AIAC_174 - Colle Mazéit - 2011Sono continuate le ricerche nell’Area VII occupata dall’edificio/torre rettangolare di età romana posto a cavallo del muro di cinta, situato nel settore dell’ingresso orientale all’insediamento fortificato, che si è sviluppato nel pianoro meridionale immediatamente sotto la Torre medievale. Essendo terminate le indagini all’interno del vano, gli scavi hanno riguardato gli ampliamenti effettuati ad ovest del muro occidentale dell’edificio (USM 3009) ed a nord del muro USM 3023, tagliato per la costruzione del vano a cavallo delle mura. Nell’ampliamento ovest sono state appurate una continuità insediativa a partire dall’età del bronzo ed una ristrutturazione del villaggio in età augustea, confermata anche dal ritrovamento di una moneta di Augusto. A nord del muro USM 3023 è proseguita l’evidenziazione dei nuovi resti murari ad esso perpendicolari, che sembrano relativi a vani abitativi precedenti la ristrutturazione di età augustea. Nella primavera 2012 inizieranno i lavori di recupero e valorizzazione di quest’area, finanziati con la L. R. 10/2000, tramite l’effettuazione di una copertura e col consolidamento delle strutture.
Nell’Area II (torre quadrangolare di età romana, appoggiata all’angolo sud-orientale della cinta) il nostro intervento si è limitato ad una ricognizione e sistemazione dello stato delle indagini e ad una bonifica dell’intera area, rientrando il sito di Colle Mazéit nel Progetto “Percorso delle Pievi e del Siti Archeologici”, itinerario di visite proposto, tra giugno e settembre 2011, da sette Comuni della Carnia, attraverso antiche Pievi ed aree archeologiche vicine alle Pievi. Quest’area è stata frequentata in più fasi, tra il II-I sec. a. C. ed il IV sec. d.C. E’ stata bonificata anche la cinta in pietre tra l’Area II e l’Area VII.
Sono stati ripresi i lavori nell’Area VI, che si snoda lungo il limite sud-occidentale della cinta in pietre, nel punto in cui arrivava il vecchio percorso che partiva dai piedi del Colle Mazéit e proseguiva fino alla Torre medievale. Oltre ad aver effettuato un’accurata bonifica con disboscamento dell’intera area, per renderla adeguatamente visitabile, è stato verificato, scavato e rilevato l’allineamento di buche di palo e di tagli nella roccia relativi a strutture insediative probabilmente protostoriche. Queste strutture erano state individuate negli anni 2004 e 2005 nel settore più orientale dell’area, dove sono emersi i resti più antichi. Come è noto, quest’area presenta complesse ed interessantissime tracce di frequentazione, inquadrabili tra il tardo neolitico (3600-3400 a. C.), l’età del bronzo recente/finale (XIV-X sec. a.C.), l’età del ferro evoluta (VI-V sec. a.C.), il periodo celtico e l’età romana tardo-repubblicana, primo-imperiale e medio-imperiale. E’ stata completata anche l’evidenziazione dell’ambiente di età romana con pavimento lastricato, relativo alla fase IV di generale ristrutturazione del villaggio.
L’area archeologica è stata anche dotata di due pannelli illustrativi, realizzati nell’ambito del Progetto “Percorso delle Pievi e dei Siti Archeologici”, finanziato con contributi statali e regionali ex L. 266/97.
AIAC_892 - Bastia di Onigo - 2006I sondaggi effettuati nel 1994 e gli scavi condotti dal 1995 nel sito della Bastia di Onigo, hanno portato alla luce il perimetro della fortificazione e individuato alcune strutture situate all’interno della cinta muraria, in particolare una presumibile canipa domini e una cisterna-pozzo alla veneziana.
Nella campagna del 2005, l’indagine stratigrafica è stata continuata nel settore G, in cui è esposta l’intera struttura della cisterna-pozzo e il riempimento primario residuo. Successivamente sono stati scavati i riempimenti di disattivazione della cisterna e il deposito archeologico relativo al riempimento del pozzo. Lo scavo esaustivo dell’area ha permesso di ribadire l’ipotesi già avanzata: la struttura indagata deve essere interpretata come una cisterna-pozzo alla veneziana, costituita da un grande invaso in muratura, con paramenti murari rivestiti da uno strato di cocciopesto e argilla fine con funzione impermeabilizzante. In base ai materiali rinvenuti, il momento di disattivazione del manufatto idrico è da datarsi, come termine post quem, tra la fine del 1300 e l’inizio del 1400. Nella campagna del 2005 è stato continuato anche lo scavo nel settore H, ai piedi della Torre, dove sono stati indagati i resti di alcune strutture, già individuate in precedenza e attribuibili a differenti fasi cronologiche (XII-XIV secolo).