Name
Corisande Fenwick
Organisation Name
Stanford University

Season Director

  • AIAC_4514 - Bulla Regia - 2015
    Une fouille préventive dirigée par M.CHAOUALI chargé de recherches archéologiques et historiques, effectuée entre juin et décembre 2010 a permis à une équipe de l’Institut National du Patrimoine tunisien, à l’INP de découvrir une nouvelle église, un cimetière chrétien et un autre cimetière païen dans la périphérie ouest du site archéologique de Bulla Regia au nord-ouest de la Tunisie (gouvernorat de Béja). Ces monuments chrétiens datables entre le IVème et le VIIème s. viennent enrichir l’histoire du christianisme peu fournie de l’antique Bulla Regia. En 2015, un projet tuniso-anglais, dans le cadre d’une convention de recherche scientifique entre l’Institut National du Patrimoine tunisien et l’University College of London, Angleterre sous la direction scientifique de Mohaddine CHAOUALI, côté tunisien et Corisande FENWICK, côté anglais. L’objectif est de continuer la fouille du site et ses monuments dégagés en 2010 et les mettre en valeur et former des jeunes chercheurs.
  • AIAC_5650 - Volubilis site E - 2024
    Entre 2018 et 2024, des fouilles ont eu lieu à l'extérieur de la porte principale de la ville, sur un site où des fouilles françaises inédites des années 1950 avaient révélé de nombreux murs médiévaux et quelques tombes romaines. Ces fouilles n'avaient laissé que peu de liens stratigraphiques entre les murs, et la série récente visait donc à reconstruire la stratigraphie et la séquence de construction. L'occupation la plus ancienne retrouvée est un four, produisant de la céramique commune, qui date probablement du premier siècle après J.-C. Aucune autre structure romaine n'a été retrouvée. Aucune autre structure romaine n'a été retrouvée. Au VIIe siècle, le site a été utilisé comme décharge, comme en témoignent d'importants dépôts d'os et de poteries. Les premiers bâtiments médiévaux semblent dater du huitième siècle. Il s'agit de grandes maisons rectangulaires avec des divisions apparentes entre les espaces d'habitation et les étables. Dans l'un des bâtiments, on trouve des traces d'une forge et d'autres activités industrielles possibles, tandis que dans un autre, une cuve a peut-être servi au foulage. Nous sommes donc en présence d'une communauté extra-muros, probablement contemporaine du quartier général d'Idris Ier sur le site B selon les monnaies, mais semblable à bien des égards aux habitats enregistré à l'intérieur des murs.

Season Team

  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2007
    A Casale la nostra interpretazione del 2006 che l’ambiente situato a nord-est fosse una _cella vinaria_ per la produzione e per l’immagazzinamento del vino durante la fermentazione è stata confermata dalle indagini di tutta la stanza. Gli scavi hanno rivelato una serie di _dolia_ all’interno della cella. Benché sia il pavimento in _opus spicatum_ sia i _dolia_ stessi siano stati quasi completamente spoliati, i tagli negli strati d’argilla sottostanti mostravano la posizione di 28 di questi contenitori, sistemati su quattro file parallele. A sud della _cella vinaria_ si trova un secondo ambiente, II, definito da un muro che descrive un’emiciclo lungo il lato meridionale. Oltre di quest’ultimo, un secondo muro parallelo genera un ambulatorio, la stanza III. L’interpretazione della stanza II come _coenatio_ deriva non solo dal confronto con strutture analoghe in ville lussuose, ma anche dalle celebri lettere scritte da Marco Aurelio a Frontino (Fron., 4.6), in cui menziona la sua cena nel _torcular_. Verso ovest si trova un’ampia scalinata che costituisce l’entrata all’edificio. Essa è composta da una sequenza di pianerottoli pavimentati con un semplice mosaico bianco, separati da rampe di tre gradini completamente rivestiti di marmo lunense. I muri erano rivestiti con lo stesso marmo separato da lastre di pavonazetto. Un’occupazione più tarda è indicata da circa 200 buche di palo e fosse: quelle databili si inquadrano entro il XII secolo. Tale materiale ci permette di suggerire che il villaggio rappresentato dai buchi di palo era uno dei _casalia_ menzionati nei documenti contemporanei del monastero di S. Pietro di Villamagna. Scavi nell’area della chiesa hanno rivelato una torre campanaria, una fossa dentro la chiesa per la fusione della campana, oltre 200 tombe e strutture relative al monastero stesso. Ad est della chiesa, un nuovo sito, D, ha rivelato una strada romana ben pavimentata che correva in senso est-ovest, lungo cui fu costruita una struttura con una pianta a griglia, distrutta dal fuoco in qualche momento del periodo tardo-imperiale. Sia la strada sia le rovine dell’edificio erano tagliate da un fossato che correva in senso nord-sud attraverso la trincea. Nella sua parte occidentale mucchi di macerie indicano la presenza di una palizzata. Il fossato è datato dalla ceramica e dalle monete approssimativamente alla metà del V sec. d.C.
  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2008
    Lo scavo è continuato nei tre settori aperti negli anni precedenti: il casale, la Chiesa e il Monastero e il sito denominato D. All’interno del casale, dove lo scorso anno era stato completato lo scavo del complesso _Cella/Coenatio_, in cui l’imperatore e i suoi ospiti cenavano, è stato completato lo scavo del moderno cortile, riportando alla luce una corte aperta con un bacino quadripartito rivestito in _opus signinum_, la cui funzione non è ancora evidente. La fornace di calce che occupava una stanza absidata è stata rimossa ed è stato scavato il riempimento fino al livello della fondazione: ogni livello pavimentale era stato rimosso al tempo della realizzazione della fornace. A sud del casale è stata aperta una trincea con lo scopo di scoprire la continuazione della scala imperiale: la rimozione del terreno superficiale e degli strati relativi al giardino del XIX secolo hanno rivelato una serie di buche di palo apparentemente databili al IX-X secolo. Saggi all’interno e a nord del granaio moderno hanno rivelato ulteriori dettagli sulla pianta del complesso. Nel sito D, la trincea scavata nel 2006 è stata ampliata a 25 x25 m, mostrando una buona parte della pianta di un edificio interpretabile come una sorta di caserma fiancheggiante una strada basolata, con due file di ambienti (m. 10 x 12), affacciati su uno stretto vicolo con una fogna al centro. Le stanze erano pavimentate in terra battuta e in genere contenevano un focolare e un singolo _dolium_. Se la struttura sia stata occupata da soldati o da contadini/schiavi non è chiaro. Il lavoro al monastero è continuato nell’area del cimitero situato ad ovest della chiesa, con oltre 200 tombe attualmente scavate. La presenza di un precedente nartece sulla fronte della chiesa è stata confermata e sono state rinvenute tracce della sua pavimentazione. A nord della chiesa sono stati rimossi i livelli relativi a due fasi della fornace di calcare del XIV secolo: questa è situata ad ovest del muro originale del monastero e può essere datato al tardo medioevo. All’interno delle mura del convento, si trova un chiostro largo 17,5 m, parzialmente scavato nel 2007. Corridoi sono ora visibili su tre lati, mentre un pozzo verso il centro conduce ad una cisterna. Sono state individuate numerose fasi dell’uso post-monastico del monastero, incluso ciò che è apparso essere stato il luogo di stoccaggio delle lastre di marmo pavimentale, lastre e cornici di epoca romana.
  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2010
    The full season covered June and July, and aimed at the completion of all the catalogues. Only two weeks were devoted to digging. At Site B, where the church and monastery of S. Pietro di Villamagna has been excavated by Caroline Goodson, the Roman and Late Roman hases were revealed beneath the cemetery and monastic deposits. The earliest deposit is a paving of white paving stones covering almost the whole area of the excavation. This was clearly a courtyard in front of one of the buildings on the estate, whose facade is visible in the section of the trench. Into this paved area in the third century was constructed a brick building with the same plan as the later church. Too early to be identified as a church, with a beaten-earth floor and without decoration, it was probably a cella vinaria, replacing the earlier, marble-line building at site A. However, a series of burials, including two flanking the door, suggest that during the mid-sixth century it was transformed into a church. The building was removed to foundation level, and a new church built on the same plan, although with three doors in the front facade rather than a single central one. Within the portico surrounding the great court a cella vinaria was established with at least eight large dolia whose pits are visible in two rows: pottery and coins allow us to attribute both events to the second half of the sixth century, probably under the Byzantine emperor Justinian. South of the Hadrianic winery the excavation of the dense sequence of huts that covered atrium the bath building was completed. Although little was left of the decoration, the collapsed marble from the monumental corridor of the baths excavated last year was reconstructed by Dirk Booms to give a complete reconstruction of the wall veneers. The water supply of the villa was also investigated, both in a small cistern that served as a castellum divisoriu and at a monumental fountain between the slave barracks and the villa. Finally, an amphitheatre, clearly visible on a RAF air photograph was investigated by magnetometry, with ambiguous results. The over 500 individuals from the cemetery have now been catalogued, aged, sexed and measured: they are stored in Anagni for future research, the preliminary catalogues of the architectural fragments, sculpture, pottery and other finds are also complete. We hope to complete the publication of the site within a few years.

Publication Authors