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AIAC_1015 - Fontana Ranuccio - 2006
The excavations of the paleolithic layer in the locality of Fontana Ranuccio aimed to determine the extension of the fossiliferous level.
It was very slightly sloped in a north/west-south/east direction which indicates the probable existence of a drainage system, set up in a similar way to the existing one. The highest concentration of finds was in the northern part of the area.
These included bones, teeth, macro-remains of fossilised wood, deer antlers, implements attached to bone and fragments of worked flint. Of particular interest for their very good state of preservation and completeness are the _Elephas_ half mandible and adjacent deer antler, the _Elephas_ molar and several bone implements chipped on the distal part, the ribs of a pachyderm and the distal extremity of a bifacial implement of dark flint. (MiBAC)
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AIAC_1015 - Fontana Ranuccio - 2008
Gli scavi del giacimento paleolitico di Fontana Ranuccio si sono svolti dal 15 settembre al 12 ottobre 2008, dal Lunedi al Sabato (8-17).
Il settore scavato nel 2008 è lo stesso dell'anno precedente, lo scavo quindi ha semplicemente interessato il terzo centrale dello strato fossilifero a mammiferi e manufatti, spesso massimo 1,2 m. Su una superficie totale di circa 50 m2 (e un volume di circa 15 m3) sono stati rinvenuti 963 oggetti, di cui 731 reperti ossei (ca 100 determinabili), 38 strumenti su osso (o presunti tali) e 87 manufatti litici in selce grigia.
Le tecniche di scavo sono quelle abituali messe a punto nel corso degli anni per il giacimento di Ranuccio: rottura delle croste ferrifere con strumenti pesanti (martelli, picconi e martello demolitore), reperimento degli oggetti e loro scavo con strumenti fini, posizionamento e successiva rimozione, previa doccia in gesso per le ossa di maggiori dimensioni o fratturate. Come è facile intuire, il rilevamento è la fase metodologicamente più delicata poiché è tramite questa che è possibile alimentare una banca dati utile a un successivo studio tafonomico. Il posizionamento dei reperti è fatto sia tramite strumentazione ottica (diottra autoriduttrice), elettronica (stazione totale) o con GPS differenziale. Mentre la prima restituisce dei pianetti in scala (perlopiù 1:50 o 1:20) che vanno poi scansiti e georiferiti, il secondo fornisce una lista di punti con coordinate ortogonali che vanno poi georiferite, mentre il GPS restituisce direttamente le coordinate geografiche che possono essere assorbite direttamente dal Geodatabase del GIS.
Per quanto riguarda i reperti molto piccoli, si è proceduto a una setacciatura a campione su circa 1 t di terra (pari a circa il 3% del deposito scavato), non trovando altro che due denti frammentari di micromammifero. A questo scopo si è commissionata la costruzione di un setaccio per microfaune con maglie scalari fino a 0,5 mm, da usare con acqua corrente, che si è utilizzato nel cortile del Convitto Nazionale Regina Margherita di Anagni, dove il gruppo di lavoro alloggiava.
In base all'esperienza delle campagne precedenti, quest'anno si è deciso di non consolidare sul campo i reperti, ma di prepararli alla rimozione e al trasporto nella maniera più accurata possibile. Nessun prodotto è stato quindi dato sulle ossa, limitandoci unicamente alla pellicola di alluminio e alle bende gessate o, nel caso dei reperti di grandi dimensioni, all'ingessatura con alabastrino e rete metallica.
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AIAC_1017 - Peschio Ranaro - 2006
The excavation at Collepardo at the foot of the Ernici Mountains led to the recovery of Mesolithic artefacts from the late Epigravatian. These comprised numerous microliths and scrapers, backs, croppings and blades found in the upper levels of brown soils.
The fauna, of which thirteen species were noted, was of particular interest for the chronology and paleo-alpine environment and included ibex, chamois, marmot and ermine. (MiBAC)
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AIAC_2362 - Coste San Giacomo - 2009
Nel corso del Pliocene, a partire da circa 2,6 Ma, il clima della Terra va incontro ad un netto e generalizzato raffreddamento. La globalità di questo fenomeno avrà importanti ripercussioni sugli ecosistemi terrestri durante tutto il Pliocene ed il Pleistocene. I cambiamenti climatico-ambientali in questione porteranno in Europa alla diffusione di specie animali e vegetali adattate agli spazi aperti in espansione, alla comparsa di nuove specie e all'estinzione di altre. La parte finale del Pliocene quindi rappresenta uno dei primi momenti di tali trasformazioni.
Il sito di Coste S. Giacomo, uno dei siti del Bacino di Anagni (Frosinone), e i fossili di vertebrati che dai depositi affioranti sono stati recuperati nel corso degli anni si inseriscono in questo contesto scientifico. Sebbene non siano state mai effettuate campagne di scavo, ma soltanto raccolte di superficie e campionamenti, dal sito provengono diverse specie. In una prima pubblicazione (Biddittu et al. 1979) fatta a seguito di un saggio eseguito nel 1978 dall’I.I.P.U. e considerando anche i resti raccolti in superficie durante gli anni successivi all’individuazione del giacimento, la fauna di Coste San Giacomo si presenta costituita dalle seguenti specie: _Anancus arvernensis, Mammuthus meridionalis, Equus stenonis, Stephanorhinus cf. S. etruscus, Leptobos sp., Croizetoceros ramosus, Axis lyra (=Cervus philisi), Eucladoceros tegulensis, Gazella borbonica, Gazellospira torticornis, Sus sp., Hyaenidae indet. (?Chasmaporthetes sp.), Canis cf. C. etruscus, Vulpes cf. V. alopecoides, Homotherium sp., Primates indet. Hystrix cf. H. refossa, Talpa sp._ Nel 1997 Gliozzi _et al._ formalizzano l’Unità Faunistica di Coste San Giacomo, una unità biocronologica dell'età a mammiferi Villafranchiano.
Alla luce delle ricerche condotte sinora la fauna di Costa San Giacomo presente importanti caratteristiche quali:
a) la coesistenza di _Anancus arvernensis_ e di _Mammuthus meridionalis_;
b) la presenza di un gran numero di carnivori diversi che solitamente sono poco rappresentati nelle associazioni faunistiche plioceniche italiane;
c) la comparsa del primo rappresentante in Italia del genere _Canis_ e l’ultima evidenza di _Anancus arvernensis_ nella penisola.
Nel corso del 2009 è stato effettuato un sondaggio a carotaggio continuo di 40 m del sito e sono stati prelevati campioni per analisi paleomagnetiche e paleobotaniche.