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AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2004
Il progetto di studio sull’Insula 5 della Regio V, si propone di chiarire lo sviluppo storico, architettonico ed urbanistico di un’area della città ancora poco studiata, situata nel quadrante nord-orientale della città, a poche decine di metri dalla linea della fortificazione e direttamente affacciata sull’asse della Via di Nola.
Nel 2004 è stata condotta la prima campagna di sondaggi stratigrafici tesi a precisare le fasi costruttive dell’intero isolato. Scavi condotti in passato in aree limitrofe avevano, infatti, rivelato come tutta l’area, frequentata sin dall’età del bronzo, fosse stata racchiusa in epoca arcaica dalla primitiva cinta muraria in pappamonte. Nel 1947 Maiuri fece eseguire dei sondaggi stratigrafici in vari punti della casa, “allo scopo di accertare l’esistenza di strutture del periodo precedente all’impianto della casa”. La campagna di scavo del settembre 2004 aveva, dunque, come scopo quello di riaprire il sondaggio di Maiuri e riportare alla luce la struttura in pappamonte, per precisarne le dimensioni e le quote assolute, non riportate nella scarna relazione del 1947, oltre alla possibilità di osservare direttamente la struttura e di descriverla dettagliatamente. Inoltre la riapertura del saggio avrebbe permesso di controllare la stratigrafia, descritta solo sommariamente, e di cercare elementi utili a determinare la cronologia relativa ed assoluta della struttura in pappamonte e delle altre strutture individuate nel corso della precedente esplorazione. Va precisato che non era possibile allargare la trincea per non pregiudicare ulteriormente lo stato di conservazione, già abbastanza precario, dei pavimenti in cocciopesto del peristilio (b) e dell’ambiente (f) e per non compromettere la statica del colonnato dell’ambiente (b) e delle strutture circostanti.
I saggi condotti sotto il portico sud del peristilio (b) hanno portato alla scoperta di una poderosa struttura in blocchi di pappamonte, databile agli inizi del VI secolo a.C. grazie ai numerosi frammenti ceramici ad essa associabili. Tale struttura è vissuta sino alla fine del V secolo a.C. ed è stata in parte distrutta nel corso delle successive vicende edilizie dell’Insula, quando tutta l’area è stata suddivisa in lotti regolari, sui quali si vennero ad impiantare delle abitazioni.
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AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2005
Nel settembre 2005 è continuata l’attività di documentazione e di scavo archeologico nella Casa dei Gladiatori (V 5, 3). La precedente campagna di scavi del settembre 2004 aveva permesso di verificare i risultati del sondaggio eseguito da Maiuri nel 1947 ed in particolare di riportare alla luce resti significativi di una struttura in grandi blocchi di pappamonte risalente all’età arcaica. Tale struttura era stata soltanto individuata e delimitata dal saggio di Maiuri, che ne aveva riportato alla luce la superficie superiore, senza tuttavia approfondire lo scavo. La campagna di scavi di quest’anno aveva come scopo quello di definire l’estensione e soprattutto la pianta dell’ambiente pavimentato in cocciopesto ed allo stesso tempo di verificare l’eventuale continuazione della struttura arcaica in pappamonte coperta dal pavimento stesso.
I risultati della presente campagna di scavi consentono di precisare ulteriormente le vicende relative alla storia edilizia di questo settore dell’ _Insula_ 5 della _Regio_ V. Innanzitutto è stato possibile chiarire che la struttura in grandi blocchi di pappamonte non continua oltre l’estensione del pavimento in cocciopesto della casa ellenistica, anche se va precisato che ad ovest del pavimento gli strati arcaici sono stati totalmente asportati in seguito alla costruzione della casa tardo ellenistica e poi della casa romana, ovvero l’attuale Casa dei Gladiatori. Nelle successive campagne si vorrebbe capire in che relazione si veniva a trovare questa struttura con il tratto di muro in pappamonte scoperto nell’area del giardino durante gli scavi del 1947. Maiuri, infatti, fece eseguire un saggio orientato secondo l’asse longitudinale del giardino e riportò alla luce un piccolo tratto di una struttura in pappamonte. Quest’ultima consisteva di due blocchi allineati l’uno di seguito all’altro lungo il lato ovest del saggio e impostati direttamente nel terreno vergine (Archivio SAP, A VII 20, Giornale di sgombero e restauro eseguiti in dipendenza “danni di guerra”. Anno 1947, in particolare la pratica: “Saggi di scavo eseguiti a scopo di studio nell’area della città dal 1º al 31 luglio 1947”). La struttura era orientata perpendicolarmente a quella rinvenuta nel saggio 1 (2004) ed era posta in asse con il varco di accesso al giardino dal portico meridionale. Si prefigurerebbe dunque la presenza di un edificio dalla pianta complessa, che al momento risulta ancora difficile da ricostruire anche solo nelle sue linee generali.
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AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2008
Nell\'ambito del progetto di studio sull’ _Insula_ 5 della _Regio_ V negli anni 2004 e 2005 sono state condotte due campagne di indagini stratigrafiche finalizzate a verificare i risultati dei saggi effettuati nella Casa V 5 ,3 da Amedeo Maiuri nel 1947 e a chiarire le fasi di sviluppo dell’intera _insula_ dall’età arcaica sino all’impianto della _domus_ tardo-repubblicana. Parallelamente è stata intrapresa e portata a termine l\'analisi delle stratigrafie verticali presenti nell’ _insula_ e la documentazione fotografica degli apparati decorativi, in gran parte mai documentati ed oggi molto rovinati. Tale ricerca si è avvalsa anche di un rilievo archeologico su base digitale della parte dell’ _Insula_ rimessa in luce. Tutte le informazioni confluiranno in un archivio informatizzato che conterrà anche tutti i dati provenienti dallo scavo e dallo studio dei materiali.
Tra il 2006 ed 2007 le indagini di scavo sono state interrotte perché tutta l’ _insula_ V 5 è stata sottoposta a restauri strutturali e degli apparati decorativi da parte della Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Nel 2008, ultimati i restauri, è stato possibile effettuare una nuova campagna di scavi stratigrafici nell’area del giardino. La nuova campagna di scavo è stata condotta in collaborazione con il Prof. Mark Robinson dell’Università di Oxford. I fini dello scavo erano i seguenti: 1) acquisire nuovi dati utili a precisare lo sviluppo dell’insula V 5 dall’età arcaica all’età tardo repubblicana riaprendo e verificando i vecchi saggi eseguiti da Maiuri nell’area del giardino; 2) scavo stratigrafico di quei settori del giardino non interessati dai saggi di Maiuri per ricostruire l’organizzazione e la piantumazione del giardino romano al momento dell’eruzione del 79 d.C.; 3) approfondire lo scavo sotto del paleosuolo dei epoca arcaica per chiarire la stratigrafia dell’area in epoca pre e proto-storica. Tutti e tre gli obbiettivi sono stati raggiunti, anche se è stato necessario riaprire le trincee per proseguire e completare lo scavo anche nella successiva campagna del 2009, alla cui scheda informatica si rimanda per l’illustrazione sintetica dei risultati.
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AIAC_2467 - Casa dei Gladiatori (V 5, 3) - 2009
Nel giardino della casa romana, nonostante la pesante azione di disturbo causata da lavori moderni (restauri 2006-2007; restauri degli anni Settante ed Ottanta del secolo scorso; piantumazione moderna del giardino di Fine XIX inizi XX Secolo), è stato, comunque, possibile identificare aree ancora risparmiate nelle quali si sono potute individuare porzioni del giardino risalente all’ultima fase di vita della casa. L’approfondimento dello scavo ha permesso anche di individuare un piccolo lembo di una precedente sistemazione del giardino, risalente con tutta verosimiglianza agli inizi del I secolo d.C. La superficie del giardino più antico, infatti, era obliterata da uno scarico che conteneva una moneta di età claudia. Al di sotto del giardino romano sono state scoperte le fosse di spoliazione di muri pertinenti alla precedente lottizzazione dell’isolato, pertinente alla fase tardo ellenistica dell’ _insula_ (III-II secolo a.C.). I muri di queste precedenti unità abitative erano stati completamente smantellati recuperandone le pietre e gettando via la calce. Tutta l’area del giardino era infatti sconvolta da grandi fosse, una delle quali larga almeno 6 metri, scavate solo in minima parte. Nonostante la presenza di queste fosse di scarico romane, è stato comunque possibile individuare piccole porzioni di strutture in blocchi di pappamonte, sia all’interno della trincea fatta realizzare nel 1947 da Maiuri al centro del giardino, sia nel saggio (3), posto nel lato est del giardino della casa. I blocchi rinvenuti erano pertinenti ad un’opera di terrazzamento per regolarizzare le pendenze nell’area poi occupata dall’ _insula_ V 5. Il rinvenimento nel saggio (3) di un ulteriore blocco di pappamonte ortogonale ai blocchi del muro di terrazzamento farebbe pensare alla presenza di una struttura più complessa, in parte distrutta ed in parte riutilizzata, almeno in fondazione, dalle successive case di epoca ellenistica.
Parallelamente sono state realizzate due trincee di m 3 x 3 negli angoli nord-est e sud-est del giardino per documentare la sequenza stratigrafica presente al di sotto dello strato di cinerite grigia normalmente considerata a Pompei come terreno sterile posto al di sotto dei livelli arcaici. L’approfondimento dello scavo ha permesso di individuare una complessa sequenza geo-archeologica con l’individuazione di livelli di frequentazione risalenti all’epoca Eneolitica ed all’età del Bronzo.
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AIAC_846 - Regio V, 5 (Casa dei Gladiatori) - 2005
Il progetto di studio sull’Insula 5 della Regio V, si propone di chiarire lo sviluppo storico, architettonico ed urbanistico di un’area della città ancora poco studiata, situata nel quadrante nord-orientale di Pompei, a poche decine di metri dalla linea della fortificazione e direttamente affacciata sull’asse della Via di Nola.
Nell'ambito del progetto è stata intrapresa l'analisi delle stratigrafie verticali e la documentazione degli apparati decorativi, in gran parte mai documentati in passato ed oggi molto rovinati. Tale ricerca si avvale anche di un rilievo archeologico su base digitale della parte dell’Insula rimessa in luce. Tutte le informazioni confluiscono in un archivio informatizzato che conterrà anche tutti i dati provenienti dallo scavo e dallo studio dei materiali.
Nel 2004 e nel 2005 sono state condotte anche due campagne di sondaggi stratigrafici tesi a precisare le fasi costruttive dell’intero isolato. Scavi condotti in passato in aree limitrofe hanno rivelato come tutta l’area, frequentata sin dall’età del bronzo, fosse stata racchiusa in epoca arcaica dalla primitiva cinta muraria in pappamonte.
I saggi condotti sotto il peristilio hanno rivelato la presenza – già nota da un saggio inedito di Maiuri – di una poderosa struttura in blocchi di pappamonte, databile agli inizi del VI secolo a.C. grazie ai numerosi frammenti ceramici ad essa associabili. Tale struttura è vissuta sino alla fine del V secolo a.C. ed è stata in parte distrutta nel corso delle successive vicende edilizie dell’ _Insula_. (Domenico Esposito)