Name
Pia Kastenmeier
Organisation Name
Deutsches Archäologisches Institut - Zentrale di Berlino

Season Team

  • AIAC_1106 - Piana del Sarno - 2007
    L'obiettivo del programma multidisciplinare di ricerca è quello di riconoscere e dettagliare gli assetti paleo-ambientali succedutisi nella Piana del Sarno. Tale area della Campania costiera, registra il continuo interferire tra popolamenti antichi, vulcani attivi, regimi geo-idrologici particolari e variazioni climatiche. Particolarissime condizioni geoambientali hanno permesso, in quest'area, la perfetta conservazione non solo di siti archeologici di grande interesse, ma anche di indizi paleoambientali altrove difficilmente rinvenibili, che spaziano da antichissime evidenze di pratiche agricole e deforestazione, ad opere di canalizzazione, evidenze di antiche piene e paleoalvei, variazione delle linee di costa, antiche eruzioni, ecc. La continua interferenza tra uomo e quadri paleo-ambientali, succedutasi nella Piana a partire almeno dal Neolitico antico, costituiscono quindi, il nucleo centrale di interesse del nostro progetto. Lo studio si avvale, come è logico, dell’apporto di un gran numero di studiosi pertinenti soprattutto ai campi dell’archeologia ed alle scienze della terra. Il progetto ha avuto inizio nell'autunno del 2006. In questa prima fase si sono avviati gli studi base inerenti al sistema geografico informatico come ad esempio la georeferenziazione delle foto aeree del 1943-45, nonché alcuni studi di dettaglio che riguardano p.e. la ricostruzione della paleo-superficie del 79 d.C., l'analisi dei paleosuoli romani in relazione con lo studio delle villae rusticae e dello sfruttamento agricolo, la provenienza, il trasporto e l'utilizzo dei materiali da costruzione, la ricostruzione della viabilità antica. Le attività geo-archeologiche di campo sono state intraprese nel corso del 2007 con una serie di carotaggi nei pressi dell'antica città di Pompei. Le analisi dendrocronologiche dei materiali lignei provenienti dal sito di Longola-Poggiomarino eseguite sin dal 2004 dal laboratorio dendrocronologico presso la sede centrale del DAI, contribuiscono, oltre allo sviluppo di una cronologia assoluta, alla migliore conoscenza dell'ecosistema boschivo nell'area indagata, utile alla deduzione di dati climatici attendibili.
  • AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2010
    Nell'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V nel 2010 è stata condotta un’ultima campagna di scavo nell’angolo sud-ovest del giardino della Casa dei Gladiatori, aprendo una trincea di circa m 2 x 3. Lo scopo di questo saggio era quello di precisare la ricostruzione dell’organizzazione e della piantumazione del giardino della Casa dei Gladiatori al momento dell’eruzione del 79 d.C. ed eventualmente individuare le fasi di piantumazione più antiche del giardino. Nonostante la forte azione di disturbo causata da lavori moderni, è stato comunque possibile identificare una piccola porzione del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. Al di sotto del giardino è stato scoperto uno strato di interro di epoca romana, che aveva obliterato i resti del pavimento in acciottolato di un’abitazione di epoca sannitica (altre porzioni dello stesso pavimento erano già state rimesse in luce nel corso delle campagne 2008-2009). Un piccolo saggio (circa m 1,5 di lato) è stato aperto anche nel vicolo ad occidente della Casa dei Gladiatori, dove, in corrispondenza dell’ingresso postico della casa, si notava un affioramento del paleosuolo di epoca arcaica (VI secolo a.C.). Lo scopo del saggio era di approfondire lo scavo al di sotto del paleosuolo di epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo, come già emerso dai saggi praticati nel giardino nel corso delle precedenti campagne 2008-2009. Oltre al lavoro di scavo, limitato come si è detto a due piccoli saggi, è stato portato avanti lo studio dei materiali provenienti dallo scavo, con la schedatura e la documentazione fotografica del materiale ceramico rinvenuto nei saggi 1 e 3.
  • AIAC_832 - Longola - 2006
    L’insediamento d’ambiente umido di Poggiomarino (loc. Longola), che sorge vicino all’attuale corso del fiume Sarno, si configura come un importante centro di produzione e di scambio. E’ caratterizzato dalla presenza di “isolotti” lambiti da canali di varia portata in parte riadatti dall’uomo o da bacini a bassa energia. L’esplorazione, condotta dalla Soprintendenza di Pompei a varie riprese nel 2000 (Saggio 1) e dal 2001 al 2006 (Saggi 2A-3B) su una superficie di ca 800 mq., ha interessato finora i livelli dal periodo romano fino alla prima età del Ferro, che hanno restituito strutture abitative ed artigianali e ha dato la possibilità di ricostruire le dinamiche geo-antropiche avvenute nel corso di queste epoche: gli isolotti per esigenze di spazi in asciutto si estendono progressivamente mediante colmate contenute in casseformi e si innalzano con bonifiche stratificate per contrastare la risalita dell’acqua, con la conseguente progressiva sopraelevazione anche dei piani pavimentali delle capanne ivi impiantate. Il carattere interdisciplinare della ricerca ha consentito anche di proporre alcune ipotesi ricostruttive per le strutture abitative, di acquisire, attraverso analisi archeometriche, nuovi dati sulla provenienza dell’ambra e dei metalli, di elaborare, sulla base dei reperti ceramici una classificazione crono-tipologica. La datazione assoluta del sito, fissata al momento per alcune fasi edilizie, si sta acquisendo attraverso la sequenza dendrocronologica in corso di elaborazione.