- Item
- AIAC_2155
- Name
- Via Verdi, via Campana
- Date Range
- 2300 BC – 1350 BC
- 400 BC – 200 BC
Seasons
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AIAC_2155 - Via Verdi, via Campana - 2002All'incrocio tra via Viticella e via Verdi, è stato messo in luce un battuto stradale il cui livello più antico è datato ad età ellenistica dal materiale contenuto nello strato di abbandono. Un frammento di gocciolatoio a protome leonina, la ceramica a vernice nera e vernice nera suddipinta, le coppette miniaturistiche lasciano, inoltre, ipotizzare la presenza nell’area di un luogo di culto, forse sulla collina sovrastante la piana. Nello stesso luogo è stata rinvenuta una piccola necropoli di età augustea, dove si osserva una particolare cura per i cinerari, protetti da una fodera di piombo, va invece sottolineato il rinvenimento dei resti di una villa, della quale si sono scavati due ambienti ed il cui abbandono è segnato dall’impianto di una tomba tardo-antica in blocchi di tufo. A valle di quest'ultimo edificio, i saggi di scavo preliminari alla realizzazione di una lottizzazione hanno posto in evidenza i ruderi di un’altra villa che si sviluppa su un fronte di oltre m 50. Il complesso era collegato alla Via Campana da un diverticolo in terra battuta fiancheggiato da mausolei funerari; tutta la zona circostante è impegnata da gruppi di sepolture spesso sconvolte e sempre prive di corredo, probabilmente da attribuire agli schiavi che lavoravano il fondo annesso all’edificio.
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AIAC_2155 - Via Verdi, via Campana - 2003È proseguito lo scavo dell’area destinata ad occupazione industriale. Sulle pendici delle colline che sovrastano a sud il sito, è stato individuato un vallone di età preistorica, con andamento S-E/N-O, col fondo in forte pendenza e le pareti fortemente scoscese, scavate dalle acque all'interno degli strati di origine vulcanica. Al disopra di questi livelli erano collocate due sepolture di età romana. Il vallone era colmato sia da strati alluvionali sia da depositi delle varie eruzioni flegree, l'ultima delle quali è datata a circa il 1800 a.C. Al di sopra di tale livello eruttivo, si è potuto scavare un alto strato composto da scarichi antropici risalenti ad un periodo a cavallo fra la fine del bronzo antico ("Facies" di Palma Campana) e gli inizi del bronzo medio ("Appenninico"). Gli scarichi sono costituiti da terreno organico scuro misto a numerosi frammenti di carbone ed ossa animali sia di piccola che di grande taglia, ed a numerosa ceramica d'impasto, tra cui ciotole e tazze carenate, alcune decorate con motivi geometrici ad intaglio od _excisi_, fornite di anse a nastro sopraelevate e forate, ad ascia o a bastoncello verticale con apici laterali. Numerose le teglie, i bacili, le scodelle con presa a cordone digitalato, i boccali e le grandi olle. Lo strato ha restituito anche due fuseruole d'impasto di forma discoidale, frammenti di macine di pietra lavica e due punte di freccia in selce. Dal tetto dello strato - un ampio livello di cineriti con pomici - provengono anche alcuni frammenti probabilmente trascinati dalle acque di ceramica locale dipinta di fabbrica cumana e di _kantharoi_ in bucchero con motivi impressi. Intorno alla metà del II millennio a.C. esisteva dunque un abitato, posto a mezza costa sulle pendici della collina soprastante il vallone che fungeva da discarica.
Media
- Name
- Via Verdi, via Campana
- Year
- 2002
- Summary
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it
All'incrocio tra via Viticella e via Verdi, è stato messo in luce un battuto stradale il cui livello più antico è datato ad età ellenistica dal materiale contenuto nello strato di abbandono. Un frammento di gocciolatoio a protome leonina, la ceramica a vernice nera e vernice nera suddipinta, le coppette miniaturistiche lasciano, inoltre, ipotizzare la presenza nell’area di un luogo di culto, forse sulla collina sovrastante la piana.
Nello stesso luogo è stata rinvenuta una piccola necropoli di età augustea, dove si osserva una particolare cura per i cinerari, protetti da una fodera di piombo, va invece sottolineato il rinvenimento dei resti di una villa, della quale si sono scavati due ambienti ed il cui abbandono è segnato dall’impianto di una tomba tardo-antica in blocchi di tufo.
A valle di quest'ultimo edificio, i saggi di scavo preliminari alla realizzazione di una lottizzazione hanno posto in evidenza i ruderi di un’altra villa che si sviluppa su un fronte di oltre m 50. Il complesso era collegato alla Via Campana da un diverticolo in terra battuta fiancheggiato da mausolei funerari; tutta la zona circostante è impegnata da gruppi di sepolture spesso sconvolte e sempre prive di corredo, probabilmente da attribuire agli schiavi che lavoravano il fondo annesso all’edificio. - Summary Author
- Stefano De Caro
- Director
- Costanza Gialanella
Media
- Name
- Via Verdi, via Campana
- Year
- 2003
- Summary
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it
È proseguito lo scavo dell’area destinata ad occupazione industriale. Sulle pendici delle colline che sovrastano a sud il sito, è stato individuato un vallone di età preistorica, con andamento S-E/N-O, col fondo in forte pendenza e le pareti fortemente scoscese, scavate dalle acque all'interno degli strati di origine vulcanica.
Al disopra di questi livelli erano collocate due sepolture di età romana. Il vallone era colmato sia da strati alluvionali sia da depositi delle varie eruzioni flegree, l'ultima delle quali è datata a circa il 1800 a.C. Al di sopra di tale livello eruttivo, si è potuto scavare un alto strato composto da scarichi antropici risalenti ad un periodo a cavallo fra la fine del bronzo antico ("Facies" di Palma Campana) e gli inizi del bronzo medio ("Appenninico"). Gli scarichi sono costituiti da terreno organico scuro misto a numerosi frammenti di carbone ed ossa animali sia di piccola che di grande taglia, ed a numerosa ceramica d'impasto, tra cui ciotole e tazze carenate, alcune decorate con motivi geometrici ad intaglio od _excisi_, fornite di anse a nastro sopraelevate e forate, ad ascia o a bastoncello verticale con apici laterali. Numerose le teglie, i bacili, le scodelle con presa a cordone digitalato, i boccali e le grandi olle. Lo strato ha restituito anche due fuseruole d'impasto di forma discoidale, frammenti di macine di pietra lavica e due punte di freccia in selce. Dal tetto dello strato - un ampio livello di cineriti con pomici - provengono anche alcuni frammenti probabilmente trascinati dalle acque di ceramica locale dipinta di fabbrica cumana e di _kantharoi_ in bucchero con motivi impressi. Intorno alla metà del II millennio a.C. esisteva dunque un abitato, posto a mezza costa sulle pendici della collina soprastante il vallone che fungeva da discarica. -
en
A rescue excavation on an area destined to house an industrial installation continued. On the slopes of the hills overlooking the site to the south a valley of prehistoric date was identified. Cut by water into the volcanic layers, it was on a south-east/north-west alignment, its floor and sides being steeply sloped.
Above these levels were two Roman burials. The valley was filled both by alluvial layers and deposits from the various Flegrean eruptions, the last of which dated to circa 1800 B.C. Above this eruptive layer another level was excavated made up of manmade dumps dating to a period between the end of the early Bronze Age (Palma Campana “facies”) and the beginning of the mid Bronze Age (“Apennine”). The dumps were constituted by dark organic terrain mixed with numerous fragments of charcoal and large and small animal bones, and abundant impasto pottery. The pottery forms included carenated bowls and cups, some decorated with geometric motifs, either intaglio or _excisi_, with high pierced ribbon handles, axe-shaped or vertical rod handles with lateral peaks. There were numerous baking dishes, basins, bowls with lug handles with finger impressed cordon, jugs and large jars. The layer also produced two impasto disc-shaped spindle whorls, fragments of lave grindstones and two flint arrow heads. In the top of the layer – a substantial level of ash and pumice - there were several fragments of local painted pottery made at Cumae and of bucchero _kantharoi_ with impressed motifs that were probably in that position due to hill wash. Therefore, around the middle of the 2nd millennium B.C. a settlement existed half way up the slope of the hill overlooking the valley which functioned as a midden. - Summary Author
- Fausto Zevi
- Director
- Costanza Gialanella
Media
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Zevi 2004F. Zevi 2004, L’attività archeologica a Napoli e Caserta nel 2003, in Atti del XLIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2003), Taranto: 853-923.
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De Caro 2003S. De Caro 2003, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2002, in Atti del XLII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2002), Taranto: 569-621.