Name
Carlo Liborio
Organisation Name
SCA-Società Cooperativa Archeologica, Milano

Season Team

  • AIAC_2802 - Cassano d’Adda - BreBeMi - 2011
    Qualche mese dopo il ritrovamento di sette sepolture d’epoca longobarda, avvenuto in occasione della realizzazione di un metanodotto, a circa m 120 a nord di quelle, un altro nucleo di nove tombe simili è venuto in luce, seguendo i cantieri di costruzione dell’autostrada BreBeMi. Come nel primo caso, anche qui le tombe erano prevalentemente prive di corredo tranne una con una fusaiola troncoconica, un’altra con un boccale a sacchetto, imitazione locale di quelli longobardi, e in un’altra ancora con un set di guarnizioni da cintura di bronzo, del tipo S. Maria di Zevio, ma priva sia di spada, sia di scramasax.
  • AIAC_2804 - Pozzuolo Martesana - BreBeMi - 2011
    Dopo il ritrovamento di due gruppi di sepolture d’epoca longobarda, avvenuto a Cassano d’Adda, anche a Pozzuolo Martesana, sui cantieri della costruendo autostrada BreBeMi hanno permesso il rinvenimento di altre sei tombe simili. Come a Cassano d’Adda, anche qui le tombe erano prevalentemente prive di corredo ma in una si conservava un boccale a sacchetto, imitazione locale di quelli longobardi, e in un’altra – trovata ancora sigillata da due lastre litiche - guarnizioni da cintura di bronzo del tipo e privo sia di spada, sia di scramasax che in genere erano sorretti da tali cinture. Il rinvenimento viene quindi ad inserirsi nell’ambito delle considerazioni proposte per le prime tombe trovate a Cassano d’Adda sul metanodotto, nonché con quelle simili venute in luce a Pozzuolo Martesana in altro cantiere BreBeMi. Databili tra la fine del VI e la prima metà del VII secolo, tutte le citate sepolture riguardano piccoli nuclei di individui, verosimilmente composti da persone di condizione libera, tra i quali alcuni, che non sembrano aver svolto servizi di difesa militare, erano dotati di uno status sociale di medio rango e che potevano assolvere o funzione di controllo di dazi, transiti o guadi sul fiume, o di gestione della terra. Per costoro le cinture di bronzo sembrano aver assunto valore di una ben precisa connotazione di ruolo, riconosciuta da tutta la comunità, tanto da esserne abbigliati anche in occasione della loro sepoltura.
  • AIAC_2833 - Chiesa di Sant’Ambrogio - 2011
    Il primo documento che testimonia con certezza la presenza a Vignate di una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio risale al 1209 dove risulta già possedere cospicui beni terrieri. Era stata edificata all’estremità occidentale del paese, in corrispondenza del cimitero, mentre ora si trova in posizione centrale rispetto all’abitato. Altri documenti successivi offrono una planimetria allegata agli Atti della Visita di Don Antonio Seneca dell’anno 1570 e un’altra datata circa al 1590. Recenti scavi hanno permesso di individuare le fondazioni dei vari edifici di culto che si sono nel tempo sovrapposti. Purtroppo l’assoluta mancanza di reperti datanti non permette attribuzioni cronologiche certe. Si sono comunque documentate quattro fasi costruttive, precedenti le forme attuali: - 1° fase- (XI sec. ?) una chiesa a navata unica, con abside a est che misurava misura circa m 14,10 per 7,05 di larghezza - 2° fase - La chiesa, che è sempre ad una sola navata, vede aumentare le proprie dimensioni fino a raggiungere 16,7 m di lunghezza. - 3° fase - (XVI sec.) ampliamento verso sud, con la realizzazione di una navata laterale, sorretta dai pilastri. La larghezza dell’edificio raggiunge 12,3 m circa (28,93 cubiti). Esiste per questa fase un riferimento cronologico preciso nelle fonti documentarie, che nel 1570 descrivono già la chiesa in questa configurazione. - 4° fase - alla quale sono assegnabili tutte le evidenze strutturali (quali ad esempio l’altare) e non (setti murari, tombe, ecc.), che sono verosimilmente successive alla 3° fase ma non collocabili cronologicamente.
  • AIAC_2867 - Frazione Cascine San Pietro - Cascina Porra - 2011
    Si rendono noti i risultati degli scavi archeologici che hanno riguardato parte di un vasto impianto artigianale d’età romana, destinato alla produzione di laterizi, caratterizzato da tre fornaci e da varie altre strutture, mal conservate e molto lacunose, attribuibili allo stesso complesso. La fornace meglio conservata era del tipo con camera di cottura rettangolare con sostegni ad archetti e unico corridoio centrale, mentre la realizzazione della terza fornace avvenne impostandosi sulla demolizione di una precedente. Almeno un periodo d’uso dell’impianto può essere collocato nel I sec. d.C., vista la presenza nell’interrato di un frammento di coppetta a pareti sottili. Restano incerti, invece, i motivi della scelta di quel sito per l’ubicazione dell’area artigianale, dal momento che non vi sono nelle adiacenze apprezzabili depositi di argilla con i requisiti adatti alla realizzazione di laterizi.
  • AIAC_883 - Bòsc di Sàss, frazione S. Alessandro - 2005
    Sono stati individuati tre massi erratici recanti coppelle ed incisioni non figurative. Due dei massi sono ubicati in località Bòsc di Sàss (toponimo derivato dall’abbondante presenza di ciottoli sul terreno), a circa m 330 s.l.m., in ambiente boschivo non lontano dal torrente Arno. Il primo masso ha forma allungata (m 3x5,50) a “doppio spiovente” ed ha il lato più lungo orientato in senso NW-SE. È composto da un nucleo più consistente e da un frammento lastriforme che mostra in posizione centrale un incavo ricavato artificialmente. Le incisioni si limitano ad una grande raffigurazione geometrico-lineare sul lato est, che ricorda grossomodo una croce, affiancata da una solcatura trasversale. Il secondo masso, di forma ovale (m 1,20x0,60), si trova a circa m 25 a NE del precedente, su un declivio che affaccia verso il torrente Arno; presenta due piccole coppelle (diam. cm 2; prof. cm 0,5-0,8). Il terzo masso è situato al confine del territorio di Castronno (frazione. S. Alessandro) con quello di Sumirago (frazione. Caidate), lungo una mulattiera che attraversa nelle vicinanze un piccolo corso d’acqua. Di forma subcircolare, con l’asse maggiore orientato in senso E-W (misure: m 0,85x0,60), è interessato da un’unica coppella (diam. cm 4; prof. max cm 1,5). Sono stati esaminati anche i resti di una probabile torre di avvistamento o una postazione militare a poche centinaia di metri di distanza dai massi 1 e 2, nei pressi di una strada sterrata che attraversa il bosco e che risulta indicata anche nei catasti ottocenteschi. I resti sono ubicati sulla sommità di una collina, all’interno di un fitto bosco di castagni: è stato possibile osservare almeno due strutture, di forma non meglio definibile, delimitate esternamente da muri a secco in pietra. (Carlo Liborio, Maria Giuseppina Ruggiero)

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