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AIAC_1697 - Strada Statale 42 - 2006
Tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006 sono state effettuate attività di indagine archeologica preventiva lungo la variante della Strada Statale 42, al confine tra i comuni di Capo di Ponte e di Ceto (Valle Camonica, BS), interessata dalla realizzazione di una galleria, che hanno portato al rinvenimento di alcune rocce con raffigurazioni incise sia presso l’imbocco nord sia presso quello sud della costruenda galleria.
Nel corso del primo intervento sono stati effettuati alcuni saggi ubicati presso gli imbocchi nord e sud: presso l’imbocco nord della galleria è stata messa in luce, una porzione di roccia con incisioni databili all’età del Ferro (raffigurazioni di edifici e di antropomorfi), mentre all’imbocco sud sono stati identificati solo due massi erratici con presenza di colpi sparsi di martellinatura.
Nel corso di un secondo intervento è stato possibile identificare una raffigurazione di edificio riferibile all’età del Ferro, incisa in corrispondenza del limite sud del costone roccioso.
Sono state rinvenute incisioni dell’età del Ferro in entrambe le aree: presso l’imbocco nord un’altra raffigurazione di edificio, mentre sul costone di roccia all’imbocco sud sono state identificate alcune raffigurazioni di antropomorfi ed altre di soggetto non riconoscibile.
Tra le incisioni identificate presso l’imbocco nord della galleria, appare di notevole interesse, sebbene di difficile lettura, una raffigurazione di edificio. La struttura è piuttosto semplificata, con una copertura a doppio spiovente molto stretto e base costituita probabilmente da tre pali affiancati: la parte interna dell’edificio è completamente campita. Alla raffigurazione di edificio è parzialmente sovrapposta, nella parte alta a sinistra, una figura di antropomorfo con le braccia alzate (forse impugna un’arma nella mano destra).
Presso l’imbocco sud, in corrispondenza dell’estremità meridionale del costone roccioso, sono state messe in luce un’altra raffigurazione di edificio, del tipo con tre pali centrali di sostegno e tetto a doppio spiovente, ed una serie di cinque raffigurazioni di antropomorfo, una delle quali incompleta.
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AIAC_4620 - Dos dell’Arca - 2017
L’area archeologica dei “Quattro Dossi” rappresenta uno dei siti più rilevanti per la protostoria della Valle Camonica (BS). Individuato negli anni cinquanta e scavato nel 1962 (direttore E. Anati), il sito di Dos dell’Arca è la collina più meridionale delle quattro che formano l’area dei “Quattro Dossi”. Gli scavi condotti nel 1962 a Dos dell’Arca hanno rivelato evidenze della prima frequentazione umana nell’area, datata tra tardo Neolitico/età del Rame, così come elementi della prima frequentazione stanziale, datata alla media età del Bronzo (facies terramaricola), e della seconda fase di consistente frequentazione del sito, nella seconda età del Ferro. Il sito si è rivelato di centrale importanza, in particolare per quanto riguarda le fasi di seconda età del Ferro, dando il nome alla cultura detta di “Breno-Dos dell’Arca”, che caratterizza le principali vallate alpine lombarde dal V al I secolo a.C..
Altro fattore di notevole interesse è la presenza, all’interno e all’esterno dell’area dell’abitato, di alcune superfici rocciose istoriate, le cui raffigurazioni si datano al tardo Neolitico/età del Rame e all’età del Ferro; tre di queste superfici furono scoperte nel corso degli scavi, al di sotto di stratigrafia archeologica, rappresentando un caso di studio unico. Tra il 2015 e il 2017 è stato portato a termine un progetto di ricerca e ricognizione estensiva nell’area, a cura dell’Università di Pavia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia, al fine di produrre una documentazione aggiornata dei siti dei “Quattro Dossi”. Nell’area di Dos dell’Arca, nell’ambito di questo progetto, sono state scoperte ulteriori nuove 24 superfici rocciose incise, dislocate tutto attorno all’area dell’insediamento. Di queste rocce, tre sono state rilevate in modo completo e sono presentate in approfondimento nel contributo alla serie Fold&r-Italy.
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AIAC_883 - Bòsc di Sàss, frazione S. Alessandro - 2005
Sono stati individuati tre massi erratici recanti coppelle ed incisioni non figurative.
Due dei massi sono ubicati in località Bòsc di Sàss (toponimo derivato dall’abbondante presenza di ciottoli sul terreno), a circa m 330 s.l.m., in ambiente boschivo non lontano dal torrente Arno. Il primo masso ha forma allungata (m 3x5,50) a “doppio spiovente” ed ha il lato più lungo orientato in senso NW-SE. È composto da un nucleo più consistente e da un frammento lastriforme che mostra in posizione centrale un incavo ricavato artificialmente. Le incisioni si limitano ad una grande raffigurazione geometrico-lineare sul lato est, che ricorda grossomodo una croce, affiancata da una solcatura trasversale. Il secondo masso, di forma ovale (m 1,20x0,60), si trova a circa m 25 a NE del precedente, su un declivio che affaccia verso il torrente Arno; presenta due piccole coppelle (diam. cm 2; prof. cm 0,5-0,8).
Il terzo masso è situato al confine del territorio di Castronno (frazione. S. Alessandro) con quello di Sumirago (frazione. Caidate), lungo una mulattiera che attraversa nelle vicinanze un piccolo corso d’acqua. Di forma subcircolare, con l’asse maggiore orientato in senso E-W (misure: m 0,85x0,60), è interessato da un’unica coppella (diam. cm 4; prof. max cm 1,5).
Sono stati esaminati anche i resti di una probabile torre di avvistamento o una postazione militare a poche centinaia di metri di distanza dai massi 1 e 2, nei pressi di una strada sterrata che attraversa il bosco e che risulta indicata anche nei catasti ottocenteschi. I resti sono ubicati sulla sommità di una collina, all’interno di un fitto bosco di castagni: è stato possibile osservare almeno due strutture, di forma non meglio definibile, delimitate esternamente da muri a secco in pietra. (Carlo Liborio, Maria Giuseppina Ruggiero)