Name
Ilaria Marrazzo
Organisation Name
Sapienza Università di Roma

Season Team

  • AIAC_1049 - Parco Archeologico Urbano - 2007
    L’area, ubicata nelle vicinanze del Battistero di S. Maria Maggiore (VI sec. d.C.), ha restituito strutture afferenti ad edifici pubblici che rivelano una continuità di frequentazione, in base ai risultati ottenuti, dall’età repubblicana fino al Medioevo. Le imponenti strutture rinvenute fanno ritenere che si è in presenza di edifici pubblici posizionati, verosimilmente, nei pressi del Foro. Stratigraficamente si registra una sovrapposizione, sulle strutture di età romana, di setti murari pertinenti ad edifici ottocenteschi a cui si affiancano vasche comunicanti (tra cui una con una croce greca impressa sull’intonaco delle pareti) ed un pozzo. La prosecuzione dell’indagine fino alla profondità di circa -7 m dall’attuale sede stradale ha portato alla luce strutture pertinenti ad un monumentale edificio con imponenti colonne, realizzate in laterizi e rivestite di intonaco decorato con incisioni e poggianti su alto podio. A questo si affiancano ambienti relativi ad un edificio termale caratterizzato, attualmente, dalla presenza di un ambiente individuato come probabile spogliatoio ( _apodyterion_ ). L’ _apodyterion_ (?), che si conserva in alzato per oltre m. 3, presenta, nella sua parte più alta, una serie di nicchie, la cui funzione è ancora in fase di studio, realizzate con laterizi e ricoperte da uno spesso strato di intonaco. In una fase di ristrutturazione dell’edificio furono realizzati raffinati bassorilievi in stucco raffiguranti, attraverso pannelli delimitati da elementi architettonici come colonne e vani di porte, soggetti mitologici afferenti al ciclo di Ercole. Le figure presentano masse muscolari rese con perfetto calligrafismo; i corpi classicheggianti, su fondo neutro, sono riconducibili alla prima età imperiale. Gli ambienti termali si caratterizzano, inoltre, per la presenza di un sedile lungo le pareti ed eleganti pavimenti a mosaico realizzati con l’alternanza di tessere di marmo bianche e nere. Successivi rifacimenti, individuabili per la presenza di tramezzi murari, tomponature e sovrapposizioni di tecniche edilizie diversificate, testimoniano, in epoche successive, la frequentazione intensa di tali ambienti con diversa destinazione d’uso. Si segnala la presenza di un ambiente-dispensa in cui si sono rinvenuti, _in situ_, vasi integri, contenenti derrate alimentari. Si sottolinea, infine, che la fase di abbandono dell’area è indicata da sepolture a cassa databili intorno al VI sec. d.C.
  • AIAC_2853 - Otricoli, Teatro - 2011
    L'intervento della campagna di scavo 2011 ha avuto lo scopo di esplorare il fronte scenico del teatro, già in parte scavato negli anni 60 del '900 dal Dott. U. Ciotti, funzionario dell'allora ispettorato per l'Umbria. Gli scavi, all'epoca, furono intrapresi nell’ _aditus_ di destra, riportando alla luce un muro in opera quadrata, mentre nell’area della scena e del _pulpitum_ si riportò alla luce una scalinata utilizzata per accedere al piano superiore della scena. La scala è rivestita in opera reticolata sul lato nord, in opera quadrata sul lato est, mentre sul lato ovest appoggiava ad un muro. Quest'ultimo muro, in opera quadrata, sembra chiudere su quel lato l'edificio scenico, creando un ambiente interno interpretabile come un _parascaenium_. Nella campagna appena trascorsa si è aperto un saggio adiacente a quello poc'anzi menzionato, evidenziando una grande US negativa (taglio), interpretabile come una fase di spolio avvenuta probabilmente nel settecento. Si è , infatti, a conoscenza dai documenti di archivio che scavi sistematici furono intrapresi su tutta l'area, tra il 1776 e il 1782, dal Card.le Pallotta Pro Tesoriere Generale e seguiti da Gianni Battista Antonio Visconti (1722-1784) prefetto pontificio per le antichità, per ordine di Pio VI. Parte di queste indagini interessarono anche il teatro, dal quale emersero: una statua colossale di donna seduta, una statua femminile seduta di grandezza naturale, un tripode di marmo con rilievi da tre lati e tre are intagliate. Infine quattro colonne di marmo africano rotte, del diametro di 0,66 m, quattro di cipollino del diametro di 0,44 m e alcuni rocchi di alabastro e giallo antico. Tra le altre cose furono rinvenute molti pezzi di cornici e capitelli. Lo scavo fu eseguito anteriormente al fronte scenico, scavando un crollo dello spessore di circa un metro, riemerso anche durante le fasi di scavo moderne, fu asportato in parte anche dal Ciotti. Il crollo avvenne, dopo l'abbandono della città e la dismissione del teatro dalle sue funzioni. Durante le odierne fasi di scavo è riemerso il muro del fronte scenico, già riportato alla luce nella parte posteriore dal Dott. Ciotti. Le sue dimensioni lo prefigurano come una enorme struttura in cementizio, larga circa 2,20 m, alta 1,80 m e lunga 4 m che serviva a sostenere l’apparato marmoreo. Posteriormente e sul lato sinistro il paramento è in opera quadrata in tufo, mentre anteriormente è ricoperto in _opus reticulatum_, inquadrato da due grandi blocchi in travertino bianco che mettono in evidenza una apertura sul fianco destro, la quale può essere interpretata come la valva _hospitalitatium_. Il paramento sinistro del fronte scenico si prolunga verso l'orchestra, formando un muro che divideva il _pulpitum_ dal _parascaenium_, di questo si sono rinvenuti sul lato nord dello scavo due corsi di blocchi regolari in tufo. Sulla _scaenae frons_ si aprono canonicamente tre porte: le _valvae hospitalitates_, situate lateralmente e la valva regia posizionata al centro del muro. L’apertura delle tre porte doveva rispettare il canone vitruviano dei triangoli inscritti in un cerchio; nel caso ocricolano sembra essere in parte rispettato. Infatti il teatro di Otricoli è costruito su un ottadecagono, cioè su di un poligono di 18 lati regolari.