Name
Le Mure
Date Range
301 – 699
Monuments
Settlement
Cemetery

Seasons

  • AIAC_3426 - Le Mure - 2013
    Il sito dell’antico abitato di Equilo è ubicato accanto alla Cattedrale Medievale di XI secolo, della quale sono ancora visibili alcune porzioni di alzato, e fino ad ora non è mai stato indagato attraverso scavi stratigrafici. La Cattedrale, che ha subito diverse indagini sin dal 1954, è stata costruita sopra due ulteriori edifici religiosi: una basilica di VI-VII secolo con pavimentazioni musive a carattere geometrico, e un’auletta datata al V secolo. L’indagine nel 2013 dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi, ha permesso di mettere in luce, attraverso la realizzazione di due ampi saggi, parte dell’insediamento di V secolo e della necropoli di VI-VII secolo, molto probabilmente legata alla vita della basilica coeva. Sono state individuate due strutture abitative costruite con tecnica mista (base in laterizi di reimpiego e alzato in materiale deperibile) e ascrivibili, grazie alla notevole quantità di materiale ceramico rivenuto, al V secolo. Le strutture hanno avuto un periodo di vita abbastanza breve, tanto che nel corso VI secolo sono state spoliate e l’area ha cambiato destinazione d’uso. Infatti, in questo punto sono state individuate 13 tombe in fossa terragna prive di corredo. L’area sembra essere sfruttata come necropoli a partire dalla fine del VI-inizio VII secolo, periodo a cui si data l’anfora dell’unica tomba a _enchytrismos_ utilizzata per la deposizione di un neonato. Approfondimenti all’interno delle aree di scavo mostrano una sequenza stratigrafica ampia, con frequentazioni antropiche risalenti all’età romana. La cultura materiale suggerisce che l’abitato di Equilo fosse ben inserito nei circuiti commerciali di V secolo. Sono stati rinvenuti infatti materiali ceramici provenienti sia dalle coste del Nord Africa sia del Vicino Oriente, oltre a contenitori ceramici che trovano confronti in diversi contesti circoscritti alle regioni che si affacciano sull’arco del Nord Adriatico (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) e produzioni del Sud Italia.
  • AIAC_3426 - Le Mure - 2016
    La quarta campagna di scavo presso il sito "Le Mure" di Jesolo è stata svolta nei mesi di settembre e ottobre 2016, in continuità con quelle precedenti, dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi. Sono state aperte due nuove aree per una superficie totale di circa 230 mq: -UTS 7000, superficie di circa 100 mq, lungo la carreggiata che conduce all'Agriturismo Antiche Mura, a Est della scolina che faceva da limite orientale della UTS 6000, indagata nel 2015. -UTS 8000, superficie di circa 130 mq, adiacente al margine settentrionale dell'UTS 6000, indagata nella campagna di scavo 2015. In tutti i sondaggi aperti al di sotto dello strato di arativo (circa 40 cm dal piano di calpestio) sono state rinvenute le prime tracce antropiche. Quelle meglio leggibili sono riferibili alla fase pieno medievale (X-XI sec.) e sono rappresentate nell'area 7000 da una fornace per la produzione della calce, intercettata per una buona porzione a ridosso della sezione meridionale del settore di scavo; nell'area 8000, invece, è stata intercettata una struttura fondata su quattro pali, di cui sono stati rinvenuti tre elementi lignei in fondazione, scavata per una profondità di circa m 1,20 dal piano di calpestio antico. La struttura è analoga a quelle già individuate in UTS 3000 e 4000 e rappresenterebbe un'altra delle strutture lignee di servizio, utilizzate per lo stoccaggio di derrate agricole (granai, silos). La cronologia è definita dalle ceramiche raccolte nel riempimento della fossa di fondazione della struttura stessa che, una volta defunzionalizzata e tagliati i pali strutturali, fu sfruttata come discarica di rifiuti. Il deposito stratigrafico altomedievale si è conservato per una porzione molto esigua a causa delle arature, anche molto profonde, susseguitesi nel corso dei secoli; nonostante ciò, nella totalità dell'area esplorata è stato possibile mettere in luce altre 16 tombe (individui adulti, sub-adulti, infanti), che si aggiungono alle 48 già scavate nel corso delle campagne precedenti. Per la prima volta è stata rinvenuta una sepoltura bisoma, composta da un individuo adulto e un infante (T. 58). Questa fase cimiteriale è riconducibile alla basilica paleocristiana, datata al VI-VII sec. d.C. La fase cronologica più antica, pertinente al IV-V sec. d.C., è quella meglio documentata ed è rappresentata sia strutture che manufatti. Nelle aree scavate, infatti, è stata intercettata la prosecuzione del grande edificio intercettato nell'UTS 6000, nel 2015, interpretato come struttura recettiva pertinente ad una _mansio_. Sono stati indagati altri 5 ambienti dell'edificio, delimitati da strutture in laterizi e da divisori interni in legno. Si segnala, in particolare, la presenza di una considerevole quantità di reperti paleobotanici conservati all'interno dello strato di incendio di un ambiente, interpretato come magazzino. La vocazione commerciale dell'insediamento è confermata dai numerosi frammenti ceramici, pertinenti a contenitori da trasporto (anfore orientali e africane), e dai reperti numismatici rinvenuti in particolare all'interno di due dei nuovi ambienti indagati. I livelli di abbandono e distruzione sono costituiti da evidenti ed estese tracce di incendio.
  • AIAC_3426 - Le Mure - 2018
    La campagna di scavo in località "Le Mure" a Jesolo è stata svolta nei mesi di settembre e ottobre 2018 dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi. Il sito della Chiesa di San Mauro, indagato in questa campagna, è ubicato a circa 300 metri a nord della Cattedrale romanica, area presso la quale si sono svolte le precedenti indagini. Questo sito era già stato indagato nel corso del 1954 dall’assistente della Soprintendenza archeologica di Padova, G. Longo, che aveva messo in luce le strutture murarie pertinenti all'edificio religioso senza però indagare in profondità il deposito archeologico: fu rinvenuta una piccola chiesa triabsidata, dotata di arredi architettonici tipicamente altomedievali, affiancata da altre strutture murarie. Il Longo riconobbe tre differenti fasi costruttive e interpretò l'ultima fase, comprensiva di tutte le strutture messe in luce, come un complesso monastico. L'intera area fu verosimilmente abbandonata a causa delle condizioni ambientali avverse nel XII secolo. Le testimonianze cartografiche (XVI secolo) documentano una situazione di completo abbandono degli edifici, benché ancora parzialmente visibili e riconoscibili. Dopo lo scavo del Longo, il sito fu lasciato in stato di abbandono e ricoperto da macerie e vegetazione che si pensava avessero compromesso in maniera irreparabile le strutture murarie. Le indagini sul territorio svolte tra 2011 e 2017 hanno permesso di ipotizzare il perimetro dell’insula su cui si era sviluppato l’insediamento dell’antica Equilo nel corso dei secoli. Da questi studi si è intuito che la chiesa di San Mauro risulta ubicata all’esterno dell’isola primaria, in un contesto che è stato bonificato in secoli successivi a quelli tardoantichi, periodo in cui si è sviluppato il primo insediamento (mansio). Questa parte dell’isola si è formata quindi all’inizio dell’Alto Medioevo ed è connotata da un’accentuata lottizzazione dei terreni. Per la campagna di scavo 2018, l’équipe di Archeologia Medievale del Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari - Venezia, si è posta l’obiettivo di indagare l’area di San Mauro per comprendere le dinamiche insediative sviluppatesi a nord dell’isola tardoantica e per valutare lo stato di conservazione di eventuali strutture del complesso religioso che si potevano essere conservate sotto il peso delle macerie accumulate negli ultimi 60 anni. Nel corso dell'attività sul campo sono state aperte tre aree di scavo (UTS 9, 10, 11), per una superficie complessiva di circa 160 mq. In tutte le aree il deposito archeologico non è stato esaurito completamente, ma finora sono state individuate almeno cinque periodi di frequentazione: -Periodo 1: post XVI secolo abbandono definitivo dell'area, crescita spontanea di vegetazione e deposito progressivo di macerie e pietre di varia natura e provenienza. -Periodo 2: XII-XVI secolo tracce di spoliazioni ed abbandono dell'area. -Periodo 3: X-XI secolo (ri)-edificazione della chiesa e del campanile annesso. -Periodo 4: VIII-IX secolo fase cimiteriale e prima fase costruttiva della chiesa. -Periodo 5: ante VIII secolo prime frequentazioni dell'area con tracce di fuoco e strutture lignee.

Media

Name
Le Mure
Year
2013
Summary
it Il sito dell’antico abitato di Equilo è ubicato accanto alla Cattedrale Medievale di XI secolo, della quale sono ancora visibili alcune porzioni di alzato, e fino ad ora non è mai stato indagato attraverso scavi stratigrafici.

La Cattedrale, che ha subito diverse indagini sin dal 1954, è stata costruita sopra due ulteriori edifici religiosi: una basilica di VI-VII secolo con pavimentazioni musive a carattere geometrico, e un’auletta datata al V secolo.

L’indagine nel 2013 dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi, ha permesso di mettere in luce, attraverso la realizzazione di due ampi saggi, parte dell’insediamento di V secolo e della necropoli di VI-VII secolo, molto probabilmente legata alla vita della basilica coeva. Sono state individuate due strutture abitative costruite con tecnica mista (base in laterizi di reimpiego e alzato in materiale deperibile) e ascrivibili, grazie alla notevole quantità di materiale ceramico rivenuto, al V secolo. Le strutture hanno avuto un periodo di vita abbastanza breve, tanto che nel corso VI secolo sono state spoliate e l’area ha cambiato destinazione d’uso. Infatti, in questo punto sono state individuate 13 tombe in fossa terragna prive di corredo. L’area sembra essere sfruttata come necropoli a partire dalla fine del VI-inizio VII secolo, periodo a cui si data l’anfora dell’unica tomba a _enchytrismos_ utilizzata per la deposizione di un neonato.

Approfondimenti all’interno delle aree di scavo mostrano una sequenza stratigrafica ampia, con frequentazioni antropiche risalenti all’età romana.

La cultura materiale suggerisce che l’abitato di Equilo fosse ben inserito nei circuiti commerciali di V secolo. Sono stati rinvenuti infatti materiali ceramici provenienti sia dalle coste del Nord Africa sia del Vicino Oriente, oltre a contenitori ceramici che trovano confronti in diversi contesti circoscritti alle regioni che si affacciano sull’arco del Nord Adriatico (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) e produzioni del Sud Italia.
en The ancient site of Equilo is situated next to the 11th century cathedral, of which some standing features are still visible, and has never been previously excavated.

The cathedral, which has been the object of several excavations since 1954, was built on top of two other religious structures: a 6th-7th century basilica with geometric mosaic floors and a small _aula_ dating to the 5th century.
The 2013 excavations were undertaken by the School of Medieval Archaeology – University of Ca’Foscari, Venice, directed by Prof. Sauro Gelichi. Two large trenches were opened which exposed part of the 5th century settlement and the 6th-7th century necropolis, probably associated with the coeval basilica.

Two dwellings built in a mixed technique (footings in reused bricks and walls in perishable materials) were identified. The large amount of pottery recovered dated them to the 5th century. The structures were occupied for a relatively short period of time, in fact, they had already been robbed during the 6th century, and the area’s use had changed; 13 burials in earth graves (no grave goods) were identified on this spot. The area seemed to have been used as a necropolis from the end of the 6th century-early 7th century onwards; the period to which the amphora dates that was used for the _enchytrismos_ burial of a baby.

Continuation of the excavation revealed a stratigraphy with occupation levels dating to the Roman period.
The finds suggest that the settlement of Equilo was well inserted into the 5th century trading circuit. In fact, pottery from the North African coast and Near East were found, as well as pottery storage vessels that have parallels in various contexts in the regions that face towards the north Adriatic (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna), and productions from southern Italy.
Director
Sauro Gelichi
Funding Body
Comune di Jesolo

Media

Name
Le Mure
Year
2016
Summary
it La quarta campagna di scavo presso il sito "Le Mure" di Jesolo è stata svolta nei mesi di settembre e ottobre 2016, in continuità con quelle precedenti, dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi.

Sono state aperte due nuove aree per una superficie totale di circa 230 mq:
-UTS 7000, superficie di circa 100 mq, lungo la carreggiata che conduce all'Agriturismo Antiche Mura, a Est della scolina che faceva da limite orientale della UTS 6000, indagata nel 2015.
-UTS 8000, superficie di circa 130 mq, adiacente al margine settentrionale dell'UTS 6000, indagata nella campagna di scavo 2015.

In tutti i sondaggi aperti al di sotto dello strato di arativo (circa 40 cm dal piano di calpestio) sono state rinvenute le prime tracce antropiche. Quelle meglio leggibili sono riferibili alla fase pieno medievale (X-XI sec.) e sono rappresentate nell'area 7000 da una fornace per la produzione della calce, intercettata per una buona porzione a ridosso della sezione meridionale del settore di scavo; nell'area 8000, invece, è stata intercettata una struttura fondata su quattro pali, di cui sono stati rinvenuti tre elementi lignei in fondazione, scavata per una profondità di circa m 1,20 dal piano di calpestio antico. La struttura è analoga a quelle già individuate in UTS 3000 e 4000 e rappresenterebbe un'altra delle strutture lignee di servizio, utilizzate per lo stoccaggio di derrate agricole (granai, silos). La cronologia è definita dalle ceramiche raccolte nel riempimento della fossa di fondazione della struttura stessa che, una volta defunzionalizzata e tagliati i pali strutturali, fu sfruttata come discarica di rifiuti.

Il deposito stratigrafico altomedievale si è conservato per una porzione molto esigua a causa delle arature, anche molto profonde, susseguitesi nel corso dei secoli; nonostante ciò, nella totalità dell'area esplorata è stato possibile mettere in luce altre 16 tombe (individui adulti, sub-adulti, infanti), che si aggiungono alle 48 già scavate nel corso delle campagne precedenti. Per la prima volta è stata rinvenuta una sepoltura bisoma, composta da un individuo adulto e un infante (T. 58). Questa fase cimiteriale è riconducibile alla basilica paleocristiana, datata al VI-VII sec. d.C.

La fase cronologica più antica, pertinente al IV-V sec. d.C., è quella meglio documentata ed è rappresentata sia strutture che manufatti. Nelle aree scavate, infatti, è stata intercettata la prosecuzione del grande edificio intercettato nell'UTS 6000, nel 2015, interpretato come struttura recettiva pertinente ad una _mansio_. Sono stati indagati altri 5 ambienti dell'edificio, delimitati da strutture in laterizi e da divisori interni in legno. Si segnala, in particolare, la presenza di una considerevole quantità di reperti paleobotanici conservati all'interno dello strato di incendio di un ambiente, interpretato come magazzino.

La vocazione commerciale dell'insediamento è confermata dai numerosi frammenti ceramici, pertinenti a contenitori da trasporto (anfore orientali e africane), e dai reperti numismatici rinvenuti in particolare all'interno di due dei nuovi ambienti indagati. I livelli di abbandono e distruzione sono costituiti da evidenti ed estese tracce di incendio.
Funding Body
Comune di Jesolo

Media

Name
Le Mure
Year
2018
Summary
it La campagna di scavo in località "Le Mure" a Jesolo è stata svolta nei mesi di settembre e ottobre 2018 dal Dipartimento di Studi Umanistici – Università Ca’ Foscari di Venezia – Insegnamento di Archeologia Medievale, sotto la direzione scientifica del Prof. Sauro Gelichi.

Il sito della Chiesa di San Mauro, indagato in questa campagna, è ubicato a circa 300 metri a nord della Cattedrale romanica, area presso la quale si sono svolte le precedenti indagini.
Questo sito era già stato indagato nel corso del 1954 dall’assistente della Soprintendenza archeologica di Padova, G. Longo, che aveva messo in luce le strutture murarie pertinenti all'edificio religioso senza però indagare in profondità il deposito archeologico: fu rinvenuta una piccola chiesa triabsidata, dotata di arredi architettonici tipicamente altomedievali, affiancata da altre strutture murarie. Il Longo riconobbe tre differenti fasi costruttive e interpretò l'ultima fase, comprensiva di tutte le strutture messe in luce, come un complesso monastico. L'intera area fu verosimilmente abbandonata a causa delle condizioni ambientali avverse nel XII secolo. Le testimonianze cartografiche (XVI secolo) documentano una situazione di completo abbandono degli edifici, benché ancora parzialmente visibili e riconoscibili. Dopo lo scavo del Longo, il sito fu lasciato in stato di abbandono e ricoperto da macerie e vegetazione che si pensava avessero compromesso in maniera irreparabile le strutture murarie.

Le indagini sul territorio svolte tra 2011 e 2017 hanno permesso di ipotizzare il perimetro dell’insula su cui si era sviluppato l’insediamento dell’antica Equilo nel corso dei secoli. Da questi studi si è intuito che la chiesa di San Mauro risulta ubicata all’esterno dell’isola primaria, in un contesto che è stato bonificato in secoli successivi a quelli tardoantichi, periodo in cui si è sviluppato il primo insediamento (mansio). Questa parte dell’isola si è formata quindi all’inizio dell’Alto Medioevo ed è connotata da un’accentuata lottizzazione dei terreni. Per la campagna di scavo 2018, l’équipe di Archeologia Medievale del Dipartimento di Studi Umanistici, Università Ca’ Foscari - Venezia, si è posta l’obiettivo di indagare l’area di San Mauro per comprendere le dinamiche insediative sviluppatesi a nord dell’isola tardoantica e per valutare lo stato di conservazione di eventuali strutture del complesso religioso che si potevano essere conservate sotto il peso delle macerie accumulate negli ultimi 60 anni.

Nel corso dell'attività sul campo sono state aperte tre aree di scavo (UTS 9, 10, 11), per una superficie complessiva di circa 160 mq. In tutte le aree il deposito archeologico non è stato esaurito completamente, ma finora sono state individuate almeno cinque periodi di frequentazione:
-Periodo 1: post XVI secolo abbandono definitivo dell'area, crescita spontanea di vegetazione e deposito progressivo di macerie e pietre di varia natura e provenienza.
-Periodo 2: XII-XVI secolo tracce di spoliazioni ed abbandono dell'area.
-Periodo 3: X-XI secolo (ri)-edificazione della chiesa e del campanile annesso.
-Periodo 4: VIII-IX secolo fase cimiteriale e prima fase costruttiva della chiesa.
-Periodo 5: ante VIII secolo prime frequentazioni dell'area con tracce di fuoco e strutture lignee.
en This was the Venice University’s fourth campaign of excavations on the site of “Le Mure” at Jesolo and continued work undertaken in previous years.
Two new areas were opened with a total surface area of c. 230 m2.
-UTS 7000, c. 100 m2, along the road leading to the “Agriturismo Antiche Mura”, to the east of the drain forming the eastern edge of UTS 6000, excavated in 2015.
-UTS 8000, an area of c. 130 m2, adjacent to the northern edge of UTS 6000, investigated in 2015.

In all the _sondages_ opened, the first traces of occupation appeared below the plough soil (c. 40 cm below ground level). The clearest traces relate to the full medieval period (10th-11th centuries) and are represented in area 7000 by a limekiln, a large portion of which intercepted by the south section of the trench. In area 8000, a structure built on four posts was identified. Three of the timber elements were found at foundation level and excavated to a depth of c. 1.20 m from the ancient ground level. The structure is similar to the ones already identified in areas 3000 and 4000 and appears to represent another timber service structure, used for storing agricultural dry foodstuffs (granaries, silos). The chronology is defined by the pottery from the fill of the structure’s foundation trench, which sgyrt the structural postholes were cut once and it was no longer in use, was used as a midden.

Only a very small part of the early medieval deposit was preserved due to ploughing, often very deep, over the centuries. Despite this, a further 16 burials were uncovered across the whole area (adults, sub-adults and infants), to be added to the 48 already excavated during previous campaigns. A double burial was found for the first time, an adult and an infant (t. 58). This cemetery phase relates to the Early Christian basilica, dated to the 6th – 7th centuries A.D.

The earliest chronology (4th-.5th century A.D) is the best-documented and is represented by both structures and artefacts. In fact, the continuation of the large building was intercepted, identified in area 6000 in 2015 it was interpreted as part of a mansio. Five more rooms belonging to this building were investigated, delimited by brick walls and with wooden internal divisions. There were a considerable number of palaeo-botanical finds preserved within a layer of burning in a room that is interpreted as a storeroom.

The commercial nature of the settlement is confirmed by the numerous pottery fragments, belonging to transport amphorae (Eastern and African), and by the numismatic finds, present in two of the new rooms. The abandonment and destruction layers were constituted by substantial traces of fire.

Media

  • Croce Da Villa 2006
    P.Croce Da Villa, 2006, Osservazioni sulle due chiese precedenti la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Jesolo (Venezia), in Bianchin Citton, M. Tirelli, …ut…rosae…ponerentur. Scritti di archeologia in ricordo di Giovanna Luisa Ravagnan, Treviso: 213-225.
  • Cuscito 2007
    G.Cuscito, 2007, L’impianto paleocristiano di Jesolo e i suoi mosaici: una rilettura critica del monumento dopo gli scavi stratigrafici del 1985-87 e del 1990. Venezia.
  • Dorigo 1994b
    W. Dorigo,1994b, Venezie sepolte nella terra del Piave. Duemila anni tra il dolce e il salso, Viella
  • Gelichi, Hodges 2012
    S. Gelichi, R. Hodges, 2012, From One Sea To Another. Trade Centres in the European and Mediterranean Early Middle Ages, Turnhout.
  • Lanfranchi 1968
    L. Lanfranchi, 1968, Documenti (982-1159), in Fonti per la storia d’Italia, Venezia.
  • Lanfranchi 1968
    L. Lanfranchi, 1968, Documenti 1160-1199 e notizie di documenti, in Fonti per la storia d’Italia, Venezia.
  • Studi Jesolani 1985
    Studi Jesolani, 1985, in “Antichità altoadriatiche”, XVI, Udine
  • Tombolani 1985
    M. Tombolani, 1985, Saggi di scavo nell’area della basilica di Santa Maria Assunta, in Aquileia Nostra, LVI, Jesolo (VE) – Loc. Le Mure: 474-475
  • Cadamuro et al. 2015
    Cadamuro S., Cianciosi A., Negrelli C. 2015, Nuove comunità lagunari tra l’età di transizione e l’altomedioevo: i casi di Jesolo e Cittanova, in «Reti Medievali Rivista» 16-2 (2015), pp. 151-195.
  • Cadamuro at al. 2015
    Cadamuro S., Cianciosi A., Negrelli C. 2015, , Vivere la laguna nella Tarda Antichità: il caso di Equilo, in Notizie di Archeologia del Veneto (NAVe 2/2013), pp. 82-90.
  • Cadamuro et al. 2017
    S. Cadamuro, A. Cianciosi, C. Negrelli, 2017, The Insula Equilus: A Lagoon Community in the Early Middle Ages, in Gasparri S., Gelichi S. (a cura di), Venice and Its Neighbours from the 8th to 11th Century, Brill, vol. 111, 90-115.
  • Gelichi et Al. 2017
    S. Gelichi, C. Negrelli, M. Ferri, S. Cadamuro, A. Cianciosi, E. Grandi, 2017, Importare, produrre e consumare nella laguna di Venezia dal IV al XII secolo: anfore, vetri e ceramiche, in Adriatico altomedievale (VI-XI secolo). Scambi, porti, produzioni, Convegno: Adriatico altomedievale (VI-XI secolo). Scambi, porti, produzioni, Venezia 19/03/2015, Venezia, 23-114.
  • Gelichi - Cadamuro 2018
    S. Gelichi, S. Cadamuro, A. Cianciosi, 2018, In limine. Storie di una comunità ai margini della laguna, Firenze.

Location

Ancient Site Name
Equilo
Location
Jesolo
Easting
12.638367
Northing
45.539228
Country
Italy
Admin Level 1
Veneto
Admin Level 2
Province of Venice
Admin Level 3
Jesolo