Name
Ryan Ricciardi

Season Team

  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2007
    A Casale la nostra interpretazione del 2006 che l’ambiente situato a nord-est fosse una _cella vinaria_ per la produzione e per l’immagazzinamento del vino durante la fermentazione è stata confermata dalle indagini di tutta la stanza. Gli scavi hanno rivelato una serie di _dolia_ all’interno della cella. Benché sia il pavimento in _opus spicatum_ sia i _dolia_ stessi siano stati quasi completamente spoliati, i tagli negli strati d’argilla sottostanti mostravano la posizione di 28 di questi contenitori, sistemati su quattro file parallele. A sud della _cella vinaria_ si trova un secondo ambiente, II, definito da un muro che descrive un’emiciclo lungo il lato meridionale. Oltre di quest’ultimo, un secondo muro parallelo genera un ambulatorio, la stanza III. L’interpretazione della stanza II come _coenatio_ deriva non solo dal confronto con strutture analoghe in ville lussuose, ma anche dalle celebri lettere scritte da Marco Aurelio a Frontino (Fron., 4.6), in cui menziona la sua cena nel _torcular_. Verso ovest si trova un’ampia scalinata che costituisce l’entrata all’edificio. Essa è composta da una sequenza di pianerottoli pavimentati con un semplice mosaico bianco, separati da rampe di tre gradini completamente rivestiti di marmo lunense. I muri erano rivestiti con lo stesso marmo separato da lastre di pavonazetto. Un’occupazione più tarda è indicata da circa 200 buche di palo e fosse: quelle databili si inquadrano entro il XII secolo. Tale materiale ci permette di suggerire che il villaggio rappresentato dai buchi di palo era uno dei _casalia_ menzionati nei documenti contemporanei del monastero di S. Pietro di Villamagna. Scavi nell’area della chiesa hanno rivelato una torre campanaria, una fossa dentro la chiesa per la fusione della campana, oltre 200 tombe e strutture relative al monastero stesso. Ad est della chiesa, un nuovo sito, D, ha rivelato una strada romana ben pavimentata che correva in senso est-ovest, lungo cui fu costruita una struttura con una pianta a griglia, distrutta dal fuoco in qualche momento del periodo tardo-imperiale. Sia la strada sia le rovine dell’edificio erano tagliate da un fossato che correva in senso nord-sud attraverso la trincea. Nella sua parte occidentale mucchi di macerie indicano la presenza di una palizzata. Il fossato è datato dalla ceramica e dalle monete approssimativamente alla metà del V sec. d.C.
  • AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2008
    Lo scavo è continuato nei tre settori aperti negli anni precedenti: il casale, la Chiesa e il Monastero e il sito denominato D. All’interno del casale, dove lo scorso anno era stato completato lo scavo del complesso _Cella/Coenatio_, in cui l’imperatore e i suoi ospiti cenavano, è stato completato lo scavo del moderno cortile, riportando alla luce una corte aperta con un bacino quadripartito rivestito in _opus signinum_, la cui funzione non è ancora evidente. La fornace di calce che occupava una stanza absidata è stata rimossa ed è stato scavato il riempimento fino al livello della fondazione: ogni livello pavimentale era stato rimosso al tempo della realizzazione della fornace. A sud del casale è stata aperta una trincea con lo scopo di scoprire la continuazione della scala imperiale: la rimozione del terreno superficiale e degli strati relativi al giardino del XIX secolo hanno rivelato una serie di buche di palo apparentemente databili al IX-X secolo. Saggi all’interno e a nord del granaio moderno hanno rivelato ulteriori dettagli sulla pianta del complesso. Nel sito D, la trincea scavata nel 2006 è stata ampliata a 25 x25 m, mostrando una buona parte della pianta di un edificio interpretabile come una sorta di caserma fiancheggiante una strada basolata, con due file di ambienti (m. 10 x 12), affacciati su uno stretto vicolo con una fogna al centro. Le stanze erano pavimentate in terra battuta e in genere contenevano un focolare e un singolo _dolium_. Se la struttura sia stata occupata da soldati o da contadini/schiavi non è chiaro. Il lavoro al monastero è continuato nell’area del cimitero situato ad ovest della chiesa, con oltre 200 tombe attualmente scavate. La presenza di un precedente nartece sulla fronte della chiesa è stata confermata e sono state rinvenute tracce della sua pavimentazione. A nord della chiesa sono stati rimossi i livelli relativi a due fasi della fornace di calcare del XIV secolo: questa è situata ad ovest del muro originale del monastero e può essere datato al tardo medioevo. All’interno delle mura del convento, si trova un chiostro largo 17,5 m, parzialmente scavato nel 2007. Corridoi sono ora visibili su tre lati, mentre un pozzo verso il centro conduce ad una cisterna. Sono state individuate numerose fasi dell’uso post-monastico del monastero, incluso ciò che è apparso essere stato il luogo di stoccaggio delle lastre di marmo pavimentale, lastre e cornici di epoca romana.

Publication Authors