Name
Punta Capitello
Date Range
100 – 300
Monuments
Villa

Seasons

  • AIAC_2168 - Punta Capitello - 2002
    Sul costone sud-ovest di Punta Capitello, ad una quota di m 6,70 s.l.m., sono affiorati i resti di una villa romana articolata su più livelli, dotata di ambienti di servizio, sostruzioni e terrazza superiore; trasversalmente ad essi si sviluppa un ulteriore muro con orientamento nord-ovest/sud-est, costruito con ricorsi orizzontali di tufelli, significativo per la comprensione delle fasi dell’edificio. Sono state individuate, inoltre, ad una distanza di circa m 20, le tracce di un’altra struttura, parallela agli ambienti citati che, al momento, può rappresentare il limite esterno verso est della stessa villa. Ai fini di una prima datazione della frequentazione dell’edificio concorrono i materiali raccolti negli strati di riempimento dei locali, la cui omogeneità potrebbe far pensare ad un unico scarico proveniente da una cucina (sigillata africana: casseruole tipo Hayes 197, Hayes 23b, Ostia 1, fig. 278, coperchi tipo Hayes 196a, Hayes 196 a/b; coppe tipo Hayes 9a, Hayes 14a, Hayes 15, Hayes 8b e piatti tipo Hayes 3c; ceramica comune: brocche trilobate, brocchette e ollette; anfore: Dressel 2/4, Tripolitane I e II, Africana I e un’anfora betica; ceramica a pareti sottili: bicchieri e boccali; terra sigillata italica con pochissime pareti; lucerne). Sono state, infine, recuperate anche due scorie vetrificate di terracotta ed alcune decine di frammenti di tegole piane, mentre sono assenti le ossa, i vetri, i metalli e le monete. Questo contesto sembra fornirci uno spaccato della circolazione di ceramica da fuoco e da mensa in uso tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., con un interessante fenomeno di continuità nella produzione di alcune forme, come il boccale a collarino o i tegami ad orlo bifido, rinvenute in contesti di avanzato II secolo d.C.

Media

Name
Punta Capitello
Year
2002
Summary
it Sul costone sud-ovest di Punta Capitello, ad una quota di m 6,70 s.l.m., sono affiorati i resti di una villa romana articolata su più livelli, dotata di ambienti di servizio, sostruzioni e terrazza superiore; trasversalmente ad essi si sviluppa un ulteriore muro con orientamento nord-ovest/sud-est, costruito con ricorsi orizzontali di tufelli, significativo per la comprensione delle fasi dell’edificio.

Sono state individuate, inoltre, ad una distanza di circa m 20, le tracce di un’altra struttura, parallela agli ambienti citati che, al momento, può rappresentare il limite esterno verso est della stessa villa.
Ai fini di una prima datazione della frequentazione dell’edificio concorrono i materiali raccolti negli strati di riempimento dei locali, la cui omogeneità potrebbe far pensare ad un unico scarico proveniente da una cucina (sigillata africana: casseruole tipo Hayes 197, Hayes 23b, Ostia 1, fig. 278, coperchi tipo Hayes 196a, Hayes 196 a/b; coppe tipo Hayes 9a, Hayes 14a, Hayes 15, Hayes 8b e piatti tipo Hayes 3c; ceramica comune: brocche trilobate, brocchette e ollette; anfore: Dressel 2/4, Tripolitane I e II, Africana I e un’anfora betica; ceramica a pareti sottili: bicchieri e boccali; terra sigillata italica con pochissime pareti; lucerne).

Sono state, infine, recuperate anche due scorie vetrificate di terracotta ed alcune decine di frammenti di tegole piane, mentre sono assenti le ossa, i vetri, i metalli e le monete.
Questo contesto sembra fornirci uno spaccato della circolazione di ceramica da fuoco e da mensa in uso tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., con un interessante fenomeno di continuità nella produzione di alcune forme, come il boccale a collarino o i tegami ad orlo bifido, rinvenute in contesti di avanzato II secolo d.C.
en The remains of a Roman villa emerged on the south-western ridge of Punta Capitello, at a height of 6.70 m a.s.l. It developed on several levels, with service rooms, substructures and an upper terrace. Another wall developed transversally to this structure on a north-west/south-east alignment. Built of horizontal courses of tufelli, it is important for the comprehension of the villa’s construction phases.

Furthermore, at a distance of circa 20 m, the traces of another structure were identified. This developed in parallel with the rooms mentioned above and for the moment is thought to be the eastern limit of the villa. The materials recovered from the fill in the rooms provided the initial dating. Their homogeneous nature may suggest that they came from a single dump from a kitchen (ARS: casserole types Hayes 197, Hayes 23b, Ostia 1, fig. 278; lid types Hayes 196a, Hayes 196 a/b; cup types Hayes 9a, Hayes 14a, Hayes 15, Hayes 8b and plate type Hayes 3c; common ware: trefoil mouthed jugs, small jugs and jars; amphorae Dressel 2/4, Tripolitanian I and II, African I and a Baetican amphora; thin walled ware: cups and beakers; a few body sherds of Italian sigillata; lamps).
Summary Author
Stefano De Caro

Media

  • De Caro 2003
    S. De Caro 2003, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2002, in Atti del XLII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2002), Taranto: 569-621.

Location

Location
Sorrento
Easting
15.000448
Northing
40.210482