archaeological investigation undertaken inside the building at No. 4 via S. Paolo aimed to complete the excavation of the western sector of the theatre, reaching the Roman floor levels, including a stretch of the internal ambulatory, four _cunei_, two internal and two external, and a stretch of one of the internal _vomitoria_.
In the internal ambulatory, once occupation levels dating to the contemporary period had been identified and removed and the late 19th century interventions had been uncovered, the floor level in use during the 15th and 16th century was revealed. On the northern side there was a small fountain basin abutting a facing in _opus latericius_ which reused _cubilia_ and an ancient white marble floral element.
Subsequently, the levels of fill probably relating to the robbing of building materials during the early medieval period were identified.
The excavations defined the arrangement of the walls, the sequence of the _cunei_ and _vomitoria_, and revealed the latest occupation levels in this part of the monument. One of the internal _vomitoria_ and two of the _cunei_ supporting the _media cavea_ were situated on the east _opus latericius_ wall. The external _vomitorium_ opened in the west wall in which there were also two large niches facing the _cunei_ of the opposite wall. In some areas a lime make up was uncovered, in phase with a drainage system built in lava stone in front of the niches. The pictorial decoration on the walls belonged to the same phase. This was created in several registers imitating cipollino marble with divisions of red borders and bands. The decoration inside the niches imitated green marble.
Lastly, a pilaster belonging to the front of the external ambulatory came to light immediately below the basalt paving of the palazzo courtyard. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
Media
- Name
- Via S. Paolo, via dell’Anticaglia
- Year
- 2006
- Summary
-
it
Continuano le indagini finalizzate al restauro e alla valorizzazione del teatro antico di _Neapolis_ con l’esplorazione di due _vomitoria_ esterni, di un ampio tratto dell’ambulacro interno e di un cuneo esterno.
Ė stata integralmente esplorata anche una necropoli di epoca alto medievale, costituita da sei celle funerarie contigue con deposizioni multiple, che occupa un _vomitorium_ esterno, ubicato nel settore del teatro. L’insieme dei reperti ceramici e di ornamento personale individuati all’interno delle sepolture si colloca omogeneamente nell’ambito del VII sec. d.C. e trova confronti puntuali con i materiali ceramici rinvenuti in altri scavi napoletani e con oggetti tipici di contesti dell’età bizantina. Smontate le celle funerarie, è stato riconosciuto un più antico livello di sepolture, rappresentato da casse di tegole e fosse terragne.
Ė stato inoltre completato lo scavo dell’ambulacro interno, dove sono stati asportati gli strati di scarichi o immondezzai riferibili alla fase di abbandono dell’edificio che sembra circoscrivibile tra la fine del V e la prima metà del VI sec. d.C. E’ stato individuato anche un sistema di raccolta delle acque, realizzato con una canaletta in pietra lavica, che si snoda, a partire dai _vomitoria_ mediani, lungo il lato Ovest dell’ambulacro fino ai punti di raccolta e scorrimento, costituiti da canali di scolo presenti al centro dei piani pavimentali di nicchie, poste la parete del corridoio. Al disotto di questo, e in fase con esso, è stato parzialmente esplorato il condotto per il deflusso delle acque dalla _summa cavea_, realizzato in _opus mixtum_ con piano di scorrimento in _bipedales_ e copertura a volta in _opus coementicium_.
Va infine segnalata, nella zona di via Anticaglia, la scoperta di un altro _vomitorium_ e di un ambiente sottostante al suo piano pavimentale: il vano è costruito con grossi conci irregolari rettangolari allettati in abbondante malta e dotato di una volta rampante a botte. -
en
Archaeological investigations continued as part of the restoration and valorisation of the ancient theatre of _Neapolis_. Two external _vomitoria_, an extensive stretch of the internal ambulatory and an external _cuneo_ were explored.
An early medieval necropolis was also fully investigated. Constituted by six contiguous funerary cells with multiple depositions it occupied an external _vomitorium_ situated in this sector of the theatre. The assemblage of pottery and personal ornaments found in the burials can be dated to within the 7th century A.D. and finds parallels in the pottery found in other Neapolitan excavations and with objects typical of Byzantine contexts. Once the funerary cells were dismantled an earlier level of burials was revealed, represented by tile-built coffins and earth graves.
Furthermore, excavation of the internal ambulatory was completed where layers of dump or midden were removed. These dated to the abandonment of the building which seemed to fall between the end of the 5th and the first half of the 6th century A.D. A system for water collection was identified. The small lave stone channel ran from the middle _vomitoria _ along the west side of the ambulatory to reach collection and flowing points constituted by drainage channels in the centre of the floors in the niches situated in the corridor wall. Below the latter, and in phase with it, was a conduit for the run-off of waters from the _summa cavea_. This was built of _opus mixtum_, the floor was made up of bipedales and it was covered with an _opus caementicium_ vault.
Lastly, the discovery in the area of the via Anticaglia of another _vomitorium_ and a chamber below its floor should be noted. The chamber was built of large rectangular blocks of irregular size bonded with abundant mortar and was covered by an ascending barrel vault. - Summary Author
- Maria Luisa Nava
Media
-
Sampaolo 2005V. Sampaolo 2005, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2004, in Atti del XLIV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2004), Taranto: 663-705.
-
Nava 2006M.L. Nava, 2006, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2005, in Atti del XLV Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2005), Taranto: 583-661.
-
Nava 2007M.L. Nava 2007, Le attività della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta nel 2006, in Atti del XLVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2006), Taranto: c.s.
-
De Caro 2001S. De Caro 2001, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2000, in Atti del XL Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2000), Taranto: 865-905.