Name
Piazza Duomo
Date Range
200 BC – 505
Monuments
Building

Seasons

  • AIAC_2128 - Piazza Duomo - 2003
    L'indagine condotta a Nola al di sotto del pavimento della cappella del Santissimo del Duomo ha rimesso in luce strutture murarie di epoca romana. Le murature, orientate nord-sud/est-ovest, sono conservate per circa 2 m in altezza e si riferiscono a vari momenti di vita del complesso che ha conosciuto una prima fase, probabilmente di epoca repubblicana, con strutture in opera incerta; in una successiva vengono eseguiti restauri con inserimenti delle ammorsature angolari in opera listata, con ricorsi di tufo e laterizio su spessi letti di malta e la preparazione di un pavimento, forse di lastre di marmo. Si riconosce anche un vano chiuso da un tompagno in blocchi squadrati di tufo; la parte alta del muro presenta una sopraelevazione in opera mista di tipo incerto, probabilmente riferibile ad una fase tarda di riutilizzo dell'ambiente. Fra il materiale di reimpiego si nota un grosso frammento di soglia in calcare. Caduto in disuso, abbandonato e spogliato del pavimento, l'ambiente fu poi invaso dall'alluvione fangosa datata tra il 472 e il 505 d.C. circa. La scoperta è particolarmente significativa perché ha consentito l’acquisizione di nuovi dati utili a chiarire l’assetto urbano e il sistema viario della città antica. Infatti, poiché le strutture antiche sembrano proseguire sotto via S. Felice, verrebbe a cadere l’ipotesi di P. Sommella che vedeva nella detta via una sopravvivenza dello schema urbano antico, con moduli di m. 70x70.

Media

Name
Piazza Duomo
Year
2003
Summary
it L'indagine condotta a Nola al di sotto del pavimento della cappella del Santissimo del Duomo ha rimesso in luce strutture murarie di epoca romana.

Le murature, orientate nord-sud/est-ovest, sono conservate per circa 2 m in altezza e si riferiscono a vari momenti di vita del complesso che ha conosciuto una prima fase, probabilmente di epoca repubblicana, con strutture in opera incerta; in una successiva vengono eseguiti restauri con inserimenti delle ammorsature angolari in opera listata, con ricorsi di tufo e laterizio su spessi letti di malta e la preparazione di un pavimento, forse di lastre di marmo. Si riconosce anche un vano chiuso da un tompagno in blocchi squadrati di tufo; la parte alta del muro presenta una sopraelevazione in opera mista di tipo incerto, probabilmente riferibile ad una fase tarda di riutilizzo dell'ambiente. Fra il materiale di reimpiego si nota un grosso frammento di soglia in calcare. Caduto in disuso, abbandonato e spogliato del pavimento, l'ambiente fu poi invaso dall'alluvione fangosa datata tra il 472 e il 505 d.C. circa.

La scoperta è particolarmente significativa perché ha consentito l’acquisizione di nuovi dati utili a chiarire l’assetto urbano e il sistema viario della città antica. Infatti, poiché le strutture antiche sembrano proseguire sotto via S. Felice, verrebbe a cadere l’ipotesi di P. Sommella che vedeva nella detta via una sopravvivenza dello schema urbano antico, con moduli di m. 70x70.
en Roman walls came to light during an investigation undertaken below the floor of the chapel of the Santissima in the cathedral of Nola.

The walls, on a north-south/east-west alignment, were preserved to a height of circa 2 m and pertained to various occupation phases of the complex. The first phase, probably of Republican date, had structures in _opus incertum_; later restoration saw the insertion of _opus listatum_ toothing in the corners, with courses of tufa and brick on thick mortar beds and the make up for a floor, perhaps of marble slabs. A closed space was identified, blocked by a facing of squared tufa blocks. The upper part of the wall presented an additional storey in _opus mixtum_, probably relating to a late phase when the room was reused. Amongst the reused material was a large section of a limestone threshold. Having fallen into disuse, been abandoned and robbed of its paving, the room was then flooded with mud between circa 472 and 505 A.D.

This discovery was of particular significance because the new data increased knowledge of the urban plan and road network of the ancient city. In fact, as the ancient structures seem to continue below via S. Felice, this would render untenable P. Sommella’s hypothesis which saw this road as a survivor of the ancient urban plan, with modules of 70 x 70 m.
Summary Author
Fausto Zevi
Director
Giuseppe Vecchio

Media

  • Zevi 2004
    F. Zevi 2004, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2003, in Atti del XLIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2003), Taranto: 853-923.

Location

Location
Nola
Easting
14.528906
Northing
40.9277