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AIAC_2388 - Forcello - 2010
Nel 2010 sono state condotte due campagne di scavo – da aprile a luglio e in settembre – per un totale di circa quattro mesi di lavoro. La campagna di scavo condotta da aprile a luglio ha avuto come obiettivo principale quello di individuare il limite della casa FI di fase F lungo il lato nord-ovest, al fine di mettere in luce l’estensione completa dell’abitazione. L’area indagata a partire dal 2002 e corrispondente ai qq. R18 a-g 13-20 e R19 b-k 1-5, infatti, non aveva permesso di individuare questo limite, mentre le campagne del 2009, concentratesi nelle aree corrispondenti ai qq. R19 m-s 2-9 e ai qq. R18 s-u 16-20 e S18 a-e 12-20, avevano permesso di individuare solo il lato nord-orientale dell’abitazione. Lo scavo è dunque ripreso nell’area aperta nel maggio 2009 e collocata a nord-ovest della sezione 134 e delle aree scavate dal 2002 al 2008, in corrispondenza dei qq. R19 a-k 2-6 ed e-o 7-11.
Grazie alla lunga durata della campagna primaverile di quest’anno, organizzata non solo tramite i fondi dell’Università degli Studi di Milano ma anche per mezzo di un cofinanziamento concesso al Comune di Bagnolo San Vito da Regione Lombardia, è stato possibile innanzi tutto raggiungere l’obiettivo prefissato, completando la messa in luce del perimetro della casa FI di fase F. Questa abitazione si configura dunque come un grande oikos aristocratico: presenta una forma rettangolare (17,5x10m circa), per una estensione totale di quasi 180 m2, e una ripartizione regolare dei 15 ambienti interni, disposti secondo un modulo di un ambiente piccolo, uno grande e un altro piccolo, ripetuto per cinque volte.
Nuove e importanti informazioni sono state raccolte anche riguardo alle fasi più recenti.
Le indagini sono inoltre riprese in un’altra area, il cui scavo era stato interrotto nel 2008. Durante la campagna di settembre 2010 è infatti proseguito lo scavo nella zona corrispondente ai qq. Q18 s-u 13-19 e R18 a-d 11-18, aperta per la prima volta e documentata preliminarmente nel 2005. Qui erano state condotte alcune ricerche solo durante le campagne del 2008, con l’obiettivo principale di verificare, per una porzione più ampia, l’articolazione interna e i limiti della casa FII di fase F. L’area, collocata appena oltre l’allineamento di grosse buche di palo con orientamento SE-NO che delimitano verso SO la casa di fase C, ovvero la più recente struttura abitativa riconoscibile al di sotto del livello di agrario, si è configurata fin da subito quale zona di scarichi esterna agli spazi più propriamente abitativi. Lo scavo di quest’anno ha confermato questa funzione, almeno per quanto riguarda il periodo successivo alla fase F.
Fra i materiali rinvenuti durante le campagne del 2010 si segnalano: fibule in bronzo tipo Certosa e di altre tipologie di diffusione nord-italica, figurine votive in lamina bronzea, perline in pasta vitrea, anfore greche arcaiche da trasporto, ceramica attica e, naturalmente, una grande quantità di ceramica locale etrusco-padana.
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AIAC_2388 - Forcello - 2011
Le campagne di scavo condotte nei settori Q-R 18-19 da maggio a luglio e nel settembre 2011 hanno avuto come obiettivo principale quello di mettere in luce una porzione più ampia della casa FII di fase F, collocata immediatamente a sud-ovest della casa FI. Il limite settentrionale di quest’ultima è stato infatti individuato con le campagne del 2010, mentre della casa FII si conoscevano solo tre ambienti di dimensioni differenti e indagati parzialmente.
La ricerca si è concentrata lungo la fascia più occidentale della trincea di scavo, comprendente sia l’area indagata nel settembre del 2010 sia l’area corrispondente ai qq. R18 b-m3-14, scavata fino al 1998. A giugno, infine, è stata anche aperta una nuova area, in corrispondenza dei qq. Q18-19 s-u18-3, R19 a-b1-3, necessaria per correlare le aree appena citate con quella scavata nel 2009-2010 in corrispondenza dei qq. R19 a-k2-6 ed e-o7-11. I lavori in questa zona, ripresi dai livelli sotto l’agrario, hanno messo in evidenza uno spazio sicuramente esterno alle strutture abitative, forse via di passaggio o area di scarico, caratterizzato da potenti riporti argillosi e interessato solo per una ristretta fascia da piani pavimentali. Qui, tuttavia, si ipotizzava, per simmetria con il limite settentrionale della casa FI, la presenza del limite settentrionale anche della casa FII.
Al termine dei lavori non solo è stato raggiunto l’obiettivo proposto, mettendo in luce su tutta l’area indagata i piani d’uso di fase F, ma è stato anche completato il perimetro della casa FII, il cui limite occidentale è stato individuato poco prima della sezione di scavo. Sono state così raccolte nuove e importanti informazioni su una seconda abitazione di fine VI secolo a.C., che si distingue dalla prima per numero, forma e dimensioni degli ambienti, nonché per la tecnica edilizia adoperata.
Nel settembre 2011, infine, sono ripresi gli scavi anche nel settore R17, dove è stato operato un ampliamento verso ovest, in corrispondenza di un crollo di concotti rinvenuto lo scorso anno.
Su un’area di 5x5m, corrispondente ai qq. R17 n-t15-20, sono stati asportati i riporti di bonifica stesi per sigillare il crollo per incendio di una struttura abitativa e si è proceduto a rimuovere il crollo formato dai resti dell’incannucciato delle pareti, al di sotto del quale è affiorato un livello d’incendio poggiante direttamente sul piano d’uso. Da entrambi i livelli provengono moltissimi materiali ceramici, fra cui almeno 120 frammenti di un cratere attico a colonnette a figure rosse, ricomponibile quasi integralmente, e una cinquantina di frammenti di un secondo cratere a colonnette, di maggiori dimensioni. La possibilità di ricongiungimento dei frammenti ceramici dimostra che dopo l’evento catastrofico, tutti i materiali sono stati lasciati in situ e sigillati dai riporti di bonifica. Tra gli altri materiali provenienti dal crollo da segnalare una fibula Certosa in ferro. In base a una prima valutazione, in attesa della pulizia e del restauro, il cratere di dimensioni minori può essere datato al 450-430 a.C., fornendo così un prezioso dato di cronologia assoluta per la fase C a cui è attribuibile la struttura.
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AIAC_836 - Via Piave - 2005
La chiesa di S. Erasmo, ora trasformata in teatro, fu costruita nel sec. XIV, primi del XV, forse su edificio più antico.
Lo scavo in via Piave, che costeggia a nord la chiesa, ha interessato le strutture intercettate da una trincea effettuata dal Comune di Asola per la messa in posa della rete fognaria. La trincea aveva asportato da est ad ovest due strutture circolari con pareti in argilla scottata e diverse sepolture, concentrate specialmente all'altezza della cappella di S. Bernardino.
Ad un primo periodo sono da attribuire due strutture circolari, quasi uguali tra loro, costruite alla distanza di mezzo metro l'una dall'altra, tagliate nel terreno sterile argilloso. La struttura a nord ha un diametro di m 2,20 ed è profonda m 1,18; quella a sud ha diametro di m 1,95 e profondità m 1,65. Le pareti scendono restringendosi leggermente e sono costituite da argilla scottata, dello spessore di cm 5-6. Nella struttura a sud la camicia di argilla termina irregolarmente a m 0,20-0,50 prima del fondo; in quella a nord risulta scottato anche un tratto del fondo. In sezione lo sterile argilloso a ridosso della parete si presenta dapprima annerito, poi arrossato. Nei riempimenti, di matrice limosa nerastra, in cui si distinguevano livelli di carbone e cenere, si trovavano, oltre a numerosi ciottoli, ghiaia e malta, frammenti di un recipiente in pietra ollare e frammenti di laterizi, fra cui tegoloni e coppi bruciati, porosi e contorti.
Ad un secondo periodo è da attribuire la fase cimiteriale che ha intaccato le due strutture descritte. Sul terreno sterile si è formato uno strato limo-argilloso grigio in cui si sono sovrapposte nel tempo inumazioni, in maniera che in taluni casi sono state sconvolte le più antiche. Ovunque si trovavano nello strato ossa sparse. Si sono scavate 12 sepolture che, intercettate dalla trincea, si presentavano asportate longitudinalmente o sul fianco nord o sul fianco sud. Si trattava di inumazioni in fosse terragne di 10 individui adulti e di 2 bambini. Erano in posizione supina, con orientamento E-W ed testa ad ovest, con braccia flesse e mani sul bacino ed erano prive di corredo.
Nei mucchi di terra spostata ai lati della trincea, oltre a numerose ossa, si sono raccolti frammenti di ceramica graffita e invetriata, databili attorno al XVI secolo. (Silvana Attene, Elena Maria Menotti)