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Season Team
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AIAC_1108 - Volubilis (Site B) - 2000
Les fouilles archéologiques entreprises à l’extérieur de l’enceinte romaine de Volubilis entre 2000-2005 par l’équipe marocaine et britannique (INSAP et UCL) ont permis de mieux comprendre l’évolution de l’occupation de ce quartier et de la ville médiévale Walila ou Walilata. Dans ce quartier deux grandes phases post-romaines peuvent se voir d’une manière très claire.
Dans la première phase se trouve un ensemble de structures qui comprennent: une construction avec une cour, sans doute domestique, un espace de réception qui s’ouvre sur une route et une grande cour, un établissement thermal, ou hammam, et un grand bâtiment dont la cour a été occupée par des fosses. Au moins dix de ces dernières étaient des silos à grain,
Plusieurs monnaies pré-Idrisides proviennent du site, tandis q’une monnaie d’Idrīs II a été trouvée sur le sol du bâtiment de stockage. Avec les datations des silos par le radiocarbone, ces trouvailles s’accordent pour dater l’ensemble aux deux dernières décennies du VIIIème siècle. C’est à cette époque (172 H/788 après J.C) qu’Idris I, descendant d’Ali, est arrivé à Walila, où la tribu des Awraba l’a accueilli comme Imam. Ces structures ont été interprétées en tant que son quartier général, construit, comme dans beaucoup d’autres cas, à l’extérieur de la ville. Des monnaies trouvées dans la fouille montrent que l’occupation de ce quartier a duré jusqu’à l’époque de Mohammed Ibn Idrīs (213 – 221).
La deuxième phase est représentée par une série de bâtiments composés chacun d’une ou deux pièces et une cour, que nous interprétons comme des maisons. Ils datent du Xème siècle.
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AIAC_1108 - Volubilis (Site B) - 2005The Early Islamic bath, or hammam, at Volubilis is one of the earliest in the Maghreb. While its frigidarium and plunge pool are substantially intact, the vault over the warm room was partially collapsed, and that over the hot room entirely so. Conservation involved the reconstruction of the voids in the warm room vault, with an inner vault using brick, and a new vault supported on a wood superstructure over the hot room. This restored the volumes of this wing of the bath, and protects the delicate flooring of the hot room, which still preserves the channels for the hypocaust floor.
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AIAC_185 - S. Pietro di Villamagna - 2008
Lo scavo è continuato nei tre settori aperti negli anni precedenti: il casale, la Chiesa e il Monastero e il sito denominato D. All’interno del casale, dove lo scorso anno era stato completato lo scavo del complesso _Cella/Coenatio_, in cui l’imperatore e i suoi ospiti cenavano, è stato completato lo scavo del moderno cortile, riportando alla luce una corte aperta con un bacino quadripartito rivestito in _opus signinum_, la cui funzione non è ancora evidente. La fornace di calce che occupava una stanza absidata è stata rimossa ed è stato scavato il riempimento fino al livello della fondazione: ogni livello pavimentale era stato rimosso al tempo della realizzazione della fornace.
A sud del casale è stata aperta una trincea con lo scopo di scoprire la continuazione della scala imperiale: la rimozione del terreno superficiale e degli strati relativi al giardino del XIX secolo hanno rivelato una serie di buche di palo apparentemente databili al IX-X secolo. Saggi all’interno e a nord del granaio moderno hanno rivelato ulteriori dettagli sulla pianta del complesso.
Nel sito D, la trincea scavata nel 2006 è stata ampliata a 25 x25 m, mostrando una buona parte della pianta di un edificio interpretabile come una sorta di caserma fiancheggiante una strada basolata, con due file di ambienti (m. 10 x 12), affacciati su uno stretto vicolo con una fogna al centro. Le stanze erano pavimentate in terra battuta e in genere contenevano un focolare e un singolo _dolium_. Se la struttura sia stata occupata da soldati o da contadini/schiavi non è chiaro.
Il lavoro al monastero è continuato nell’area del cimitero situato ad ovest della chiesa, con oltre 200 tombe attualmente scavate. La presenza di un precedente nartece sulla fronte della chiesa è stata confermata e sono state rinvenute tracce della sua pavimentazione. A nord della chiesa sono stati rimossi i livelli relativi a due fasi della fornace di calcare del XIV secolo: questa è situata ad ovest del muro originale del monastero e può essere datato al tardo medioevo. All’interno delle mura del convento, si trova un chiostro largo 17,5 m, parzialmente scavato nel 2007. Corridoi sono ora visibili su tre lati, mentre un pozzo verso il centro conduce ad una cisterna.
Sono state individuate numerose fasi dell’uso post-monastico del monastero, incluso ciò che è apparso essere stato il luogo di stoccaggio delle lastre di marmo pavimentale, lastre e cornici di epoca romana.