Name
Regio VI
Date Range
600 BC – 100
Monuments
Insula

Seasons

  • AIAC_343 - Regio VI - 2004
    Dall'anno 2000 le Università di Perugia, Venezia, Trieste, Siena e l'Orientale di Napoli sono impegnate in un progetto di ricerca volto allo studio sistematico delle insulae della Regio VI di Pompei, al fine di ricostruire la storia edilizia di tutte le unità abitative e commerciali in esse presenti attraverso l'analisi delle stratigrafie murarie. Questa attività, che si propone di raccogliere tutte le informazioni in previsione di un'edizione completa degli isolati, è stata integrata da una serie di campagne di scavo, che hanno avuto come obiettivo l'indagine sui tempi e sui modi dell'occupazione di questo settore della città. Quanto finora emerso ha permesso di riferire al VI secolo a.C. la prima occupazione del quartiere e di individuare una serie di abitazioni, databili al III secolo a.C., sepolte al di sotto di una spessa colmata artificiale nel corso del II secolo a.C. Alcune delle domus più antiche, di differente tipologia edilizia, mostrano elevati livelli di conservazione nella struttura e nella decorazione superstite, che prefigurano ulteriori iniziative di studio e di valorizzazione. Infine, l'integrazione dei dati di scavo con la documentazione emersa dall'analisi delle stratigrafie verticali ha indicato tra la metà e l'ultimo quarto del II secolo a.C. il periodo in cui ebbe termine il processo di urbanizzazione della Regio VI, il cui aspetto rimase sostanzialmente invariato fino all'epoca dell'eruzione del 79 d.C. (Paolo Barconi, Filippo Coarelli, Fabrizio Pesando, Annapaola Zaccaria Ruggiu)
  • AIAC_343 - Regio VI - 2005
    Nel corso del 2005 sono continuate le indagini nella Regio VI: queste hanno interessato le abitazioni di III secolo a.C. scoperte nelle precedenti campagne (Casa del Granduca Michele, VI,5,5; Casa del Centauro, VI,9,3-5) e i settori posteriori delle domus VI,2,17 e VI,2,18; si è inoltre aperto un nuovo settore di indagine nell'insula VI,14 lungo il fronte affacciato su Vicolo dei Vettii. L'attività di scavo è stata estesa anche all'angolo nord-occidentale dell'insula IX,2, nel punto in cui aveva origine la viu mefiu menzionata in un'iscrizione osca, il cui tratto più orientale era stato indagato nel corso della campagna di scavo del 2004 con i sondaggi eseguiti nell'insula IX,7. La ricerca rientra nel progetto "I Primi Secoli di Pompei", finanziato dal Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica nell'ambito dei Progetti di Ricerca di interesse Nazionale (PRIN) per il biennio 2004-2006. (Fabrizio Pesando)
  • AIAC_343 - Regio VI - 2006
    Negli anni 2005 e 2006 l’Università di Perugia, nell’ambito del progetto interuniversitario “I primi secoli di Pompei”, ha continuato gli scavi nella Regio VI Insula 2, in particolare presso alcuni ambienti delle domus VI 2, 14 e VI 2, 16-21 dove i livelli intercettati testimoniano rispettivamente l’impianto di edifici di III e di metà II secolo a.C. e presso la Casa di Sallustio (VI 2, 2-4), in collaborazione con la professoressa A. Laidlaw. La cronologia dell’edificazione della domus, di età tardo-sannitica, conferma che l’occupazione dei lotti dell’insula 2 avvenne in maniera graduale, fra aree lasciate inedificate, e fu completata solo nel corso del II secolo a.C. Due saggi di scavo, eseguiti lungo Via della Fullonica (compresa tra le insulae 5 e 7 della Regio VI), hanno permesso di documentare le fasi più antiche della strada, risalenti al pieno III secolo a.C. e il rapporto con le abitazioni originarie. Un’area di nuovo interesse è costituita dalla Regio VII insula 15, dove le abitazioni indagate (VII 15, 1-2; VII 15, 3; VII 15, 6; VII 15, 8) hanno consentito di sviluppare un modello diacronico dell’occupazione dell’intero abitato. Importanti informazioni sul circuito delle mura più antiche della città hanno fornito i saggi stratigrafici presso la taberna VII 7, 12 contigua alla Casa di Romolo e Remo e lungo Via dei Soprastanti, in corrispondenza del marciapiede della domus VII 16, 12-14. Infine gli scavi presso il marciapiede antistante le domus IX 8, 8 e IX 9 (e), in corrispondenza di nicchie poste sulla facciata, hanno consentito di documentare aspetti della religiosità privata contestuali all’impianto delle abitazioni. Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica nell’ambito dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) per i bienni 2004-2006 e 2006-2008. (Filippo Coarelli)
  • AIAC_343 - Regio VI - 2010
    A partire dal 2000 le unità di ricerca del “Progetto _Regio VI_” hanno studiato analiticamente singoli edifici ed eseguito saggi stratigrafici in gran parte delle _insulae_ presenti nel settore nord-occidentale della città ( _insulae_ 2, 5, 7, 9, 13 e 14 della _Regio_ VI e _insulae_ 7 e 15 della _Regio_ VII), estendendo negli ultimi anni la ricerca ad alcuni isolati ad esso limitrofi ( _insula_ 3 della _Regio_ V e _insulae_ 2 e 7 della _Regio_ IX). Otto sono state le insulae studiate nella loro interezza e nelle quali sono state eseguite indagini stratigrafiche: VI, 2; VI, 5; VI, 7; VI, 9; VI, 10; VI, 13; VI, 14; VII, 15. Sette le abitazioni messe in luce al di sotto dei livelli di II secolo a .C. e scavate per oltre l’80% della loro superficie originaria: Casa di Iside (VI, 2, 17.20); _Domus_ VI, 2, 14; _Domus_ VI, 2, 26; Protocasa del Granduca Michele (VI, 5,5); Protocasa del Centauro (VI, 9, 3-5); Casa del Naviglio (VI,10,11); _domus_ VI, 14, 40. Otto, infine, sono state le strutture arcaiche con fondazioni in blocchi di pappamonte o a secco individuate nel corso dei sondaggi. Studi parziali, ossia dedicati solo ad alcuni edifici, hanno inoltre interessato le _insulae_ VII, 7; IX, 2 e IX, 7. Per quanto concerne la localizzazione, la quantità e l’estensione degli scavi stratigrafici, il criterio-guida ha risposto ad esigenze di economicità e flessibilità. La ricerca si è indirizzata là dove la preliminare analisi architettonica dell’edificio aveva mostrato chiari indizi di fasi edilizie più antiche o dove si era reso indispensabile verificare la cronologia assoluta di un intervento. Per questo motivo, si è privilegiata la ricerca nelle strutture abitative e commerciali che per tecnica e decorazione sono state in genere riferite alla più antica fase costruttiva documentata in città (case e botteghe con facciate a blocchi di travertino e muri perimetrali in _opus africanum_ ) e, soprattutto, all’interno di quelle che mostravano evidenti segni di rialzamento della quota di frequentazione in un periodo in cui erano ancora in uso le decorazioni di I stile. I risultati conseguiti hanno stabilito che le abitazioni costruite utilizzando le tecniche edilizie che tradizionalmente gli studi di pompeianistica consideravano più antiche risalivano al pieno III secolo a.C. e che spesso, al di sotto di edifici estesamente ristrutturati nel corso dell’età tardo-sannitica, profonde colmature avevano seppellito case più antiche senza intaccarne in maniera significativa architettura e decorazione. In particolare, sono state scavate quasi integralmente tre “protocase”, che hanno permesso di acquisire importanti informazioni sull’architettura domestica e sugli apparati decorativi di III secolo a.C.: Protocasa del Centauro (VI,9,3), Protocasa VI,14,40, Protocasa del Granduca Michele (VI,5,5). In taluni casi, gli scavi hanno rivelato consistenti tracce della frequentazione arcaica del quartiere, forse già finalizzata a scopi residenziali. Fin dal VI secolo a.C. sembrano già essere stati definiti i principali assi stradali - con l’apertura della grande via di Mercurio e delle vie ad essa parallele - e che a questo periodo di crescita della città, culminata con la costruzione delle mura e dei due grandi santuari urbani (Tempio di Apollo e Tempio Dorico), fece seguito una forte contrazione dell’insediamento, forse per effetto della sannitizzazione cui fu coinvolta questa area della Campania antica a partire dal terzo quarto del V secolo a.C. Come suggeriscono un celebre passo di Livio (IX,38,2) e il confronto con quanto documentato in altri siti dell’area campana e lucana (Capua, Cuma, Paestum), fino agli ultimi decenni del IV secolo a.C. la città sembra funzionare solo come centro amministrativo e di supporto produttivo per un territorio popolato da piccoli vici e da fattorie, la cui economia si basava sostanzialmente sull’agricoltura, sull’allevamento e sul controllo delle vie di comunicazione. A questo periodo sono infatti riferibili solo alcune modeste case costituite da una o due stanze affacciate su un cortile, che, fra la metà e la fine del IV secolo a.C., occuparono, in prossimità dell’area forense e del Foro Triangolare, spazi rimasti per quasi un secolo liberi da costruzioni. Solo all’indomani della fine della Seconda Guerra Sannitica e della stipula del foedus fra Roma e le popolazioni residenti nella valle del Sarno si registrò una inversione di tendenza, con una sistematica e pianificata rioccupazione del sito, allora dotato di nuove infrastrutture (prima fase delle mura ad _agger_ e creazione del reticolo viario interno). Da questa nuova fase urbana, databile sullo scorcio del IV secolo a.C., avrà origine la grande Pompei ellenistica; gli scavi hanno documentato che alla fase iniziale dello sviluppo della _Regio_ VI (III secolo a.C.) appartengono sia _domus_ aristocratiche ad atrio tuscanico (e.g. Casa degli Scienziati, del Naviglio), sia case che utilizzano ancora una tipologia edilizia locale (Protocasa del Centauro), mentre solo alla fine del III secolo si assiste alla definitiva diffusione anche presso i ceti medi della casa ad atrio (e.g. Protocasa del Granduca Michele; _domus_ VI, 14,40).

FOLD&R

Media

Name
Regio VI
Year
2004
Summary
it Dall'anno 2000 le Università di Perugia, Venezia, Trieste, Siena e l'Orientale di Napoli sono impegnate in un progetto di ricerca volto allo studio sistematico delle insulae della Regio VI di Pompei, al fine di ricostruire la storia edilizia di tutte le unità abitative e commerciali in esse presenti attraverso l'analisi delle stratigrafie murarie. Questa attività, che si propone di raccogliere tutte le informazioni in previsione di un'edizione completa degli isolati, è stata integrata da una serie di campagne di scavo, che hanno avuto come obiettivo l'indagine sui tempi e sui modi dell'occupazione di questo settore della città. Quanto finora emerso ha permesso di riferire al VI secolo a.C. la prima occupazione del quartiere e di individuare una serie di abitazioni, databili al III secolo a.C., sepolte al di sotto di una spessa colmata artificiale nel corso del II secolo a.C. Alcune delle domus più antiche, di differente tipologia edilizia, mostrano elevati livelli di conservazione nella struttura e nella decorazione superstite, che prefigurano ulteriori iniziative di studio e di valorizzazione. Infine, l'integrazione dei dati di scavo con la documentazione emersa dall'analisi delle stratigrafie verticali ha indicato tra la metà e l'ultimo quarto del II secolo a.C. il periodo in cui ebbe termine il processo di urbanizzazione della Regio VI, il cui aspetto rimase sostanzialmente invariato fino all'epoca dell'eruzione del 79 d.C. (Paolo Barconi, Filippo Coarelli, Fabrizio Pesando, Annapaola Zaccaria Ruggiu)
en Since the year 2000, the Universities of Perugia, Venice, Trieste, Siena and the Orientale of Naples have been involved in a research project aimed at undertaking a comprehensive study of the insulae of Regio VI at Pompeii. Through the analysis of wall stratigraphy the intent is to riconstruct the building history of all the dwellings and commercial units present within the insulae. This research, which proposes to collect all the information with a view to complete publication of the insulae, has been integrated with a series of excavations, whose objective was to shed light on the periods and types of occupation in this part of the city. What has so far emerged has allowed the dating of the first occupation of the area to the VI century B.C. and lead to the discovery of a series of houses dating to the III century B.C., buried beneath a thick, artificial fill during the II century B.C. Some of the older domus, of different construction types, have very well preserved structures, with surviving decoration that calls for further study and evaluation. Finally, the integration of the excavation data with the documentation provided by the analysis of the vertical stratigraphy has indicated a date between the mid to last quarter of the II century B.C. as the period in which the process of urbanization in the Regio VI ended. From this time its aspect remained largely unchanged until the time of the eruption in 79A.D. (Paola Barconi, Filippo Coarelli, Fabrizio Pesando, Annapaola Zaccaria Ruggiu)
Team
Archeologists - Laureati e studenti
Field director - Paolo Braconi
Field director - Filippo Coarelli
Field director - Fabrizio Pesando
Field director - Annapaola Zaccaria Ruggiu

FOLD&R

Media

Name
Regio VI
Year
2005
Summary
it Nel corso del 2005 sono continuate le indagini nella Regio VI: queste hanno interessato le abitazioni di III secolo a.C. scoperte nelle precedenti campagne (Casa del Granduca Michele, VI,5,5; Casa del Centauro, VI,9,3-5) e i settori posteriori delle domus VI,2,17 e VI,2,18; si è inoltre aperto un nuovo settore di indagine nell'insula VI,14 lungo il fronte affacciato su Vicolo dei Vettii. L'attività di scavo è stata estesa anche all'angolo nord-occidentale dell'insula IX,2, nel punto in cui aveva origine la viu mefiu menzionata in un'iscrizione osca, il cui tratto più orientale era stato indagato nel corso della campagna di scavo del 2004 con i sondaggi eseguiti nell'insula IX,7.
La ricerca rientra nel progetto "I Primi Secoli di Pompei", finanziato dal Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica nell'ambito dei Progetti di Ricerca di interesse Nazionale (PRIN) per il biennio 2004-2006. (Fabrizio Pesando)
en During 2005 excavations continued in Regio VI on the 3rd century B.C. houses uncovered during previous campaigns (Casa del Granduca Michele VI.5.5; Casa del Centauro VI. 9.3-5) and the rear of the domus VI. 2.17 and VI. 2.18. A new area was opened in insula VI, 14 along the side facing onto Vicolo dei Vetti. Excavations were also extended in the N-W corner of insula IX,2, at the point of origin of the Viu Mefiu mentioned in an Oscan inscription. Trenches dug in insula IX,7 investigated the eastern most stretch of this road during the 2004 excavation campaign.
This research forms part of the project Pompeii’s First Centuries - I Primi Secoli di Pompei, financed by the Ministry of Education within a scheme of research projects of national interest – Progetti di Ricerca di interesse Nazionale (PRIN) for the period 2004-2006. (Fabrizio Pesando)
Team
Archaeologists - Studenti, laureati e laureandi
Field director - Fabrizio Pesando

FOLD&R

Media

Name
Regio VI
Year
2006
Summary
it Negli anni 2005 e 2006 l’Università di Perugia, nell’ambito del progetto interuniversitario “I primi secoli di Pompei”, ha continuato gli scavi nella Regio VI Insula 2, in particolare presso alcuni ambienti delle domus VI 2, 14 e VI 2, 16-21 dove i livelli intercettati testimoniano rispettivamente l’impianto di edifici di III e di metà II secolo a.C. e presso la Casa di Sallustio (VI 2, 2-4), in collaborazione con la professoressa A. Laidlaw. La cronologia dell’edificazione della domus, di età tardo-sannitica, conferma che l’occupazione dei lotti dell’insula 2 avvenne in maniera graduale, fra aree lasciate inedificate, e fu completata solo nel corso del II secolo a.C.
Due saggi di scavo, eseguiti lungo Via della Fullonica (compresa tra le insulae 5 e 7 della Regio VI), hanno permesso di documentare le fasi più antiche della strada, risalenti al pieno III secolo a.C. e il rapporto con le abitazioni originarie.
Un’area di nuovo interesse è costituita dalla Regio VII insula 15, dove le abitazioni indagate (VII 15, 1-2; VII 15, 3; VII 15, 6; VII 15, 8) hanno consentito di sviluppare un modello diacronico dell’occupazione dell’intero abitato.
Importanti informazioni sul circuito delle mura più antiche della città hanno fornito i saggi stratigrafici presso la taberna VII 7, 12 contigua alla Casa di Romolo e Remo e lungo Via dei Soprastanti, in corrispondenza del marciapiede della domus VII 16, 12-14.
Infine gli scavi presso il marciapiede antistante le domus IX 8, 8 e IX 9 (e), in corrispondenza di nicchie poste sulla facciata, hanno consentito di documentare aspetti della religiosità privata contestuali all’impianto delle abitazioni.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica nell’ambito dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) per i bienni 2004-2006 e 2006-2008. (Filippo Coarelli)
en In 2005 and 2006 the University of Perugia continued its excavations in the Regio VI Insula 2 as part of the inter-university project “The First Centuries of Pompeii”. The excavations concentrated on several rooms of the domus VI 2, 14 and VI2, 16-21, where the levels reached provide evidence of the layout of buildings of the 3rd and mid 2nd centuries B.C., and on the House of Sallustius (VI 2, 2-4) in collaboration with Prof. A. Laidlaw. The chronology of the building of the domus, of late Samnite date, confirms that occupation of the lots in insula 2 was a gradual process, some lots being left vacant and was only completed during the course of the 2nd century B.C.
Two trenches dug along Via della Fullonica (between insulae 5 and 7 of Regio VI), provided evidence for the street’s earliest phases which date to the mid 3rd century B.C. and its relationship with the original dwellings.
A new area of interest is the Regio VII insula 15, where the houses investigated (VII 15, 1-2; VII 15, 3; VII 15, 6; VII 15, 8) provided the data for the development of a diachronic model of the occupation of the entire town.
Trenches put in by the taberna VII 7, 12 near the House of Romulus and Remus and along the Via dei Soprastanti, in correspondence with the pavement of domus VII 16, 12-14 provided important information regarding the earliest city walls.
Finally, excavations on the pavement in front of domus IX 8,8 and IX 9 (e), in correspondence with the niches on the façade, provided documentation regarding aspects of private religiosity in the context of the layout of the houses.
The project is financed by the Ministry of Education and Scientific Research as part of the programme “Research Projects of National Interest” (PRIN) for the periods 2004-2006 and 2006-2008. (Filippo Coarelli)
Team
Archaeologists - Laureati e laureandi
Field director - Valentina Befani
Field director - Lara Anniboletti

FOLD&R

Media

Name
Regio VI
Year
2010
Summary
it A partire dal 2000 le unità di ricerca del “Progetto _Regio VI_” hanno studiato analiticamente singoli edifici ed eseguito saggi stratigrafici in gran parte delle _insulae_ presenti nel settore nord-occidentale della città ( _insulae_ 2, 5, 7, 9, 13 e 14 della _Regio_ VI e _insulae_ 7 e 15 della _Regio_ VII), estendendo negli ultimi anni la ricerca ad alcuni isolati ad esso limitrofi ( _insula_ 3 della _Regio_ V e _insulae_ 2 e 7 della _Regio_ IX).

Otto sono state le insulae studiate nella loro interezza e nelle quali sono state eseguite indagini stratigrafiche: VI, 2; VI, 5; VI, 7; VI, 9; VI, 10; VI, 13; VI, 14; VII, 15. Sette le abitazioni messe in luce al di sotto dei livelli di II secolo a .C. e scavate per oltre l’80% della loro superficie originaria: Casa di Iside (VI, 2, 17.20); _Domus_ VI, 2, 14; _Domus_ VI, 2, 26; Protocasa del Granduca Michele (VI, 5,5); Protocasa del Centauro (VI, 9, 3-5); Casa del Naviglio (VI,10,11); _domus_ VI, 14, 40. Otto, infine, sono state le strutture arcaiche con fondazioni in blocchi di pappamonte o a secco individuate nel corso dei sondaggi. Studi parziali, ossia dedicati solo ad alcuni edifici, hanno inoltre interessato le _insulae_ VII, 7; IX, 2 e IX, 7.

Per quanto concerne la localizzazione, la quantità e l’estensione degli scavi stratigrafici, il criterio-guida ha risposto ad esigenze di economicità e flessibilità. La ricerca si è indirizzata là dove la preliminare analisi architettonica dell’edificio aveva mostrato chiari indizi di fasi edilizie più antiche o dove si era reso indispensabile verificare la cronologia assoluta di un intervento. Per questo motivo, si è privilegiata la ricerca nelle strutture abitative e commerciali che per tecnica e decorazione sono state in genere riferite alla più antica fase costruttiva documentata in città (case e botteghe con facciate a blocchi di travertino e muri perimetrali in _opus africanum_ ) e, soprattutto, all’interno di quelle che mostravano evidenti segni di rialzamento della quota di frequentazione in un periodo in cui erano ancora in uso le decorazioni di I stile.

I risultati conseguiti hanno stabilito che le abitazioni costruite utilizzando le tecniche edilizie che tradizionalmente gli studi di pompeianistica consideravano più antiche risalivano al pieno III secolo a.C. e che spesso, al di sotto di edifici estesamente ristrutturati nel corso dell’età tardo-sannitica, profonde colmature avevano seppellito case più antiche senza intaccarne in maniera significativa architettura e decorazione. In particolare, sono state scavate quasi integralmente tre “protocase”, che hanno permesso di acquisire importanti informazioni sull’architettura domestica e sugli apparati decorativi di III secolo a.C.: Protocasa del Centauro (VI,9,3), Protocasa VI,14,40, Protocasa del Granduca Michele (VI,5,5).

In taluni casi, gli scavi hanno rivelato consistenti tracce della frequentazione arcaica del quartiere, forse già finalizzata a scopi residenziali. Fin dal VI secolo a.C. sembrano già essere stati definiti i principali assi stradali - con l’apertura della grande via di Mercurio e delle vie ad essa parallele - e che a questo periodo di crescita della città, culminata con la costruzione delle mura e dei due grandi santuari urbani (Tempio di Apollo e Tempio Dorico), fece seguito una forte contrazione dell’insediamento, forse per effetto della sannitizzazione cui fu coinvolta questa area della Campania antica a partire dal terzo quarto del V secolo a.C. Come suggeriscono un celebre passo di Livio (IX,38,2) e il confronto con quanto documentato in altri siti dell’area campana e lucana (Capua, Cuma, Paestum), fino agli ultimi decenni del IV secolo a.C. la città sembra funzionare solo come centro amministrativo e di supporto produttivo per un territorio popolato da piccoli vici e da fattorie, la cui economia si basava sostanzialmente sull’agricoltura, sull’allevamento e sul controllo delle vie di comunicazione. A questo periodo sono infatti riferibili solo alcune modeste case costituite da una o due stanze affacciate su un cortile, che, fra la metà e la fine del IV secolo a.C., occuparono, in prossimità dell’area forense e del Foro Triangolare, spazi rimasti per quasi un secolo liberi da costruzioni.

Solo all’indomani della fine della Seconda Guerra Sannitica e della stipula del foedus fra Roma e le popolazioni residenti nella valle del Sarno si registrò una inversione di tendenza, con una sistematica e pianificata rioccupazione del sito, allora dotato di nuove infrastrutture (prima fase delle mura ad _agger_ e creazione del reticolo viario interno). Da questa nuova fase urbana, databile sullo scorcio del IV secolo a.C., avrà origine la grande Pompei ellenistica; gli scavi hanno documentato che alla fase iniziale dello sviluppo della _Regio_ VI (III secolo a.C.) appartengono sia _domus_ aristocratiche ad atrio tuscanico (e.g. Casa degli Scienziati, del Naviglio), sia case che utilizzano ancora una tipologia edilizia locale (Protocasa del Centauro), mentre solo alla fine del III secolo si assiste alla definitiva diffusione anche presso i ceti medi della casa ad atrio (e.g. Protocasa del Granduca Michele; _domus_ VI, 14,40).
en From 2000 onwards the “Progetto Regio VI” has made analytical studies of individual buildings and excavated trenches in most of the _insulae_ present in the north-western sector of the city ( _insulae_ 2, 5, 7, 9, 13 and 14 of _Regio_ VI and _insulae_ 7 and 15 of _Regio_ VII), in recent years extending the research to a number of neighbouring _insulae_ ( _insula_ 3 of _Regio_ V and _insulae_ 2 and 7 of _Regio_ IX).

Eight _insulae_ have been studied in their entirety and excavations undertaken inside them: VI, 2; VI, 5; VI, 7; VI, 9; VI, 10; VI, 13; VI, 14; VII, 15. Seven houses were brought to light below the 2nd century A.D. levels and excavated to over 80% of their original surface area: the House of Isis (VI, 2, 17.20); _Domus_ VI, 2, 14; _Domus_ VI, 2, 26; Proto-house of Grand Duke Michele (VI, 5,5); Proto-house of the Centaur (VI, 9, 3-5); the House of the Ships (VI,10,11); _Domus_ VI, 14, 40. Lastly, eight Archaic structures were found during the excavations, with foundations of either pappamonte blocks or of dry-stone construction. Partial studies were undertaken on _insulae_ VII, 7; IX, 2 e IX, 7.

The criteria for the positioning, quantity and extension of the excavations, were dictated by economics and flexibility. The research was directed to zones where the preliminary architectural analyses of the building showed clear indications of earlier building phases or where it had become necessary to check the absolute chronology of an intervention. For this reason, preference was given to the exploration of residential and commercial structures which for technique and decoration are usually attributed to the earliest building phase documented in the town (houses and shops with facades in travertine blocks and perimeter walls in _opus africanum_ ) and, above all, to the interior of those structures showing signs of raised floor levels in a period in which I Style decoration was still in use.

The results established that the houses built using construction techniques traditionally consider the earliest by Pompeian studies in fact dated to the 3rd century B.C. and that often, below buildings extensively restructured during the late Samnite period, deep fills had buried the earliest houses without causing significant damage to their architecture and decoration. In particular, three “proto-houses” were almost completely excavated, revealing important information regarding 3rd century B.C. domestic architecture and decorative schemes: Proto-house of the Centaur (VI,9,3), Proto-house VI,14,40, Proto-house of Grand Duke Michele (VI,5,5).

In some cases, the excavations revealed substantial traces of the Archaic occupation of the quarter, perhaps already for residential purposes. From the 6th century B.C. the main roads seem to have already been laid out, with the opening of the great via di Mercurio and its parallels. It also seems that this period of growth, culminating in the construction of the walls and the two great urban sanctuaries (the temple of Apollo and the Doric temple) was followed by a substantial contraction of the settlement, perhaps due to the “Samnitisation” affecting this area of ancient Campania from the third quarter of the 5th century B.C. onwards. As suggested by a well-known passage in Livy (IX, 38, 2) and a comparison with evidence from other sites in Campania and Lucania (Capua, Cumae, Paestum), until the last decades of the 4th century B.C. the town seemed to only function as a centre for administrative and production support for a territory populated by small vici and farms, whose economy was mainly based on agriculture, stock-raising and the control of the road network. In fact, only a few modest houses of one or two rooms facing onto a courtyard can be dated to this period. Between the middle and the end of the 4th century B.C. they occupied, in the vicinity of the Triangular Forum, spaces which had remained free of constructions for almost a century.

Only at the end of the Second Samnite War and the stipulation of the _foedus_ between Rome and the populations of the Sarno Valley was there a reversal in the tendency. There was a planned and systematic reoccupation of the site, which was provided with new infrastructures (first phase of the agger walls and creation of an internal road network). Out of this new urban phase, datable to the end of the 4th century B.C., came the great Hellenistic Pompeii. The excavations have shown that both aristocratic _domus_ with Tuscan _atrium_ (e.g. House of the Scientists, House of the Ships) and houses still using local construction typology (Proto-house of the Centaur) belonged to the initial phase in the development of _Regio_ VI (3rd century B.C.), whilst it was only at the end of the 3rd century B.C. that use of the atrium-house spread definitively to the middle classes (e.g. Proto-house of Grand Duke Michele; _Domus_ VI, 14, 40).
Summary Author
Fabrizio Pesando

Media

  • Coarelli et al. 2001-2002
    F. Coarelli, F. Pesando, A. Zaccaria Ruggiu, P. Braconi, 2001-2002, Pompei: "Progetto Regio VI". Relazione preliminare degli scavi nelle insulae 10 e 14, in Rivista di Studi Pompeiani12-13: 223-228.
  • Coarelli et al. 2003
    F. Coarelli, F. Pesando, A. Zaccaria Ruggiu, 2003, "Progetto Regio VI". Campagna di scavo 2002 nelle insulae 2, 9 e 14, in Rivista di Studi Pompeiani 14: 289-309.
  • Coarelli-Pesando 2004
    F. Coarelli, F. Pesando, 2004, Pompei prima di Pompei, in Archeo 227: 42-49.
  • Pesando 2005
    F. Pesando, 2005, Il progetto Regio VI: le campagne di scavo 2001-2002 nelle insulae 9 e 10, in P.G. Guzzo-M.P. Guidobaldi (a cura di), Nuove ricerche archeologiche a Pompei ed Ercolano, (Atti del convegno internazionale, Roma 28-30 Novembre 2002), Napoli: 73-96.
  • Coarelli-Pesando et al. 2005
    F. Coarelli, F. Pesando et al., 2005, Il Progetto Regio VI. Campagna di scavo 2004, in Rivista di Studi Pompeiani 16: 166-207.
  • Coarelli-Pesando 2004
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Location

Ancient Site Name
Pompeii
Location
Pompei
Easting
14.4841639836
Northing
40.7518264677